indietro sketch.jpg (274497 byte)                                  420                        JavaScript scaricato da HTML.it avanti    

 

                                              

                                   Le sperimentazioni in programma nei prossimi anni  

                                                                          

Tanta cecità non può far pensare che all'interesse più sordido, visti i riscontri sanitari sulla popolazione verificatisi e conclamati, l'accantonamento delle denunce di presenza di aerei clandestini negli aereoporti e delle interrogazioni nazionali ed estere nei parlamenti.

Non credo che alla base di tali gravissimi abusi possa essere  solamente l'ossequio a fini militari ma qualcosa di più interessante a livello economico che a mio parere riguarderebbe l'energia(vedi pagine precedenti).
A mio parere può essere già attivo un sistema per ottenere energia da particelle disperse  progettate a livello biotecnologico che riuscirebbero  a recepire e trasmettere energia dal sole purtroppo con le conseguenze che  conosciamo sul clima,sarebbe alquanto strano,al contrario, che non ci avessero pensato.

Dubito che il riscaldamento della terra sia dovuto solo ed esclusivamente ai gas serra ma anche o soprattutto a questi tentativi di ottenere energia senza combustibile trasformandoci in cambio in un forno a microonde, abbinati naturalmente  agli scopi bellici del famoso programma delle Forze armate americane per il possesso del clima entro l'anno 2025.

 

                                                 

cliccare sull'immagine per aprire la serie di diapositive,se fosse difficile, cliccare sul pulsante destro del mouse e aprire oppure sul link:

                                                        http://www.funbox.it/blog/img/AlzaLaTesta.ppt

1)Gli aerei per le irrorazioni usano abitualmente anche aereoporti civili(vedi anche denuncia SULTA aereoportuale più sotto)

 Da :http://cospirazionista.blogspot.com/2009/07/aerei-chimici-atterrano-linate-la.html


domenica 19 luglio 2009

Aerei chimici atterrano a Linate: la conferma che ci aspettavamo

Oggi, 19 Luglio 2009, sono rientrato da una breve vacanza in Lucania.
Una settimana "lontano da tutto" mi ha fatto proprio bene, però devo ammettere che, in pochi giorni, di cose ne succedono eh!?
Anzi, talvolta bastano solo 24 ore.

Mentre mi leggo gli arretrati (mi ci vorranno giorni), tengo un occhio (anzi un orecchio) fuori dalla finestra e guarda chi si vede di buona mattina, un quarto d'ora prima delle 08:00 proprio vicino a casa mia...


E' evidente che l'aereo è in fase di atterraggio (osservare il carrello), ma...per carità, abitando in zona Linate...tutto normale.
O quasi.
Un caro amico mi suggerisce che stamattina ho avuto un bel colpo di fortuna, dato che avrei beccato uno degli aerei della classe MD-80/81 di rientro da una missione di aerosol clandestino.
Ipotesi probabile, in quanto l'aereo risulta essere privo di coccarde e tantomeno di contrassegni.
Inoltre è molto simile a quello che questo caro amico riprende sovente sciare sopra il suo quartiere, come dimostrato nel seguente video.



Ma io non sono ancora del tutto convinto.
Voglio vederci piu' chiaro, cercare una controprova.

Vado sul sito della SEA.
Ricerca Volo per: arrivi Milano Linate, dalle 04:00 alle 08:00 del 19 Luglio 2009.



Ecco il risultato:


Dato che l'aereo aveva già fuori il carrello ed io l'ho fotografato intorno alle 07:45, appare evidente che per pensare che in questa foto sia tutto NORMALE, dovremmo credere che questo aereo fantasma appartenga alla compagnia Meridiana-Eurofly. Sarebbe, e sottolineo il condizionale, l'unica soluzione plausibile.
Pero: vi sembra possibile che un volo Meridiana-Eurofly solchi i cieli d'Europa privo di ogni tipo di contrassegno di riconoscimento?

Devo confessare che, quando l'ho visto, per un attimo non ho voluto crederci!
Ma solo per un attimo...dato che li stavo aspettando al varco...mi ero insospettito qualche notte fa, prima della mia partenza, assistendo al rientro (verso le 02.30 di notte) di un aereo completamente bianco che aveva fatto vacillare il mio (errato a questo punto) convincimento che gli aerei tossici non potessero decollare ed atterrare PERSINO SU LINATE.

Il mio bias di conferma, in questo caso, mi aveva portato a credere che i decolli e gli atterraggi di questo tipo di operazioni (che oramai sono totalmente PALESI) avvenissero solamente presso aeroporti militari.

Però dopo vari indizi, ma soprattutto dopo le innumerevoli sorprese a cui ci siamo abituati, ho aspettato che la notte successiva, puntuale come un orologio svizzero, si verificasse l'ennesimo passaggio, sempre notturno (02:30 circa). Questa volta documentato.
Anche se alla meno peggio.
Purtroppo non sono finanziato da nessun ministero o apparato statale, anche se annovero il Presidente del Consiglio dei Ministri italiano (che ringrazio, ovviamente per la visita) tra i miei fedelissimi lettori, come posso dimostrare con questa diapositiva.


So di per certo, tra l'altro, che a Lui non farebbe affatto piacere (questioni di privacy, come saprete) che io produca prova documentale dell'affetto e la stima che il Presidente mi dimostra con le sue visite pressochè quotidiane, dunque eviterò di farlo.

A proposito, approfitto per fare una domanda al Presidente:
Presidente che ne direbbe, visto che da anni state riformando di brutto la scuola, di aggiungere ai programmi della scuola dell'obbligo la vera storia dell'uomo che ha inventato il TERZO MILLENNIO?

Ma torniamo a noi.
Come volevasi dimostrare, decolli ed atterraggi di aerei clandestini avvengono: o molto tardi la notte o molto presto la mattina, anche se in giornate come questa, una domenica di mezza estate, credo ci si possa aspettare veramente di tutto.
Anche atterraggi dello stesso aereo bianco con i motori rossi, magari all'ora di pranzo. (12:30)

D'altronde, per meglio nascondere una qualsivoglia cosa, spesso è piu' conveniente metterla in bella vista e rischiare (si rischia poco, dopo quasi 30 anni di televisione commerciale in regime di monopolio di concessione di pubblicità e utilizzo di tecniche assai poco morali per assicurarsi la fedeltà del teleaspettatore) che affannarsi a nasconderla.
Tra l'altro, nessuno potrà certo negare che se io fossi stato davanti al televisore non avrei mai potuto fotografare quell'aereo e nemmeno accorgermi di un suo secondo atterraggio alle 12:30, sempre di oggi...o forse, pur vedendolo, nemmeno avrebbe destato la mia curiosità.

Dunque, bel colpo!
Tutto ciò dimostra, una volta di più, che i responsabili di questo avvelenamento di massa utilizzano anche gli scali civili e che quindi anche i controllori di volo non possono non sapere.

Ps: piccolo aggiornamento per i poveracci.


Questo
, semmai, è un Meridiana.

3)Un estratto dal sito http://cieliliberi.blogspot.com/search?updated-max=2007-10-07T10%3A54%3A00%2B02%3A00&max-results=7

da considerare al completo(riassuntivo) insieme ad altri che stanno svolgendo un importante lavoro da molto tempo.

 

FOTO: Il S.U.L.T.A. di Fiumicino denuncia alla Procura gli aerei tankers senza sigle.

FOTO: Il S.U.L.T.A. di Fiumicino denuncia alla Procura gli aerei tankers senza sigle.
Nella foto alcuni aerei tankers bianchi - senza livrea o sigle - che creano le scie chimiche. Il S.U.L.T.A. sindacato lavoratori trasporto aereo (COBAS), nel 2003, denuncia alla Procura della Repubblica di Civitavecchia questi aerei onnipresenti nei nostri cieli.

