10/06/2009
- Siamo arrivati al patetitico: Daria Bonfietti
familiare di una delle vittime della strage di Ustica scrive una lettera a
Gheddafi...
Abbiamo sempre detto di rispettare il dolore dei
familiari di tutte le Vittime delle mafie, delle stragi ma ci siamo
stancati di appoggiare chi ritiene che i familiari possano improvvisamente
diventare esperti di mafie, di stragi, etc come se il dolore si
trasformasse in competenza... La lettera della sig.ra Bonfietti (sorella
di una delle vittime della strage di Ustica) che in tutti questi anni non
si è mai degnata di spendere una sola parola verso quei testimoni
improvvisamente morti (per cause spesso ridicole) ci indigna nella sua
forma e nei suoi contenuti.
La Verità su Ustica appartiene a tutti gli italiani e questa
rivendicazione al diritto di proprietà ormai è insopportabile
soprattutto dopo che proprio la Bonfietti si è prestata a non dire una
sola parola verso il depistaggio puro della pista francese sciorinata dal
presidente "emerito" Francesco Cossiga. La sig.ra Bonfietti
avrebbe douto gridare allo scandalo dopo le parole di Cossiga.
Il governo italiano e la giustizia italiana sanno
perfettamente quale è la verità su Ustica e lesinare verità da un
dittatore è umiliante.
Grazie alla nostra preziosa Laura vi poniamo qualche considerazione sul
livello di preparazione dei nostri parlamentari.
Vittime di Ustica. "Chiediamo al governo di farsi interprete dei
sentimenti dei familiari delle vittime della strage di Ustica che pochi
giorni fa hanno scritto una lettera al presidente del Consiglio per
sensibilizzarlo su questo tema". Lo ha detto Walter Verini, deputato Pd
in commissione Politiche dell'Unione Europea della Camera. "Il
colonnello Gheddafi ha sempre detto di conoscere la verità sulla tragica
vicenda - ha proseguito Verini - e di essere stato testimone volando negli
stessi momenti della strage nei cieli di Ustica. Visti i rapporti di
amicizia e la cooperazione tra i due paesi, il governo chieda a Gheddafi di
collaborare con la magistratura italiana, che ancora indaga sulla vicenda, e
di incontrare i familiari delle vittime. Deve essere fatto tutto il
possibile per sgombrare ogni ombra su questa tragedia".
di Laura Picchi
Questo signore del pd è consapevole oppure ha agito con
"distrazione"?
Vi informo anche che di recente ho preso visione di un file excel
sul sito strage80 dei voli della giornata e sera di Ustica di Poggio
Ballone a Grosseto che falsificato è stato recapitato prima in ufficio di
un perito e poi finito nelle mani di Priore.
Ho letto che per legge gli orari dei decolli e atterraggi dei voli civili
e militari devono essere accompagnati dalla z di zulu o lt di
local time. In ambito di aeronautiche militari della Nato dal 1969 si
usa accompagnare gli orari con la z di zulu e la stessa colonna degli
orari dei voli inizia con la dicitura, il titolo time/zulu. Niente
dicitura, niente sigla z accanto agli orari nel file excel
in questione, è chiaramente falsificato. Lo scorro e capisco subito
perchè. L'ultimo orario riportato è 193000, atteraggio con orario zulu e
dunque 21 e 30 ora locale(30 minuti dopo Ustica)in cui rientra l'ultimo
aereo militare a Poggio Ballone. Nessuno dice niente e il documento excel
è su quel sito senza una sola parola che è falsificato il documento excel
, avendo omesso la sigla z accanto agli orari. E' evidente anche come
si è sempre detto che chi ha detto a livello politico militare che
l'Italia non aveva aerei in volo al momento della strage di Ustica se il
documento excel
non fosse falsificato con l'omissione della sigla z accanto agli orari
sarebbe certificato e documentato che è un ignobile depistatore.
Su questo documento excel nessuna domanda da parte dello straordinario
parlamentare del PD?
