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                                                                    News alla rinfusa

 

1)Mentre Report rinnega la paternità dell'inchiesta sul comparaggio(invece che esserne orgogliosa) ecco un'altro programma che ospita la testimonianza di G.Ricciardo perchè venga resa giustizia alla moglie Adriana  ma anche a tutti quelli che sono vittime ,oltre che della  sanità deviata, anche della malagiustizia e  non vedono ,dopo anni e anni, resa giustizia alle proprie richieste motivate.

LUNEDI'13 APRILE  SARA'  DI NUOVO  IN TV SU RAI  DUE NELLA TRASMISSIONE PIAZZA GRANDE IN ONDA TRA LE ORE 11 E LE ORE 13.

http://www.vitarubata.com/

2)un video che un amico mi ha pregato di diffondere insieme a queste notizie :

 

 

Da commenti:
 www.imbroglioni.com

16:16 Dell'Utri: "Se vinciamo, via dai libri di storia retorica Resistenza"
"I libri di storia, ancora oggi condizionati dalla retorica della Resistenza, saranno revisionati, se dovessimo vincere le elezioni. Questo è un tema del quale ci occuperemo con particolare attenzione". Lo ha detto il senatore Marcello Dell'Utri in un'intervista rilasciata a Klauscondicio, contenitore di approfondimento politico in rete.
16:13 Dell'Utri: "Il mafioso Mangano? Un eroe"
"Il fattore Vittorio Mangano, condannato in primo grado all'ergastolo, è morto per causa mia", ha dichiarato il senatore Marcello Dell'Utri in un'intervista rilasciata a Klauscondicio, contenitore di approfondimento politico in onda su YouTube. Dell'Utri ha rivelato: "Mangano era ammalato di cancro quando è entrato in carcere ed è stato ripetutamente invitato a fare dichiarazioni contro di me e Berlusconi. Se lo avesse fatto, lo avrebbero scarcerato con lauti premi e si sarebbe salvato. E' un eroe, a modo suo".
beppe cremagnani | 04.08.08 - 9:37 pm | #

questa notizia la  aggiungo io  :

Giustizia: Berlusconi,Esami Sanita' Mentale a Magistrati

Agi - Mar 8 Apr - 15.58

(AGI) - Savona, 8 apr. - "Il pubblico accusatore deve essere sottoposto periodicamente ad esami che ne attestino la sanita' mentale". Lo ha detto il leader del Pdl, Silvio Berlusconi, nel corso di un comizio durato oltre 2 ore a Savona. Berlusconi ha anche ripetuto l'intenzione da presidente del Consiglio di adottare un provvedimento sulle intercettazioni che adegui il nostro Paese alle altre nazioni europee. -


novità sui brogli  all'estero :

http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200804articoli/31790girata.asp

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Ma certo non rasserena il clima la notizia che arriva da Reggio Calabria dove la procura della Repubblica indaga su un presunto comitato d’affari che avrebbe chiesto, tramite un parlamentare uscente siciliano ed un imprenditore, di chiedere alle consorterie mafiose della Piana di Gioia Tauro di interessarsi all’acquisto di 50mila voti, tramite le schede bianche degli italiani residenti all’estero, in particolare nel sud America. «Il momento, visto che siamo ad appena due giorni dal voto - ha detto Il procuratore facente funzioni di Reggio Calabria, Francesco Scuderi - è delicatissimo, anche perché negli articoli riportati sui giornali ci sono molti dettagli che avrebbero dovuto rimanere riservati. Sarebbe irresponsabile da parte nostra in questo momento rivelare ulteriori particolari. Dopo il voto - ha aggiunto Scuderi - potremo fornire qualche notizia in più. Al momento non è il caso di dire alcunché».

