La pagina triste della malasanità
L'argomento precedente fa parte dei risvolti tragici della
mancanza di diritto in cui viviamo, inserisco qui materiale e idee che possono
servire per rilanciare la questione di un diritto alla vita che è sempre più
sotto scacco ma che alcune persone ,purtroppo più toccate dagli eventi ,
riescono a portare avanti con enorme fatica.
Giuseppe Ricciardo ha acquisito per denunciare la violenza arrecata
alla moglie (il cui assenso a una tale terapia non è finora comparso) una
competenza che travalica ogni professionalità e che va considerata come
acquisita quasi per espansione della mente dovuta alla situazione di
disperazione in cui si è trovato,chi è legato alla forma e alla
tradizionalità della cultura può averne una visione distorta ma fa parte delle
persone che arrivano alla conoscenza solo per passione e infatti è un artista
,visto che è anche un compositore di musiche, scritte non per lavoro ma spinto
dai sentimenti(solo per amore... come il titolo di una sua canzone dedicata alla
moglie).
Trasmetto l'idea di Giuseppe Ricciardo per una Sanità che rispetti veramente il diritto alla vita ma valido anche per altre professioni che hanno un alto livello di rischio per l'impatto diretto con la vita altrui:
.... sai quanti sono i morti ogni giorno (in Italia) quella che qualcuno chiama "malasanità"? ebbene sono più di 90 morti al giorno (un bollettino di guerra) quelli che si sanno e in un anno sono la spaventosa cifra di 32.850!! E questo non ti sembra un genocidio legalizzato con licenza di uccidere? Tu credi che non si possa mettere un freno a questo? Io invece credo che si possa fare moltissimo su questo. E' stata messa la patente a punti gli incidenti stradali e morti sulle strade sono diminuiti? Ebbene allora perché non mettere la professione "medica" a punti (o laurea a punti)? (con una Legge) e quando un medico viene accusato di un reato grave perché per prima cosa non viene subito mandato a casa, o messo in galera! è sospeso? Ma invece se la cavano sempre. (MA IL MEDICO BRAVO VA PREMIATO!) DIREI CHE LA PROFESSIONE A PUNTI ANDREBBE MESSA ANCHE IN MOLTE PROFESSIONI. ALLORA FORSE QUESTO PAESE FUNZIONEREBBE MEGLIO!
......Documento completo
Documento riassuntivo in merito alla vicenda personale in cui è rimasto coinvolto e ai problemi di interesse generale di cui si è interessato in seguito.
Qui un riepilogo della documentazione sul comparaggio farmaceutico di cui ho inserito alcuni articoli nella pagina precedente
Qui la denuncia su come la Rai si è comportata nei confronti di un giornalista che si è interessato con competenza dell'argomento,si tratta di Paolo Barnard che ha curato per lungo tempo le inchieste di Report e che ho già nominato come autore dell'articolo sui globalizzatori,lo inserisco al completo perchè è abbastanza breve ma rende l'idea di come insieme all'informazione spariranno completamente i nostri diritti.Direi che l'alternativa è fare gruppo intorno alle persone che non hanno rinunciato a dire e diffondere la loro verità...per G.Ricciardo è diventato un impegno supplementare al proprio lavoro, Barnard è uno dei superstiti di correttezza professionale dell'informazione.Il mio suggerimento è quello di far sentire sia a loro che a chi ha coinvolto la loro esistenza in modo tragico o la loro professione che non sono soli, li ringraziamo per ciò che fanno e soprattutto che sappiamo.
