Questa è una delle magnifiche invenzioni del DARPA
insieme ai droni che popolano i nostri cieli,alle macchine della polizia
automatiche e senza guidatore,date un'occhiata a tutte queste magnifiche
invenzioni,se non ci sono guerre ce le ritroveremo nelle strade oltre che nei
cieli.
Gli
emeriti imbecilli
(ovvero:"Guarda l'uccellino...)
Ho forti dubbi verso chi non lava i piatti
o non li mette almeno nella lavastoviglie...
Avete mai conosciuto persone particolarmente
intelligenti?Intendo dire persone che non hanno mai avuto meno del massimo dei
voti in ogni materia che studiassero,riconosciuti da tutti come persone fuori
del comune?
Sono in numero abbastanza limitato ma se se ne incontra qualcuno si ha
l'impressione, spesso fondata, che vivano in un altro mondo,dagli qualcosa da
trovare o da studiare e non si cureranno affatto degli usi che se ne potranno
fare perchè si beano della conoscenza pura e trovano in essa perfetta
soddisfazione alla loro vanita'.
Accanto a questi c'è una categoria di diverso tipo,molto intelligente ma meno
disincantata che li usa per arrivare a ciò a cui non potrebbe mai arrivare per
ottenere i propri scopi di profitto,si tratta di persone dalla moralita'
versatile che a seconda del vento che tira si orientano nel buono o nel cattivo,
pronti a trarne comunque profitto.
Entrambi i generi possono essere gestiti a piacimento attraverso alcune tecniche
base:
1)Guarda l'uccellino....
spiegazione: non so se si usi ancora...quando i bambini non volevano mangiare e
si pensava ancora che questo non fosse conveniente le mamme creavano un diversivo in aria, tipo schiocco delle
dita o altro per attirare
l'attenzione del bambino e gli cacciavano nel contempo il cucchiaio in bocca con
ciò rendendo il figlio, gia' da piccolo, un emerito
imbecille, costretto a tradimento a ingoiare qualcosa che non era di
suo gradimento.
Per il primo tipo di cervelli questa è la sollecitazione migliore.
2)la tecnica per i secondi è molto più semplice basta dirgli quanto sono bravi
e che la loro carriera e i loro soldi o entrambi aumenteranno
quanto più riusciranno a realizzare nel campo desiderato servendosi anche dei
primi.
Ecco come viaggia il mondo della scienza,accanto a queste
due categorie ne esiste una terza ancora più rara perchè abbina le proprie
qualita' al disinteresse personale,è proprio questa generalmente che viene
ignorata,sulla scena non esiste o quasi, perchè non può essere utilizzata a
piacimento da chi non ha scopi corretti.
Se avete letto le pagine precedenti vi sarete accorti di quanta gente guarda le
stelle(es Lofar) o i 27 km del circuito Cern(2000 circa gli scienziati
impegnati) tutti vittime della sindrome
GUARDA L'UCCELLINO...
nel frattempo i cieli che guardano vengono appestati da chi
organizza congressi per scongiurare i cambiamenti climatici che sta
personalmente provocando.
A quale scopo?
Ma come non lo avete ancora capito?
C'è tutta una tecnologia da vendere perchè gli studi degli emeriti
imbecilli costano e non importa che non possano servire a nulla
di buono e peggiorino la vita delle persone invece che migliorarla, è sempre
un'innovazione.
Quindi vi sorbirete l'e-governement,l'e-democracy che vi tolgono il
governo e la democrazia e poi passerete a tutto ciò che è smart che in
pratica consiste nel farvi capire che per risparmiare energia(che magari tutti
sanno gia' come creare in enorme quantita')dovete dimenticare di essere una persona e
identificarvi finalmente e totalmente con un numero.
Una volta che siete riusciti in questo esercizio capirete senz'altro che un
numero ha diritto di essere trattato dappertutto e in qualsiasi momento in modo
freddo e distaccato. Un numero non si lamenta se si dice quanto ha in
banca,che malattie ha avuto,dove è stato ieri,cosa ha comprato,quante persone
vivono nel suo appartamento,che canali televisivi guardano,a che ora vanno a
dormire,se fanno vacanze all'estero o in Italia,se hanno animali in casa ,se
hanno avuto guai con la giustizia,se sono tipi che contestano il sistema o il
condominio e naturalmente che cosa dicono al telefono e che cosa guardano o
trasmettono via internet. Non si lamentera' neanche se il palazzo di
giustizia sarà direttamente in rete con la criminalita' più o meno organizzata
e non si stupira' di come finiscano i suoi processi!
Nel frattempo si costruisce tutta una rete automatizzata di lavoro e
sorveglianza di modo che se prima lavoravano 10 persone ora ne lavora 1 e
che corse per avere quel posto,tutti si guardano in cagnesco e aspettano che gli
tirino l'osso,cosa importa se non c'è molto più dell'osso?
