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  Questa è una delle magnifiche invenzioni del DARPA insieme ai droni che popolano i nostri cieli,alle macchine della polizia automatiche e senza guidatore,date un'occhiata a tutte queste magnifiche invenzioni,se non ci sono guerre ce le ritroveremo nelle strade oltre che nei cieli.

 

                                                             Gli emeriti imbecilli
                                    (ovvero:"Guarda l'uccellino...)

Ho forti dubbi verso chi non lava i piatti o non li mette almeno nella lavastoviglie...

Avete mai conosciuto persone particolarmente intelligenti?Intendo dire persone che non hanno mai avuto meno del massimo dei voti in ogni materia che studiassero,riconosciuti da tutti come persone fuori del comune?

Sono in numero abbastanza limitato ma se se ne incontra qualcuno si ha l'impressione, spesso fondata, che vivano in un altro mondo,dagli qualcosa da trovare o da studiare e non si cureranno affatto degli usi che se ne potranno fare perchè si beano della conoscenza pura e trovano in essa perfetta soddisfazione alla loro vanita'.

Accanto a questi c'è una categoria di diverso tipo,molto intelligente ma meno disincantata che li usa per arrivare a ciò a cui non potrebbe mai arrivare per ottenere i propri scopi di profitto,si tratta di persone dalla moralita' versatile che a seconda del vento che tira si orientano nel buono o nel cattivo, pronti a trarne comunque profitto.

Entrambi i generi possono essere gestiti a piacimento attraverso alcune tecniche base:

1)
Guarda l'uccellino....
spiegazione: non so se si usi ancora...quando i bambini non volevano mangiare e si pensava ancora che questo non fosse conveniente le mamme creavano un diversivo  in aria, tipo schiocco delle dita o altro per attirare l'attenzione del bambino e gli cacciavano nel contempo il cucchiaio in bocca con ciò rendendo il figlio, gia' da piccolo, un emerito imbecille, costretto a tradimento a ingoiare qualcosa che non era di suo gradimento.
Per il primo tipo di cervelli questa è la sollecitazione migliore.

2)la tecnica per i secondi è molto più semplice basta dirgli quanto sono bravi e che la loro carriera e i loro soldi o entrambi  aumenteranno quanto più riusciranno a realizzare nel campo desiderato servendosi anche dei primi.

Ecco come viaggia il mondo della scienza,accanto a queste due categorie ne esiste una terza ancora più rara perchè abbina le proprie qualita' al disinteresse personale,è proprio questa generalmente che viene ignorata,sulla scena non esiste o quasi, perchè non può essere utilizzata a piacimento da chi non ha scopi corretti.


Se avete letto le pagine precedenti vi sarete accorti di quanta gente guarda le stelle(es Lofar) o i 27 km del circuito Cern(2000 circa gli scienziati impegnati) tutti vittime della sindrome

                                                       
GUARDA L'UCCELLINO...

nel frattempo i cieli che guardano vengono appestati da chi organizza congressi per scongiurare i cambiamenti climatici che sta personalmente provocando.

A quale scopo?
Ma come non lo avete ancora capito?
C'è tutta una tecnologia da vendere perchè gli studi degli emeriti imbecilli costano e non importa che  non possano servire a nulla di buono e peggiorino la vita delle persone invece che migliorarla, è sempre un'innovazione.
Quindi vi sorbirete l'e-governement,l'e-democracy che vi tolgono il governo e la democrazia e poi passerete a tutto ciò che è smart che in pratica consiste nel farvi capire che per risparmiare energia(che magari tutti sanno gia' come creare in enorme quantita')dovete dimenticare di essere una persona e identificarvi finalmente e totalmente con un numero.

Una volta che siete riusciti in questo esercizio capirete senz'altro che un numero ha diritto di essere trattato dappertutto e in qualsiasi momento in modo freddo e distaccato.
Un numero non si lamenta se si dice quanto ha in banca,che malattie ha avuto,dove è stato ieri,cosa ha comprato,quante persone vivono nel suo appartamento,che canali televisivi guardano,a che ora vanno a dormire,se fanno vacanze all'estero o in Italia,se hanno animali in casa ,se hanno avuto guai con la giustizia,se sono tipi che contestano il sistema o il condominio e naturalmente che cosa dicono al telefono e che cosa guardano o trasmettono via internet.
Non si lamentera' neanche se il palazzo di giustizia sarà direttamente in rete con la criminalita' più o meno organizzata e non si stupira' di come finiscano i suoi processi!