Per Giuseppe Ricciardo:
xlagiustiziadiadry@vitarubata.com
Per la Rai:
http://www.contattalarai.rai.it/eservice_ita/start.swe?SWECmd=Start&SWEHo=www.contattalarai.rai.it
Per Report:
http://www.report.rai.it/RE_segnalazioni/0,1067380,,00.html
Paolo Barnard
dpbarnard@libero.it
Censura
‘legale’
Paolo Barnard – 11
febbraio 2008
Cari
amici e amiche impegnati a dare una pennellata di decenza al nostro Paese,
eccovi una forma di censura nell'informazione di cui non si parla mai. E' la
peggiore, poiché non proviene frontalmente dal Sistema, ma prende il
giornalista alle spalle. Il risultato è che, avvolti dal silenzio e privi
dell'appoggio dell'indignazione pubblica, non ci si può difendere. Questa
censura sta di fatto paralizzando l'opera di denuncia dei misfatti sia italiani
che internazionali da parte di tanti giornalisti 'fuori dal coro'.
Si tratta, in sintesi, dell'abbandono in cui i nostri editori spesso ci gettano
al primo insorgere di contenziosi legali derivanti delle nostre inchieste
'scomode'. Come funziona e quanto sia pericoloso questo fenomeno per la libertà
d'informazione ve lo illustro citando il mio caso.
Si tratta di un fenomeno dalle ampie e gravissime implicazioni per la società
civile italiana, per cui vi prego di leggere fino in fondo il breve racconto.
Per
la trasmissione Report di Milena Gabanelli, cui ho lavorato dando tutto
me stesso fin dal primo minuto della sua messa in onda nel 1994, feci fra le
altre un'inchiesta contro la criminosa pratica del comparaggio
farmaceutico, trasmessa l'11/10/2001 ("Little Pharma & Big Pharma").
Col comparaggio (reato da art.170 leggi pubblica sicurezza) alcune case
farmaceutiche tentano di corrompere i medici con regali e congressi di lusso in
posti esotici per ottenere maggiori prescrizioni dei loro farmaci, e questo
avviene ovviamente con gravissime ripercussioni sulla comunità (il prof. Silvio
Garattini ha dichiarato: "Dal 30 al 50% di medicine prescritte non
necessarie") e spesso anche sulla nostra salute (uno dei tanti esempi
è il farmaco Vioxx, prescritto a man bassa e a cui sono stati attribuiti da
L'inchiesta
fu giudicata talmente essenziale per il pubblico interesse che
Per quella inchiesta io,
Il lavoro era stato accuratamente visionato da uno dei più alti avvocati della
RAI prima della messa in onda, il quale aveva dato il suo pieno benestare.
Ok, siamo nei guai e trascinati in tribunale. Per 10 anni Milena Gabanelli mi
aveva assicurato che in questi casi io (come gli altri redattori) sarei stato
difeso dalla RAI, e dunque di non preoccuparmi(2). La natura dirompente delle
nostre inchieste giustificava la mia preoccupazione. Mi fidai, e per anni non mi
risparmiai nei rischi.
All'atto
di citazione in giudizio,
La linea difensiva dell'azienda di viale Mazzini e di Milena Gabanelli sarà di
chiedere ai giudici di imputare a me, e solo a me (sic), ogni eventuale
misfatto, e perciò ogni eventuale risarcimento in caso di sentenza avversa.(4)
E questo per un'inchiesta di pubblico interesse da loro (RAI-Gabanelli) voluta,
approvata, trasmessa e replicata.*
*(
Sono
sconcertato. Ma come? Lavoro per RAI e Report per 10 anni, sono anima e corpo
con l'impresa della Gabanelli, faccio in questo caso un'inchiesta che
La prospettiva di dover sostenere spese legali per anni, e se condannato di
dover pagare cifre a quattro o cinque zeri in risarcimenti, mi è angosciante,
poiché non sono facoltoso e rischio perdite che non mi posso permettere.
Ma
al peggio non c'è limite. Il 18 ottobre 2005 ricevo una raccomandata. La apro.
E' un atto di costituzione in mora della RAI contro di me. Significa che
Nel leggere quella raccomandata provai un dolore denso, nell'incredulità.