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Aggiornamento :Dell'Utri il parlamentare coinvolto
 http://www.repubblica.it/2008/03/sezioni/cronaca/ndrangheta-1/voti-estero/voti-estero.html



Da :http://www.beppegrillo.it/2008/04/camera_2008.html

 

condivido le massime  di  Grillo:

Io non voglio una vita meno peggio. La pretendo normale, anzi la voglio bella, ottima, eccellente. Forse non ci riuscirò, ma devo, ho l’obbligo, di provarci.
Il meno peggio ci ha portato l’indulto, l’inciucio, i condannati in Parlamento, gli inceneritori, la Campania-Chernobyl, Mastella ministro della Giustizia, un debito pubblico di 1630 miliardi di euro, la crescita economica più bassa d’Europa, il precariato, l’informazione imbavagliata, una legge elettorale incostituzionale, la Forleo e De Magistris trattati come dei criminali. Tutto figlio del meno peggio. Il peggio e il meno peggio sono come due fratelli siamesi. Inseparabili dalla nascita. Se uno muore, l’altro lo segue subito.

e le sue previsioni :

Camera 2008

A urne non ancora aperte vi presento la Camera dei deputati. Il 13 e il 14 aprile non potremo votare il candidato. Si sono messi d'accordo e con una legge anticostituzionale si eleggono fra di loro. Questa legge porcata è di tutti: del centrodestra che l'ha fatta, del centrosinistra che non l'ha abrogata in due anni di governo, del Presidente della Repubblica che ha indetto le elezioni prima del referendum sulla nuova legge elettorale.
Il cittadino può solo fare una croce. Questa non è democrazia. Non è neppure una sua imitazione. E' l'occupazione dello Stato da parte di un gruppo di potere trasversale. Che si auto elegge, che manda in Parlamento amanti, mogli, condannati, prescritti, indagati e rinviati a giudizio.
Leggete l'elenco e confrontatelo con i risultati elettorali. Se la maggior parte dei nomi corrisponderà, vuol dire che vi hanno presi per i fondelli. Il non voto è l'unico voto utile.

L'attribuzione dei seggi per partito è stata fatta sulla seguente ipotesi:

- Sinistra Arcobaleno 43
- PD 180
- Italia dei Valori 20
- SVP 3
- UDC 32
- PDL 293
- Lega Nord 41
- MPA 6

I 12 deputati eletti all'estero con preferenza diretta non sono stati conteggiati.

.Leggete e scaricate il documento della Camera 2008

Ps: Pubblicherò nei prossimi post i nomi dei senatori e di tutti i candidati al Parlamento con qualche pendenza con la giustizia: sono 100 (CENTO!), cifra tonda.


......vedrò di aggiornare via via....

Aggiornamenti

Ecco la composizione del Senato in seggi e nominativi

http://www.beppegrillo.it/2008/04/senato_2008.html

Ecco il nome dei 100:
 http://www.beppegrillo.it/2008/04/100_e_non_piu_1.html


3)ecco la situazione della giustizia tratta da :


    http://www.forum.rai.it/index.php?showtopic=203059&f=194


Parte prima: La situazione sostanziale...


Reati prescritti a raffica: inchiesta de "La Stampa" del 14/10/2007.

di Raphael Zanotti (http://www.lastampa.it/Torino/cmsSezioni/c.../4763girata.asp)

Al tribunale di Torino un reato ogni mezz’ora va in prescrizione. Terzi in Italia. A evitare la condanna soprattutto i colletti bianchi.

Il Santo, la grazia, non la concede a tutti. San Prescritto è il patrono delle classi ricche, degli abbienti, dei «colletti bianchi». Il suo taumaturgico tocco è riservato a chi ha le possibilità economiche per pagarsi i migliori avvocati, a chi può sostenere anni di udienze, slittamenti, perizie e controperizie. Tutto alla luce del sole, perché nessuno perde la faccia: è il sistema, la legge che lo dice, io che ci posso fare?

Ma a forza di benedizioni, l’esercito dei prescritti avanza in modo preoccupante. Le sue file s’ingrossano di continuo. Nel distretto di Torino ogni giorno ci sono 38 prescritti in più. Persone che, in teoria, stavano subendo un processo perché sospettati di aver commesso un reato e che, da un giorno all’altro, sono stati riabilitati in toto. Nessuna punizione, lo Stato non ha più interesse. Ogni ora che passa si prescrivono due reati e alla fine del 2006 sono stati 14.005 i provvedimenti di decadenza emessi. Per intenderci, più di tutti quelli di Sicilia e Sardegna messi insieme. I distretti di Palermo, Messina, Caltanissetta, Catania, Cagliari e Sassari ne hanno infatti collezionati appena 12.846. Torino, secondo i dati forniti dal ministero della Giustizia, risulta essere il terzo distretto d’Italia, subito dietro Napoli e Bologna, tanto per numeri di provvedimenti che per beneficiari che per reati decaduti. E il suo è un primato che si mantiene nel tempo.