Il Messaggero Veneto (gruppo l'Espresso) 11 feb 2007

 

Denuncia contro le scie degli aerei. La denuncia presentata dal presidente regionale del CODACONS [avv.] Vitto Claut, rileva come nell'atmosfera vengano rilasciate sostanze nocive e cancerogene. A produrle sarebbero i cargo militari riconducibili all'attività della Base di Aviano . Una denuncia-querela contro ignoti per chiedere certezze e tutela della salute. Una salute che, per chi vive in provincia di Pordenone e in particolare nell’area limitrofa ad Aviano, potrebbe essere in pericolo. A lanciare l’allarme è il presidente regionale del Codacons, Vitto Claut, che ha presentato al procuratore della repubblica di Pordenone, Luigi Delpino, un esposto nel quale chiede analisi e accertamenti sul fenomeno delle “scie chimiche”. Si tratta di tracce prodotte da aerei cargo militari - secondo il legale è presumibile che siano riconducibili all`attività della Base Usaf nel territorio - che depositerebbero sostanze nocive e cancerogene nell`atmosfera e di conseguenze nei terreni.

L`OSSERVAZIONE. “Da più di un anno - spiega l’avvocato - mi sono accorto, e non sono il solo, della presenza nel cielo di scie diverse da quelle prodotte da voli di linea e anche da aerei militari. Allora ho cominciato a documentarmi e ho scoperto una cosa che ha fatto crescere in me una tremenda preoccupazione per la salute dei cittadini della nostra provincia e che mi ha spinto a presentare la denuncia”.

LE SCIE. Quello che l’avvocato ha scoperto, e che ha riportato nell’esposto allegando documentazione cartacea oltre a immagini e filmati, è l`esistenza di scie chimiche, “ovvero scie, si presume, composte da sostanze chimiche nebulizzate nell`aria tramite sistemi di irrorazione montati su aeroplani che non appartengono al normale traffico aereo”. La loro diversità è visibile a occhio nudo.“A differenza di quelle prodotte dal normale traffico aereo - spiega Claut - queste non si dissipano in pochi secondi o minuti, ma permangono nel cielo espandendosi sino a generare una formazione nuvolosa che tende a ricoprire tutta l’area interessata. Tendono inoltre a collocarsi a reticolo o a scacchiera senza alcuna giustificazione in un normale traffico aereo”.

LO STUDIO. Partendo da queste osservazioni il legale ha raccolto materiale per capirne di più e ha scoperto che questo tipo di fenomeno è studiato in diverse parti del mondo e che, stando a riprese e testimonianze, queste scie vengono rilasciate da aerei cargo che volano a bassa quota e non compaiono nelle ordinarie mappe di volo. I primi studi scientifici sono stati effettuati in Canada alla fine degli anni 90 su campioni di acqua prelevati nelle aree dove si avvistarono le prime scie. Nel 2005 - dopo che anche in Italia sono stati osservati simili fenomeni - il Cnr ha compiuto analisi su campioni di pioggia. In entrambi i casi è stata rilevata una concentrazione molto al di sopra della norma di sostanze come quarzo, ossido di titanio e idrossido di bario, ritenute pericolose per la salute. I PRECEDENTI. “Sull`argomento - mette in evidenza Claut - sono già state presentate tre interpellanze parlamentari: due in Italia nel 2003 e una a livello europeo. Ciononostante le informazioni fornite dagli organismi ufficiali risultano insufficienti o in alcuni casi nulle e questo fa crescere la preoccupazione e i dubbi sul fenomeno. In provincia di Pordenone questi timori sono accresciuti dalla presenza della Base di Aviano”.

LA RICHIESTA. Tutte queste ragioni hanno spinto il presidente del Codacons, preoccupato soprattutto per le conseguenze che potrebbero derivare per la salute dei cittadini, a presentare l`esposto alla procura di Pordenone. Nella denuncia Claut chiede che sia svolta un`apposita perizia sulla composizione delle acque, del terreno, delle colture, nonché delle infrastrutture “specie nel territorio circostante la base di Aviano - e comunque nel circondario di Pordenone - per valutare l`eventuale presenza di percentuali sopra la soglia di sicurezza di alluminio, bario e di altre sostanze”. L`esposto dell`avvocato arriva in un momento delicato visto che la Base di Aviano è stata al centro delle polemiche che hanno interessato la decisione di ampliare la Base di Vicenza. “Mi rendo conto che questo mio atto potrebbe essere strumentalizzato - dice Claut -, ma francamente al momento non mi interessa. Ritengo più importante che si discuta di questo problema e si facciano tutte le verifiche del caso per accertare la sicurezza della salute pubblica”

 

Questo blog
Questo blog
 
 
 
 
● Perché tanti aerei cisterna, anonimi, scaricano nel cielo tonnellate di particelle chimiche in lunghe scie che offuscano l'azzurro?
● Perché alluminio [patologie neurologiche] e bario [patologie muscolari/cuore] sono abnormemente presenti nei cibi, nel terreno e nel nostro corpo? Chiedi analisi per l'alluminio e bario in vini, cibi, acqua..Coinvolgi i politici e i media!
.........................................................."
..............................." Le prede .. - ..se ..unite .e ..coalizzate ..- ..spesso ..fermano ..i ..predatori "

13 settembre 2007: ennesimo intervento del deputato europeo on.Giulietto Chiesa sulle Scie Chimiche aeree.

''Scie chimiche, richiesta informazioni''
lettera del Sig. Marco Azzalini 13-9-07 - www.giuliettochiesa.it
Buongiorno Sig. Chiesa, sul blog 'cieliliberi' ho trovato riportata una lettera del Sig. Renato Bastianello di TV a lei indirizzata, nella quale le descriveva quanto (ormai quasi quotidianamente) avviene sui cieli di Treviso (e d'Italia). Nella sua risposta, diceva che si stava interessando alla cosa e che avrebbe sollevato presto il problema nelle sedi opportune. Recentemente ho saputo di una nuova Interrogazione parlamentare, riguardante le scie chimiche, presentata in data 7 agosto 2007 dal Senatore UDC Amedeo Ciccanti e tutt'ora senza risposta.... credo. Dico 'credo' perchè avere notizie è difficile e i media tradizionali sono tutti colpevoli di un silenzio che oserei definire 'mafioso'. Non voglio rubarle altro tempo, perciò concludo questa mia lettera chiedendole se può fornirmi ulteriori notizie su questa grave questione e su cosa si stia facendo a riguardo. Perchè la classe politica è così quasi unilateralmente schierata e omertosa? Perchè sono così al tempo stesso arroganti e ciechi da ritenere che la popolazione non debba essere informata? Come può la Comunità Europea accettare di buon grado di essere totalmente ignorata da parte degli Stati Uniti che si rifiutano di dare qualsiasi spiegazione? Restando in attesa di un suo gentile riscontro e rigraziandola comunque per l'attenzione e per il suo impegno nella vita sociale e politica italiana, le porgo i miei più cordiali saluti. Marco Azzalini. Legge di Hofstadter: ci vuole sempre più tempo di quanto si pensi, anche tenendo conto della Legge di Hofstadter.