Nel frattempo si costruisce tutta una rete automatizzata di lavoro e sorveglianza di modo che se prima lavoravano 10 persone ora ne lavora 1 e che corse per avere quel posto,tutti si guardano in cagnesco e aspettano che gli tirino l'osso,cosa importa se non c'è molto più dell'osso?

Ancora... che cosa importa agli emeriti imbecilli se mentre guardano il cielo ad anni luce di distanza quello sopra le loro teste si riempie di porcherie?
Gia' perchè senza le porcherie disseminate a tonnellate queste cose non si possono affatto fare e sapere, poco importa se danneggeranno il  sistema nervoso,se non vedremo più la luce com'è veramente,se saremo controllati fino al midollo,se vivremo di meno.
Loro hanno avuto ciò che volevano!

Non per niente il manifesto dei Bilderberg diceva :"Chi non usa il cervello è come non lo avesse" ed è esatto purtroppo,questi cervelloni (emeriti imbecilli) appartengono proprio a questa razza.

Alcuni articoli esplicativi:

1) le universita' italiane studiano come utilizzare le innovazioni degli emeriti imbecilli :sorveglianza e controllo totale ma c'è bisogno di molti sensori e di molte bande...di frequenza.

2)la homeland security di Telecom e l'occhio di Alice.

3) all'RFid si aggiungono i particolati diffusi dalle scie chimiche:  polimeri-sensori(microchip) di ogni tipo gia' sperimentati nelle guerre e nel 70% del pianeta.
LA  TECNOLOGIA  SMART  USA  LA  SMART- DUST


1)

Da : http://www.associazioneaict.it/error.asp?err=fnf/asp_getfile.aspx ?f=735&io=1&s=84111165

LA SFIDA ICT PER I MODERNI SISTEMI DI GARANZIA PER LA

“SORVEGLIANZA AMBIENTALE” E LA “SICUREZZA FISICA”

ABSTRACT – Si è svolto giovedì 10 giugno 2008 presso il Politecnico di

Milano il convegno “La sfida ICT per i moderni sistemi di garanzia per la

“sorveglianza ambientale” e la “sicurezza fisica””, organizzato dall’ AICT

(Associazione per la tecnologia dell’informazione e delle

comunicazioni), in cui si è parlato di nuove tecnologie ICT impiegate per

applicazioni di sorveglianza e di sicurezza.

Alessandro Vizzarri

Lo scorso 10 giugno l’ AICT ha organizzato presso la sede del Politecnico di Milano un

convegno dalle tematiche sempre più attuali e di crescente interesse: le nuove tecnologie

ICT al servizio della sorveglianza ambientale e della sicurezza personale.

Divisa in due parti, la prima dedicata al mondo aziendale e la seconda a quello dell’

Università e della ricerca accademica, la manifestazione ha rappresentato una importante

occasione per fare il punto della situazione su ciò che sta accadendo in questo settore e

su quello che si delinea per il prossimo futuro.

Dopo il saluto iniziale alla platea del Presidente AICT Ing. Michele Morganti

(Fondazione Politecnico di Milano), interviene il Prof. Carlo Regazzoni (Università di

Genova) che in qualità di chairman introduce i relatori della prima sessione di interventi a

cura delle diverse aziende operanti nel settore.

Dato che “la sicurezza personale nelle città è una priorità sociale”, per l’Ing. Nicola

Girardin (Siemens Building Technologies) l’obiettivo finale è la creazione di un sistema

integrato di supporto alle Forze dell’ Ordine, opportunamente contestualizzato a seconda

delle diverse zone di applicazione. “In questo senso la Security Operation Platform di

Siemens – sostiene Girardin – ne è un valido strumento, poichè è in grado di lavorare in

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real-time con molteplici applicazioni, quali monitoraggio del traffico e della mobilità, tutte

opportunamente contestualizzate, integrate ed eventualmente personalizzabili.

