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                                                      Scontro e recupero del passato

.N.B
Piera Aiello sembra avere ottenuto la scorta a cui ha diritto.
Nessuna risposta invece, per ora, all'interrogazione parlamentare da parte di Leoluca Orlando circa l'omicidio Marcucci.


Che i danni che Mills deve pagare vadano alla Presidenza del Consiglio dei ministri cioè a B. è una barzelletta esilarante ma a quanto pare nessuno teme il ridicolo.

Non sarebbe il caso almeno di sostituire il Presidente del Consiglio?E' troppo chiedere che tutti se ne vadano perchè abbiamo già sopportato troppo?
La maggioranza,a parte Di Pietro, non ha nulla da eccepire?
Che cosa aspettano gli iscritti al PD a  ritirare  tutte le tessere per dargli almeno un segnale della loro esistenza?

Sembra comunque che si sia aperta una stagione di recupero delle verità passate a  cui  il nostro presente soccombe , se riusciremo a riportarle alla luce,non solo le vittime avranno giustizia ma ci libereremo dai fantasmi che popolano la nostra storia,che chiudono la bocca a molti,che impediscono di progredire e di liberare energie e intelligenze per risolvere i problemi di tutti i giorni.

Io credo che chi cerca la verità ed è inserito in posizione di rilievo per indagare e comunicare agli altri dovrebbe avere doti adeguate al compito che gli permettano di reperire le notizie magari in grandi quantità ma anche di saperle valutare senza chiusure e condizionamenti.

Sono d'accordo che Daria Bonfietti abbia eluso  il suo scopo in base a segnalazioni che mi sono pervenute dal sito Strage Ustica e dal sito Rita Atria,questo non perchè non si sia arrivati finora a risultati    ma perchè ha scartato le testimonianze migliori e ha fatto una cernita delle vittime classificandone alcune in seconda categoria.

Chi ha i paraocchi non arriverà mai alla verità ed essere parente può essere un impedimento se si guarda solo al proprio perchè si ha paura di aprire troppo gli occhi e di interessarsi della giustizia di estranei  che  fra l'altro (come Marcucci,Dettori etc)hanno perso la vita proprio per difendere quelle vittime.


Daria Bonfietti non si è  accorta che sono uscite nel frattempo  testimonianze molto importanti che dovevano aprire  orizzonti e spazi di lotta diversi?

Se dà una lettura a questo testo capirà che molte  ombre si sono  dileguate sugli  autori della strage e che se le indagini fossero state compiute fino in fondo e nel modo giusto ora tutti saprebbero da chi dovrebbero guardarsi, non solo, altre stragi  compiute sarebbero state evitate perchè  forse hanno  un' origine analoga.

Non credo che la trattativa della mafia con lo Stato sia giustificabile solo con un aumento sproporzionato della sua forza,nella nostra storia ci sono sempre delle componenti negative e come indica un pentito(V:Calcara) a S.Borsellino sono 5 :

1)      Cosa Nostra
2)      'Ndrangheta
3)      Pezzi deviati delle Istituzioni

4)      Pezzi deviati della Massoneria 

5)      Pezzi deviati del Vaticano (un 10% direi)

 Queste sono  le forze negative puramente italiane ma  non credo che avrebbero osato fare quello che hanno fatto e dominare come sono riusciti a fare il panorama italiano se qualcosa di esterno non gli avesse conferito la forza giusta

Tutti questi elementi convergono per ciò che ho visto nella loggia P2,la P2 non è solamente italiana come risulta da alcuni documenti ma coincide, per ciò che ho visto, non con l'America dei suoi abitanti ma con quella di chi, al di là del consenso popolare, preme per le guerre e la politica delle multinazionali, insomma l'America della Skool and bones di Bush che ha avuto il culmine col massacro del WTC ma che già Eisenhawer e Kennedy ravvisavano con timore  nei loro avvertimenti alla popolazione : un Paese in continuo armamento che non poteva che esprimere guerre ma anche una struttura occulta che sfuggiva al controllo dei Presidenti e  usava tattiche perverse di invasione.

Da :http://usticaemafie.splinder.com/post/21471549

un articolo segnalato del  sito rita atria

 

10/06/2009 - Siamo arrivati al patetitico: Daria Bonfietti familiare di una delle vittime della strage di Ustica scrive una lettera a Gheddafi...

