Cari amici e
sostenitori di una giustizia veramente = per tutti,
a nome del
Movimento per la Giustizia Robin Hood e di Avvocati senza Frontiere,
condividendo il comune senso di sfiducia verso la politica (anche
noi ai tempi di "MANI PULITE" raccogliemmo
oltre 250.000 firme e le offrimmo a Di Pietro,
Borrelli e ai cosiddetti magistrati del Pool che le rifiutarono,
senza alcun confronto), desidero esprimerVi i miei più sinceri
ringraziamenti per il Vs. costante impegno nel tentativo di toccare
le coscienze e costruire una società basata sui principi della
ragione e della verità, contro ogni mistificazione
e forma di violenza o abuso nei confronti dei soggetti più
deboli. Parti sociali che per ottenere la dovuta giustizia
non possono certo permettersi di pagare parcelle miliardarie a centinaia
di avvocati o, comprare televisioni, testate giornalistiche o,
peggio, corrompere istituzioni, partiti, pubblici
funzionari e magistrati, inquinando il regolare corso della
giustizia e sovvertendo la legalità.
Anch'io ho letto con
attenzione la dotta ricostruzione di Felice Lima
sulla pretesa "guerra tra procure" www.toghelucane.blogspot.com
e condivido pienamente che non si possa più aspettare.
Il
nodo centrale che ci troviamo ad affrontare ritengo
però non sia solo quello del comportamento servile di
stragrande maggioranza della magistratura, del C.S.M., del
Ministro di Giustizia e del Parlamento ma, prima di tutto,
delle reali funzioni cui questi organismi sono chiamati ad
assolvere e dei valori della società, avendo la capacità di
discernere ciò che veramente impedisce di costruire le basi per una
giustizia pulita e uguale per tutti.
In altre
parole, dobbiamo stabilire se il complesso sistema giudiziario
italiano serve solo a far si che i cittadini
non si facciano giustizia da sè oppure anche a debellare
le mafie, la criminalità economica dei cd. "colletti
bianchi", la corruzione politica e
l'impunità di cui godono gli stessi magistrati iscritti alle logge
massoniche e/o asserviti alle logiche del tornaconto
personale (carriera, affari, etc.) e dell'uso perverso delle
proprie funzioni giudiziarie in danno dei più deboli.
Stabilito
questo e avuto il coraggio di parlare del sottaciuto e
sommerso fenomeno della massoneria internazionale e
delle <massomafie> ad essa collegate
che, sin dal secolo scorso, hanno massicciamente invaso la
vita delle nostre istituzioni, controllando capillarmente il
territtorio, possiamo cercare di capire a quali funzioni
debbano rispondere magistrati, politici e istituzioni della
società civile. Ovvero cosa si possa in concreto insieme fare per
iniziare a cambiare il corso della storia.
Le
resistenze alle legittime indagini di De Magistris e l'improvvida levata
di scudi contro la Procura di Salerno, "rea" di
aver agito nei confronti di una sede in larga parte
nelle mani della <criminalità massomafiosa>, si
possono solo spiegare con l'impatto destabilizzante che la
conclusione di tali indagini avrebbe potuto comportare
all'assetto degli equilibri istituzionali di stampo politico-mafioso
della società civile, retti con l'avvallo della massoneria
nazionale e internazionale.
Se
come dicevano Falcone e Borsellino tutti i magistrati facessero il
loro dovere e seguissero le loro orme non potrebbero certo ammazzarli
tutti. Ma la storia più recente della magistratura
italiana ha dimostrato che la stragrande maggiorparte dei magistrati
è vile, silente, infida, carrierista, incline al compromesso,
pronta ad inquinare la verità e ad allinearsi agli interessi dei
più forti o ad entrare in politica, pur di mantenere e aumentare i
propri privilegi.
Lo
stesso vale per noi cittadini comuni, professionisti, giornalisti,
etc.
Pochi
sono disposti a fare il loro dovere. Perchè non è nel senso comune.
I tecnocrati delle
istituzioni e del potere sono governati da logiche e <leggi
non scritte> del tutto contrapposte ai principi di
democrazia e legalità, su cui la società civile finge di reggersi,
senza rendersi ancora pienamente conto che solo la chiara e
diffusa consapevolezza di tale cruda realtà potrà liberare
l'umanità dal gioco delle mafie e dalle logiche del potere,
attraverso il ruolo attivo che ognuno di noi può svolgere nel
proprio ambito professionale. .
La
serpe nel seno del MalPaese è la
generale ignavia e l'indifferenza.
Per
cambiare direzione ogni magistrato che crede nei valori
della legalità e si ritiene degno del giuramento di fedeltà
verso la costituzione, basterebbe che faccia quello che chiediamo da
vent'anni e che finalmente hanno fatto a Salerno:
indagare sulle procure e i magistrati collusi.
Sono
convinto che basterebbero forse non più di una ventina di
<inchieste incrociate> per innescare un processo inarrestabile
di legalizzazione della vita istituzionale della magistratura italiana, smascherando
quelle "forze oscure" che si sono impadronite delle
istituzioni e ancora si frappongono alla realizzazione di una
giustizia degna di questo appellativo.
La
stessa cosa vale anche per noi persone comuni.
L'ingiustizia
è ingiustizia. Non possiamo accettarla in nessuna
circostanza. Da qualsiasi parte provenga. Anche quando ci riguarda da
vicino. E' nostro dovere denunciarla e non fermarci di fronte a nessun
ostacolo.
Pietro
Palau Giovannetti
Presidente
Movimento per la Giustizia Robin Hood
e
Avvocati senza Frontiere