Caro Azzalini,
secondo la legge di Hofstadter che lei ricorda, "ci vuole più tempo", e lavoro. Colgo l'occasione della sua lettera per rispondere a numerose sollecitazioni che mi sono venute: ancora dal signor Bastianello, ma anche da altri comitati che sono sorti in diverse zone d'Italia.
Che il problema esista non vi è alcun dubbio.
Io stesso ho potuto osservare il "fenomeno", come ho già scritto, sia a Roma che a Bruxelles, dove lavoro come parlamentare europeo. Ho cominciato a leggere numerosi materiali e ad approfondire la faccenda, ma devo dire con franchezza che vado scoprendo che si tratta di materia complessa e che richiede competenze diversificate. Non solo: mancano molti elementi d'informazione. Senza questi non si arriverà da nessuna parte, perchè la stampa e il sistema mediatico sembra rifiutare di fare inchieste in materia.
A quanto pare anche il Ministro per l'Ambiente non se ne vuole occupare, cosa che invece dovrebbe fare.
Perchè questo silenzio?
Con ogni probabilità perchè si tratta di faccende legate alla difesa militare
(cioè esperimenti o qualche cosa perfino di più sistematico che esperimenti).
A cosa servono non so. E dovremmo innanzitutto scoprire chi fa queste cose, chi dirige i voli. Eccetera. E non è detto che siano necessariamente gli americani. Anche questo dovrà essere accertato. Dovremmo scoprire in modo certo quali sono le sostanze irrorate. E avere notizie certe sugli effetti che provocano sulla vegetazione e sopratutto sugli uomini.
Il parlamento europeo si è già occupato di una questione analoga (ma probabilmente non identica) che è il progetto militare HAARP, americano. Ma esso riguarda bombardamenti della jonosfera con onde elettormagnetiche ad alta frequenza. La jonosfera si trova però molto più in alto (circa 350 chilometri) delle rotte degli aerei che rilasciano le scie cosiddette "chimiche". Forse tra le due cose c'è un rapporto, ma non è certo. Certo è che il programma HAARP è in corso tuttora e che il governo degli Stati Uniti non ha dato il minimo seguito alla richiesta del Parlamento Europeo di cessare quegli esperimenti, ritenuti con certezza pericolosi per gli equilibri naturali della jonosfera e per i possibili effetti sulla vita terrestre.
Riassumendo: giunti a questo punto, con le mie sole forze, non è possibile proseguire.
Occorre mettere in moto una vera e propria inchiesta scientifica, giornalistica, specialistica, che supplisca ai silenzi del potere.
Per poi portare autonomamente i risultati a conoscenza della pubblica opinione e della magistratura, in caso si ravvisi l'esistenza di reati contro la salute dei cittadini e la loro sicurezza.
E' quanto mi propongo di fare.
Sto raccogliendo per questo tutti i recapiti mail dei gruppi e persone interessati, per arrivare alla costituzione di un comitato nazionale, che avvii la battaglia.
Prenderò contatto con il senatore Ciccanti e chiederè anch'io al Ministro dell'Ambiente e anche al Ministro della Difesa cosa ne sanno e cosa sono disposti a rivelare, supposto che ne sappiano qualche cosa.
Spero che la legge di Hofstadter sia più benigna di come suona. Ci aiuti a raccogliere le forze fornendoci tutte le informazioni in suo possesso. Cordiali saluti. Giulietto Chiesa

Maggio 2007: interrogazione parlamentare contro le scie chimiche: Deputato Olandese Erik Meijer

Parlamento europeo:Strasburgo"Interrogazione scritta E-2455/07 di Erik Meijer (GUE/NGL) (WAPA) alla Commissione
Oggetto: scie di condensazione degli aeromobili che non contengono più solo acqua ma che causano velature biancastre persistenti, dovute probabilmente alla presenza di bario, alluminio e ferro
1) È la Commissione a conoscenza del fatto che, dal 1999, alcuni cittadini in Canada e negli Stati Uniti hanno denunciato la presenza crescente nell’aria di un nuovo tipo di scie di condensazione degli aeromobili, che talvolta rimangono per ore e che si espandono molto più che in passato, creando velature biancastre definite 'Oscuramento aereo' e che questo nuovo tipo ha particolarmente colpito l’attenzione delle persone perché è molto diverso dalle scie brevi, sottili come un tratto di matita che sono diventate familiari da quando gli aerei a reazione hanno iniziato a volare, che rimangono visibili per 20 minuti al massimo e che si creano solo se il vapore acqueo si condensa sulle particelle di polvere a causa delle basse temperature e dell’elevata umidità?
2) È la Commissione a conoscenza del fatto che le ricerche fatte da queste persone, le osservazioni dei piloti e le affermazioni delle istanze governative suggeriscono sempre di più che ciò che sta succedendo è che gli aeromobili emettono nell’aria secca piccole particelle contenenti bario, alluminio e ferro, un fenomeno che nel dibattito pubblico in America è noto come 'Scie chimiche'?
3) Diversamente dalle scie di condensazione, le scie chimiche non sono un prodotto inevitabile dell’aviazione moderna. Sa la Commissione quale sia lo scopo delle emissioni artificiali di queste sostanze terrestri nell’atmosfera? Aiutano le piogge, portano benefici alle telecomunicazioni o combattono il cambiamento climatico?
4) In quale misura l’oscuramento aereo e le scie chimiche vengono utilizzate nei cieli d’Europa, non dimenticando che molte persone anche qui sono convinte che il fenomeno sta diventando sempre più comune e sono interessate dal fatto che fino ad oggi se ne sa poco e non vi sono informazioni pubbliche a riguardo? Chi ha iniziato queste emissioni e come vengono finanziate?
5) A parte le supposte conseguenze positive delle emissioni di sostanze nell’aria, è la Commissione a conoscenza di possibili svantaggi per l'ambiente, la salute pubblica, l’aviazione e il ricevimento delle stazioni Tv?
6) Che cosa si fa per evitare che singoli Stati europei o aziende adottino misure unilaterali il cui impatto transfrontaliero potrebbe essere giudicato indesiderato da altri Stati o da organizzazioni di cittadini?
Vi è già un coordinamento a questo proposito?
Svolge l’Ue un ruolo in tutto ciò o prevede la Commissione un ruolo futuro e quali sono i suoi obiettivi in merito?".
(Avionews)(006) 070730160314-1077600 (World Aeronautical Press Agency - 30-Lug-2007 16:03)

Perché tanti interventi istituzionali, politici e mediatici, italiani ed europei sulle Scie Chimiche aeree?

- interrogazione parlamentare del senatore UDC Amedeo Ciccanti: 7 agosto 2007
- interrogazione parlamentare del deputato olandese Erik Meijer: 10 Maggio 2007
- Interrogazione parlamentare del deputato greco Fotis Kuvelis, 5 febbraio 2007
- Interrogazione parlamentare del senatore DS Gianni Nieddu, 13 giugno 2006
- Interrogazione Tedesca di Hyltrud Breyer (Verts/ALE) al Parlamento Europeo, 17 ott 2006
- Interrogazione parlamentare del dep. Partito dei Com.Italiani Severino Galante , 3-2-05
- Interrogazione parlamentare del deputato DS Piero Ruzzante, 2003
- Interrogazione parlamentare del deputato DS, poi UDC Italo Sandi, 2003
- Risoluzione 14,1,1999 del Parlamento Europeo contro il progetto USA H.A.A.R.P.
- Interrogazione dei consigl. reg. di Rif.Com. Davoli, Uras, Pisu, a Regione Sardegna 30,5,06
** A.R.P.A. (Agenzia Regionale Protezione Ambientale) Piemonte, 26 maggio 2007: “Per quanto riguarda il fenomeno delle "scie chimiche" conosciamo il problema, tuttavia l'ARPA è un organo tecnico che misura e fornisce i dati ambientali, ma non è deputato a prendere decisioni di tipo politico o strategico
** Servizio della RTL-TV nazionale Tedesca col meteorologo Harsten Brandt, maggio 2007 (vai al video)
** Servizio della Radio Televisione Croata col meteorologo Zeljko Lazanin, maggio 2007 (vai al video)
Ultimi articoli:
- Articolo in 'Casalecchio news' giugno 2007, di P.Tondino, Verdi per la Pace - Casalecchio di Reno (BO)
- Articolo in 'Panorama.it', di Cristina Bassi, 7 maggio 2007
Leggi i testi in DOCUMENTI

 

COSA STANNO FACENDO AL CIELO?
FACCIAMO EMERGERE LA NOTIZIA !