Abbiamo sempre detto di rispettare il dolore dei familiari di tutte le Vittime delle mafie, delle stragi ma ci siamo stancati di appoggiare chi ritiene che i familiari possano improvvisamente diventare esperti di mafie, di stragi, etc come se il dolore si trasformasse in competenza... La lettera della sig.ra Bonfietti (sorella di una delle vittime della strage di Ustica) che in tutti questi anni non si è mai degnata di spendere una sola parola verso quei testimoni improvvisamente morti (per cause spesso ridicole) ci indigna nella sua forma e nei suoi contenuti.
La Verità su Ustica appartiene a tutti gli italiani e questa rivendicazione al diritto di proprietà ormai è insopportabile soprattutto dopo che proprio la Bonfietti si è prestata a non dire una sola parola verso il depistaggio puro della pista francese sciorinata dal presidente "emerito" Francesco Cossiga. La sig.ra Bonfietti avrebbe douto gridare allo scandalo dopo le parole di Cossiga.

Il governo italiano e la giustizia italiana sanno perfettamente quale è la verità su Ustica e lesinare verità da un dittatore è umiliante.
Grazie alla nostra preziosa Laura vi poniamo qualche considerazione sul livello di preparazione dei nostri parlamentari.

Vittime di Ustica. "Chiediamo al governo di farsi interprete dei sentimenti dei familiari delle vittime della strage di Ustica che pochi giorni fa hanno scritto una lettera al presidente del Consiglio per sensibilizzarlo su questo tema". Lo ha detto Walter Verini, deputato Pd in commissione Politiche dell'Unione Europea della Camera. "Il colonnello Gheddafi ha sempre detto di conoscere la verità sulla tragica vicenda - ha proseguito Verini - e di essere stato testimone volando negli stessi momenti della strage nei cieli di Ustica. Visti i rapporti di amicizia e la cooperazione tra i due paesi, il governo chieda a Gheddafi di collaborare con la magistratura italiana, che ancora indaga sulla vicenda, e di incontrare i familiari delle vittime. Deve essere fatto tutto il possibile per sgombrare ogni ombra su questa tragedia".

di Laura Picchi
Questo signore del pd è consapevole oppure  ha agito con "distrazione"?

Vi informo anche che di recente ho preso visione di un file excel sul sito strage80 dei voli della giornata e sera di Ustica di Poggio Ballone a Grosseto che falsificato è stato recapitato prima in ufficio di un perito e poi finito nelle mani di Priore.
Ho letto che per legge gli orari dei decolli e atterraggi dei voli civili e militari devono essere accompagnati dalla z di zulu o lt di local time. In ambito di aeronautiche militari della Nato dal 1969 si usa accompagnare gli orari con la z di zulu e la stessa colonna degli orari dei voli inizia con la dicitura, il titolo time/zulu. Niente dicitura, niente sigla z accanto agli orari nel file excel in questione, è chiaramente falsificato. Lo scorro e capisco subito perchè. L'ultimo orario riportato è 193000, atteraggio con orario zulu e dunque 21 e 30 ora locale(30 minuti dopo Ustica)in cui rientra l'ultimo aereo militare a Poggio Ballone. Nessuno dice niente e il documento excel è su quel sito senza una sola parola che è falsificato il documento excel , avendo omesso la sigla z accanto agli orari. E' evidente anche come si è sempre detto che chi ha detto a livello politico militare che l'Italia non aveva aerei in volo al momento della strage di Ustica se il documento excel non fosse falsificato con l'omissione della sigla z accanto agli orari sarebbe certificato e documentato che è un ignobile depistatore.

Su questo documento excel nessuna domanda da parte dello straordinario parlamentare del PD?
Laura Picchi
[per capire di cosa stiamo parlando: leggete questo documento]

Invitiamo la sig.ra Bonfietti a rispondere a tutte le osservazioni che la nostra Laura fa nel suo articolo... e le chiediamo di cercare la verità ma di lasciare a gente competente le valutazioni militari e politiche perché ci sono persone che per quella Verità hanno perso la vita. Ci perdoni sig.ra Bonfietti, noi rispettiamo il suo dolore, ma le sue teorie e la sua ennesima lettera ci inducono alla più totale indignazione. Aspettiamo che lei si esprima inoltre sulla morte di Mario Dettori, su quella dei tre piloti delle frecce tricolore, su Sandro Marcucci e su tanti altri.... quelli sono forse morti di serie Z? Ci scusi... secondo Priore non c'è prova che siano riconducibili alla stage di Ustica e per lei, evidentemente, questo è sufficiente. Quando vuole uno dei nostri soci è a sua disposizione per un incontro pubblico... si chiama Mario Ciancarella e lei dovrebbe conoscerlo bene. Nel frattempo le consigliamo di andare sui canali You Tube della nostra associazione e di Telejato e di cercare: Sandro Marcucci e Mario Ciancarella.