L’Autodetector di Elsag-Datamat è già montato su diverse pattuglie delle Forze

dell’Ordine. “E’ un sistema mobile di riconoscimento delle targhe – spiega l’Ing. Giovanni

Garibotto (Elsag-Datamat) - costituito da due sensori orientati verso le due estremità

anteriori (sinistra e destra) del veicolo su cui sono installati: è un sistema molto efficace,

ma ancora da migliorare se si vuole misurare la velocità dei vecoli.” “In futuro – conclude

Garibotto - oltre alla modellizzazione 3D e al Person identification, le aree di maggiore

interesse saranno le calibrazioni e le integrazioni multi-sensoriali.”

Anche Telecom Italia è presente in questo mercato attraverso soluzioni di Homeland

Security, l’occhio by Alice, Wireless Sensor Network integrate con ZigBee e lo

Smart Helmet dei Vigili del Fuoco. Dopo aver sottolineato che i sistemi di sorveglianza

ambientale e di sicurezza fisica sono strettamente correlati con la nuova rete NGN2, l’ Ing.

Felice Fulvio Faraci (Telecom Italia) prevede che “l’obiettivo finale sarà quello di creare

una Digital City, basata sull’ integrazione di reti di sensori con la nuova rete a banda

larga.”

In sostituizione del relatore di Autostrade SPA, il Prof. Alessandro Mecocci (Università

Siena) ne illustra il prodotto T-View, sistema centralizzato, remotizzato ed accessibile

anche via Web, che monitora il traffico in tempo reale su tutti i 4000 Km della rete

autostradale gestita dall’azienda. “Per le applicazioni future – precisa Mecocci - la società

Autostrade SPA sta lavorando all’integrazione di telecamere con laser scan, in modo da

poter ricostruire la forma 3D dei veicoli e quindi poter stimare il flusso veicolare, le velocità,

etc..”

In questo panorama aziendale figura anche Technoaware, Spin-Off nato dalla

collaborazione con l’ Università di Genova, “che ha sviluppato - secondo l’Ing. Simone

De Titta (Technoaware) - una soluzione proprietaria personalizzabile, VTrack,

piattaforma software per la realizzazione di sistemi intelligenti per la videosorveglianza

automatica “

3

Nella prima tavola rotonda della giornata dedicata al mondo aziendale e moderata dal

Prof. Guido Vannucchi (Politecnico di Milano & AICT), Marco Misitano (CISCO)

ritiene importante occuparsi di applicazioni che prevedano la separazione della sicurezza

fisica con quella logica, mentre Fabio Mazza (Kee Square), grazie al supporto di un

finanziatore si concentra sullo sviluppo di soluzioni innovative in piena autonomia. La

stessa strategia viene seguita da Paolo Questa di Aitek, altro Spin-off nato dalla

collaborazione con l’Università di Genova e che sviluppa sistemi di analisi preventiva

nell’ambito del traffico e delle aree ad alta densità di popolazione. Inoltre Enrico Viarani

(Arteco) evidenzia come ai business manager “sia affidato il difficile compito di adattare e

semplificare i prodotti di pura ricerca in soluzioni che intercettino le richieste dei fornitori”.

Se da un lato Sergio Zocco (Project Automation) ribadisce come “le aziende

considerino fondamentale la collaborazione con Università e Spin-Off accademici”,

dall’altro Simone De Titta (Technoaware) aggiunge che la stessa Università deve però

“attuare una polarizzazione delle sue ricerche verso il mercato, evitando sprechi di risorse

e di energie”.

La seconda parte della giornata, dedicata invece alle esperienze del mondo

universitario, è iniziata con il Prof. Andrea Cavallaro (Queen’s Mary University,

Londra), che espone una rassegna dei principali progetti inglesi in materia di sorveglianza

e di sicurezza, compresi quelli sul Person Tracking. “Le reti di sensori presentano ancora

diversi inconvenienti – avverte Cavallaro -, quali le riflessioni delle immagini su diversi

piani che causano effetti ottici.” “Solo con una maggiore collaborazione focalizzata su

obiettivi precisi e condivisi” si riuscirà ad individuarne soluzioni appropriate.

