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Descrizione da YOU TUBE:

Fonte: http://www.spaceenergy.com/i/flash/SB...

E la nuova, futuribile, frontiera dellenergia alternativa. Lidea è del 2003, quando il Pentagono mise a punto un progetto per produrre energia da una fonte alternativa al petrolio. Il progetto si chiamava SBSP cioè Space Based Solar Power o Centrale Solare Spaziale. Continua su www.pienosole.it
Categoria:  Scienze e tecnologie
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Il progetto SBS (Space based solar power) è datato  ufficialmente  2003, anno in cui avvennero gli accordi clima USA-ITALIA.

Ho trovato parecchio sull'energia solare orbitante,la mia impressione è che non vengano chiarite completamente le modalita' di esecuzione del progetto e che se ne nascondano parecchi aspetti che potrebbero gia' essere avanzati e in pieno svolgimento.
Il progetto ufficiale è quello dichiarato in questi documenti,in particolare la centrale  in California che riceve energia dal satellite o comunque il progetto pilota giapponese.
Secondo me le polveri che non vengono nominate hanno un impiego(disgraziato) non solo per aumentare la conduttanza ma anche per ovviare all'enorme superficie di raccolta solare che il satellite dovrebbe avere e per dirigere il raggio mirato che da esso parte verso la regione giusta dello spazio.
A mio parere la funzione del satellite è quella di dirigere il fascio di energia  come potrebbe fare con un laser  per colpire un missile ,naturalmente la zona di incidenza in questo caso è molto più estesa.
Ecco alcuni articoli in merito e in particolare quello che dimostra come sia possibile trasferire energia per 148 km wireless partendo addirittura da una quantità molto piccola

A questo link la pagina originale del progetto della Nacional space society:
 http://www.nss.org/settlement/ssp/library/nsso.htm


 

Da :http://notizie.virgilio.it/notizia/solare_spaziale.html

 

Solare spaziale, l'ultima frontiera dell'energia alternativa

Una centrale elettrica a 35.000 chilometri dalla terra.
Il Pentagono è già al lavoro

19/10/2007Un raggio di energia proveniente dallo spazio che potrebbe fornire in un anno una quantità di energia pari a tutte le riserve di petrolio della terra. Una manna per il global warming. Fantascienza
? Ancora per poco. Quando idee del genere vengono al Pentagono e alla Nasa messi insieme, c'è da scommettere che ne verrà fuori qualcosa di concreto in tempi relativamente stretti.

L'idea è quella di un'enorme specchio solare orbitante a 35.000 chilometri di altezza che raccolga la luce del sole e la spedisca sulla terra sotto forma di energia. Due dati tecnici danno l'idea dell'impresa titanica: i pannelli solari dovrebbero aver una superficie compresa tra i 50 e i 100 km quadrati  e la sola stazione trasmittente dovrebbe avere un diametro di 1,5 km (v. foto sotto). Sulla terra la stazione ricevente sarà una struttura lunga 14 km e larga 10. In mezzo, un flusso di microonde o un enorme raggio laser. In confronto il programma Apollo per lo sbarco sulla luna diventa un gioco di aeroplanini di carta.

Il solare perfetto

Un impianto di questo genere risolverebbe tutti i problemi di efficienza energetica tipici degli impianti solari (termici o fotovoltaici) terrestri. Innanzitutto avrebbe un'esposizione continua senza l'interruzione notturna. Inoltre non subirebbe cali di produzione in quanto privo del filtro dell'atmosfera terrestre (più o meno inquinata) e delle variazioni atmosferiche (nuvole e pioggia). Insomma, una rivoluzione nelle energie alternative.

 

Da :http://www.genitronsviluppo.com/2009/06/08/energia-solare-dallo-spazio-solaren-ssp/
Giu 8, 2009

Quando l’Energia Solare Viene dallo Spazio: Solaren e la Tecnologia SSP

 

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Un fascio di microonde mirato ad un’antenna installata a Terra, potrebbe partire nel prossimo futuro dallo spazio o meglio da una centrale ad energia solare satellitare che potrebbe fornire a 250.000 abitazioni energia elettrica nei pressi di Fresno, California, USA. A differenza dei pannelli fotovoltaici a terra, l’energia solare prodotta dai satelliti non sarebbe suscettibile di cali dovuti ad un tempo nuvoloso e potrebbero produrre energia elettrica 24 ore al giorno. In caso di successo ed efficienza economica, il progetto di una centrale elettrica solare nello spazio potrebbe segnare l’inizio di un nuovo utilizzo dell’energia solare.