Adesso vi lasciamo godere l'articolo della Bonfietti al dittatore osannato da sempre dalla politica italiana.... Buona lettura.


Ustica e l’incontro con Gheddafi

di Daria Bonfietti

Signor Presidente del Consiglio,
nelle prossime settimane sarà in Italia, in visita ufficiale, il colonnello Gheddafi. Proprio nell’avvicinarsi del XXIX anniversario della Strage di Ustica mi sento di rivolgermi a Lei perché la visita possa essere occasione per far sentire al leader libico la esigenza che su quella terribile vicenda della vita italiana sia fatta pienamente luce e la importanza del contributo che può venire dalla Libia.
C’è un “legame” tra vicenda di Ustica e Libia che simbolicamente possiamo far partire dalla pubblicazione sul quotidiano siciliano “L’Ora” nell’edizione del 2 luglio 80 del seguente necrologio: “Il Consolato Generale della Giamahiriah Araba Libica Popolare Socialista partecipa sinceramente al dolore che ha colpito i familiari delle vittime della sciagura aerea di Ustica e manifesta tutta la sua solidarietà al Presidente della Regione e al Presidente dell’ARS per questo grave lutto che ha colpito la Sicilia”.
Il fatto importante è però che in tutti questi anni il leader libico Gheddafi ha sostenuto, in svariate occasioni, di conoscere la verità sulla tragica vicenda,
Posso segnalare una conferenza stampa del 05.01.90 durante la quale il leader affermava che quella sera il suo aeroplano era in volo sul Mediterraneo diretto in Europa per riparazioni, ma che egli non vi si trovava a bordo. Asseriva inoltre che gli USA, stimando invece che egli viaggiasse su quel velivolo, nel tentativo di abbatterlo, avevano colpito l’aereo italiano.
Nel febbraio 98, in una intervista alla Stampa ha affermato "Io sono il testimone, perché io in quelle ore andavo in aereo verso la Jugoslavia ed io ho visto in mare la Sesta Flotta americana che manovrava dalle parti di Ustica. C'erano navi militari degli Stati Uniti. La gente che era con me temeva, aveva paura che ci abbattessero con un missile. Però noi, a differenza dei passeggeri del volo Itavia, siamo arrivati a destinazione sani e salvi. Quando abbiamo sentito dell'abbattimento di questo aereo civile, abbiamo capito che probabilmente noi eravamo l'obiettivo. E che loro volevano buttar giù il mio aereo".
Dichiarazioni senz'altro impegnative ma che potrebbero trovare un qualche riscontro in quanto affermato da militari operanti presso il sito radar di Marsala, che hanno riferito di aver osservato la sera del 27.06.1980 il volo di un velivolo di nazionalità libica in rotta da Tripoli a Varsavia.
Voglio inoltre ricordare che ancor più recentemente il Colonnello Gheddafi, dopo aver accettato responsabilità sulla tragedia di Locherbie  ha ribadito di conoscere la verità, con le conseguenti responsabilità, su Ustica.
Signor Presidente,
queste affermazioni di un Capo di Stato, che hanno colpito molto la sensibilità e dei parenti delle vittime e dell’opinione pubblica, non hanno portato, finora, elementi per le indagini.
Ora però il colonnello Gheddafi viene in Italia a sancire un clima di grande amicizia che penso possa permettere di chiedergli di individuare forme di proficua collaborazione con la Magistratura che sta ancora indagando sulla tragedia che possano contribuire a delineare la completa verità su una pagina terribile della storia del nostro Paese.
Mi permetto anche di chiederLe, nell’organizzazione della permanenza ufficiale di Gheddafi, se sia possibile individuare un momento nel quale i parenti delle Vittime possano incontrarLo per esporgli direttamente i loro sentimenti e le loro aspettative.
 

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