"Ci piaceva pensare che il cielo fosse l'ultimo spazio di libertà lasciatoci: nuvole e fasmate ci facevano sognare...
Ora ci appaiono strizzate, prive di massa come inutile cotone.
Finte.
Anche il cielo è prigioniero della follia umana…"

Comitato Sardo per la sensibilizzazione sulle scie chimiche
www.sciesardegna.it

 

ITALIA OGGI 21 febbraio 2007

Giulietto Chiesa e la guerra magnetica

Il parlamentare europeo Giulietto Chiesa non ritiene certamente terminata la battaglia contro la base Usa di Vicenza, e presto sarà chiamato ad occuparsi delle `scie chimiche` degli aerei: sotto tiro, i cargo che si trovano ad Aviano.
Una battaglia lanciata dal presidente del Codacons Friuli, Vitto Claut, l`avvocato che ha già denunciato alla procura della Repubblica di Pordenone le patologie in crescita che colpirebbero gli abitanti che vivono nei territori sorvolati dagli aerei che lasciano scie nel cielo, ipotizzando che nelle strisce biancastre si possano trovare ossido di bario, alluminio, torio, rame e selenio, minacciando la salute ed inquinando i terreni e le coltivazioni.
E dopo il passaggio dei cargo le scie nell`aria si espandono, creando delle nuvole artificiali.
La tesi da dimostrare (anche per Chiesa) è che si tratti di un progetto di guerra climatica-magnetica denominato Haarp (High frequency active auroral research project),
dove la scia rende `metallica` la ionosfera per moltiplicare la potenza di riflessione degli impulsi radio da una parte all`altra del mondo. Con l`obiettivo di migliorare le comunicazioni tra le varie basi Usa sparse nel pianeta.

Il Messaggero Veneto (gruppo l'Espresso) 11 feb 2007

 

Denuncia contro le scie degli aerei. La denuncia presentata dal presidente regionale del CODACONS [avv.] Vitto Claut, rileva come nell'atmosfera vengano rilasciate sostanze nocive e cancerogene. A produrle sarebbero i cargo militari riconducibili all'attività della Base di Aviano . Una denuncia-querela contro ignoti per chiedere certezze e tutela della salute. Una salute che, per chi vive in provincia di Pordenone e in particolare nell’area limitrofa ad Aviano, potrebbe essere in pericolo. A lanciare l’allarme è il presidente regionale del Codacons, Vitto Claut, che ha presentato al procuratore della repubblica di Pordenone, Luigi Delpino, un esposto nel quale chiede analisi e accertamenti sul fenomeno delle “scie chimiche”. Si tratta di tracce prodotte da aerei cargo militari - secondo il legale è presumibile che siano riconducibili all`attività della Base Usaf nel territorio - che depositerebbero sostanze nocive e cancerogene nell`atmosfera e di conseguenze nei terreni.

L`OSSERVAZIONE. “Da più di un anno - spiega l’avvocato - mi sono accorto, e non sono il solo, della presenza nel cielo di scie diverse da quelle prodotte da voli di linea e anche da aerei militari. Allora ho cominciato a documentarmi e ho scoperto una cosa che ha fatto crescere in me una tremenda preoccupazione per la salute dei cittadini della nostra provincia e che mi ha spinto a presentare la denuncia”.

LE SCIE. Quello che l’avvocato ha scoperto, e che ha riportato nell’esposto allegando documentazione cartacea oltre a immagini e filmati, è l`esistenza di scie chimiche, “ovvero scie, si presume, composte da sostanze chimiche nebulizzate nell`aria tramite sistemi di irrorazione montati su aeroplani che non appartengono al normale traffico aereo”. La loro diversità è visibile a occhio nudo.“A differenza di quelle prodotte dal normale traffico aereo - spiega Claut - queste non si dissipano in pochi secondi o minuti, ma permangono nel cielo espandendosi sino a generare una formazione nuvolosa che tende a ricoprire tutta l’area interessata. Tendono inoltre a collocarsi a reticolo o a scacchiera senza alcuna giustificazione in un normale traffico aereo”.

LO STUDIO. Partendo da queste osservazioni il legale ha raccolto materiale per capirne di più e ha scoperto che questo tipo di fenomeno è studiato in diverse parti del mondo e che, stando a riprese e testimonianze, queste scie vengono rilasciate da aerei cargo che volano a bassa quota e non compaiono nelle ordinarie mappe di volo. I primi studi scientifici sono stati effettuati in Canada alla fine degli anni 90 su campioni di acqua prelevati nelle aree dove si avvistarono le prime scie. Nel 2005 - dopo che anche in Italia sono stati osservati simili fenomeni - il Cnr ha compiuto analisi su campioni di pioggia. In entrambi i casi è stata rilevata una concentrazione molto al di sopra della norma di sostanze come quarzo, ossido di titanio e idrossido di bario, ritenute pericolose per la salute. I PRECEDENTI. “Sull`argomento - mette in evidenza Claut - sono già state presentate tre interpellanze parlamentari: due in Italia nel 2003 e una a livello europeo. Ciononostante le informazioni fornite dagli organismi ufficiali risultano insufficienti o in alcuni casi nulle e questo fa crescere la preoccupazione e i dubbi sul fenomeno. In provincia di Pordenone questi timori sono accresciuti dalla presenza della Base di Aviano”.

LA RICHIESTA. Tutte queste ragioni hanno spinto il presidente del Codacons, preoccupato soprattutto per le conseguenze che potrebbero derivare per la salute dei cittadini, a presentare l`esposto alla procura di Pordenone. Nella denuncia Claut chiede che sia svolta un`apposita perizia sulla composizione delle acque, del terreno, delle colture, nonché delle infrastrutture “specie nel territorio circostante la base di Aviano - e comunque nel circondario di Pordenone - per valutare l`eventuale presenza di percentuali sopra la soglia di sicurezza di alluminio, bario e di altre sostanze”. L`esposto dell`avvocato arriva in un momento delicato visto che la Base di Aviano è stata al centro delle polemiche che hanno interessato la decisione di ampliare la Base di Vicenza. “Mi rendo conto che questo mio atto potrebbe essere strumentalizzato - dice Claut -, ma francamente al momento non mi interessa. Ritengo più importante che si discuta di questo problema e si facciano tutte le verifiche del caso per accertare la sicurezza della salute pubblica”

 

La Sicilia 14 febbraio 2007

Scie chimiche sull’Ennese Denuncia di Fns alla Procura sui danni degli scarichi aerei. Il rappresentante provinciale di Enna del ‘Fronte nazionale siciliano-Sicilia Indipendente’, Angelo Severino, ha presentato alla Procura di Enna una formale querela denuncia contro ignoti per il fenomeno legato alle cosiddette ‘scie chimiche’ che verrebbero lasciate numerose da aerei che sorvolano il territorio dell’Ennese. Sul periodico cartaceo Enna ONLine, nello scorso dicembre, Angelo Severino ( che è noto per la sua lunga esperienza professionale di giornalista di inchiesta) aveva già dato in esclusiva le prime notizie su come questa parte della Sicilia centrale potrebbero verificarsi simili fenomeni, i quali sempre più sospettati di provocare ripercussioni negative sia sulla salute dell’uomo, sul clima, sulla piovosità della intera area agro-silvo-pastorale, sia sull’ambiente e sulle colture bisognose di acqua. Il ‘Fronte Nazionale Siciliano – Sicilia Indipendente’, pertanto, chiede che le istituzioni locali, comunque competenti in materia, a vigilare e a tutelare la cittadinanza, che si affrettino a adottare provvedimenti adeguati, anche per evitare che la salute umana e l’ambiente vengano esposti a rischio, a gravi e irreparabili danni. ‘E va da sé – dice Severino – che, ove le predette Istituzioni dovessero ritenere che non esista alcun pericolo, dovrebbero, come ovvia conseguenza, dare ampie spiegazioni e rassicurazioni. E forse, pure a quella grande parte dell’opinione pubblica internazionale che segue con apprensione ogni notizia che riguardi ovunque la comparsa di fenomeni legati alle scie chimiche’. Si ritiene opportuno puntualizzare – sottolinea, invece, in una nota il segretario nazionale del Fns, Giuseppe Scianò – che i contenuti dell’esposto, presentato presso la Procura di Enna, diventeranno altrettanti punti prioritari e qualificanti del programma politico del ‘Fronte nazionale siciliano –Sicilia Indipendente’ da sempre è impegnato con forza, con determinazione e con consapevolezza alla difesa e alla riaffermazione del diritto alla salute, del diritto alla migliore qualità della vita, del diritto alla integrità dell’ambiente e del territorio nonché del diritto alla sicurezza nell’accezione più ampia del termine. Tutti diritti, questi, garantiti dalla Carta Costituzionale. E, purtroppo, spesso violati fra l’indifferenza generale’. Giacomo Lisacchi