Ancora... che cosa importa agli emeriti imbecilli
se mentre guardano il cielo ad anni luce di distanza quello sopra le loro teste
si riempie di porcherie?
Gia' perchè senza le porcherie disseminate a tonnellate queste cose non si
possono affatto fare e sapere, poco importa se danneggeranno il sistema
nervoso,se non vedremo più la luce com'è veramente,se saremo controllati
fino al midollo,se vivremo di meno.
Loro hanno avuto ciò che volevano!
Non per niente il manifesto
dei Bilderberg diceva :"Chi non usa il cervello è come non lo
avesse" ed è esatto purtroppo,questi cervelloni
(emeriti imbecilli) appartengono proprio a questa razza.
Alcuni articoli esplicativi:
1) le universita' italiane studiano come utilizzare le innovazioni degli emeriti
imbecilli :sorveglianza
e controllo totale ma c'è bisogno di molti sensori e di molte bande...di
frequenza.
2)la homeland security di Telecom e l'occhio di Alice.
3) all'RFid si aggiungono i particolati diffusi dalle scie chimiche: polimeri-sensori(microchip) di ogni tipo gia' sperimentati nelle guerre e nel 70% del
pianeta. LA TECNOLOGIA SMART USA LA SMART- DUST
Il tema della sicurezza dei cittadini, del territorio, del monitoraggio
ambientale rappresentano argomenti di forte interesse sia per il settore
pubblico sia privato. I cittadini, infatti, considerano prioritari i problemi
legati alla sicurezza, richiedendo sempre maggiori garanzie e strumenti di
prevenzione, nonché di salvaguardia personale, anche a causa dei crescenti
timori legati alla criminalità e al terrorismo. Del resto già Maslow nel 1954
con la sua piramide dei bisogni, aveva ben colto e sottolineato l’importanza
per gli individui della sicurezza: nella sua scala, suddivisa in cinque
differenti livelli, i bisogni più elementari, principalmente fisiologici di
soddisfazione della fame e della sete, sono immediatamente seguiti dai bisogni
di salvezza, sicurezza e protezione, ai quali poi seguono via via stadi più
complessi di carattere sociale (appartenenza, stima, autoaffermazione).
A dimostrazione di tale interesse basti notare che la spesa per la sicurezza
fisica è cresciuta ad un tasso annuo del 3,7% nel triennio 2004/2006 ed in
particolare per i sistemi di video-sorveglianza il tasso è stato del 13,2%.
Le politiche sociali e di sicurezza si devono quindi integrare con i presidi
tecnici, per garantire un sistema di salvaguardia efficace ed integrato. Non
solo, l’approccio reattivo, di identificazione e messa a punto di contromisure
a difesa di nuove minacce, va accompagnato con un approccio preventivo, di
misurazione e monitoraggio del livello di esposizione al rischio, reso oggi più
efficace e affidabile da tecnologie avanzate.
Oggi i sistemi tradizionali di video-sorveglianza hanno funzionalità base di
cattura, trasmissione in rete, visualizzazione, registrazione e archiviazione in
sala di controllo delle immagini, la cui gestione è affidata principalmente a
personale di servizio e perciò inevitabilmente soggetta a eventuale errore
umano. Per questo oltre ai tradizionali sistemi di controllo, occorre fornire
soluzioni in grado di effettuare un’analisi intelligente e in tempo reale
degli scenari video-sorvegliati, notificando attraverso allarmi generati
automaticamente, situazioni di potenziale pericolo o di particolare attenzione.
Proprio partendo da queste esigenze crescenti, Telecom Italia ha avviato un
progetto per l’offerta di una soluzione Homeland Security, un sistema avanzato
di video-sorveglianza intelligente, pensato soprattutto per le Pubbliche
Amministrazioni.