In qualità di Delegato dal Rettore per il Trasferimento Tecnologico del Politecnico di

Milano, Gianluca Valentini, introduce il progetto Prometeo del Polo regionale di Lecco

inerente alla sorveglianza del territorio, sottolineando i risultati soddisfacenti ottenuti dal

Politecnico: tra questi, spiccano 15 Spin-Off, 180 invenzioni protette e circa 300 brevetti, di

cui 117 attualmente in uso.

Dall’ Università Roma 3 attraverso il Prof. Patrizio Campisi giunge un contributo sulle

tecniche biometriche come strumenti per la sicurezza e per una autenticazione sicura. Le

caratteristiche quali il volto, orecchio, iride e andatura di un individuo possiedono pro e

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contro che occorre bilanciare, magari combinandole tra loro fino a creare sistemi

multibiometrici.

Sulle reti di sensori (Wireless Sensor Network, WSN) lavora anche il gruppo di ricerca

guidato dal Prof. Francesco De Natale dell’ Università di Trento. Anche se queste reti

WSN offrono vantaggi quali scalabità, ridotte dimensioni e riconfigurabilità, d’altro canto si

deve evidenziare che con il loro utilizzo si aumenta la complessità computazionale

delll’analisi e della codifica del video. “Poichè in futuro avremo sensori sempre più

intelligenti – precisa De Natale – occorre prendere in esame aspetti molto delicati, quali

sicurezza e standardizzazione.

Focalizzato sulle varie tecniche di analisi delle immagini è invece l’intervento del Prof.

Riccardo Leonardi (Università di Brescia), che si sofferma in particolare sulla

decomposizione temporale in frame e sull’analisi in scene che si avvale di grafi relativi alle

diverse immagini.

Durante la seconda tavola rotonda moderata dal Prof. Augusto Sarti (Politecnico di

Milano) , il Prof. Carlo Regazzoni (Università di Genova) fa notare che “l’esplosione dei

sistemi multi-telecamera impone una conoscenza appofondita della materia e l’esigenza di

creare nodi ed algoritmi sempre più intelligenti, giungendo in questo modo a veri sistemi

distribuitivi cognitivi.Anche il Prof. Alessandro Mecocci (Università di Siena), con un

intervento proiettato verso il futuro, prevede la multimodalità delle reti (molteplicità di

sensori), la multipla granularità (nuvole di sensori), l’integrazione con il mondo wired e un

aumento sia della complessità computazionale che di quella diagnostica. Il Prof. Roberto

Rinaldo (Università di Udine) invece si sofferma sull’ impatto degli aspetti di

standardizzazione delle codifiche, sulla compressione delle matrici con immagini diverse e

sul rapporto compressione-qualità del video, mentre la Prof.ssa Gabriella Olmo

(Politecnico di Torino) esplora il mondo dell’audio/video su IP, che presenta diverse

problematiche legate sia ai sensori che alla rete IP.

Tracciando le conclusioni della giornata , il Prof. Stefano Tubaro (Politecnico di Milano)

auspica per queste tematiche un rafforzamento del coordinamento pubblico, che vede in

prima linea l’Università e i centri di ricerche. “Dal convegno di oggi – termina Tubaro – è

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emerso che tutti gli attori del settore sono pronti: occorre un lavoro congiunto per creare

successi di mercato in Italia e in Europa.”

Nota: Questo articolo riassume quanto presentato e detto dai Relatori nel corso delle loro

presentazioni e quanto emerso nel corso delle susseguenti discussioni durante la Giornata di Studio

AICT “La sfida ICT per i moderni sistemi di garanzia per la “sorveglianza

ambientale” e la “sicurezza fisica””, così come recepito dall’autore. Quanto riportato

potrebbe non riflettere completamente o in parte le posizioni dei Relatori stessi, dell’autore e delle

società da essi rappresentate.

