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                                                                            Se po' fa'...demose na' mano!

                                                              News dalle dittature...(2)

                        (Metodi di instaurazione del totalitarismo)

 

1) le schedature
2)le tecnologie :Rfid attualità,futuro e scopi(vedi pag.81)


1)le schedature 

Riprendo il discorso iniziato a pag.75 :

2)Il totalitarismo  a piccoli passi
(con degustazione)

 Permette di sottrarre libertà in modo celato facendolo in modo non immediato ma progressivo,ciò che verrebbe senz’altro rifiutato all'impronta,viene accettato a piccole dosi e con la scusa di una maggiore sicurezza o di uno stato di emergenza che diventa stazionario.
 
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La strategia di base  però è riuscire a schedare ogni persona per meglio gestirla,anche qui a piccoli passi...

L'avvio di schedature è il segnale più rilevante di instaurazione di un totalitarismo,il processo,per ciò che so, non è affatto recente ma il boom c'è stato col nuovo millennio sia per la varietà e la quantità di dati raccolti che per le modalità usate per registrarli e diffonderli.

Ecco le due schedature più recenti  :

a)La schedatura dei militari.

Vi invito a leggere per intero l'articolo a questo link :
http://ricordilaura.splinder.com/post/17360471

di cui  riporto documenti e parti di documenti insieme alle mie osservazioni:

IL GIORNALE DEI CARABINIERI CHIEDE L'INTERVENTO DEL GARANTE DELLA PRIVACY

Il Giornale dei Carabinieri ancora una volta in prima linea per difendere i diritti dei militari, dopo la segnalazione fatta dal giornalista di Retesole, Francesco Palese, in base alla quale, secondo il decreto n. 203 del 2006, “se un militare deve essere sottoposto ad un procedimento disciplinare da parte della sua amministrazione può essere giudicato anche in base ai dati idonei a rivelare le sue convinzioni politiche, filosofiche, religiose, sindacali e di altro genere. Ma anche in base all'origine etnica e razziale oltre che in base alla sua vita sessuale".

La cosa ancora più grave, poi, è che molti militari interpellati sulla questione hanno dichiarato di non conoscere questa procedura e non si capisce, quindi, come possano essere raccolti i dati sensibili senza il consenso dell'interessato.


Il Giornale dei Carabinieri si è già attivato e presenterà una denuncia all'Autorità Garante per la Privacy al fine di ottenere la cancellazione di questa assurda normativa che penalizza ancora una volta tutti i militari, trasformandoli in cittadini di “serie B” con diritti “a sovranità limitata”.
Roma, 04 giugno 2008

Per informazioni:
 
Il Giornale dei Carabinieri
Ufficio Stampa
tel. 06/85.53.130
fax: 06/85.83.17.62

SCARICA E LEGGI IL DECRETO

 

Riporto solo alcuni passi di questo decreto pubblicato 2 giorni dopo le elezioni 2006 firmato da Martino e Castelli ministri del governo Berlusconi.



I dati che verranno raccolti vengono ceduti a privati,enti pubblici,economici e soggetti pubblici

definiscono in forma automatizzata il profilo e la personalità anche attraverso interconnessione fra banche di dati gestite da diversi titolari

 


eventuali comunicazioni a terzi e trasferimento dati all'estero e organizzazione della raccolta dati attraverso la compilazione delle schede allegate....

i dati non vengono (necessariamente) raccolti presso l'interessato...


Da :http://ricordilaura.splinder.com/post/17360471
SideWeb s.r.l., 13/5/2008

Il nostro impegno e la nostra professionalita' al servizio di tutti. Sostieni le nostre attività! Questo ed altro lo trovi soltanto su www.forzearmate.org - Sideweb.

 






 

...e le convinzioni politiche,religiose,sindacali,di altro genere nonchè la vita sessuale possono essere utilizzate per il giudizio in sede di procedimento disciplinare

Il Giornale dei Carabinieri ancora una volta in prima linea per difendere i diritti dei militari, dopo la segnalazione fatta dal giornalista di Retesole, Francesco Palese, in base alla quale, secondo il decreto n. 203 del 2006,se un militare deve essere sottoposto ad un procedimento disciplinare da parte della sua amministrazione può essere giudicato anche in base ai dati idonei a rivelare le sue convinzioni politiche, filosofiche, religiose, sindacali e di altro genere. Ma anche in base all'origine etnica e razziale oltre che in base alla sua vita sessuale".

La cosa ancora più grave, poi, è che molti militari interpellati sulla questione hanno dichiarato di non conoscere questa procedura e non si capisce, quindi, come possano essere raccolti i dati sensibili senza il consenso dell'interessato.