Una piattaforma unica, integrata e gestita in modalità Netcentric, capace di
effettuare:
il controllo dei flussi video provenienti da molteplici sorgenti
nell’intera area ripresa dalla telecamera oppure solo su un singolo
sottoinsieme
l’analisi intelligente dei flussi, evidenziando situazioni di allarme,
sulla base di opportuni scenari configurati
la correlazione di eventi provenienti da una singola o da più
videocamere, come eventi sincroni o in sequenza
Ma vediamo quali sono le tecnologie che abilitano le funzionalità sopra
descritte. La piattaforma consentirà l’inoltro dei flussi video ripresi dalle
telecamere verso una sala di Video controllo (Control Room Feed), lo storage dei
flussi, con servizio di retrieval, eventualmente via web (Storage and
Retrieval), l'analisi intelligente dei flussi, allo scopo di evidenziare
situazione di allarme sulla base di opportuni scenari preconfigurati (Event
Recognition), l’elaborazione di allarmi provenienti da una singola o da più
videocamere e/o sensori (“allarmi elementari”) come eventi sincroni o in
sequenza al fine di generare allarmi di secondo livello (allarmi eventi
correlati”e la gestione di eventi rilevanti, grazie a elementi software di
analisi intelligente delle scene (Event Management). Il valore aggiunto della
soluzione consiste pertanto nella capacità del sistema, tramite opportuni
elementi software, di riuscire ad indicizzare real time tutti gli eventi di
allarme ed effettuarne un processo di correlazione finalizzato a riconoscere
pattern qualitativi di eventi elementari, consentendo di mettere in relazione
allarmi provenienti da diversi punti o da diverse tipologie di dispositivi
(video camere, sensori ambientali, dispositivi di riconoscimento vocale). Quando
la correlazione viene evidenziata dal software engine si genera un allarme di
secondo livello che può essere reso disponibile sia per un centro di controllo
(es. Polizia municipale) sia in XML per altre applicazioni. Con lo sviluppo
delle tecnologie di video-ripresa, di storage delle informazioni e di
trasmissione delle stesse, sempre più si stanno diffondendo soluzioni di
“video-sorveglianza outdoor”. Tuttavia l’affermarsi di queste soluzioni
non sembra accrescere il senso di sicurezza e portare da una parte alla
diminuzione dei fenomeni criminali, dall’altra a una maggiore efficienza e
tempestività negli interventi. Causa ne è anche la mancanza di integrazione
tra le diverse fonti di informazioni, cosa che spesso accade quando le fonti
sono tante e indipendenti. La soluzione Homeland Security di Telecom Italia ha
pertanto come punto di valore l’integrazione delle informazioni
disponibili”, provenienti da diverse sorgenti di informazione (video camere,
sensori ambientali, sistemi di riconoscimento vocale), attraverso sistemi di
indicizzazione e correlazione di allarmi elementari, proprio con l’obiettivo
di ridefinire il contesto della video-sorveglianza in termini di efficacia ed
efficienza, e di ampliarne il campo d’applicazione estendendo efficacemente
sia la fase attiva (i.e. riprese e rilevazione automatica degli allarmi in tempo
reale), sia la fase passiva (ricerca/analisi degli allarmi e dei video correlati
in tempo differito).
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Caratteristiche
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(LxPxA) mm
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250 gr
LED
sì
Altre funzioni
si
Requisiti
sistema
Alice Voce o Alice Business Voce con modem Wi-Fi, Sirio by
Alice, Telecamera Occhio by Alice
Note:
(1) Telecamera Wi-Fi con sensore di movimento per controllo video da
remoto. La notifica automatica di rilevazione movimenti avviene via SMS
o MMS con video. Standard di comunicazione Wi-Fi IEEE 802.11b/g.
Sicurezza WPA-PSK TKIP, WEP 64 bit/128 bit.
(2) Obiettivo Videocamera con risoluzione VGA; formato Video MPEG4;
formato audio AMR-NB.
L'interrogazione della Telecamera da remoto applica i prezzi delle
videochiamate e delle telefonate in vigore. Puoi consultare il Listino.
3)
Questa polvere è stata gia' avvistata in vari luoghi d'Italia(es.Buccinasco,Alessandria) e pare che il 70%
del globo ne sia stata irrorato.
di Federico Rampini,
31-10-2003; Fonte: La Repubblica
"Smart dust", un pulviscolo
composto di miriadi di microchip. Usata in segreto in
Afganistan
SAN FRANCISCO - Gli scienziati californiani l'hanno battezzata
smart dust, "polvere intelligente". Il
Pentagono la definisce "Ia tecnologia strategica dei
prossimi anni". Un giorno cambierà Ia nostra vita;
intanto sta già cambiando il modo di fare la guerra e
potrebbe avere un test decisivo in Iraq. Il pulviscolo
intelligente è fatto di miriadi di computer microscopici.
Ognuno misura meno di un millimetro cubo ma incorpora sensori
elettronici, capacità di comunicare via onde radio, software
e batterie.
Invisibile e imprendibile, la polvere di
intelligenze artificiali si mimetizza nell'ambiente e capta
calore, suoni, movimenti. Può essere diffusa su territori
immensi e sorvegliarli con una precisione finora
sconosciuta. Sa spiare soldati standogli incollata a loro
insaputa, segnala armi chimiche e nucleari, intercetta
comunicazioni, trasmette le sue informazioni ai satelliti.
