Ricerche per persone normali con intelligenza normale...
...è questo che in fondo ci manca :
un uso normale dell'intelligenza basterebbe per raggiungere traguardi
impensabili...
A riprova che qualcosa nella cura del tumore ha effetti letali e in continuo
progresso c'è questa
tabella relativa alla mortalità del diabete negli stessi anni.
Come si può vedere la mortalità non subisce impennate continue
in avanti,ci sono aumenti anche importanti ma l'andamento è
variabile, fra il 1980 e il 2002 non c'è, almeno a prima vista, una rilevante
differenza.
Quello che stupisce invece nella tabella è la differenza
% nei decessi
fra maschi e femmine che a volte quasi raddoppia, non l'ho
trovata messa in rilievo,nè motivata ;la % degli ammalati è superiore nelle
femmine rispetto ai maschi ma non in modo così drastico da giustificarla
(rispettivamente il 4,9 % delle femmine e il 4,6% dei maschi sono
diabetici).
Ho trovato in rete ricerche molto complesse,per esempio sulle sostanze coinvolte
nel metabolismo dell'insulina e degli zuccheri studiate attraverso incroci
genetici fra topi e marcature DNA che devono essere molto difficili da eseguire
e richiedono senz'altro tempi notevoli per ricavare nozioni.
Sono naturalmente ricerche importanti ma non credo possano avere un
effetto pratico immediato come può averlo l'osservazione di una tabella di dati
da parte di chi si occupa della cura e dello studio di una malattia.
Per esempio stabilire perchè le femmine hanno una mortalità più alta
dei maschi nel diabete potrebbe essere importante per razionare meglio le
dosi dei farmaci in base al peso,all'età,al sesso oppure se la maggiore
mortalità non provenisse dall'uso dei farmaci si potrebbe capire quali siano le
differenze a livello organico responsabili di reazioni così
dissimili,questo potrebbe portare a deduzioni importanti circa la cura e
la conoscenza della malattia senza finanziamenti di ricerche e avere risultati
immediati sulla vita dei pazienti.
A mio parere si pensa troppo spesso che il fattore condizionante di qualsiasi
ricerca siano i fondi mentre per ciò che ho rilevato qualsiasi
istituzione ha in sè persone in grado di svolgere un lavoro di ricerca in
contemporanea a quello di routine con vantaggio per la generalità e per se
stessi ,in modo del tutto economico.
Per esempio le ricerche di un dipendente statale come il dottor D.Fico non hanno
richiesto nessun finanziamento ma solo un lavoro personale che può aver
richiesto,al massimo, l'uso di strumenti in normale dotazione a un
laboratorio o addirittura personali (come un microscopio),certo una simile
dedizione alla professione non è stata ricompensata neppure con una
pubblicazione su rivista internazionale,tanto meno con risparmio di sofferenza e
vite umane,questo dice che siamo davanti a una generalità di figure
professionali di poco peso o a gente incapace o corrotta.
Ecco invece l'aumento incredibile del numero dei diabetici e la
"strana" ma purtroppo comprensibile scelta di non considerarne
realmente le cause né una possibilità di risoluzione che da 40 anni è disponibile
Nel 1985 trenta milioni di
persone nel mondo soffrivano di diabete.
Nel 2003 il numero totale è stato di 194 milioni. Oggi vi sono 246 milioni di
persone con diabete e le
previsioni indicano che entro il 2025 la cifra salirà a 380 milioni. Se la
crescita continua a questi ritmi, entro il 2025 il diabete
sarà la peggiore pandemia che abbia mai colpito il mondo.
Incremento
previsto del numero di persone con diabete
entro il 2025
Africa: + 80,1 per cento
Mediterraneo orientale e Medio Oriente: +
81,4 per cento
Europa: + 20,6 per cento
Nord America: + 43,4 per cento
America del Sud e America Centrale: +
101,7 per cento
Sud-est asiatico: + 72,6 per cento
Pacifico orientale: + 48,4 per cento
Il diabete
è una patologia cronica, potenzialmente debilitante e spesso mortale. Una
pandemia nascosta e silenziosa che provoca terribili conseguenze a livello
globale: si calcola che nel 2007 il diabete
abbia causato 3,8 milioni di morti in tutto il mondo, quasi l’equivalente
del HIV/AIDS. A tale dato si devono sommare le complicanze, spesso terribili,
cui vanno incontro le persone con diabete:
singoli individui e famiglie in tutto il mondo temono e subiscono
l’invalidità ed il deterioramento della qualità della vita causati dal diabete
– sia esso non diagnosticato o non curato adeguatamente – e dalle sue
complicanze.
I dati
parlano da soli
Il diabete
è la prima causa di insufficienza renale nei paesi sviluppati.
La probabilità di subire l’amputazione
di un arto inferiore è di 15-40 volte più alto nelle persone con diabete
rispetto al resto della popolazione.
Il diabete
è la prima causa di cecità negli adulti.
Ogni anno sette milioni di persone si
ammalano di diabete.
Il diabete
è la quarta causa di morte per malattia.
Almeno il 50 per cento delle persone
affette da diabete non è
consapevole della propria condizione e in alcuni paesi questa percentuale
raggiunge l’80 per cento.