Il Giornale dei Carabinieri si è già attivato e presenterà una denuncia all'Autorità Garante per la Privacy al fine di ottenere la cancellazione di questa assurda normativa che penalizza ancora una volta tutti i militari, trasformandoli in cittadini di “serie B” con diritti “a sovranità limitata
 

La mia opinione 

Ormai nessuno di noi ha più alcun tipo di sovranità,solo una bolla di schiavitù da trasmettere eventualmente ai propri discendenti!
Chiedersi ancora se viviamo in uno stato libero o in una dittatura è assolutamente fuori luogo,diciamolo chiaramente :

VIVIAMO IN UNA DITTATURA....GIU' LA MASCHERA!

 

b)la schedatura ROM E SINTA(non censimento!)

APPELLO

 

12 GIUGNO ORE 12 LE ASSOCIAZIONI ROM PROMUOVONO UN PRESIDIO CON CONFERENZA STAMPA DAVANTI ALLA PREFETTURA DI MILANO CONTRO I PROVVEDIMENTI DISCRIMINATORI VERSO ROM E STRANIERI

 

 

L’avvio, nei giorni scorsi, della schedatura su base etnica della popolazione rom e sinta insediata nei campi nomadi comunali e nelle aree private di Milano e Provincia da parte della Prefettura, e non di un normale e utile censimento conoscitivo, è stato accompagnato dall’indignazione e dalla protesta di numerosissimi concittadini che hanno fatto pervenire e continuano ad inviare centinaia di lettere e attestati di solidarietà e condanna.

In questo momento di grande incertezza ed apprensione per l’operato delle Istituzioni, su moltissimi cittadini si stanno infatti scaricando anche gli effetti di una profonda crisi sociale ed economica che ha allargato il divario tra ricchezza, povertà e disuguaglianze, dirottando le paure irrazionali e i problemi reali verso quei soggetti socialmente più deboli, in primis zingari e immigrati, che vengono avvertiti anche come potenziali competitori nella spartizione delle poche risorse ancora disponibili.

 Eppure, il rogo dei campi rom a Napoli, le molotov contro le abitazioni dei Sinti di Pavia, i raid contro attività commerciali di extracomunitari, le sprangate a un militante gay di Roma, la sassaiola contro una madre e una bambina sinte di Brescia, l’aggressione a Rimini di una donna incinta al settimo mese, l’immigrato morto per mancanza di soccorso nel CPT di Torino, mentre le città d’Italia sono percorse da ronde di tutti i colori, sono alcune delle tante e diverse punte dello stesso violento iceberg che avvelena il nostro Paese: l’insofferenza diffusa contro il diverso, l’immigrato, lo zingaro ha assunto i connotati espliciti della xenofobia e della discriminazione razziale.

Questa nuova Italia che criminalizza per decreto la povertà, l’Italia della violenza contro gli ultimi, del pregiudizio elevato a verità (gli zingari rubano i bambini), della giustizia fai da te dovrebbe invece far riflettere sul lungo decorso della malattia della nostra società e sulle preoccupanti prospettive del suo futuro.

 Il silenzio verso le ingiustizie però, può facilmente rendersi complice di chi inneggia quotidianamente, anche all’interno delle sedi istituzionali, all’odio etnico o persegue il fine di considerare e trattare con strumenti e regole eccezionali e umilianti particolari “categorie” di cittadini.

Contro tutto questo vi è stata una pronta e composta reazione civile che comprende persone di ogni età e condizione sociale, forse inaspettata, certamente non scontata.

 L’angoscia che ci prende di fronte a questo scenario ci riporta, come tante delle persone che ci hanno scritto, alla memoria del passato, ma soprattutto ci pesa vedere il volto vile di un paese profondamente malato.

 Coloro che aizzano i cani, lanciano molotov e sassi, percorrono in ronde minacciose le città, i sindaci che annunciano nei cartelloni luminosi dei loro borghi che “i clandestini possono stuprare i tuoi figli” sono il volto più vile di chi non è capace di guardare al male che porta dentro di sé, di chi rifiuta di affrontare la camorra che a Napoli controlla i rifiuti e organizza i roghi dei campi rom, la mafia che controlla la vita e il voto dei siciliani, l’andrangheta che non solo è padrona del territorio calabrese ma di interi quartieri di città come Milano.

Noi riteniamo indispensabile che nel territorio milanese e della provincia, che con il rogo delle tende di Opera ha inaugurato la caccia al rom e la sua contropartita politica, ci sia una risposta di mobilitazione contro questa degenerazione.

Un percorso da costruire insieme con tutti coloro - forze politiche e sociali, cittadini, senza pregiudizi di schieramento - che ritengono necessario riportare il dialogo nelle realtà concrete del malessere, non lasciare soli gli esclusi, confrontarsi con le radici del disagio sociale e insieme costruire le ragioni e i valori di una cittadinanza per tutti che considera la legge uguale per tutti e protegge chi cerca accoglienza e dignità.

Opera Nomadi, OsservAzione, Comitato rom e Sinti insieme, Romanodrom

 Per adesioni: operanomadimilano@tiscali.it, dijana.pavlovic@fastwebnet.it,

 

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