Interpello Milena Gabanelli, che si dichiara estranea alla cosa. La sollecito a
intervenire presso
Non
sarà così, e non è così oggi: giuridicamente parlando, quell'atto di
costituzione in mora è ancora valido, eccome. Non solo, Milena Gabanelli
non ha mai preso posizione pubblicamente contro quell'atto, né si è mai
dissociata dalla linea di difesa della RAI che è interamente contro di me, come
sopra descritto, e come dimostrano gli ultimi atti del processo in corso.(8)
Non mi dilungo. All'epoca di questi fatti avevo appena lasciato Report, da
allora ho lasciato anche
Così
la mia voce d'inchiesta è stata messa a tacere. E qui vengo al punto cruciale:
siamo già in tanti colleghi abbandonati e zittiti in questo modo.
Ecco come funziona la vera "scomparsa dei fatti", quella che voi non
conoscete, oggi diffusissima, quella dove per mettere a tacere si usano, invece
degli 'editti bulgari', i tribunali in una collusione di fatto con i
comportamenti di coloro di cui ti fidavi; comportamenti tecnicamente
ineccepibili, ma moralmente assai meno.
Questa
è censura contro la tenacia e il coraggio dei pochi giornalisti ancora disposti
a dire il vero, operata da parte di chiunque venga colto nel malaffare, attuata
da costoro per mezzo delle minacce legali e di fatto permessa dal comportamento
degli editori.
Gli editori devono difendere i loro giornalisti che rischiano per il pubblico
interesse, e devono impegnarsi a togliere le clausole di manleva dai contratti
che, lo ribadisco, siamo obbligati a firmare per poter lavorare.
Infatti oggi in
Italia sono gli avvocati dei gaglioffi, e gli uffici affari legali dei media,
che di fatto decidono quello che voi verrete a sapere, giocando sulla giusta
paura di tanti giornalisti che rischiano di rovinare le proprie famiglie se
raccontano la verità.
Questo bavaglio ha
e avrà sempre più un potere paralizzante sulla denuncia dei misfatti italiani
a mezzo stampa o tv, di molto superiore a quello di qualsiasi politico o servo
del Sistema.
Posso
solo chiedervi di diffondere con tutta l'energia possibile questa realtà, via
mailing lists, siti, blogs, parlandone. Ma ancor più accorato è il mio appello
affinché voi non la sottovalutiate.
In ultimo. E' assai probabile che verrò querelato dalla RAI e dalla signora
Gabanelli per questo mio grido d'allarme, e ciò non sarà piacevole per me.
Hanno imbavagliato la mia libertà professionale, ma non imbavaglieranno mai la
mia coscienza, perché quello che sto facendo in queste righe è dire la verità
per il bene di tutti. Spero solo che serva.
Grazie
di avermi letto.
Paolo Barnard
dpbarnard@libero.it
Note:
1) Tribunale civile di Roma, Atto di citazione, 31095, Roma 10/11/2004.
2) Fatto su cui ho più di un testimone pronto a confermarlo.
3) Nel volume "Le inchieste di Report" (Rizzoli BUR, 2006)
Milena Gabanelli eroicamente afferma: "...alle nostre spalle non c'è
un'azienda che ci tuteli dalle cause civili". Prendo atto che il
prestigioso studio legale del Prof. Avv. Andrea Di Porto, Ordinario
nell'Università di Roma
4) Tribunale Ordinario di Roma, Sezione I Civile-G.U. dott. Rizzo- R.G.N.
83757/2004, Roma 30/6/2005: "Per tutto quanto argomentato
5) Un esempio di questa clausola tratto da un mio contratto con
6) Raccomandata AR n. 12737143222-9, atto di costituzione in mora dallo Studio
Legale Di Porto per conto della RAI contro Paolo Barnard, Roma, 3/10/2005.
7) Email da Milena Gabanelli a Paolo Barnard, 15/11/2005, 09:39:18
8) Tribunale Civile di Roma, Sezione Prima, Sentenza 10784 n. 5876 Cronologico,
18/5/2007: "la parte convenuta RAI-Gabanelli insisteva anche
nelle richieste di cui alle note del 30/6/2005...". (si veda nota
4)
Da:http://www.disinformazione.it/censura_legale.htm
Questo invece è uno dei servizi di Report interessati:
http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243%255E90083,00.html