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                                        Divide et Impera

                                           

                                         Scudo stellare-Le applicazioni di H.A.A.R.P

Da : 
http://www.nenasili.cz/it/806_lo-scudo-stellare

................L’opposizione rimane forte e i sondaggi parlano chiaro: i 2/3 della popolazione ceca è contro l’installazione del radar.  Intanto si forma un governo raccogliticcio, che raggiunge una maggioranza minima grazie a due socialdemocratici che cambiano misteriosamente partito e grazie ad una politica dei Verdi favorevole alla base americana. Per questo vengono fortemente criticati sia all’interno del partito che dai Verdi di altri paesi europei.Sono completamente e assolutamente contraria a una nuova base militare in Repubblica Ceca (o da qualsiasi altra parte, compreso il Regno Unito) come parte del sistema di difesa missilistica degli Stati Uniti.Caroline Lucas, Europarlamentare dei Verdi
...................Intanto alcuni Paesi europei vengono coinvolti direttamente nel progetto americano: per esempio la Polonia, dove dovrebbero essere installati i missili intercettori e il Regno Unito che è pienamente d’accordo con questo piano, anche se la popolazione è contraria. L’Italia, mentre ufficialmente dichiara che riguardo a un progetto cosi importante dovrebbero esprimersi la NATO e l’Europa unita, nel febbraio 2007 firma un accordo segreto con gli Stati Uniti: verranno costruite in Italia altre basi militari all’interno del programma dello „scudo stellare“, oltre ad ampliare quelle già esistenti. Ma tutta l’Europa ne è coinvolta e i vari Governi hanno lasciato le popolazioni all’oscuro delle importanti decisioni che venivano prese sulle loro teste. Dall’altra parte la Russia, dopo la risposta negativa degli Stati Uniti alla sua richiesta di sospendere questo piano, ha cominciato a produrre nuove armi nucleari capaci di bucare lo scudo americano.

Da: http://download.luogocomune.net/download/scie-chimiche/ScieChimiche.pdf

Le applicazioni di H.A.A.R.P

.......................................
.
Tutte le informazioni che rimbalzavano da una parte all’altra del mondo aggiunte alle proteste sempre più numerose

della gente, spinse alcuni politici a chiedere interrogazioni parlamentari sulle Chemtrails (Scie Chimiche)

sia a livello europeo che nazionale ma non solo; anche negli stati uniti ci sono stati membri del congresso

che hanno chiesto spiegazioni. In Italia dopo due interrogazioni che hanno ricevuto una risposta tardiva e per

nulla esauriente dall’ex ministro della difesa Martino si è tornati alla carica con nuove interrogazioni.


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.. esiste infatti uno studio realizzato da un gruppo di alti ufficiali proprio dell’Air Force nel 1996 e reso pubblico di

recente , che si intitola :
“Owning The Weather in 2025” (Ottenere il controllo climatico entro il 2025) che

analizza con dovizia di particolari; tecniche, sistemi, possibilità e motivazioni per ottenere un pieno controllo

climatico a scopi militari. E’ interessante notare che tra le motivazioni che giustificano questo studio, viene

evidenziato come fin dalla fine degli anni 50 si era capito che il controllo climatico sarebbe stato un’arma

molto più importante della bomba atomica.

Nel documento, la modificazione climatica viene divisa in due categorie primarie: Le tecniche per la soppressione

dei fenomeni atmosferici in un caso, e quelle per l’intensificazione degli stessi nell’altro.

  In casi estremi lo studio analizzerà la possibilità di
“Creare dal nulla il tempo desiderato”.

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Ma esiste un altro passaggio dello studio che si presenta assai inquietante per via di ciò che sta accadendo

a livello meteorologico negli ultimi anni , ma anche per le notizie sulle nuove nanotecnologie sperimentate in Iraq; 

Si parla infatti di un controllo totale delle informazioni metereologiche dato da un network simile a

quello illustrato nello schema (figura 3-2) che porterebbe a parlare di “meteorologia virtuale”. Il documento

afferma: “Sebbene la maggior parte degli sforzi di modificazione climatica si basano sull’esistenza di certe

condizioni preesistenti, può essere possibile produrre alcuni effetti atmosferici artificialmente, indipendentemente

dalle condizioni preesistenti. Per esempio un clima virtuale può essere creato influenzando le informazioni

metereologiche ricevute dall’utente finale. La percezione dei valori, dei parametri, o delle immagini

ricevute dai sistemi di informazione metereologica locali o globali differirebbe dalla realtà. Questa differenza

nella percezione poterebbe l’utente finale ad effettuare operazioni decisionali differenti.”