 


2)

 
http://www.telecomitalia.it/cgi-bin/tiportale/TIPortale/ep/contentView.do?tabId=2&pageTypeId=-12157&LANG=IT&channelId=-12209&programId=26412&programPage=/ep/program/editorial.jsp&contentId=32142&contentType=EDITORIAL

 

Servizi IT

Homeland Security: video-sorveglianza intelligente

Il tema della sicurezza dei cittadini, del territorio, del monitoraggio ambientale rappresentano argomenti di forte interesse sia per il settore pubblico sia privato. I cittadini, infatti, considerano prioritari i problemi legati alla sicurezza, richiedendo sempre maggiori garanzie e strumenti di prevenzione, nonché di salvaguardia personale, anche a causa dei crescenti timori legati alla criminalità e al terrorismo. Del resto già Maslow nel 1954 con la sua piramide dei bisogni, aveva ben colto e sottolineato l’importanza per gli individui della sicurezza: nella sua scala, suddivisa in cinque differenti livelli, i bisogni più elementari, principalmente fisiologici di soddisfazione della fame e della sete, sono immediatamente seguiti dai bisogni di salvezza, sicurezza e protezione, ai quali poi seguono via via stadi più complessi di carattere sociale (appartenenza, stima, autoaffermazione).

A dimostrazione di tale interesse basti notare che la spesa per la sicurezza fisica è cresciuta ad un tasso annuo del 3,7% nel triennio 2004/2006 ed in particolare per i sistemi di video-sorveglianza il tasso è stato del 13,2%.

Le politiche sociali e di sicurezza si devono quindi integrare con i presidi tecnici, per garantire un sistema di salvaguardia efficace ed integrato. Non solo, l’approccio reattivo, di identificazione e messa a punto di contromisure a difesa di nuove minacce, va accompagnato con un approccio preventivo, di misurazione e monitoraggio del livello di esposizione al rischio, reso oggi più efficace e affidabile da tecnologie avanzate.

Oggi i sistemi tradizionali di video-sorveglianza hanno funzionalità base di cattura, trasmissione in rete, visualizzazione, registrazione e archiviazione in sala di controllo delle immagini, la cui gestione è affidata principalmente a personale di servizio e perciò inevitabilmente soggetta a eventuale errore umano. Per questo oltre ai tradizionali sistemi di controllo, occorre fornire soluzioni in grado di effettuare un’analisi intelligente e in tempo reale degli scenari video-sorvegliati, notificando attraverso allarmi generati automaticamente, situazioni di potenziale pericolo o di particolare attenzione.

Proprio partendo da queste esigenze crescenti, Telecom Italia ha avviato un progetto per l’offerta di una soluzione Homeland Security, un sistema avanzato di video-sorveglianza intelligente, pensato soprattutto per le Pubbliche Amministrazioni.
Una piattaforma unica, integrata e gestita in modalità Netcentric, capace di effettuare:

Ma vediamo quali sono le tecnologie che abilitano le funzionalità sopra descritte. La piattaforma consentirà l’inoltro dei flussi video ripresi dalle telecamere verso una sala di Video controllo (Control Room Feed), lo storage dei flussi, con servizio di retrieval, eventualmente via web (Storage and Retrieval), l'analisi intelligente dei flussi, allo scopo di evidenziare situazione di allarme sulla base di opportuni scenari preconfigurati (Event Recognition), l’elaborazione di allarmi provenienti da una singola o da più videocamere e/o sensori (“allarmi elementari”) come eventi sincroni o in sequenza al fine di generare allarmi di secondo livello (allarmi eventi correlati”e la gestione di eventi rilevanti, grazie a elementi software di analisi intelligente delle scene (Event Management). Il valore aggiunto della soluzione consiste pertanto nella capacità del sistema, tramite opportuni elementi software, di riuscire ad indicizzare real time tutti gli eventi di allarme ed effettuarne un processo di correlazione finalizzato a riconoscere pattern qualitativi di eventi elementari, consentendo di mettere in relazione allarmi provenienti da diversi punti o da diverse tipologie di dispositivi (video camere, sensori ambientali, dispositivi di riconoscimento vocale). Quando la correlazione viene evidenziata dal software engine si genera un allarme di secondo livello che può essere reso disponibile sia per un centro di controllo (es. Polizia municipale) sia in XML per altre applicazioni. Con lo sviluppo delle tecnologie di video-ripresa, di storage delle informazioni e di trasmissione delle stesse, sempre più si stanno diffondendo soluzioni di “video-sorveglianza outdoor”. Tuttavia l’affermarsi di queste soluzioni non sembra accrescere il senso di sicurezza e portare da una parte alla diminuzione dei fenomeni criminali, dall’altra a una maggiore efficienza e tempestività negli interventi. Causa ne è anche la mancanza di integrazione tra le diverse fonti di informazioni, cosa che spesso accade quando le fonti sono tante e indipendenti. La soluzione Homeland Security di Telecom Italia ha pertanto come punto di valore l’integrazione delle informazioni disponibili”, provenienti da diverse sorgenti di informazione (video camere, sensori ambientali, sistemi di riconoscimento vocale), attraverso sistemi di indicizzazione e correlazione di allarmi elementari, proprio con l’obiettivo di ridefinire il contesto della video-sorveglianza in termini di efficacia ed efficienza, e di ampliarne il campo d’applicazione estendendo efficacemente sia la fase attiva (i.e. riprese e rilevazione automatica degli allarmi in tempo reale), sia la fase passiva (ricerca/analisi degli allarmi e dei video correlati in tempo differito).