Certo, le leggi nazionali hanno dato una bella spinta. Chi non ha provato (e nella maggior parte dei casi con successo) a uscir fuori pulito da un processo sfruttando la finestra della prescrizione? Lo ha fatto Riccardo Agricola, il medico della Juventus condannato in primo grado a un anno e dieci mesi per somministrazione pericolosa di farmaci ai giocatori bianconeri. In appello venne assolto e in Cassazione si svolse una battaglia legale asperrima solo per determinare il giorno esatto dal quale calcolare la prescrizione. Vinse Agricola. Ma anche le inchieste cominciate nel 2004 sulle attività dell’Ordine Mauriziano, in realtà, sono state svuotate dalle prescrizioni. Sono mille i casi in cui l’orologio conta più delle prove o delle argomentazioni difensive. Non per tutti, però. La prescrizione fa decadere il reato e lo specchio della situazione lo si ha guardando dietro le sbarre delle prigioni. Di «colletti bianchi» non se ne vedono molti, da queste parti. Bianchi sono e immacolati sono rimasti.

Nel carcere di Torino, il 10 ottobre scorso, c’erano detenuti a cui venivano contestati 3165 reati diversi. Le prime tre voci sono quelle dei reati contro il patrimonio (1105 tra furti, rapine, estorsioni, ecc.), dei reati di droga (641) e dei reati contro la persona (omicidio, violenza sessuale, percosse, ecc.). Per trovare detenuti condannati per peculato, concussione o corruzione, bisogna scendere nella graduatoria. Ce ne sono 158, solo uno ogni cinque. Se si vuole poi incappare in qualcuno punito per reati di economia pubblica, bisogna ancora scendere, fino al penultimo posto. Ce n’erano solo 4, addirittura meno della metà dei carcerati a cui sono ascritti reati contro il senso religioso e la pietà dei defunti.

La verità è che ci sono reati che in un carcere non si troveranno mai. La giustizia gira come una vite spanata e sempre più magistrati (l’ultimo è Bruno Tinti, procuratore aggiunto proprio a Torino, con il suo libro «Toghe rotte») denunciano di lavorare su fascicoli nati morti. Dietro le sbarre si possono trovare storie di tossicodipendenti, di stranieri, di ladri e assassini di bassa tacca, ma non i criminali dei reati economici, che pure tanta gente rovinano. Le truffe cadono in prescrizione, i corrotti non pagano i risarcimenti perché sono nullatenenti, i pirati della Borsa si salvano. In carcere mai, ma tutti ad accendere un cero. A San Prescritto.



Parte seconda: le responsabilità

Come mai in Italia si ha questa mole di processi prescritti?

La risposta è semplice. Legge n. 251 del 5 dicembre 2005 (c.d. ex Cirielli), approvata dal governo Berlusconi: nata in origine per inasprire le pene contro i recidivi, la legge è stata stravolta da Forza Italia per falcidiare i termini di prescrizione agli incensurati. Definita dal presidente della Cassazione Nicola Marvulli una "amnistia mascherata", la legge sostituisce il vecchio regime prescrizionale, basato su classi di gravità dei reati, con un nuovo riferimento: la pena massima edittale prevista per il singolo reato (pene massime che in Italia, almeno con riferimento ad altri paesi europei, per certi reati sono molto contenute).

Effetti devastatnti: nel gennaio 2006 il ministro Castelli è costretto ad ammettere che la legge appena approvata manderà in prescrizione 35mila procedimenti in più rispetto ai 100mila cancellati dal fattore tempo nel 2005 (dichiarazioni reperibili on-line).

