
Se po' fa'...demose na' mano!
News dalle dittature...(2)
(Metodi di instaurazione del totalitarismo)
1) le schedature
2)le tecnologie :Rfid attualità,futuro e scopi(vedi pag.81)
1)le schedature
Riprendo il discorso iniziato a pag.75
:
2)Il totalitarismo a piccoli passi(con degustazione)
Permette di sottrarre libertà
in modo celato facendolo in modo non immediato ma progressivo,ciò che verrebbe
senz’altro rifiutato all'impronta,viene accettato a piccole dosi e con la
scusa di una maggiore sicurezza o di uno stato di emergenza che diventa
stazionario.
..........................................................................................................................................................................................
La strategia di base però è riuscire a
schedare ogni persona per meglio gestirla,anche qui a piccoli passi...
L'avvio di schedature è il segnale più rilevante di instaurazione di un totalitarismo,il processo,per ciò che so, non è affatto recente ma il boom c'è stato col nuovo millennio sia per la varietà e la quantità di dati raccolti che per le modalità usate per registrarli e diffonderli.
Ecco le due schedature più recenti :
a)La schedatura dei militari.
Vi invito a leggere per intero l'articolo
a questo link :
http://ricordilaura.splinder.com/post/17360471
di cui riporto documenti e parti di documenti insieme alle mie
osservazioni:
Riporto solo alcuni passi di
questo decreto pubblicato 2 giorni dopo le elezioni 2006 firmato da Martino e
Castelli ministri del governo Berlusconi.

I dati che verranno raccolti vengono ceduti a privati,enti pubblici,economici e soggetti pubblici

definiscono in forma automatizzata il profilo e la personalità anche attraverso interconnessione fra banche di dati gestite da diversi titolari


i dati non vengono (necessariamente) raccolti presso l'interessato...
Da :http://ricordilaura.splinder.com/post/17360471
SideWeb s.r.l., 13/5/2008
Il nostro
impegno e la nostra professionalita' al servizio di tutti. Sostieni
le nostre attività! Questo ed altro lo
trovi soltanto su www.forzearmate.org - Sideweb.


...e le convinzioni politiche,religiose,sindacali,di altro
genere nonchè la vita sessuale possono essere utilizzate per il giudizio in
sede di procedimento disciplinare
La mia opinione
Ormai nessuno di noi ha più alcun tipo di sovranità,solo una bolla di
schiavitù da trasmettere eventualmente ai propri discendenti!
Chiedersi ancora se viviamo in uno stato libero o in una dittatura è
assolutamente fuori luogo,diciamolo chiaramente :
VIVIAMO IN UNA DITTATURA....GIU' LA MASCHERA!
b)la schedatura ROM E SINTA(non censimento!)
APPELLO
12 GIUGNO ORE 12 LE ASSOCIAZIONI ROM PROMUOVONO UN PRESIDIO CON CONFERENZA STAMPA DAVANTI ALLA PREFETTURA DI MILANO CONTRO I PROVVEDIMENTI DISCRIMINATORI VERSO ROM E STRANIERI
L’avvio, nei giorni scorsi, della schedatura
su base etnica della popolazione rom e sinta insediata nei campi nomadi
comunali e nelle aree private di Milano e Provincia da parte della Prefettura, e
non di un normale e utile censimento conoscitivo, è stato accompagnato
dall’indignazione e dalla protesta di numerosissimi concittadini che hanno
fatto pervenire e continuano ad inviare centinaia di lettere e attestati di
solidarietà e condanna.
In questo momento di grande incertezza ed apprensione per
l’operato delle Istituzioni, su moltissimi cittadini si stanno infatti
scaricando anche gli effetti di una profonda crisi sociale ed economica che ha
allargato il divario tra ricchezza, povertà e disuguaglianze, dirottando le
paure irrazionali e i problemi reali verso quei soggetti socialmente più
deboli, in primis zingari e immigrati, che vengono avvertiti anche come
potenziali competitori nella spartizione delle poche risorse ancora disponibili.
Eppure,
il rogo dei campi rom a Napoli, le molotov contro le abitazioni dei Sinti di
Pavia, i raid contro attività commerciali di extracomunitari, le sprangate a un
militante gay di Roma, la sassaiola contro una madre e una bambina sinte di
Brescia, l’aggressione a Rimini di una donna incinta al settimo mese,
l’immigrato morto per mancanza di soccorso nel CPT di Torino, mentre le città
d’Italia sono percorse da ronde di tutti i colori, sono alcune delle tante e
diverse punte dello stesso violento iceberg che avvelena il nostro Paese:
l’insofferenza diffusa contro il diverso, l’immigrato, lo zingaro ha assunto
i connotati espliciti della xenofobia e della discriminazione razziale.
Questa nuova Italia che criminalizza per decreto la povertà,
l’Italia della violenza contro gli ultimi, del pregiudizio elevato a verità
(gli zingari rubano i bambini), della giustizia fai da te dovrebbe invece far
riflettere sul lungo decorso della malattia della nostra società e sulle
preoccupanti prospettive del suo futuro.
Il silenzio verso le ingiustizie però, può facilmente rendersi
complice di chi inneggia quotidianamente, anche all’interno delle sedi
istituzionali, all’odio etnico o persegue il fine di considerare e trattare
con strumenti e regole eccezionali e umilianti particolari “categorie” di
cittadini.
Contro tutto questo vi è stata una pronta e composta reazione civile che
comprende persone di ogni età e condizione sociale, forse inaspettata,
certamente non scontata.
L’angoscia che ci prende
di fronte a questo scenario ci riporta, come tante delle persone che ci hanno
scritto, alla memoria del passato, ma soprattutto ci pesa vedere il volto vile
di un paese profondamente malato.
Coloro che aizzano i cani, lanciano molotov e sassi,
percorrono in ronde minacciose le città, i sindaci che annunciano nei
cartelloni luminosi dei loro borghi che “i clandestini possono stuprare i tuoi
figli” sono il volto più vile di chi non è capace di guardare al male che
porta dentro di sé, di chi rifiuta di affrontare la camorra che a Napoli
controlla i rifiuti e organizza i roghi dei campi rom, la mafia che controlla la
vita e il voto dei siciliani, l’andrangheta che non solo è padrona del
territorio calabrese ma di interi quartieri di città come Milano.
Noi riteniamo indispensabile che nel territorio milanese e
della provincia, che con il rogo delle tende di Opera ha inaugurato la caccia al
rom e la sua contropartita politica, ci sia una risposta di mobilitazione contro
questa degenerazione.
Un percorso da costruire insieme con tutti coloro - forze
politiche e sociali, cittadini, senza pregiudizi di schieramento - che ritengono
necessario riportare il dialogo nelle realtà concrete del malessere, non
lasciare soli gli esclusi, confrontarsi con le radici del disagio sociale e
insieme costruire le ragioni e i valori di una cittadinanza per tutti che
considera la legge uguale per tutti e protegge chi cerca accoglienza e dignità.
Opera Nomadi,
OsservAzione, Comitato rom e Sinti insieme, Romanodrom
Per adesioni: operanomadimilano@tiscali.it, dijana.pavlovic@fastwebnet.it,