vedi anche pag 109(anche impeach Bush) e pag.110
NEW!!!
Un modo per fare
sentire la nostra voce e dire a chi conta che non abbiamo dimenticato Ustica con
le sue 81 vittime sull'aereo e le altre 21 seguite a causa sua,le altre stragi e
chi ancora non se ne è assunto la responsabilità :
vedi pag.159
A che serve andare andare avanti se ciò che è nel passato
è sbagliato?
Non si può costruire senza basi,quello che ci viene offerto è un castello di
sabbia pronto a disfarsi nel giro di poco tempo,a che serve?
In questo sito sono stati riportati ,come altrove, molti messaggi che,se
recepiti,avrebbero sanato situazioni gravissime e probabilmente salvato vite
umane ma ci si divide fra chi non sente e chi non vuol sentire,basterebbe
fermarsi un pochino ed ascoltare,chi lo fa scopre verità inaudite e chi non lo
fa perde tempo e lo fa perdere agli altri.
Ascoltare "sul serio" generalmente viene considerato troppo
impegnativo per l'attenzione e il tempo che richiede.
E' importante quanto l'autonomia di pensiero e la libertà di agire secondo le
proprie decisioni.
Ciò che dilaga è la negazione di tutti e tre,basterebbe:
ascoltare veramente,
pretendere di pensare e
agire in autonomia
per sconfiggere ogni pericolo di dittatura, proprio per questo ci
insegnano tutto il contrario.
Scramble!!
Il sito www.strageustica.altervista.org
è nato nel marzo 2007,svolge ricerche sulla storia moderna e tiene
l'occhio puntato sulle stragi che hanno insanguinato la nostra storia e su
"esecuzioni" che non hanno avuto giustizia da parte delle procure e
dei Tribunali.
Si propone ,come dice il nome, di tenere vivo il ricordo della strage di
Ustica in cui morirono 81 civili fra cui bambini ,seguito da 21 esecuzioni di
testimoni o persone semplicemente accanto ad altri
che
lo erano come l'avvistatore Lorenzini della comunità montana che accompagnava
il colonnello Marcucci.
Niente cambierà nella nostra storia se verità non sarà fatta su queste stragi
e se alcuni o molti verranno perennemente ritenuti al di sopra delle leggi
come abitualmente accade.
Le assurdità del caso Ustica vengono riportate nel
capitolo 16 di questo e-book
di cui si raccomanda la diffusione perchè si possa comprendere chi
abbia responsabilità nella nostra storia recente,non dimentichiamo le
ultime dichiarazioni di Cossiga.
Qui ne viene descritta la figura politica e i ruoli insieme a quella di altri
come Andreotti,Lagorio,Brutti.....nonchè la bella figura di Pertini
politico,unica nel suo genere.
Il video rappresenta il sistema d'intercettazione operante nei nostri cieli
e in quelli di tutto il mondo ,non si capisce come un simile strumento
sia stato sorpassato nel caso di Ustica ,in Italia, permettendo a un aereo
straniero libico di penetrare e operare (secondo la versione ufficiale) e
come
mai nessuno dei responsabili della non intercettazione sia stato punito.
Lo stesso accadde per i voli che abbatterono le torri gemelle a New
York,promozioni in questo caso agli ufficiali responsabili invece che punizioni e licenziamenti.
Una delle tante assurdità che vennero sostenute fu l'orario dei voli militari
in atterraggio quella sera : venne proposto un orario che fa riferimento
all'ora legale italiana(non all'ora del meridiano di Greenwich),non usato
ufficialmente dall'aereonautica.
Nessuno se ne accorse,questo dissimulò la successione di atterraggio di aerei militari italiani che risultano tutti tornati alla base prima della caduta del DC9 mentre non è così,sulle finalità e sull'operato di questi voli naturalmente si sarebbe dovuto indagare in modo approfondito.
L'orario normalmente usato dall'aereonautica si chiama orario
zulù e nessuno ne ha fatto menzione.
F) Il Form-one e gli orari zulu.pag.391"Impossibile
pentirsi"
............................................