Travaglio in un articolo de l'Unità del 7 e 8 gennaio 2007, ricorda chi furono, in quegli anni, i "beneficiari" del provvedimento: (http://www.onemoreblog.it/archives/013997.html)

"Intanto gli effetti dell'ennesimo salvaladri si fanno subito sentire. Sia per i destinatari principali (Berlusconi ha visto cadere per prescrizione, al processo Mediaset, gran parte delle appropriazioni indebite, delle frodi fiscali e dei falsi in bilancio contestati; e il nuovo processo a Previti e Squillante per l'affaire Sme-Ariosto, disposto dalla Cassazione a Perugia dopo l'annullamento delle condanne a 5 anni per la presunta "incompetenza" milanese, nasce morto). Sia per migliaia di altri imputati. Fra gli altri: 37 esattori della Cassa di Risparmio di Bologna, accusati di falsi verbali di irreperibilità di pignoramento; 8 islamici, tra cui l'imam di viale Jenner a Milano Abu Imad, sospettati di associazione per delinquere per attività terroristiche; un palermitano indiziato per atti di libidine violenta sulla figlia di 10 anni; i responsabili del crollo della scuola elementare di San Giuliano di Puglia (27 bambini e una maestra morti); 50 fra imprenditori, funzionari e dirigenti di Asl e circoscrizioni del Lazio accusati di tangenti in cambio di licenze; una decina di presunti complici di Sergio Cragnotti nello scandalo Cirio; un carabiniere del Ros accusato di traffico di droga a Milano; il presidente della Lazio Claudio Lotito e un'altra ventina tra imprenditori, amministratori di società e commercialisti imputati a Roma di associazione a delinquere e false fatture; l'ex segretario di Totò Cuffaro, accusato a Palermo di corruzione; alcuni medici e fornitori di ospedali torinesi coinvolti nello scandalo della valvole cardiache difettose; 56 imputati nel processo Napoletano per centinaia di pensioni di invalidità a persone sane; l'ex ministro Girolamo Sirchia per alcune delle accuse contestategli a Milano; 21 politici e funzionari imputati di tangenti alla Regione Sicilia per l'acquisto di apparecchiature fotovoltaiche per l'agricoltura; 37 protagonisti della truffa riminese da 83 miliardi ai danni di centinaia di risparmiatori, fra cui vip come Baggio e Costacurta, con azioni di una fantomatica miniera di marmo in Perù; gli accusati di tangenti da 40 miliardi ai vertici dell'autostrada Messina-Catania; molti dei 56 sospettati a Palermo di una mega-truffa alle assicurazioni. Ma la bomba a orologeria della prescrizione-lampo sta decimando anche le denunce per usura (meno 40% l'anno) e per le violenze sessuali subìte da migliaia di donne da bambine: troppo brevi i termini di prescrizione per sperare che i colpevoli vengano puniti."


Infatti, come visto anche nella puntata di ieri sera di Report, molti dei reati commesi nella vicenda Cirio finiranno prescritti; per altri bisognerà attendere una decina d'anni per avere una sentenza definitiva che, in caso di condanna, comunque non condurrà dietro le sbarre gli ormai anziani autori.

-Dario Piccioni (legale risparmatori) :Rischi di prescrizione molto fondati perché sia per quanto riguarda il falso in bilancio e per quanto riguarda le truffe sostanzialmente in parte almeno la prescrizione è già maturata. Le faccio un esempio per l’emissioni dei bond del 30 maggio 2000 la prescrizione è già maturata cosi come per il bilancio depositato, certificato in data 23 giugno 2000 è già maturata la prescrizione. (http://www.report.rai.it/R2_popup_articolo...5E90178,00.html)

Lo stesso vale per il tema trattato nella puntata precedente di Report in cui si parlava dell'uso illegittimo dei contributi a fondo perduto destinati allo sviluppo imprenditoriale nel sud italia.

-Milena Gabanelli: "Questo perché i controlli preventivi non si fanno, basta un'autocertificazione, poi quando saltano fuori le magagne allora si fanno i controlli e così si spendono altri soldi: per bloccare i fondi, per cercare di recuperarli, quando ci si riesce, per istruire dei processi inutili perché tanto la Cirielli manda poi tutto in prescrizione" (http://www.report.rai.it/R2_popup_articolo...1077793,00.html)

Ancora, la recente vicenda dei conti segreti in Liechtenstein con 390 indagati: i reati in questione decadono, infatti, in sette anni e mezzo e il periodo a cui si fa riferimento è il 2002.