 

4)un esempio di interrogazione scritta in Parlamento e di come anche e soprattutto  lì manchi il divieto giusto ed essenziale:


                                                       

Da :

http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_16/showXhtml.Asp?idAtto=3573&stile=6&highLight=1&paroleContenute=%27INTERROGAZIONE+A+RISPOSTA+SCRITTA%27

 

                                                                                                                                                 

 

ATTO CAMERA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/01044

Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 51 del 17/09/2008
Firmatari
Primo firmatario: DI PIETRO ANTONIO
Gruppo: ITALIA DEI VALORI
Data firma: 17/09/2008
Destinatari
Ministero destinatario:
  • MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE delegato in data 17/09/2008
Stato iter:
CONCLUSO il 07/11/2008
Partecipanti allo svolgimento/discussione
RISPOSTA GOVERNO 07/11/2008
MENIA ROBERTO SOTTOSEGRETARIO DI STATO AMBIENTE E TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE
Fasi iter:
RISPOSTA PUBBLICATA IL 07/11/2008
CONCLUSO IL 07/11/2008
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-01044
presentata da
ANTONIO DI PIETRO
mercoledì 17 settembre 2008, seduta n.051

DI PIETRO. -
Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare.
- Per sapere - premesso che:

le scie chimiche sono residui della combustione lasciati in alta quota dagli aerei. Più precisamente si tratta di scie di condensazione che si presentano inizialmente sottili per poi espandersi e infine sparire nel giro di poche decine di minuti;

le scie chimiche che solitamente notiamo in alta quota sono scie di gas di scarico, e sono create da un fenomeno di condensazione. Si formano quasi sempre in alta quota, oltre gli 8.000 metri di altezza, dove l'aria è particolarmente fredda;

sulla base delle attuali conoscenze scientifiche la semplice condensazione dei gas di scarico di un aeroplano non è pericolosa per l'uomo;

secondo diverse teorie alcune scie chimiche potrebbero essere composte da sostanze chimiche, introdotte al fine di creare modificazioni climatiche. Secondo tali studiosi, le scie chimiche si distinguono dalle normali scie di condensazione, sono più spesse, perdurano a lungo nel cielo e tendono ad allargarsi in modo molto marcato;

la prima protesta ufficiale contro questo fenomeno è arrivata dal Canada nel 1998, quando in seguito ad una notevole presenza di scie anomale, gli abitanti incominciarono ad accusare problemi di salute e vaste aree divennero aride, furono analizzati diversi campioni di terreno dai quali risultò che essi contenevano una quantità di particolato di alluminio venti volte superiore al limite indicato per l'acqua potabile;

contro l'irrorazione delle scie chimiche ci sono state diverse interrogazioni parlamentari, sia in Italia che all'estero, ma nessuna ha ottenuto una risposta esaustiva e convincente -:

se e quali chiarimenti sulla natura del fenomeno il ministro intenda dare al fine di tutelare l'ambiente e la salute dei cittadini. (4-01044)
Atto Camera

Risposta scritta pubblicata venerdì 7 novembre 2008
nell'allegato B della seduta n. 081
All'Interrogazione 4-01044 presentata da
ANTONIO DI PIETRO