Anche il "tipo di orario" era circostanza di particolare rilevanza e di assoluta semplicità. Vedete
gli orari dei voli sono sempre espressi in "Ora Zulu", cioè l'orario di riferimento a Greenewitch. E'
una comprensibile necessità perchè la mondializzazione dei movimenti aerei ha bisogno di una
unicità di orari che è garantita appunto dalla assunzione dell'ora zulu come comune riferimento.
Gli orari locali sono invece espressi in "ora alfa", e cioe’ l’ora risultante da "ora zulu più o meno
la differenza dei fusi orari del luogo", oppure "ora bravo" che tiene conto della maggiorazione o
diminuzione derivante dalla applicazione dell'ora legale nei periodi in cui essa sia in vigore in un
particolare Paese. La differenza tra l’ora locale legale e l’ora zulu, per il territorio italiano e nel
periodo estivo del 1980, era dunque di due ore. Per anni le comunicazioni ufficiali parlavano
semplicemente di orari, senza definirne la natura. L'ultimo atterraggio italiano, hanno detto per
anni le versioni ufficiali italiane, sarebbe avvenuto alle 19.28. Ma se, come probabile, quell'ora
fosse stata "zulu", essa avrebbe corrisposto ad un'ora "bravo" pari alle 21.28, cioè trenta minuti
dopo la consumazione della strage. E che si trattasse di un orario "zulu" verrà confermato
indirettamente dalla rivelazione, anni dopo, che un PD-808 di Pratica di mare fosse atterrato
nella sua base pochi minuti prima dell'abbattimento del DC9. Cioè intorno alle 18.50 zulu,
ovvero le 20.50 bravo. Dunque, se almeno quell'orario del PD-808 fosse stato veritiero,
quell'orario delle 19.28 che si era accreditato per anni come l'orario di atterraggio dell'ultimo
aereo italiano non poteva che essere un orario zulu. Diversamente sarebbe stato il PD808
l'ultimo velivolo italiano ad atterrare; ma allora esso sarebbe atterrato ad un orario ben diverso
da quel 19.28.
Quando avrei prospettato al Giudice Priore questa riflessione sull'orario, pur nel suo
imperscrutabile atteggiamento, egli mi sarebbe sembrato colpito, come avesse conosciuto solo
in quel momento un simile meccanismo. Il Giudice mi chiese anche una spiegazione dettagliata
del Form One e degli archivi di conservazione - che potevano essere gli archivi "scramble" o gli
archivi dei Gruppi di Volo - di quella documentazione. Gli archivi "scramble" sono archivi
particolari delle basi "Caccia-Intercettori" della Difesa Aerea, dove vengono conservati i Form-
One di tutte le missioni che si siano svolte per decollo su allarme, appunto definiti "Scramble".
Circa due anni dopo la deposizione mi avrebbe chiamato il giornalista del TG3 Roberto
Scardova per informarmi che Priore si era recato in effetti a Grosseto e che aveva ottenuto di
poter verificare gli archivi scramble. Lì avrebbe trovato, intatta, la documentazione di attività
operativa del reparto caccia fin dalla sua rifondazione nel dopo guerra, con la eccezione di due
mesi che sarebbero andati inopinatamente distrutti in un principio di incendio dell'archivio:
Giugno-Luglio 1980!
Ma nel frattempo, proprio da Grossetto, mi era giunta notizia che sul finire del 1993 fosse stato
attivato, sotto la palazzina alloggi degli avieri di leva un particolare inceneritore dove per circa
una settimana si sarebbe proceduto all'incenreimento di strani documenti. E sarebbe allora
interessante conoscere la data del documento ufficiale con la quale un Giudice rispettosissimo
della forma come Priore avesse chiesto la autorizzazione alla "visita alla Base" per la verifica di
quegli archivi. Se le date della richiesta e della concessione di autorizzazione fossero poste a
cavallo di quegli ultimi mesi del 1993, non ci sarebbe alcun dubbio - politico, non giudiziario -
sulla natura dei documenti che furono bruciati in quell'inceneritore.
Non ho motivo di dubitare della correttezza di Roberto Scardova, ne’ quella sua comunicazione
mi ha spinto a soddisfare, con una richiesta diretta al Magistrato, la curiosità sulla fondatezza
della informazione. Non era mio compito nè ruolo "verificare" che il Magistrato cercasse
conferme alle mie dichiarazioni, nè sulle valutazioni che gli venissero suggerite dalle risultanze
delle eventuali indagini di approfondimento di quanto da me deposto. Non so se riuscite a
credere e capire come io non traessi e non tragga alcuna soddisfazione dalla eventuale
conferma delle nostre indagini. Solo una rinnovata e più profonda amarezza. Ma torniamo a
quel Settembre 1980.