Messaggio modificato da Helios.85 il 9 Apr 2008, 12:51 
Parte terza: Conclusioni...

In un Paese dove l'impunità per reati come peculato, bancarotta, concussione, corruzione (quelli su cui ha inciso maggiormente la legge) è praticamente garantita e dove per molti altri illeciti la prescrizone è comunque assai corta, diventa più conveniente delinquere che non essere onesti cittadini.

Senza parlare dei c.d. "riti alternativi" e della irrisoria quantificazione delle pene per alcuni reati...

Perciò, se non si parte da un riassetto completo del sistama penale e giudiziario tutto diventa inutile: le deficienze nei settori lavoro, stato sociale, pubblica amministrazione, economia, fisco, sono solo le logiche conseguenze dello stato disastroso in cui versano giustizia e legalità nel nostro Paese.

Se in molti livelli di gestione della cosa pubblica troviamo persone disoneste e affariste, se per ogni provvedimeto potenzialmente in grado di migliorare la situazione dei cittadini non sono mai disponibili risorse sufficienti, se vincono sempre i furbi, tutto ciò deriva in gran parte dal suddetto problema.

 


 

4) e l'appello di un testimone a cui ,come al solito, stanno  minacciando la vita ....che alla strage del Moby Prince non seguano ancora  esecuzioni  (21)come nella  strage di Ustica(vedi in fondo  prima pagina sito ) ,che le persone che indagano e  sono testimoni vengano protette e non esposte a ogni tipo di intimidazione:

Da:

http://www.comincialitalia.net/interna.asp?id_tipologia=1&id_articolo=6119

chi può diffonda....

 

INIZIATIVE

"Presidente, c'è un uomo istigato al suicidio dallo Stato". La nostra denuncia, il caso all'attenzione del Quirinale
di Giovanni Circo

Palermo 7 Aprile 2008 ore 08:05

Sono Fabio Piselli, recentemente sopravvisuto ad una aggressione da parte di ignoti, i quali dopo avermi stordito mi hanno lasciato nella mia auto, che hanno dato alle fiamme con me dentro.
Questi fatti sono stati ricondotti alle indagini svolte dalla magistratura livornese relative la tragedia del traghetto Moby Prince nella quale persero la vita almeno 140 persone. Ho assunto sia l'ufficio di testimone, persona informata sui fatti, sia quello di parte offesa, fornendo le notizie in mio possesso alla Procura della Repubblica procedente, svolgendo interrogatori e confronti con operatori delle forze speciali e del Sismi, con operatori della Base americana di Camp Darby e accettando ogni richiesta da parte degli inquirenti ai quali non ho mai fatto mancare la mia più ampia collaborazione, affrontandone tutti i rischi e cosciente delle responsabilità che mi sono assunto in tal senso e del fatto che quanto da me raccontato necessiti una verifica importante e non facile da condurre, a causa dei numerosi filtri isituzionali che ostacolano le indagini.
Mi riferisco a quei personaggi che fanno del proprio ruolo istituzionale un alibi ed uno strumento per tutelare i propri interessi privati, di grembiule o referenti alla struttura alla quale appartengono, presumibilmente non istituzionale ma sostanzialmente istituzionalizzata atteso la capacità di controllo e di inquinamento delle informazioni e delle indagini giudiziarie.

Nel corso degli anni, dopo aver servito lo Stato come sottufficiale volontario paracadutista dell'Esercito, ho anche prestato la mia collaborazione a quelle strutture ausiliare per i servizi di Polizia Giudiziaria, chiamato da un ex Generale del Sismi e da altri operatori tutti provenienti dalle FF.AA. dalle FF.PP. e dai servizi d'intelligence che ne formavano l'organico e le coordinavano, affiancando la PG nelle indagini elettroniche e nelle attività di penetrazione degli obiettivi d'interesse operativo, indicati dalla Procura procedente ove piazzare i sistemi di ascolto e d'intercettazione audio, video, tracciamento. Fra le numerose operazioni ho preso parte a quella relativa alle indagini contro il c.d. mostro di Firenze e contro i responsabili della morte di Francesco Narducci, affiancando i miei colleghi nelle attività svolte presso il GIDES, gruppo investigativo delitti seriale della Polizia di Stato, ex SAM, con sede a Firenze.