Ma non solo; si prosegue dicendo: “Anche la nanotecnologia offre possibilità per creare un clima simulato. Una

o più nuvole, composte da microscopiche particelle computerizzate, tutte in comunicazione una con l’altra e con

un più grande sistema di controllo permetterebbe capacità incredibili. Interconnesse, galleggiando nell’atmosfera,

e con capacità di spostamento nelle tre dimensioni, queste nuvole potrebbero essere progettate per avere

una vasta gamma di proprietà. Potrebbero bloccare esclusivamente sensori ottici o potrebbero configurarsi per

diventare impermeabili ad altre modalità di sorveglianza. Potrebbero anche fornire una differenza di potenziale

atmosferica altrimenti inesistente per permettere fulmini mirati in modo preciso e con un timing ben definito.

Anche se l’energia necessaria per una vera arma che usa il fulmine fosse insufficiente, il potenziale per una

operazione psicologica in molte situazioni potrebbe essere enorme.”

E si conclude con dichiarazioni agghiaccianti come questa: “Uno dei vantaggi principali dell’usare il clima

simulato per raggiungere un effetto desiderato, a differenza di altri approcci, è che renderebbe un’azione

deliberata simile alla conseguenza di un fenomeno atmosferico naturale. Inoltre è relativamente economica

da impiegare. Secondo J. Storrs Hall, uno scienziato dell’università di Rutgers che conduce ricerche sulla nanotecnologia,

il costo di produzione di queste nanoparticelle si aggira sul prezzo di un chilo di patate. Questo

rende economici i costi per ricerca e sviluppo, che saranno principalmente sopportati dal settore privato e

considerati ammortizzati per il 2025 ma probabilmente anche prima.”

 

Ecco alcune illustrazioni tratte da questo studio dell’Air Force

 

 

Da :http://www.mariadinazareth.it/haarp.htm

Guerre di radioonde

Secondo lo stesso principio è plausibile che le irradiazioni delle antenne HAARP possano rimbalzare fino a colpire gli strati bassi dell’atmosfera sopra un Paese distante migliaia di chilometri. Ed interferire quindi con i fenomeni meteorologici. Certamente si tratta di mere ipotesi. Comunque, un uso militare dell’HAARP è ammesso dalla Federazione Scienziati Americani. Un uso, tuttavia, non distruttivo, ma solo di ricognizione. Modulando i segnali in frequenze bassissime, cioè onde ELF o VLF, si potrebbe «vedere ciò che succede nel sottosuolo, individuando bunker, silos di missili, e altre installazioni sotterranee di Stati avversi. Al di là di ciò, la «guerra ecologica» appare terribilmente possibile da oltre vent’anni. Già nel 1976 l’Enciclopedia Militare Sovietica ventilava il rischio che gli Stati Uniti, per via elettromagnetica o per via astronautica, potessero modificare il clima dell’Eurasia lacerando lo strato di ozono sopra l’URSS. L’Unione Sovietica si accordò così con gli USA perché fosse proibito l’uso dei cambiamenti climatici ambientali. A livello ONU, ciò fu ribadito con la convenzione ENMOD (Environmental Medifications), entrata in vigore il 5 ottobre 1978. Ma  pochi anni dopo, negli Stati Uniti, lo scienziato considerato il padre dell’HAARP ideava un sistema volto apertamente a controllare i fenomeni meteo. L’11 agosto 1897 il dott. Bernard Eastlund brevettava con numero di «patente» 4,686,605 il suo «Metodo e apparato per l’alterazione di una regione dell’atmosfera, della ionosfera o della magnetosfera».