Risposta. - In merito a quanto indicato nell'atto di sindacato ispettivo in esame, concernente la presenza nello spazio aereo di scie persistenti di natura indeterminata, effettuate le dovute ricerche è emerso quanto segue.
Tali scie, comunemente definite in inglese condensation trails, sono prodotte dagli scarichi degli aerei o dalla turbolenza prodotta dalle ali. Sono formate essenzialmente da acqua in forma di cristalli di ghiaccio.
Gruppi di osservazione, talvolta, hanno riportato un comportamento apparentemente anomalo di alcune scie rispetto a quelle comuni. Tali fenomeni sono definiti scie chimiche (in Inglese chemtrails) e sono attribuiti al rilascio da parte degli aerei di sostanze chimiche che ne deformano l'aspetto.
Sul meccanismo fisico di formazione, è utile premettere che la troposfera è la parte bassa dell'atmosfera dove è contenuta gran parte dell'aria e dove avviene la quasi totalità delle attività umane, inclusa quasi tutta la navigazione aerea.
La troposfera è alta tra i circa 6 km (nelle zone polari) e i circa 16 km nelle zone equatoriali; nella sua parte più alta le temperature medie sono comprese tra 50oC e -70oC e il contenuto di vapor d'acqua è molto basso. In questa zona si osserva comunemente la formazione di nuvolosità naturale, tecnicamente definita nuvolosità alta, appartenente alle famiglie dei cirri o dei cirrostrati. Tali nuvole sono costituite da cristalli di ghiaccio e la loro forma ed evoluzione è dovuta alle condizioni meteorologiche.
Gli scarichi degli aerei contengono un piccola quantità di vapor d'acqua che si mescola a quello già presente nell'aria e, spesso, forma cristalli di ghiaccio che appaiono, appunto, come lunghe scie bianche associate agli aerei. In letteratura è possibile trovare parecchi studi sulla forma, sulla durata e sulle condizioni meteorologiche associate.
La probabilità di formazione delle scie è tanto più alta quanto più è bassa la temperatura e quanto più è alta l'umidità relativa dell'aria alla quota di volo dell'aereo. Pertanto le scie sono più comuni d'inverno e sono normalmente associate ad aerei ad alta quota.
Tali scie possono durare da qualche minuto a qualche ora (in alcuni casi anche parecchie ore) prima di dissolversi. In alcuni casi le scie restano compatte in altri casi si allargano e coprono porzioni consistenti di cielo. In altri casi, infine, l'interazione di numerose scie porta alla formazione di vere e proprie nuvole alte.
Come per le nuvole alte, la forma e l'evoluzione delle scie di condensazione è data dalle condizioni meteorologiche in quota, tanto che alcuni tecnici e ricercatori hanno proposto di utilizzarle come uno strumento meteorologico operativo.
Anche il tipo di combustibile ed il tipo di motore dell'aereo svolgono un ruolo importante. In particolare, alcuni suggeriscono che il tasso di zolfo nel combustibile possa giocare un ruolo importante.
La densità delle scie di condensazione è funzione delle condizioni meteorologiche, ma è ovviamente funzione della densità del traffico aereo. La porzione media di cielo coperta dalle scie, dunque, è più elevata sopra la parte occidentale Stati Uniti e sopra l'Europa occidentale, rispetto ad altre parti del pianeta.
A livello planetario si osserva che le scie coprono in media lo 0.1 per cento del cielo; in alcune parti del pianeta, però, esse arrivano a coprire il 20 per cento. Alcuni ricercatori hanno evidenziato che nel corso dei decenni l'aumento del traffico aereo ha portato ad un aumento della copertura nuvolosa alta nelle zone maggiormente interessate. Tutti gli studi, però, sono a scala globale o sugli Stati Uniti.
Sin dagli anni '70 è stato studiato il possibile effetto sul clima di tale fenomeno, considerato che la nuvolosità naturale ha un effetto ben noto sulle temperature superficiali. Durante il giorno, infatti, la copertura nuvolosa riduce l'irraggiamento nel visibile e, dunque, riduce la temperatura superficiale; di notte, invece, la copertura rallenta il raffreddamento notturno e, dunque, aumenta le temperature superficiali. L'effetto netto della nuvolosità, dunque, è quello di ridurre l'escursione termica.
Gli studi condotti sembrano indicare una aumento della nuvolosità alta ed una riduzione dell'escursione termica nelle zone maggiormente interessate dal traffico aereo, come ad esempio la parte orientale degli Stati Uniti. Occorre tuttavia rimarcare che l'intero problema è ancora in fase di studio ed occorre esaminarlo con maggior attenzione prima di trarre delle conclusioni. Questo tipo di precauzione, poi, è particolarmente importante considerata la grande attenzione dell'opinione pubblica riguardo ai cambiamenti climatici.
Sebbene l'argomento abbia destato l'attenzione di numerosi siti specialistici, non esiste una definizione esatta di scia chimica (o chemtrail). Solitamente esse vengono descritte come più consistenti, più persistenti e spesso più basse di quelle comuni. Tali scie, inoltre, vengono notate in porzioni di cielo diverse dalle normali aerovie ed in molti casi sono state associate ad aerei militari. Altre osservazioni, infine, parlano di scie che si intersecano e spesso si espandono sino a formare della nuvolosità analoga alla nuvolosità alta di tipo naturale.
Trattandosi di una descrizione soggettiva non è possibile applicarla in maniera universale e, infatti, gli stessi siti specialistici riportano solo osservazioni sparse da parte di singoli o di gruppi di osservatori, solitamente corredati da fotografie.
Una seconda caratteristica attribuita alle scie chimiche, da cui appunto il nome, è la presenza di alcuni composti chimici rilasciati intenzionalmente dagli aerei che ne modificano le caratteristiche. In generale si parla di bario, di alluminio o di altri metalli pesanti, tuttavia non è stato possibile reperire analisi chimiche delle scie né dirette né indirette.
Come prova indiretta, generalmente si fa riferimento ad un'analisi chimica del terreno condotta in una località dell'Alberta (Canada) dopo un episodio di presunte scie chimiche che ha riscontrato una concentrazione anomala di bario ed alluminio nel terreno. Per poterlo associare alle scie, però, occorrerebbe in primo luogo valutare attentamente le condizioni meteorologiche dell'episodio citato, poiché dei sali rilasciati in atmosfera da aerei che viaggiano ad alta quota hanno una buona probabilità di disperdersi molto lontano rispetto alla verticale del punto di rilascio.
Le osservazioni sono iniziate nella seconda metà degli anni 1990 e dei gruppi di osservazione si sono formati anche sul territorio nazionale.
I siti, sia nazionali che internazionali, riportano una crescita progressiva del fenomeno. Non esistono osservazioni precedenti che permettano di valutare se il fenomeno esistesse prima degli anni 1990 e non è possibile valutare se l'aumento delle osservazioni sia un effetto dell'aumento della densità degli osservatori o di un aumento della frequenza del fenomeno.
I siti specialistici ed il materiale in esso contenuto parlano di effetti sulla salute umana ed elencano un insieme di disturbi conseguenti ad episodi di scie. Gli effetti riportati sono tosse secca persistente, malessere respiratorio e intestinale, polmonite, affaticamento, letargia, capogiro, disorientamento, forte emicrania, dolori muscolari, e alle giunture, epistassi, diarrea, feci sanguinolente, depressione, ansietà, incontinenza e tic nervosi. Altri, invece, mettono in relazione le scie chimiche con la diffusione di epidemie come il morbo della mucca pazza, la Severe Acute Respiratory Syndrome (SARS) e l'influenza aviaria.
Non sono stati trovati studi epidemiologici sul fenomeno.
Un secondo filone di materiale ritiene che le scie chimiche possano modificare il clima. Alcuni, infatti, ritengono che il bario rilasciato possa in qualche modo ridurre la precipitazione ed essere responsabile di recenti episodi di siccità. Altri riconducono il fenomeno ad altri tentativi di modificare il clima.
Sebbene esistano teorie scientifiche che prevedano la modifica del clima, si ritiene che gli elementi riportati sui siti specialistici siano troppo poco precisi per poter supportare queste affermazioni.
I siti specialistici sospettano che le scie chimiche siano esperimenti militari con vari scopi, generalmente in controllo del clima o altre forme di guerra non convenzionale.
A supporto di queste osservazioni si riportano due documenti pubblici, reperibili su internet: lo studio Air Force 2025 ed il materiale relativo all'antenna High frequency Active Auroral Research Program (HAARP).
Lo studio Air Force 2025 è uno studio commissionato dallo Stato Maggiore dell'aeronautica militare USA nel 1996 sugli scenari futuri di guerra che prevede, tra l'altro, il controllo del tempo atmosferico come elemento strategico.
L'antenna del centro HAARP (situato in Alaska), invece, ha come scopo lo studio delle onde a bassissima frequenza dell'alta atmosfera. La potenzialità di questa antenna come strumento per ridurre l'intensità di tornado ed uragani è stata studiata alla fine degli anni 1990 e la tecnica è stata brevettata dal Centro studi Eastlund.
Alcuni sostengono che il bario delle scie chimiche sia necessario proprio per rilevare le onde emesse da tale antenna.
Non è stato possibile trovare legami fra questi due documenti e le scie chimiche.
Oltre al materiale dei sostenitori delle scie chimiche, sul web è possibile trovare molto materiale di ricercatori, associazioni ed enti che riportano posizioni fortemente critiche.
In genere, si afferma che le scie chimiche non siano altro che comuni scie di condensazione il cui aspetto anomalo è dato dalle particolari condizioni meteorologiche. In genere si tratta di ricercatori che hanno studiate a lungo le scie di condensazione e dalle quali si evince chiaramente che possono comportarsi anche come le presunte scie chimiche.
Le altre critiche, invece, riportano il problema sul piano metodologico, economico e del buon senso, come ad esempio:

1. questi fenomeni peculiari sono osservati più spesso di quanto non avvenisse in passato perché è cresciuta l'attenzione e la preoccupazione da parte dei gruppi di osservatori;

2. se si trattasse di un tentativo massiccio di modificare il clima come quello ipotizzato, sarebbe necessario uno sforzo enorme in termini di mezzi, incompatibile colle attività di qualunque aviazione militare;

3. se fosse uno sforzo per avvelenare la popolazione sarebbe molto più efficace, economico e discreto avvelenare direttamente le riserve d'acqua o gli acquedotti, invece di diffonderlo tramite aereo da altissime quote.
Dall'esame della letteratura scientifica internazionale e del contenuto dei siti web specialistici non è possibile confermare l'esistenza delle scie chimiche. I siti specialistici degli osservatori delle scie chimiche, in particolare, risultano carenti dal punto di vista scientifico.
Si possono, tuttavia, fare le seguenti considerazioni:

1. l'interpretazione più plausibile del fenomeno è che i presunti episodi di scie chimiche siano in realtà comuni scie di condensazione che sono durate più a lungo ed hanno assunto forma peculiare per effetto delle condizioni meteorologiche;

2. non si può escludere che, assieme alle condizioni meteorologiche, anche il combustibile ed il tipo di motore degli aerei possano concorrere a produrre scie di condensazione dall'aspetto peculiare. Solo ulteriori e complessi studi, che coinvolgano gli operatori del trasporto aereo civile e militare e gli enti preposti al loro controllo, potrebbero eventualmente dare una risposta definitiva;

3. da circa tre decenni la comunità scientifica sta studiando la possibilità che le comuni scie di condensazione possano influenzare il clima delle zone maggiormente interessate dal traffico aereo. Nonostante siano stati ottenuti interessanti risultati, non sono però definitivi.
Da molti anni esistono teorie che prevedono la possibilità di controllare il clima; tuttavia, nell'unico caso oggetto di una lunga e ben documentata sperimentazione, cioè l'inseminazione delle nubi per la stimolazione delle piogge, i risultati sono ancora controversi dopo 60 anni di esperimenti. È pertanto prematuro ritenere che altre tecniche, come ad esempio l'uso del bario per ridurre la precipitazione o l'uso dell'antenna HAARP, possano essere considerate efficaci ed affidabili senza aver condotto una lunga e attenta sperimentazione. In entrambi i casi, non sono state trovate chiare informazioni che permettano di legare una sperimentazione in tal senso alle scie di condensazione.