Dietro la polvere intelligente c'è uno dei
più potenti motori del progresso tecnologico americano, la
Defense Advanced Research Projects Agency (Darpa) che è
stata all'origine di innovazioni fondamentali, compreso
Internet. E' il braccio scientifico del ministero della
Difesa, gestisce finanziamenti federali distribuendoli alle
migliori università, che in cambio collaborano ad
accrescere la supremazia degli Stati Uniti nelle tecnologie
avanzate. Per la smartdust la Darpa si è affidata al
dipartimento di ingegneria elettronica e informatica di
Berkeley diretto da Shankar Sastry. Ci lavorano gli
scienziati Kris Pister, David Culler e un ricercatore
italiano, Bruno Sinopoli. Gli elementi di base della loro
costruzione sono i Mems, micro-electro-mechanical
systems. Sono micro-computer che integrano capacità di
calcolo, parti meccaniche figlie della nano-robotica, più i
sensori elettronici: cioè termometri, microfoni
miniaturizzati, nasi e microspie che captano movimenti o
vibrazioni. I Mems esistono da tempo, ora le ricerche ne
hanno perfezionato la produzione a costi sempre più bassi e
questo apre l'opportunità per usarli in quantità enormi. I
progressi della miniaturizzazione rendono i micro-apparecchi
sempre più affidabili e ne allungano la vita, le batterie
possono alimentarsi con le variazioni di temperatura o le
vibrazioni. Il lavoro degli scienziati californiani ha fatto
fare ai Mems il salto verso la polvere intelligente.
"Il risultato finale sono network invisibili
disseminati nell'ambiente - spiega Bruno Sinopoli - che
interagiscono fra loro e trasmettono informazioni".
La produzione è affidata a
un'azienda privata della Silicon Valley, la Crossbow, che
mette già in mostra alcune applicazioni della polvere
intelligente. Le più ambite però non le vedremo mai. Come
sostiene la Darpa la rivoluzione dei microsensori diffusi
nell'ambiente "diventerà la primaria fonte di superiorità
nei sistemi di armamento". L'obiettivo è dichiarato
ufficialmente sul sito Internet della Darpa www.darpa.mil,
perché per lavorare con gli scienziati di Berkeley anche i
militari devono adottare certe regole di trasparenza. Si
tratta di dispiegare in massa sensori remoti per scopi di
ricognizione e sorveglianza del teatro di battaglia".
L'informazione non è stata
divulgata dalla Difesa ma gli scienziati californiani non
hanno dubbi: la polvere intelligente ha già fatto la sua
prima apparizione su un vero campo di battaglia in
Afghanistan, dove gli americani hanno cosparso nubi di smart
dust sulle zone più impervie e montagnose. Il prossimo
test potrebbe essere l'Iraq dove in caso di intervento
militare - e anche molto prima - la polvere intelligente verrà
cosparsa dal cielo e finirà mimetizzata nella sabbia del
deserto per monitorare spostamenti di truppe, artiglierie o
rampe dei missili Scud.
I Mems potrebbero fare la
loro comparsa anche incorporati nelle nuove tute da
combattimento dei marines. È un altro progetto per il quale
il Pentagono ha stanziato 700 milioni di dollari: fabbricare
una tuta leggera fatta di nuovi materiali adatti alle
condizioni nel deserto, ma dotata di sensori intelligenti
nelle sue fibre. Una corazza agile per i climi torridi, capace
di fermare i veleni delle armi chimiche e di monitorare la
salute dei militari esposti ad aggressioni batteriologiche. I
sensori elettronici visibili ai raggi infrarossi garantiscono
poi il riconoscimento tra i soldati americani nei
combattimenti notturni, in modo da evitare le vittime del
"fuoco amico".
La polvere intelligente non
è stata pensata solo per la guerra. Il gruppo di scienziati
di Berkeley ha cominciato a utilizzare il pulviscolo di
micro-computer per fini pacifici. Sparsi nelle foreste della
California, hanno il compito di sentinelle anti-inquinamento e
nella prevenzione degli incendi; grazie alla loro ubiquità
sentono e segnalano all'istante le minime fonti di calore. I
network di sensori intelligenti della smart dust
hanno fatto il loro esordio in funzione antisismica:
l'università californiana li sta sperimentando in alcuni
immobili per verificare come le strutture reagiscono
internamente alle scosse di terremoto; la precisione di queste
micro-apparecchiature consente di percepire lesioni interne
che sfuggono agli occhi più esperti ma possono minare la
resistenza degli edifici.
Un altro campo promettente
sembra essere quello della home automation, o casa
intelligente. Spalmata sui muri con la vernice, una miriade di
micro-computer consentirà di auto-regolare la temperatura e
la luminosità dell'ambiente in modo da eliminare ogni spreco
di energia. Sempre che non finisca per spiare chi in casa ci
abita. A finanziare ricerche sulle applicazioni della smart
dust con i fondi federali non c'è più solo il
Pentagono. Ora è sceso in campo anche un fondo di venture
capital che nella Silicon Valley tutti conoscono bene: si
chiama In-Q-Tel ed è una filiale della Cia.
(Ndr: ripreso da
"la Repubblica" di giovedi 31 ottobre 2002)