Laura Picchi [per
capire di cosa stiamo parlando: leggete questo documento]
Invitiamo la sig.ra Bonfietti a rispondere a tutte le osservazioni che la
nostra Laura fa nel suo articolo... e le chiediamo di cercare la verità ma
di lasciare a gente competente le valutazioni militari e politiche perché
ci sono persone che per quella Verità hanno perso la vita. Ci perdoni
sig.ra Bonfietti, noi rispettiamo il suo dolore, ma le sue teorie e la sua
ennesima lettera ci inducono alla più totale indignazione. Aspettiamo che
lei si esprima inoltre sulla morte di Mario Dettori, su quella dei tre
piloti delle frecce tricolore, su Sandro Marcucci e su tanti altri....
quelli sono forse morti di serie Z? Ci scusi... secondo Priore non c'è
prova che siano riconducibili alla stage di Ustica e per lei, evidentemente,
questo è sufficiente. Quando vuole uno dei nostri soci è a sua
disposizione per un incontro pubblico... si chiama Mario Ciancarella e lei
dovrebbe conoscerlo bene. Nel frattempo le consigliamo di andare sui canali
You Tube della nostra associazione e di Telejato e di cercare: Sandro
Marcucci e Mario Ciancarella.
Adesso vi lasciamo godere l'articolo della Bonfietti al dittatore osannato
da sempre dalla politica italiana.... Buona lettura.
Ustica e l’incontro con Gheddafi
di Daria Bonfietti
Signor Presidente del Consiglio,
nelle prossime settimane sarà in Italia, in visita ufficiale, il colonnello
Gheddafi. Proprio nell’avvicinarsi del XXIX anniversario della Strage di
Ustica mi sento di rivolgermi a Lei perché la visita possa essere occasione
per far sentire al leader libico la esigenza che su quella terribile vicenda
della vita italiana sia fatta pienamente luce e la importanza del contributo
che può venire dalla Libia.
C’è un “legame” tra vicenda di Ustica e Libia che simbolicamente
possiamo far partire dalla pubblicazione sul quotidiano siciliano
“L’Ora” nell’edizione del 2 luglio 80 del seguente necrologio: “Il
Consolato Generale della Giamahiriah Araba Libica Popolare Socialista
partecipa sinceramente al dolore che ha colpito i familiari delle vittime
della sciagura aerea di Ustica e manifesta tutta la sua solidarietà al
Presidente della Regione e al Presidente dell’ARS per questo grave lutto
che ha colpito la Sicilia”.
Il fatto importante è però che in tutti questi anni il leader libico
Gheddafi ha sostenuto, in svariate occasioni, di conoscere la verità sulla
tragica vicenda,
Posso segnalare una conferenza stampa del 05.01.90 durante la quale il
leader affermava che quella sera il suo aeroplano era in volo sul
Mediterraneo diretto in Europa per riparazioni, ma che egli non vi si
trovava a bordo. Asseriva inoltre che gli USA, stimando invece che egli
viaggiasse su quel velivolo, nel tentativo di abbatterlo, avevano colpito
l’aereo italiano.
Nel febbraio 98, in una intervista alla Stampa ha affermato "Io sono il
testimone, perché io in quelle ore andavo in aereo verso la Jugoslavia ed
io ho visto in mare la Sesta Flotta americana che manovrava dalle parti di
Ustica. C'erano navi militari degli Stati Uniti. La gente che era con me
temeva, aveva paura che ci abbattessero con un missile. Però noi, a
differenza dei passeggeri del volo Itavia, siamo arrivati a destinazione
sani e salvi. Quando abbiamo sentito dell'abbattimento di questo aereo
civile, abbiamo capito che probabilmente noi eravamo l'obiettivo. E che loro
volevano buttar giù il mio aereo".
Dichiarazioni senz'altro impegnative ma che potrebbero trovare un qualche
riscontro in quanto affermato da militari operanti presso il sito radar di
Marsala, che hanno riferito di aver osservato la sera del 27.06.1980 il volo
di un velivolo di nazionalità libica in rotta da Tripoli a Varsavia.
Voglio inoltre ricordare che ancor più recentemente il Colonnello Gheddafi,
dopo aver accettato responsabilità sulla tragedia di Locherbie ha
ribadito di conoscere la verità, con le conseguenti responsabilità, su
Ustica.
Signor Presidente,
queste affermazioni di un Capo di Stato, che hanno colpito molto la
sensibilità e dei parenti delle vittime e dell’opinione pubblica, non
hanno portato, finora, elementi per le indagini.
Ora però il colonnello Gheddafi viene in Italia a sancire un clima di
grande amicizia che penso possa permettere di chiedergli di individuare
forme di proficua collaborazione con la Magistratura che sta ancora
indagando sulla tragedia che possano contribuire a delineare la completa
verità su una pagina terribile della storia del nostro Paese.
Mi permetto anche di chiederLe, nell’organizzazione della permanenza
ufficiale di Gheddafi, se sia possibile individuare un momento nel quale i
parenti delle Vittime possano incontrarLo per esporgli direttamente i loro
sentimenti e le loro aspettative.