Il Sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare: Roberto Menia.
Classificazione EUROVOC:
CONCETTUALE:
acqua potabile, aereo, alluminio, analisi dell'acqua, ecologia, gas di combustione, protezione dell'ambiente, sanita' pubblica

ATTO CAMERA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/01044

Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 51 del 17/09/2008
Firmatari
Primo firmatario: DI PIETRO ANTONIO
Gruppo: ITALIA DEI VALORI
Data firma: 17/09/2008
Destinatari
Ministero destinatario:
  • MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE delegato in data 17/09/2008
Stato iter:
CONCLUSO il 07/11/2008
Partecipanti allo svolgimento/discussione
RISPOSTA GOVERNO 07/11/2008
MENIA ROBERTO SOTTOSEGRETARIO DI STATO AMBIENTE E TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE
Fasi iter:
RISPOSTA PUBBLICATA IL 07/11/2008
CONCLUSO IL 07/11/2008
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-01044
presentata da
ANTONIO DI PIETRO
mercoledì 17 settembre 2008, seduta n.051

DI PIETRO. -
Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare.
- Per sapere - premesso che:

le scie chimiche sono residui della combustione lasciati in alta quota dagli aerei. Più precisamente si tratta di scie di condensazione che si presentano inizialmente sottili per poi espandersi e infine sparire nel giro di poche decine di minuti;

le scie chimiche che solitamente notiamo in alta quota sono scie di gas di scarico, e sono create da un fenomeno di condensazione. Si formano quasi sempre in alta quota, oltre gli 8.000 metri di altezza, dove l'aria è particolarmente fredda;

sulla base delle attuali conoscenze scientifiche la semplice condensazione dei gas di scarico di un aeroplano non è pericolosa per l'uomo;

secondo diverse teorie alcune scie chimiche potrebbero essere composte da sostanze chimiche, introdotte al fine di creare modificazioni climatiche. Secondo tali studiosi, le scie chimiche si distinguono dalle normali scie di condensazione, sono più spesse, perdurano a lungo nel cielo e tendono ad allargarsi in modo molto marcato;

la prima protesta ufficiale contro questo fenomeno è arrivata dal Canada nel 1998, quando in seguito ad una notevole presenza di scie anomale, gli abitanti incominciarono ad accusare problemi di salute e vaste aree divennero aride, furono analizzati diversi campioni di terreno dai quali risultò che essi contenevano una quantità di particolato di alluminio venti volte superiore al limite indicato per l'acqua potabile;

contro l'irrorazione delle scie chimiche ci sono state diverse interrogazioni parlamentari, sia in Italia che all'estero, ma nessuna ha ottenuto una risposta esaustiva e convincente -:

se e quali chiarimenti sulla natura del fenomeno il ministro intenda dare al fine di tutelare l'ambiente e la salute dei cittadini. (4-01044)
Atto Camera

Risposta scritta pubblicata venerdì 7 novembre 2008
nell'allegato B della seduta n. 081
All'Interrogazione 4-01044 presentata da
ANTONIO DI PIETRO