Convenimmo con Sandro che avremmo dovuto cercare con molta discrezione chi ci leggesse
quei benedetti archivi di volo di Grosseto, come quelli di Decimomannu. La base di Grosseto
appariva la più indiziata, benchè non potessimo escludere nè la base addestrativa di
Decimomannu, nè una delle altre basi caccia. Avremmo iniziato da Grosseto, dove bene o male
avremmo potuto anche mettere alla prova la attendibilità della nostra fonte, il Dettori.
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Da : http://usticaemafie.splinder.com/post/18864395
Come avevamo già visto la Nato utilizza(quindi anche
l'Italia) l'orario Zulu dal 1972.
Bisogna allora ricordare quanto scrive Mario Ciancarella
nel cap. 16 a pg.63 (vedere link: http://files.filefront.com/ZULU+TIMEdoc/;10026374;/fileinfo.html)
e chiedersi come mai l'Ami sostiene tutt'oggi che non c'erano aerei italiani in
volo al momento della strage(molti di loro dicono incidente aereo)di Ustica,
quando se si usava l'orario Zulu l'ultimo nostro aereo militare atterrò 30
minuti dopo la strage quel 27 giugno 1980?
In molti(politici e militari) non hanno capito o
fanno finta di non capire che Sandro Marcucci a quella Assemblea della Rete nel
1991 quando affermò: " (...) allora io non mi meraviglio da
militare che voi parlando delle stragi vi dimentichiate tante cose, mi riferisco
a Ustica, come vengono fuori i famosi uovo di Colombo, i cieli italiani che per
compito sono difesi da una Forza Armata di cui io mi onoro, e e. non hanno
difeso anzi combinazione in quei dieci minuti tutti stavano a guardare
dall’altra parte e nessuno si è reso conto la genesi di queste
discrepanze,come mai. Io non credo che qualcuno di voi creda che i militari
siano ancora elementi di barzelletta, perché se ve lo fanno credere, voi non vi
meravigliate che esiste Ustica da dieci anni. Noi militari democratici non vi
diciamo se è stato il missile o la bomba, no,però vi facciamo notare che
ultimamente in una trasmissione televisiva, finalmente un politico, mi riferisco
a Zamberletti, ha detto coloro che sanno, coloro che sanno, aggiungo io i
militari,parlino,ma perché un parlamentare lo deve chiedere dopo dieci anni
quando ormai rigirata nel suo cesso, è diventata che puzza, non lo si poteva
chiedere subito? (..)" ci indicò la strada di
studiarci le missioni in scramble, la concessione o meno della clearance, il
normale funzionamento insomma della Difesa aerea del nostro spazio aereo e
poi ci invitò a domandarci come mai la sera di Ustica quello che accadeva
normalmente non accadde.
Firmò a mio parere la sua condanna a morte a Firenze in quel novembre
1991 Sandro Marcucci, perchè decise di lasciare in eredità al
Movimento della Rete e a tutti noi le sue conoscenze professionali per
capire le responsabilità politico militari per Ustica, al di là di quella
che sarebbe stata la sua sorte. Siccome Sandro Marcucci continua a vivere
in quell'eredità che ci ha lasciato, noi continueremo a porre le sue domande a
politica, magistratura e vertici militari, fino a quando le vittime di Ustica e
tutti i testimoni uccisi dopo Ustica non avranno verità e giustizia.
"Si guardi gli orari degli atterraggi", fu una delle
indicazioni che il maresciallo Dettori fornì a Mario Ciancarella. Lo
abbiamo fatto di studiarci, tra le molte altre questioni, gli orari degli
atterraggi(grazie al lavoro di Mario Ciancarella e di Marcucci) e anche in
sua memoria continueremo a batterci come cittadini sovrani di questo paese per
la verità sulla strage di Ustica, che è una sola e non è mai quella di comodo
detta e costruita da chi ha le responsabilità politico-militari per quella
strage. Laura