Mi sono trovato perciò a vario titolo coinvolto nei casi più inquietanti della storia italiana, la più grande tragedia della marineria e la serie di delitti compiuti da un presunto gruppo di amici di merende su mandato dei c.d. livelli superiori, i quali hanno causato altri delitti, fra questi quello di Francesco Narducci. In quest'ultimo caso ho potuto assistere ad alcuni eventi che ho giudicato degni della attenzione dei Magistrati, ai quali ho trasmesso il contenuto di alcune intercettazioni che interessavano degli operatori dello Stato, i quali da come si evince dalle intercettazioni stesse non hanno presumibilmente compiuto degli atti fedeli al mandato ricevuto, al contrario, hanno presumibilmente inquinato.

Mi sono chiesto perchè sono stato chiamato a svolgere un servizio d'intercettazioni per un caso così delicato ed importante come quello del mostro di Firenze, le cui indagini durano ormai da 40 anni. Mi sono chiesto perchè proprio il sottoscritto, atteso che il mio curricula se da un lato mi descrive come un sicuro ed affidabile collaboratore dello Stato, dall'altro è apparentemente carente di alcuni requisiti per partecipare a simili indagini proprio a causa del mio percorso esperenziale e professionale di questi 23 anni.

Questo motivo e l'esperienza acquisita mi hanno spinto a tenere alto il livello di attenzione e come si suol dire "a prendere appunti" il cui contenuto l'ho debitamente trasmesso alla Procura procedente, aggravato dalla presenza costante di soggetti provenienti, o in servizio, dai e presso i servizi segreti militari e civili, che hanno gravitato intorno a questa indagine.

Vivo oggi un serio e grave problema nato da quanto posto in essere dai filtri istituzionali ai quali ho sopra accennato e che meglio spiego di seguito, con il fine non solo di riuscire a tutelare la mia famiglia, ma anche con il desiderio che un Suo autorevole intervento possa fornire quello stimolo necessario per superare ed abbattere detti ostacoli, da qualcuno definiti muro di gomma da me considerati solo un muro di sterco con l'alibi delle medaglie, ma con un enorme potere d'ingerenza, di controllo, di ricatto e d'inquinamento delle varie indagini condotte dalle Procure procedenti verso la ricerca dei responsabili dei delitti sopra descritti, ma anche della storica serie di stragi impunite per le quali i colpevoli sono ancora una immagine sfuocata che il tempo tende a rimuovere anche dalla memoria collettiva.

Cambiano le dinamiche degli eventi giuridici ma i meccanismi di depistaggio e d'inquinamento sono sempre gli stessi, adottati dai rappresentanti di quella zona grigia nella quale gravitano soggetti che operano al di dentro delle Istituzioni ma che riferiscono il proprio operato verso altri interessi che quelli puri delle istituzioni stesse. Meccanismi nei quali soggetti vulnerabili o non schierati restano stritolati.

Il mio nome è rimasto sconosciuto per molto tempo, nel quale sono stato sentito dalle Procure come persona informata sui fatti, poi dopo l'aggressione di Novembre 2007, un poliziotto ha ben pensato di fornire la mia identità ad un suo amico giornalista. Da quel momento il mio nome è stato reso pubblico come quello di un testimone dei fatti del Moby Prince e successivamente anche per i fatti del c.d. mostro di Firenze. Ho ricevuto nel corso degli anni, prima della mia ribalta alle cronache, numerose forme di intimidazione e di pressione, effettuate tramite gli strumenti istituzionali, dalle false notizie di Polizia alla scomparsa o distruzione di fascicoli e di atti giudiziari, fino alla depersonalizzazione al fine di discredito, tutte tecniche conosciute e sostanzialmente viste in altri e numerosi eventi della nostra storia, fatti che ho pagato a caro prezzo. Nonostante questo ho sempre e solo reagito con l'arma della Giustizia, rivolgendomi alla competente Autorità Giudiziaria firmando le denunce contro quegli operatori dello Stato che ho saputo identificare, da solo.