IL PROGRAMMA "HIGH-FREQUENCY ACTIVE AURAL RESEARCH" - HAARP

Il HAARP con base a Gokoma (Alaska) - amministrato congiuntamente da Aviazione e Marina - è parte di una nuova generazione di armamenti sotto il controllo della Iniziativa di Difesa Strategica degli Stati Uniti.
Approntato dal Laboratorio di Ricerca dell'Aviazione - Direzione Veicoli Spaziali, HAARP è costituito da un sistema di potenti antenne in grado di creare "modificazioni locali controllate della ionosfera".
Lo scienziato dott. Nicholas Begich - attivista della campagna contro HAARP - descrive tale programma come "...una tecnologia di raggi estremamente potenti di onde radio che raggiungono aree della ionosfera (lo strato più alto dell'atmosfera) si concentrano su di essa e la riscaldano. A quel punto le onde elettromagnetiche rimbalzano sulla terra e penetrano qualsiasi cosa - viva o morta..."[6]
La dottoressa Rosalie Bertell descrive HAARP "...una gigantesca stufa in grado di causare la principale spaccatura della ionosfera, creando non tanto dei buchi quanto delle lunghe incisioni sullo strato protettivo che impedisce alle radiazioni mortali di bombardare il pianeta..."[7].

INGANNANDO L'OPINIONE PUBBLICA

HAARP è stato presentato all'opinione pubblica come un programma di ricerca scientifica ed accademica. Tuttavia, documenti militari degli Stati uniti sembrano suggerire che il principale obiettivo di HAARP è sfruttare la ionosfera per i propositi del Dipartimento della Difesa[8]. Senza fare esplicito riferimento ad HAARP, uno studio dell'Aviazione punta all'uso di "modificazioni indotte nella ionosfera" come un modo per alterare i modelli climatici così come disturbare i radar e le comunicazioni nemiche [9]
Secondo la dottoressa Rosalie Bertell, HAARP fa parte di un sistema integrato di armi che ha conseguenze ambientali potenzialmente devastanti: è in continuità con cinquant'anni di crescenti ed intensi programmi di distruzione rivolti allo studio e controllo della parte alta dell'atmosfera. Sarebbe sconsiderato non associare HAARP alla costruzione del laboratorio spaziale che è stato progettato dagli Stati Uniti.
HAARP appartiene ad una lunga storia di ricerca spaziale di natura deliberatamente militare.
Le implicazioni della combinazione tra questi progetti è allarmante. E' spaventosa la capacità derivante dalla combinazione tra HAARP/Laboratorio Spaziale/Missili di spedire ovunque sulla terra una enorme quantità di energia, comparabile ad una bomba nucleare, attraverso laser o raggi a particelle.
Il progetto viene venduto al pubblico come uno scudo spaziale contro attacchi nemici oppure, ai più ingenui, come un modo per riparare lo strato d'ozono [10].

Oltre alle modificazioni climatiche, HAARP può avere altre funzioni: può contribuire al cambiamento climatico attraverso il bombardamento massiccio dell'atmosfera con raggi ad alta frequenza. Ma le onde di ritorno a bassa frequenza ed alta intensità possino colpire il cervello delle persone e non sono da escludersi anche effetti sui movimenti tettonici [11].
Più in generale HAARP è in grado di modificare il campo elettro-magnetico della terra. Fa parte di un arsenale di armi elettroniche che i ricercatori militari nord-americani considerano come "una guerra gentile e delicata"[12].

LE ARMI DEL NUOVO ORDINE MONDIALE.

HAARP fa parte dell'arsenale d'armi del Nuovo Ordine Mondiale controllato dalla Iniziativa di Difesa Strategica (S.D.I.). Intere economie nazionali potrebbero essere potenzialmente destabilizzate attraverso manipolazioni climatiche attuate dai punti di comando negli Stati Uniti.
Ancora più importante è il fatto che tali operazioni possono essere effettuate senza conoscere il nemico, ad un costo minimo e senza impiegare personale ed equipaggiamento come in una guerra convenzionale.
Appagando gli interessi economici e strategici degli Stati Uniti HAARP potrebbe essere utilizzato per modificare selettivamente il clima in differenti parti del mondo col risultato di destabilizzare sistemi agricoli ed ecologici. Ciò che è peggio è che il Dip. della Difesa USA ha assegnato risorse ingenti per lo sviluppo dei sistemi di intelligence e monitoraggio sui cambiamenti climatici. La N.A.S.A. e la National Imagery and Mapping Agency (N.I.M.A.) del Dip. della Difesa
Stanno lavorando su delle immagini fornite dai satelliti per lo studio di inondazioni, erosioni, frane, terremoti, zone ecologiche, previsioni atmosferiche e cambiamento climatico

 

 

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