Guido MontalbanoE-mail e-mail >
Fabrizio DavideE-mail e-mail >

 

Data ultima modifica: 15 maggio 2008 - 10:00 AM -


 

Da :http://www.187.alice.it/cda187/c/portale/c58/i2172/o1078/prodotto.do

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(2) Obiettivo Videocamera con risoluzione VGA; formato Video MPEG4; formato audio AMR-NB.
L'interrogazione della Telecamera da remoto applica i prezzi delle videochiamate e delle telefonate in vigore. Puoi consultare il Listino.

3)
Questa polvere è stata gia' avvistata in vari luoghi d'Italia(es.Buccinasco,Alessandria) e pare che il 70% del globo ne sia stata irrorato.


Da : http://www.sciechimiche.org/scie_chimiche/index.php?option=com_content&task=view&id=480&Itemid=444

ta.

 

Smart dust: la polvere che spia Stampa E-mail
21 Set, 2007 at 12:00 AM

Fonte: http://www.privacy.it/rampini20021031.html

di Federico Rampini, 31-10-2003; Fonte: La Repubblica

"Smart dust", un pulviscolo composto di miriadi di microchip. Usata in segreto in Afganistan

SAN FRANCISCO - Gli scienziati californiani l'hanno battezzata smart dust, "polvere intelligente". Il Pentagono la definisce "Ia tecnologia strategica dei prossimi anni". Un giorno cambierà Ia nostra vita; intanto sta già cambiando il modo di fare la guerra e potrebbe avere un test decisivo in Iraq. Il pulviscolo intelligente è fatto di miriadi di computer microscopici. Ognuno misura meno di un millimetro cubo ma incorpora sensori elettronici, capacità di comunicare via onde radio, software e batterie.

Invisibile e imprendibile, la polvere di intelligenze artificiali si mimetizza nell'ambiente e capta calore, suoni, movimenti. Può essere diffusa su territori immensi e sorvegliarli con una precisione finora sconosciuta. Sa spiare soldati standogli incollata a loro insaputa, segnala armi chimiche e nucleari, intercetta comunicazioni, trasmette le sue informazioni ai satelliti.

Dietro la polvere intelligente c'è uno dei più potenti motori del progresso tecnologico americano, la Defense Advanced Research Projects Agency (Darpa) che è stata all'origine di innovazioni fondamentali, compreso Internet. E' il braccio scientifico del ministero della Difesa, gestisce finanziamenti federali distribuendoli alle migliori università, che in cambio collaborano ad accrescere la supremazia degli Stati Uniti nelle tecnologie avanzate. Per la smartdust la Darpa si è affidata al dipartimento di ingegneria elettronica e informatica di Berkeley diretto da Shankar Sastry. Ci lavorano gli scienziati Kris Pister, David Culler e un ricercatore italiano, Bruno Sinopoli. Gli elementi di base della loro costruzione sono i Mems, micro-electro-mechanical systems. Sono micro-computer che integrano capacità di calcolo, parti meccaniche figlie della nano-robotica, più i sensori elettronici: cioè termometri, microfoni miniaturizzati, nasi e microspie che captano movimenti o vibrazioni. I Mems esistono da tempo, ora le ricerche ne hanno perfezionato la produzione a costi sempre più bassi e questo apre l'opportunità per usarli in quantità enormi. I progressi della miniaturizzazione rendono i micro-apparecchi sempre più affidabili e ne allungano la vita, le batterie possono alimentarsi con le variazioni di temperatura o le vibrazioni. Il lavoro degli scienziati californiani ha fatto fare ai Mems il salto verso la polvere intelligente. "Il risultato finale sono network invisibili disseminati nell'ambiente - spiega Bruno Sinopoli - che interagiscono fra loro e trasmettono informazioni".