Uno di questi è stato anche condannato ma poi la prescrizione lo ha graziato, nata non solo dalla lentezza dei tempi di Giustizia ma dall'aiuto offerto dai singolari errori di trascrizione di un indirizzo o di un nome che hanno causato l'annullamento di una notifica, dalla perdita di fonoregistrazioni importanti e da altri singolari episodi simili, fino all' umiliante rinvio di una udienza solo perchè una parte doveva assistere ad una regata velica e non ha saputo trovare un sostituto, giustificando così il rinvio che ha contribuito al raggiungimento della prescrizione.

Quanto sopra solo per farLe un esempio, ma ho 23 anni di storia professionale, militare e militante, dalla quale potrei fornirLe esempi a non finire di qualunquismo, carenza di professionalità, pregiudizio, ignoranza professionale, arroganza dell'ignoranza e soprattutto aderenza a quelle pratiche amicali di favori reciproci compiuti da degli operatori delle Istituzioni.

Chi Le parla ha la coscienza del significato delle istituzioni, ha il senso dello Stato mai perso neppure quando lo Stato mi ha tradito, proprio perchè sono stati solo quegli uomini che in esso si nascondono ad averlo fatto e non la Nazione, che Lei rappresenta e garantisce con il Suo ruolo, motivo per il quale mi permetto di sottoporLe questa mia.

Dopo che sono uscito vivo dalla mia auto mi sono affidato agli inquirenti, i quali hanno ben saputo usare le notizie che ho fornito, anche afferenti dei fatti compiuti da degli appartenenti ai corpi dello Stato ed alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, all'intelligence militare e a quelle strutture, falangi e raggruppamento in essa inserita, in chiaro e non.
Motivo per cui sono nati i confronti, anche con uno di questi personaggi, che han dato dei frutti, il quale una volta tornato in caserma ha relazionato a livello superiore non solo il mio nome, già noto, ma sostanzialmente il mio grado di conoscenza di fatti riservati attinenti le attività condotte da alcune strutture e dagli operatori delle stesse, ad oggi non chiaro se svolte su un preciso mandato istituzionale e se eterodirette da burratinai la cui natura è solo ipotizzabile.

Vivo l'isolamento, nel quale ho trascinano anche la mia famiglia, sono sottoposto a costanti pressioni, intimidazioni, minacce, forme di discredito feroci, che mi costringono a farmi forza per restare fedele alla scelta di reagire con i soli mezzi di Giustizia rappresentati dalla mera denuncia, la quale trova gli ostacoli sopra accennati, aggravati dal fatto che proprio gli strumenti di lavoro di questi soggetti gli consentono di conoscere in tempo reale le mie decisioni e d'inquinare quanto consegno alla AG, non solo il contenuto di una denuncia ma anche quegli elementi probanti i fatti esposti in querela.
Rinunciando a reagire in modo non ortodosso, certamente definitivo, ma contrario ai miei principi, non è con la violenza che posso risolvere il problema, innescherei solo una serie interminabile di reazioni ottenendo ben poco.

Alcune forme di ritorsioni hanno coivolto i miei familiari ed oggi mirano a condizionare anche mia moglie, già provata da questi mesi di dura resistenza a tutto questo, dal quale essa è sempre stata estranea e che l'ha colpita in modo grave, atteso vedere il proprio marito in fiamme.

Mi consigliano di suicidarmi, di uccidermi, altrimenti morirà mia moglie. Mi consigliano di porre fine alla mia vita come altri hanno fatto prima di me, non ultimo Adamo Bove, e prima di lui gli altri che hanno scelto la via del suicidio per salvare i propri cari. Oggi sono io che mi trovo di fronte a questo dilemma.
Mi creda, non è la paura di morire, non è la paura di lasciare la mia famiglia e mia moglie, che mi costringe ancora a restare fisso di fronte al salto. E' il senso di vuoto che anche la mia morte lascerebbe, è lo strappo dagli affetti, dall'Amore per mia moglie, dalla ragione per la quale ho scelto di porre a rischio la mia vita accettando "missioni" in tutto il mondo e nei paesi bellici e post bellici, che è stata per portare il pane a casa onestamente, seppur cosciente di non fare l'educanda, per crescere una famiglia, dei figli, nel ricordo di un figlio già morto tanti anni or sono.