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La Solaren, una nuova start-up che si  è dedicata al progetto ha convinto la Pacific Gas & Electric (PG & E), la più grande società che produce e distribuisce energia elettrica negli USA all’acquisto dei primi 200 MW di elettricità quando l’intero sistema di produzione di energia dallo spazio è stato creato. Una prima data è prevista per il 2016 e secondo Solaren, il sistema potrebbe generare da 1,2 a 4,8 GW di energia ad un prezzo paragonabile a quello di altre fonti di energia rinnovabili. Solaren spiega che il progetto in particolare riguarderebbe il posizionamento di satelliti in orbita stazionaria. L’energia prodotta dalle celle solari poi verrebbe convertita in onde radio. Le onde radio poi trasmesse sulla terra verrebbero captate da una stazione ricevente, dove verrebbero nuovamente convertite in energia elettrica e consegnate al PG&E per la rete elettrica. La Solaren inoltre spiega che siccome il fascio di onde radio verrebbe lanciato sulla terra su di una vasta area, non risulterebbe pericoloso per persone, aerei o fauna selvatica.

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Il progetto così prevede una vasta area di ricezione a terra e proprio un’area di molti chilometri quadrati è risultata disponibile nella parte occidentale della contea di Fresno fornendo una posizione ideale per la Solaren. Ed oltre ad essere scarsamente popolata, l’area si trova vicino alle linee di trasmissione di una centrale di distribuzione offrendo in questo modo una maggiore convenienza e vantaggi economici. Gary Spirnak, CEO di Solaren ed ex ingegnere aerospaziale, ha spiegato che il progetto avrà un costo di più di $ 2 miliardi e riguarda lo sviluppo della struttura di ricezione a terra e il lancio di quattro o cinque satelliti per raccogliere energia solare dallo spazio. “Mentre un sistema di tale portata non è ancora stato realizzato, la tecnologia di base è già ormai molto matura e si basa fondamentalmente sulla comunicazione via satellite”, spiega Spirnak.

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“L’impulso per la creazione del progetto della Solaren è stata la convergenza di più fattori come una migliore conversione di energia da parte di dispositivi ad alta efficienza e la creazione di un rivoluzionario brevetto della Solaren per la progettazione di impianti ad energia solare dallo spazio che ha offerto sia un significativo avanzamento tecnico ma anche un salto economicamente redditizio.” continua Spirnak. Solaren non è  l’unica società che pensa allo spazio per produrre energia elettrica, JAXA, l’agenzia spaziale giapponese ha infatti recentemente avviato la sperimentazione di un impianto solare in grado di lanciare fasci di energia sulla Terra sotto forma di micronde. Se i test daranno esito positivo, l’agenzia prevede di lanciare una serie di satelliti in grado di trasmettere energia abbastanza per coprire il fabbisogno energetico di circa mezzo milione di abitazioni.

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Da :http://www.pienosole.it/20090305302/notizie/ultime/energia-fotovoltaica-dallo-spazio.html

Energia fotovoltaica dallo spazio

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giovedì 05 marzo 2009

E’ la nuova, futuribile, frontiera dell’energia alternativa. L’idea è del 2003, quando il Pentagono mise a punto un progetto per produrre energia da una fonte alternativa al petrolio. Il progetto si chiamava SBSP cioè Space Based Solar Power o Centrale Solare Spaziale. Viene annunciato oggi che la società Space Energy ha in programma di implementare quel progetto lanciando nello spazio satelliti che funzionino come centrali fotovoltaiche.

Il progetto è ambizioso avendo come finalità la vendita di energia elettrica a prezzi di mercato competitivi e si basa su due vantaggi chiave:

  • la capacità dell’impianto solare di rimanere sotto irraggiamento solare 24 ore al giorn;
  • la possibilità di consegnare energia su richiesta, senza necessità di operazioni complesse o di grandi infrastrutture terrestri.

Il meccanismo previsto è quello di sviluppare satelliti SBSP per generare e trasmettere energia elettrica ai ricevitori sulla superficie della terra.

Il concetto del SBSP è stato teorizzato oltre 40 anni fa dal famoso scienziato Peter Glaser. Finora gli studi avevano concluso che per la sua implementazione non esistevano difficoltà tecniche e che il principale ostacolo era  solo un fattore di convenienza economica e di competitività dei costi dell’energia prodotta. Oggi il progetto verrebbe rivalutato anche da questo punto di vista

I satelliti SBSP sono grandi impianti fotovoltaici in orbita che usano onde radio a bassissima frequenza per trasmettere l’energia prodotta a grandi antenne riceventi sulla terra. Il vantaggio di avere impianti fotovoltaici in orbita  geostazionaria, cioè sempre sullo stesso punto rispetto alla terra, è che questi possono  usufruire di una radiazione solare costante e senza ostacoli, non influenzata dal ciclo giorno/notte.