La produzione è affidata a un'azienda privata della Silicon Valley, la Crossbow, che mette già in mostra alcune applicazioni della polvere intelligente. Le più ambite però non le vedremo mai. Come sostiene la Darpa la rivoluzione dei microsensori diffusi nell'ambiente "diventerà la primaria fonte di superiorità nei sistemi di armamento". L'obiettivo è dichiarato ufficialmente sul sito Internet della Darpa www.darpa.mil, perché per lavorare con gli scienziati di Berkeley anche i militari devono adottare certe regole di trasparenza. Si tratta di dispiegare in massa sensori remoti per scopi di ricognizione e sorveglianza del teatro di battaglia".

L'informazione non è stata divulgata dalla Difesa ma gli scienziati californiani non hanno dubbi: la polvere intelligente ha già fatto la sua prima apparizione su un vero campo di battaglia in Afghanistan, dove gli americani hanno cosparso nubi di smart dust sulle zone più impervie e montagnose. Il prossimo test potrebbe essere l'Iraq dove in caso di intervento militare - e anche molto prima - la polvere intelligente verrà cosparsa dal cielo e finirà mimetizzata nella sabbia del deserto per monitorare spostamenti di truppe, artiglierie o rampe dei missili Scud.

I Mems potrebbero fare la loro comparsa anche incorporati nelle nuove tute da combattimento dei marines. È un altro progetto per il quale il Pentagono ha stanziato 700 milioni di dollari: fabbricare una tuta leggera fatta di nuovi materiali adatti alle condizioni nel deserto, ma dotata di sensori intelligenti nelle sue fibre. Una corazza agile per i climi torridi, capace di fermare i veleni delle armi chimiche e di monitorare la salute dei militari esposti ad aggressioni batteriologiche. I sensori elettronici visibili ai raggi infrarossi garantiscono poi il riconoscimento tra i soldati americani nei combattimenti notturni, in modo da evitare le vittime del "fuoco amico".

La polvere intelligente non è stata pensata solo per la guerra. Il gruppo di scienziati di Berkeley ha cominciato a utilizzare il pulviscolo di micro-computer per fini pacifici. Sparsi nelle foreste della California, hanno il compito di sentinelle anti-inquinamento e nella prevenzione degli incendi; grazie alla loro ubiquità sentono e segnalano all'istante le minime fonti di calore. I network di sensori intelligenti della smart dust hanno fatto il loro esordio in funzione antisismica: l'università californiana li sta sperimentando in alcuni immobili per verificare come le strutture reagiscono internamente alle scosse di terremoto; la precisione di queste micro-apparecchiature consente di percepire lesioni interne che sfuggono agli occhi più esperti ma possono minare la resistenza degli edifici.

Un altro campo promettente sembra essere quello della home automation, o casa intelligente. Spalmata sui muri con la vernice, una miriade di micro-computer consentirà di auto-regolare la temperatura e la luminosità dell'ambiente in modo da eliminare ogni spreco di energia. Sempre che non finisca per spiare chi in casa ci abita. A finanziare ricerche sulle applicazioni della smart dust con i fondi federali non c'è più solo il Pentagono. Ora è sceso in campo anche un fondo di venture capital che nella Silicon Valley tutti conoscono bene: si chiama In-Q-Tel ed è una filiale della Cia.

(Ndr: ripreso da "la Repubblica" di giovedi 31 ottobre 2002)

 

 

 

 

 

 

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