Risposta. - In merito a quanto indicato nell'atto di sindacato ispettivo in esame, concernente la presenza nello spazio aereo di scie persistenti di natura indeterminata, effettuate le dovute ricerche è emerso quanto segue.
Tali scie, comunemente definite in inglese condensation trails, sono prodotte dagli scarichi degli aerei o dalla turbolenza prodotta dalle ali. Sono formate essenzialmente da acqua in forma di cristalli di ghiaccio.
Gruppi di osservazione, talvolta, hanno riportato un comportamento apparentemente anomalo di alcune scie rispetto a quelle comuni. Tali fenomeni sono definiti scie chimiche (in Inglese chemtrails) e sono attribuiti al rilascio da parte degli aerei di sostanze chimiche che ne deformano l'aspetto.
Sul meccanismo fisico di formazione, è utile premettere che la troposfera è la parte bassa dell'atmosfera dove è contenuta gran parte dell'aria e dove avviene la quasi totalità delle attività umane, inclusa quasi tutta la navigazione aerea.
La troposfera è alta tra i circa 6 km (nelle zone polari) e i circa 16 km nelle zone equatoriali; nella sua parte più alta le temperature medie sono comprese tra 50oC e -70oC e il contenuto di vapor d'acqua è molto basso. In questa zona si osserva comunemente la formazione di nuvolosità naturale, tecnicamente definita nuvolosità alta, appartenente alle famiglie dei cirri o dei cirrostrati. Tali nuvole sono costituite da cristalli di ghiaccio e la loro forma ed evoluzione è dovuta alle condizioni meteorologiche.
Gli scarichi degli aerei contengono un piccola quantità di vapor d'acqua che si mescola a quello già presente nell'aria e, spesso, forma cristalli di ghiaccio che appaiono, appunto, come lunghe scie bianche associate agli aerei. In letteratura è possibile trovare parecchi studi sulla forma, sulla durata e sulle condizioni meteorologiche associate.
La probabilità di formazione delle scie è tanto più alta quanto più è bassa la temperatura e quanto più è alta l'umidità relativa dell'aria alla quota di volo dell'aereo. Pertanto le scie sono più comuni d'inverno e sono normalmente associate ad aerei ad alta quota.
Tali scie possono durare da qualche minuto a qualche ora (in alcuni casi anche parecchie ore) prima di dissolversi. In alcuni casi le scie restano compatte in altri casi si allargano e coprono porzioni consistenti di cielo. In altri casi, infine, l'interazione di numerose scie porta alla formazione di vere e proprie nuvole alte.
Come per le nuvole alte, la forma e l'evoluzione delle scie di condensazione è data dalle condizioni meteorologiche in quota, tanto che alcuni tecnici e ricercatori hanno proposto di utilizzarle come uno strumento meteorologico operativo.
Anche il tipo di combustibile ed il tipo di motore dell'aereo svolgono un ruolo importante. In particolare, alcuni suggeriscono che il tasso di zolfo nel combustibile possa giocare un ruolo importante.
La densità delle scie di condensazione è funzione delle condizioni meteorologiche, ma è ovviamente funzione della densità del traffico aereo. La porzione media di cielo coperta dalle scie, dunque, è più elevata sopra la parte occidentale Stati Uniti e sopra l'Europa occidentale, rispetto ad altre parti del pianeta.
A livello planetario si osserva che le scie coprono in media lo 0.1 per cento del cielo; in alcune parti del pianeta, però, esse arrivano a coprire il 20 per cento. Alcuni ricercatori hanno evidenziato che nel corso dei decenni l'aumento del traffico aereo ha portato ad un aumento della copertura nuvolosa alta nelle zone maggiormente interessate. Tutti gli studi, però, sono a scala globale o sugli Stati Uniti.
Sin dagli anni '70 è stato studiato il possibile effetto sul clima di tale fenomeno, considerato che la nuvolosità naturale ha un effetto ben noto sulle temperature superficiali. Durante il giorno, infatti, la copertura nuvolosa riduce l'irraggiamento nel visibile e, dunque, riduce la temperatura superficiale; di notte, invece, la copertura rallenta il raffreddamento notturno e, dunque, aumenta le temperature superficiali. L'effetto netto della nuvolosità, dunque, è quello di ridurre l'escursione termica.
Gli studi condotti sembrano indicare una aumento della nuvolosità alta ed una riduzione dell'escursione termica nelle zone maggiormente interessate dal traffico aereo, come ad esempio la parte orientale degli Stati Uniti. Occorre tuttavia rimarcare che l'intero problema è ancora in fase di studio ed occorre esaminarlo con maggior attenzione prima di trarre delle conclusioni. Questo tipo di precauzione, poi, è particolarmente importante considerata la grande attenzione dell'opinione pubblica riguardo ai cambiamenti climatici.
Sebbene l'argomento abbia destato l'attenzione di numerosi siti specialistici, non esiste una definizione esatta di scia chimica (o chemtrail). Solitamente esse vengono descritte come più consistenti, più persistenti e spesso più basse di quelle comuni. Tali scie, inoltre, vengono notate in porzioni di cielo diverse dalle normali aerovie ed in molti casi sono state associate ad aerei militari. Altre osservazioni, infine, parlano di scie che si intersecano e spesso si espandono sino a formare della nuvolosità analoga alla nuvolosità alta di tipo naturale.
Trattandosi di una descrizione soggettiva non è possibile applicarla in maniera universale e, infatti, gli stessi siti specialistici riportano solo osservazioni sparse da parte di singoli o di gruppi di osservatori, solitamente corredati da fotografie.
Una seconda caratteristica attribuita alle scie chimiche, da cui appunto il nome, è la presenza di alcuni composti chimici rilasciati intenzionalmente dagli aerei che ne modificano le caratteristiche. In generale si parla di bario, di alluminio o di altri metalli pesanti, tuttavia non è stato possibile reperire analisi chimiche delle scie né dirette né indirette.
Come prova indiretta, generalmente si fa riferimento ad un'analisi chimica del terreno condotta in una località dell'Alberta (Canada) dopo un episodio di presunte scie chimiche che ha riscontrato una concentrazione anomala di bario ed alluminio nel terreno. Per poterlo associare alle scie, però, occorrerebbe in primo luogo valutare attentamente le condizioni meteorologiche dell'episodio citato, poiché dei sali rilasciati in atmosfera da aerei che viaggiano ad alta quota hanno una buona probabilità di disperdersi molto lontano rispetto alla verticale del punto di rilascio.
Le osservazioni sono iniziate nella seconda metà degli anni 1990 e dei gruppi di osservazione si sono formati anche sul territorio nazionale.
I siti, sia nazionali che internazionali, riportano una crescita progressiva del fenomeno. Non esistono osservazioni precedenti che permettano di valutare se il fenomeno esistesse prima degli anni 1990 e non è possibile valutare se l'aumento delle osservazioni sia un effetto dell'aumento della densità degli osservatori o di un aumento della frequenza del fenomeno.
I siti specialistici ed il materiale in esso contenuto parlano di effetti sulla salute umana ed elencano un insieme di disturbi conseguenti ad episodi di scie. Gli effetti riportati sono tosse secca persistente, malessere respiratorio e intestinale, polmonite, affaticamento, letargia, capogiro, disorientamento, forte emicrania, dolori muscolari, e alle giunture, epistassi, diarrea, feci sanguinolente, depressione, ansietà, incontinenza e tic nervosi. Altri, invece, mettono in relazione le scie chimiche con la diffusione di epidemie come il morbo della mucca pazza, la Severe Acute Respiratory Syndrome (SARS) e l'influenza aviaria.
Non sono stati trovati studi epidemiologici sul fenomeno.
Un secondo filone di materiale ritiene che le scie chimiche possano modificare il clima. Alcuni, infatti, ritengono che il bario rilasciato possa in qualche modo ridurre la precipitazione ed essere responsabile di recenti episodi di siccità. Altri riconducono il fenomeno ad altri tentativi di modificare il clima.
Sebbene esistano teorie scientifiche che prevedano la modifica del clima, si ritiene che gli elementi riportati sui siti specialistici siano troppo poco precisi per poter supportare queste affermazioni.
I siti specialistici sospettano che le scie chimiche siano esperimenti militari con vari scopi, generalmente in controllo del clima o altre forme di guerra non convenzionale.
A supporto di queste osservazioni si riportano due documenti pubblici, reperibili su internet: lo studio Air Force 2025 ed il materiale relativo all'antenna High frequency Active Auroral Research Program (HAARP).
Lo studio Air Force 2025 è uno studio commissionato dallo Stato Maggiore dell'aeronautica militare USA nel 1996 sugli scenari futuri di guerra che prevede, tra l'altro, il controllo del tempo atmosferico come elemento strategico.
L'antenna del centro HAARP (situato in Alaska), invece, ha come scopo lo studio delle onde a bassissima frequenza dell'alta atmosfera. La potenzialità di questa antenna come strumento per ridurre l'intensità di tornado ed uragani è stata studiata alla fine degli anni 1990 e la tecnica è stata brevettata dal Centro studi Eastlund.
Alcuni sostengono che il bario delle scie chimiche sia necessario proprio per rilevare le onde emesse da tale antenna.
Non è stato possibile trovare legami fra questi due documenti e le scie chimiche.
Oltre al materiale dei sostenitori delle scie chimiche, sul web è possibile trovare molto materiale di ricercatori, associazioni ed enti che riportano posizioni fortemente critiche.
In genere, si afferma che le scie chimiche non siano altro che comuni scie di condensazione il cui aspetto anomalo è dato dalle particolari condizioni meteorologiche. In genere si tratta di ricercatori che hanno studiate a lungo le scie di condensazione e dalle quali si evince chiaramente che possono comportarsi anche come le presunte scie chimiche.
Le altre critiche, invece, riportano il problema sul piano metodologico, economico e del buon senso, come ad esempio:

1. questi fenomeni peculiari sono osservati più spesso di quanto non avvenisse in passato perché è cresciuta l'attenzione e la preoccupazione da parte dei gruppi di osservatori;

2. se si trattasse di un tentativo massiccio di modificare il clima come quello ipotizzato, sarebbe necessario uno sforzo enorme in termini di mezzi, incompatibile colle attività di qualunque aviazione militare;

3. se fosse uno sforzo per avvelenare la popolazione sarebbe molto più efficace, economico e discreto avvelenare direttamente le riserve d'acqua o gli acquedotti, invece di diffonderlo tramite aereo da altissime quote.
Dall'esame della letteratura scientifica internazionale e del contenuto dei siti web specialistici non è possibile confermare l'esistenza delle scie chimiche. I siti specialistici degli osservatori delle scie chimiche, in particolare, risultano carenti dal punto di vista scientifico.
Si possono, tuttavia, fare le seguenti considerazioni:

1. l'interpretazione più plausibile del fenomeno è che i presunti episodi di scie chimiche siano in realtà comuni scie di condensazione che sono durate più a lungo ed hanno assunto forma peculiare per effetto delle condizioni meteorologiche;

2. non si può escludere che, assieme alle condizioni meteorologiche, anche il combustibile ed il tipo di motore degli aerei possano concorrere a produrre scie di condensazione dall'aspetto peculiare. Solo ulteriori e complessi studi, che coinvolgano gli operatori del trasporto aereo civile e militare e gli enti preposti al loro controllo, potrebbero eventualmente dare una risposta definitiva;

3. da circa tre decenni la comunità scientifica sta studiando la possibilità che le comuni scie di condensazione possano influenzare il clima delle zone maggiormente interessate dal traffico aereo. Nonostante siano stati ottenuti interessanti risultati, non sono però definitivi.
Da molti anni esistono teorie che prevedono la possibilità di controllare il clima; tuttavia, nell'unico caso oggetto di una lunga e ben documentata sperimentazione, cioè l'inseminazione delle nubi per la stimolazione delle piogge, i risultati sono ancora controversi dopo 60 anni di esperimenti. È pertanto prematuro ritenere che altre tecniche, come ad esempio l'uso del bario per ridurre la precipitazione o l'uso dell'antenna HAARP, possano essere considerate efficaci ed affidabili senza aver condotto una lunga e attenta sperimentazione. In entrambi i casi, non sono state trovate chiare informazioni che permettano di legare una sperimentazione in tal senso alle scie di condensazione.

Il Sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare: Roberto Menia.
Classificazione EUROVOC:
CONCETTUALE:
acqua potabile, aereo, alluminio, analisi dell'acqua, ecologia, gas di combustione, protezione dell'ambiente, sanita' pubblica

 

indietro sketch.jpg (274497 byte)                                  420                        JavaScript scaricato da HTML.it avanti