Al contrario gli impianti solari a terra sono limitati da fattori come:
  • Condizioni meteorologiche
  • Variabilità stagionale
  • Assorbimento da parte dell’atmosfera di parte della radiazione solare
  • Scarsità di luce diretta del sole a latitudini più alte e più basse
  • Limitata e costosa  capacità di stoccaggio dell’energia prodotta

Poiché nessuno di questi fattori si applica a SBSP,  ne 

consegue che questo è in grado di fornire un quantitativo stimato di 6-8 volte maggiore  energia rispetto ad una cella solare sulla superficie terrestre. Si calcola infatti che la radiazione solare al di fuori dell’atmosfera è di circa 1.366 W/mq, mentre al suolo questa  si riduce a 250 W/mq, ed ancora di più al mattino e al tramonto. Solo nelle ore centrali della giornata e nelle aree equatoriali è possibile raggiungere i 1.000 W/mq.

Per quanto riguarda la fattibilità tecnica della trasmissione di energia su distanze così lunghe tramite micro-onde  va detto che questa  è stata già dimostrata nella seconda metà del 2008 con un test  di trasmissione tra due isole delle Hawaii  lontane 148 km, quindi molto più della distanza tra la terra e l’orbita satellitare.
 
Va sottolineato poi che  la frequenza delle onde radio inviate da un satellite SBSP sarebbe paragonabile a quelle usate per un cellulare, per internet wireless o per un telefono cordless.
Le antenne riceventi possono essere  collocate  vicino alle principali reti di distribuzione ed immettere direttamente una notevole quantità di energia.

Rimane da considerare che recentemente, mentre da un lato l'efficienza delle celle fotovoltaiche ed  altri sistemi di base è aumentata, dall’altro lato, crisi economica attuale a parte,  è da registrare  una tendenza in crescita della domanda e del prezzo dell’energia. Paesi emergenti come Cina ed India hanno già sperimentato grossi deficit di energia che ne condizionano la sviluppo e sono impegnati in grandi sforzi per l’elettrificazione di grandi aree urbane e delle zone rurali.

SBSP  offre la soluzione per la sua capacità di distribuire energia pulita dovunque nel mondo. Piazzando delle semplici antenne nelle aree rurali si potranno evitare molti dei costi e dei problemi associati alla distribuzione tradizionale di energia.
Ne consegue che il sistema SBSP è valutato oggi commercialmente redditizio da Space Energy, la società americana che vuole realizzare il progetto che spera anche in un aiuto da parte del nuovo presidente Obama  che ha promesso in campagna elettorale di sostenere lo sviluppo delle energie alternative.

Fonte e link al video  :  http://www.spaceenergy.com/i/flash/SBSP.html

 

Da : http://blogeko.libero.it/2008/energia-solare-inviata-sulla-terra-dai-s/

 

Solare

Energia solare inviata sulla Terra dai satelliti? Condotto il primo esperimento

terra

Raccogliere l’energia solare nello spazio, attraverso satelliti in orbita, ed inviarla sulla Terra.

Un esperimento in direzione di questo obiettivo è riuscito - o almeno, così sostiene chi l’ha condotto - ed il tema è stato trattato in una trasmissione in onda ieri, venerdì, su Discovery Channel.

Protagonista della vicenda e della trasmissione un ex scienziato della Nasa, John C. Mankins.

Mankins ha spiegato di essere riuscito, nel maggio scorso, a trasmettere 20 watt di energia fra due isole delle Hawaii che distano 148 chilometri attraverso onde radio.

Per la precisione, solo una piccolissima parte dell’energia inviata è arrivata a destinazione. Ma secondo Mankins, è il principio che conta.

L’esperimento proverebbe che è possibile trasmettere l’energia solare attraverso l’atmosfera.

L’obiettivo dello scienziato è raccogliere l’energia solare nello spazio, attraverso satelliti orbitanti del peso di 500 chili, e trasmetterla a stazioni riceventi collocate sulla Terra.

Il minuscolo esperimento condotto alle Hawaii è costato un milione di dollari. Perfezionare e potenziare il sistema sarebbe una mera questione di soldi.

Ma, chiedo io. Sulla Terra - sui tetti, nei deserti - non c’è abbastanza spazio per i pannelli solari?

Da Space energia solare inviata sulla Terra dai satelliti? Condotto il primo esperimento

Foto Flickr

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