
Ricapitolando...
Ricapitolando:
1)l'afflusso dati delle ultime elezioni ,sulla base del modello usato,non è avvenuto per sezioni a fasce votanti crescenti ovvero non c'è stato ordinamento stretto delle sezioni legato al numero dei votanti ,chiaramente le sezioni più piccole saranno arrivate prima ma la sequenza è stata libera e sufficientemente alternata.
2)nonostante ciò la media dei voti validi di sezione cresce fino all'ultimo gruppo di spoglio
3)se ciò non è dovuto all'aggregarsi via via di sezioni a fascia votanti crescente (aumento continuo dei votanti di sezione) e quindi ,come è normale,si è raggiunto, intorno al 50% dello spoglio, una media votanti costante (variabile solo di pochi centesimi) l'aumento continuo dei voti validi può essere giustificato solo da un prelievo dalla quota voti non validi.
Il modello italiano ,costruito su quello di Roma, ha un errore di circa il 2% dei votanti quindi può considerarsi accettabile ,anche concentrando l' errore nelle 38529 sezioni iniziali il numero votanti calcolati risulta largamente inferiore a quello dei voti validi segnalati dal Ministero.
Fissati questi punti , non credo ci siano alternative da considerare oltre che un prelievo dalle schede non valide a favore di qualcuno ,facilmente identificabile da un aumento altrettanto costante del proprio patrimonio voti.
Chi ha aumentato in modo evidentemente più rilevante i propri voti validi per sezione è il Pdl,gli altri sono rimasti in ambiti piuttosto limitati di progresso o di arretramento.
E' chiaro che se chi deve eseguire il controllo dei verbali lo eseguisse realmente queste deduzioni e obiezioni non sarebbero necessarie,neanche nascerebbero ragionevoli dubbi sulla veridicità dei risultati elettorali.
Un controllo sui verbali della magistratura,unica garanzia oggettiva di elezioni corrette, non pare ci sia stato, il verbale della Cassazione ha data 22 aprile, è stato scritto 6 giorni lavorativi dopo, cosa che rende praticamente impossibile un controllo delle cifre e della regolarità dei verbali di sezione ,uno per la Camera e uno per il Senato, che dovevano arrivare alle circoscrizioni per il controllo.
Chiaramente le Corti d'appello ,carenti di personale e oberate di lavoro, non ritengono questa fase di importanza cruciale,probabilmente scomoderebbe molte persone per ulteriori controlli, ma dovrebbero capire che le elezioni non possono finire nelle manine di un pirata di computer e che i precedenti giustificavano reclutamento di personale sottratto ad altri lavori ed un lavoro accurato e circostanziato.
Se così non è stato fatto, i membri della catena di controllo hanno continuato ad essere semplici manovali del passaggio voti e pedine ,questa volta consapevoli e complici, dell'affossamento definitivo della nostra democrazia.
Dato ciò che la Giustizia è stata ed è capace di fare ,vedi nel passato l'esempio chiarificatore di Guareschi ma anche quelli attuali di cui siamo tutti a conoscenza : lo Stato(o meglio i suoi rappresentanti) ha ragione a priori ,qualsiasi nefandezza compia, questo non stupisce affatto ma le testimonianze semplici ,anche qui riportate, non andranno perse e i nomi pure.
Non importa se i famosi "acculturati spaventati " non vorranno guardarle,esiste ancora la semplicità dei significati (come dice la canzone di Baccini-Povia),ciò che dico è comprensibile a chiunque legga queste pagine,se rimarranno qui ,qualcuno capirà che cosa sia successo in Italia sotto gli occhi di tutti e soprattutto di quelli che per competenza dovevano difenderla.
Come ho detto,ognuno ha il suo compito e ha il dovere di svolgerlo perchè alle conoscenze è arrivato grazie ai contributi del popolo italiano che ne ha fatto suo patrimonio culturale e anche sua difesa a livello intellettuale.
Che ingiustamente ,chi da tutti è stato nutrito intellettualmente, serva altri padroni è una forma grave di tradimento come può esserla quella di un militare che si vende al nemico.
Spero che gli organismi di controllo considerino le motivate obiezioni che nascono dalla considerazione dei risultati e che recuperino ,seppure in ritardo, la propria piena funzione.