Ogni 10 secondi 2 persone si ammalano di diabete.
I paesi che non hanno incluso nei
programmi sanitari nazionali provvedimenti specifici per la cura del diabete
sono circa il 25 per cento.
Il diabete
è una delle sfide più gravi che il mondo moderno si trovi ad affrontare, ma
tale tendenza potrà essere invertita grazie ad un lavoro congiunto di tutti
gli attori coinvolti dalla patologia. Un lavoro che consenta di misurare,
valutare e condividere i risultati.
Il 4,6 per cento degli italiani, pari a
circa 2.700.000 persone, soffre di diabete.
In particolare, 4,9 per cento le donne e 4,4 per cento gli uomini.
La prevalenza standardizzata, nel corso
degli anni, è aumentata dal 4,2 per cento nel 2002 al 4,6 per cento nel
2007.
La prevalenza del diabete
aumenta con l’età fino al 17,6 per cento nella fascia di età oltre ai
75 anni.
Nella fascia d’età 35-74 anni la
prevalenza è maggiore fra gli uomini, mentre nella fascia oltre i 75 anni
è più alta fra le donne.
L’area con la prevalenza più alta di
persone con diabete è il
Mezzogiorno, con un tasso
del 5,6 per cento, seguita dal Centro con il 4,4 per cento e dal Nord con
il 4,0 per cento.
8.
IL COSTO DEL DIABETE
Il diabete
è uno tra i problemi di salute più costosi al mondo. Infatti, per la sua
cura, ogni anno sono spese centinaia di miliardi di dollari. Dato
allarmante se si pensa che i costi delle terapie crescono più velocemente
della popolazione mondiale.
L’International Diabetes Federation ha
calcolato che nel 2007 i costi sanitari diretti a livello globale per
pazienti tra i 20 e i 79 anni sono variabili tra 232-422 miliardi di
dollari USA. Se la previsione di incremento del numero delle persone con diabete
si avvera, i costi sanitari aumenterenno fino a raggiungere, entro il
2025, un range compreso tra i 303-559 miliardi di dollari USA.
Secondo l’Organizzazione Mondiale della
Sanità i costi diretti di patologie collegate al diabete
incidono dal 2,5 per cento al 15 per cento sul bilancio sanitario annuale
di un paese. La percentuale è variabile in base alla prevalenza locale di
diabete ed al grado di
eccellenza delle terapie disponibili. Nel 2025 tale dato potrebbe avere un
aumento del 7-13 per cento, fino a raggiungere il 40 per cento nei paesi
ad alta prevalenza.
Nelle valutazioni del peso economico del diabete
è necessario considerare non solo i costi diretti, ma anche quelli
indiretti: la perdita di produttività dovuta all’incapacità di
lavorare, alla patologia, all’invalidità, al pensionamento anticipato
ed alla morte prematura. Questi costi sono più difficili da valutare, ma
possono essere ancora più importanti dei costi medici diretti. Ad
esempio, si consideri che in 25 paesi latino-americani i costi sostenuti
per la perdita di produttività dovuta al diabete
possono superare di cinque volte quelli diretti derivati dalla terapia
antidiabetica. Tra i costi indiretti sono da considerare anche: i mancati
guadagni delle famiglie dovuti al diabete
ed alle sue complicanze; l’assistenza alle persone con diabetie in case
di cura o a domicilio; i trasporti e le attrezzature. Questi costi sociali
possono essere maggiori della somma di tutti gli altri e sono la diretta
conseguenza di complicanze ed invalidità causate da una cattiva gestione
del diabete. Si calcola
che in Danimarca incidano per il 76 per cento sui costi totali del diabete.
I costi del diabete
sono esorbitanti persino nei paesi industrializzati, dove la terapia
antidiabetica è considerata prioritaria. In Danimarca, ad esempio, i
costi di ospedalizzazione sono 10 volte più alti per pazienti che
soffrono di complicazioni gravi e 4 volte più alti per pazienti con
complicazioni meno gravi rispetto ai costi per pazienti che non soffrono
di complicazioni.
La spesa mondiale nel 2007 per cure
mediche collegate al diabete
e alle sue complicazioni è stimata a 215-375 miliardi di dollari USA.
Nei paesi industrializzati circa il 25 per
cento delle spese sanitarie collegate al diabete
è impiegato per curare livelli glicemici elevati, il 25 per cento per
curare le complicazioni a lungo termine – prevalentemente malattie
cardiovascolari – ed il 50 per cento per le spese sanitarie generali
supplementari che il diabete
comporta. Nei paesi ricchi come gli Stati Uniti, le persone con diabete
assicurate pagano il 10-15 per cento delle loro spese mediche, mentre il
20 per cento dei diabetici non è coperto da un’assicurazione medica
statale o privata.
Si ritiene che nei paesi a basso reddito
la spesa per il diabete
sia quasi interamente destinata a farmaci che impediscono il decesso per
glicemia elevata.