Ma ancora oggi la mia morte appare essere il prezzo per la vita di chi Amo. Ancora oggi sono rimbalzato in quel muro di sterco di cui sopra, incrementato dalla ignoranza di qualche tutore dell'ordine al quale ho chiesto con le lacrime agli occhi, rinunciando al mio orgoglio, di essere ascoltato e di identificare il soggetto che mi aveva appena ancora una volta consigliato il suicidio, ricevendo le solite ignoranti, classiche, purtroppo frequenti frasi di circostanza di chi non è in grado di capire altro che qualche bestemmia e le mere denunce di smarrimento chiavi, il quale ogni tre parole sapeva solo roboticamente espimere i termini "segnatamente", "a chi di competenza", "nella fattispecie", "unitamente a", che sembravano essere ostacoli insormontabili alla comprensione della mia implorata richiesta di aiuto.

Mi creda Signor Presidente, non sono una persona psicologicamente fragile, bisogonosa di attenzioni o vittima di se stessa, sono capace di pormi in discussione, di accettare le mie responsabilità, di cercare di non proiettare in altri il mio vissuto, ho la formazione e l'esperienza per conoscere le mie dinamiche psicologiche, che ritengo essere ancora oggi stabili ed equilibrate alla corretta struttura di pensiero che ha sempre caratterizzato le mie scelte, anche le più rischiose, per quanto sono sottoposto a forte stress "tecnico".
Ma il dilemma che ho di fronte non ha soluzioni psicologiche, non richiede l'elaborazione dei suoi contenuti, non prevede una eventuale mediazione, perchè la minaccia è questo, è una tortura psicologica che ti devasta i pensieri fino a renderti insensibile anche alla morte stessa e saltar giù.

Mi creda, le penso tutte pur di soddisfare le richieste di non continuare a fonire notizie oppure stornare i documenti delle intercettazioni del mostro di Firenze che detengo in luogo sicuro, ma sembra inutile, perchè un conto è essere minacciati da qualche mafioso, per difendermi dal quale posso rivolgermi allo Stato, altro conto è essere minacciato da chi nello Stato si nasconde, togliendomi tutti i riferimenti e facendomi terra bruciata intorno. a chi mi rivolgo?

Non ho chiesto io di trovarmi ad essere una sorta di testimone storico della tragedia del Moby Prince e dei depistaggi delle indagini sui delitti del mostro di Firenze, ho solo compiuto il mio dovere ed il mio lavoro, esimendomi di fare come tanti altri, di fregarmene e saltare sul carrozzone delle medaglie di cartone, perche ognuno di noi prende un traghetto e tutti noi abbiamo amoreggiato in una macchina nascosti in un bosco;
soprattutto perchè il mio senso dello Stato me lo ha impedito pur non essendo più un uomo dello Stato, ma sono un cittadino che forma lo Stato e non posso per questo solo delegare gli altri per la sua tutela, facendo finta di nulla, quando posso contribuire al rispetto delle regole.

Le chiedo dall'alto del Suo colle di osservare quanto accade intorno a Lei, di rivolgere ogni ascolto ai meno urlanti e soprattutto di porre fine a questo sfacelo di valori istituzionali causati non solo dall'inquinamento delle istituzioni stesse, ma anche dalla assoluta assenza di valori che uno Stato come il nostro merita di vedere rispettati, altrimenti crescerà dei mediocri cittadini singoli che fomano solo una massa, e non un insieme di cittadini uniti che formano uno Stato, ove i suoi soldati si suicideranno per onore, perchè il suicidio, anche indotto, è una forma di rispetto fra soldati, non è un metodo subdolo mafioso di uccisione come appare, è un codice.

Coloro che mi consigliano il suicidio, come hanno fatto con altri, sono soldati e non sgherri. Mi offrono paradossalmente l'onore di quel codice invisibile che abbiamo adottato nel corso del nostro lavoro, altrimenti potrebbero farmi fuori in ogni modo ed io non potrei farci assolutamente nulla nonostante le competenze e l'esperienza che ho in materia di sicurezza.

Questo è il dilemma che vivo. L'onore del suicidio come ultimo riconoscimento di un soldato diventato uomo, che ha donato la propria vita al rispetto di un valore, dello Stato prima e dell'Amore di mia moglie oggi.
Con osservanza
Fabio Piselli

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