La mortalità per diabete
di tipo 1 è particolarmente alta nei paesi poveri, dove molti bambini
muoiono perché i governi non sovvenzionano l’accesso ai farmaci
salva-vita che spesso non sono disponibili a nessun prezzo. In Zambia una
persona affetta da diabete,
che ha bisogno dell’insulina per sopravvivere, potrà vivere in media 11
anni; in Mali la sua aspettativa di vita è di 30 mesi e in Mozambico un
paziente con diabete che
necessita di insulina morirà entro 12 mesi.
Delle persone che soffrono di diabete
di tipo 2 più della metà non sa di essere malata e questo costa alla
società milioni di dollari per curare la numerose gravi complicanze che
insorgono in seguito al diabete
non diagnosticato o curato male (cecità, insufficienza renale, malattie
nervose, amputazioni di arti e malattie cardiache).
Dunque urge agire!
Infatti, se non facciamo nulla:
Il diabete
minaccerà i guadagni del progresso economico in tutto il mondo.
I bilanci statali dovranno affrontare
l’enorme peso delle terapie anti-diabetiche in termini di assegni di
invalidità, pensioni, servizi sociali e sanitari.
Assicurazioni mediche private e datori di
lavoro dovranno affrontare un vertiginoso aumento dei costi per via del
crescente numero di diabetici.
Ogni
persona con diabete costa
mediamente al Servizio Sanitario Nazionale € 2.589 all’anno per i soli
costi diretti della patologia. Da questo importo sono escluse le spese
legate alla fornitura di materiale per l’autocontrollo e per la
somministrazione dell’insulina.
Questo valore corrisponde al 54 per cento
in più di quanto il SSN spende per ogni persona senza diabete
di pari sesso, età e seguita dallo stesso medico di Medicina Generale.
Il costo totale è così ripartito: 32 per
cento per l’assistenza farmaceutica, 49 per cento per i DRG
(Diagnosis-related group) derivanti dai ricoveri ospedalieri e 19 per
cento per l’assistenza ambulatoriale.
Il solo costo dell’assistenza
farmaceutica è dell’81 per cento superiore nei soggetti con diabete
rispetto ai non diabetici, mentre quello dei ricoveri è del 43 per cento
superiore.
La spesa per farmaci, al di fuori di
quelli utilizzati per trattare l’iperglicemia, è superiore del 56
per cento nelle persone con diabete
rispetto ai non diabetici (€ 656/anno vs. € 454), dal momento che le
persone con diabete
risultano sia più frequentemente sia più intensamente trattate.
I ricoveri ospedalieri costituiscono la
prima fonte di spesa sanitaria nelle persone con diabete
e sono quasi tutti motivati dalla comparsa o aggravamento di complicanze
del diabete.
10. IL DIABETE
IN CIFRE
Nello spazio di una generazione la
prevalenza del diabete
nel mondo è aumentata di sei volte. Attualmente 246 milioni di persone
nel mondo soffrono di diabete
e le previsioni indicano che entro il 2025 la cifra salirà a 380
milioni.
Oltre il 50 per cento delle persone con diabete
ignora la propria condizione. Ciò costa alla società milioni di
dollari al fine di curare la numerose gravi complicazioni che insorgono
in seguito al diabete
non diagnosticato o curato male (cecità, insufficienza renale, malattie
nervose, amputazioni di arti e malattie cardiache).
Dei dieci paesi con il più alto numero
di persone con diabete,
sette (India, Cina, Russia, ecc.) si trovano nel mondo in via di
sviluppo. Ma anche i paesi ricchi sono colpiti dalla pandemia (Stati
Uniti, Giappone, ecc.).
Oltre il 50 per cento degli adulti di età
superiore ai 35 anni che vive in comunità indigene in tutto il mondo
soffre di diabete.
Entro il 2025 oltre il 80 per cento dei
casi di diabete sarà
riscontrato nei paesi a medio e basso reddito.
La prevalenza del diabete
in India equivale a quella negli Stati Uniti, visto che colpisce il 8
per cento della popolazione in entrambi i paesi. In India si tratta di
41 milioni persone, negli Stati Uniti di 19 milioni.
Il diabete
causa 3,8 milioni di decessi a livello globale, vale a dire oltre il 6
per cento della mortalità mondiale totale, una cifra paragonabile per
dimensioni al numero di decessi per HIV/AIDS nel 2002. Ogni dieci
secondi una persona muore per una malattia legata al diabete.
Il diabete è la quarta
causa di morte per malattia nel mondo.
Il diabete
di tipo 2 rappresenta l’85-95 per cento dei casi di diabete
nei paesi sviluppati ed una percentuale ancora più alta nei paesi in
via di sviluppo. Si ritiene che si possa prevenire l’80 per cento dei
casi di diabete di tipo
2 tenendo sotto controllo l’alimentazione, aumentando l’attività
fisica e migliorando le condizioni di vita.
La prevalenza del diabete
di tipo 1, che colpisce soprattutto i giovani, cresce a livello mondiale
ad un ritmo annuale del 3 per cento.
I costi umani ed economici del diabete
possono essere ridotti notevolmente se si investe nella prevenzione,
soprattutto nella diagnosi precoce, per impedire l’insorgere di
complicazioni legate al diabete.