25/10/2007
- Iannelli nuovo procuratore generale di
Catanzaro... ma non l'avevamo incontrato in un'altra inchiesta?
Dopo aver appreso che il dott. Iannelli sarà il
nuovo procuratore generale di Catanzaro abbiamo provato un piccolo
sussulto tutto personale. Siccome in questo momento nella nostra mente,
nel nostro cuore è in corso un conflitto tra la rabbia e l'obbligo di
essere equidistanti... ci affideremo a documenti ufficiali.... noi siamo
alquanto preoccupati.
Allegato A
Seduta n. 799 del 26/10/2000
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...
(Sezione 4 - Indagini sulla morte del paracadutista Emanuele
Scieri)
D)
Il sottoscritto chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei
ministri, i Ministri della difesa e della giustizia, per sapere -
premesso che:
il 16 agosto 1999, nel centro di addestramento dei paracadutisti della
Brigata Folgore, nella caserma Gamerra di Pisa, veniva rinvenuto il
corpo senza vita del giovane Emanuele Scieri, paracadutista in forza
solo da poche ore presso la stessa caserma;
il corpo del giovane Emanuele Scieri veniva rinvenuto davanti ad una
scala-torre dalla quale, si suppone, sarebbe caduto dopo un volo di
circa 10 metri;
pur essendo stato visto rientrare in caserma da alcuni commilitoni, il
giovane militare di leva è risultato assente al contrappello dalla
tarda serata di venerdì 13 agosto 1999, fino al rinvenimento avvenuto
il lunedì successivo, senza che si operasse alcun concreto tentativo di
ricerca all'interno della caserma;
pur essendo stato fatto immediatamente «quadrato» dai vertici militari
nel respingere ogni ipotesi di collegamento del decesso della giovane
recluta con fenomeni di nonnismo, nell'opinione pubblica si è invece
radicato il convincimento contrario;
da pochi giorni si è venuti a conoscenza che il procuratore capo presso
il tribunale di Pisa dottor Enzo Iannelli avrebbe
chiesto l'archiviazione del procedimento penale aperto in seguito alla
denuncia presentata dai genitori del povero Emanuele, con la quale
venivano prospettate specifiche responsabilità di natura colposa a
carico di quei militari che, la notte del 13 agosto 1999, omisero di
attivarsi per ricercare la giovane recluta. Tanto anche perché è stato
accertato dai periti medico legali che il giovane Emanuele, non avendo
riportato ferite mortali in seguito alla caduta, sarebbe rimasto
agonizzante per circa 10 ore e quindi, ove fossero state disposte le
ricerche del caso, sarebbe stato tranquillamente salvato;
appare assurdo dover riconoscere che, in un caso del genere, la vita di
una giovane recluta non conti assolutamente nulla, essendo abbastanza
agevole immaginare che ove, ad esempio, si fosse smarrito il cagnolino
del comandante della caserma immediatamente si sarebbero attivate le
ricerche del caso mentre - anche se il giovane Emanuele Scieri era stato
visto rientrare in Caserma - nessuno per circa 3 giorni si è
preoccupato di procedere alle ricerche del caso;
è inverosimile e vergognoso che, dopo 8 mesi dalla denuncia ed a 14
mesi dai
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fatti, intervenga una richiesta di archiviazione che
attesti l'assoluta normalità dell'accaduto. In particolare il
procuratore capo della Repubblica presso il tribunale di Pisa, con la
sua richiesta di archiviazione, ha avallato e coperto un comportamento
altamente irresponsabile, facendo così intendere che non impartire
preventivamente alcuna direttiva di ricerca all'interno della caserma o
comunque non attivarsi per procedere alle ricerche rappresentano
condotte rispettose perfino della comune diligenza, prudenza e perizia
del buon padre di famiglia -:
se siano state ascoltate tutte le persone informate sui fatti;
a chi siano state delegate le eventuali indagini o se, invece, gli
eventuali testimoni siano stati ascoltati direttamente dal magistrato
procedente;
quali siano state le risultanze degli accertamenti medico-legali, sia
con riferimento alla natura delle ferite ed all'epoca della morte, sia
con riferimento alla compatibilità delle ferite con l'ipotesi di caduta
accidentale;
se comunque si possano condividere le conclusioni della pubblica accusa
presso il tribunale di Pisa che, per l'omessa ricerca, l'omissione di
soccorso e l'intervenuto decesso del giovane Emanuele Scieri, non
ravvisa alcuna responsabilità di ordine penale a carico di quanti,
invece, avrebbero dovuto e potuto impedire una tragica morte.
(2-02662) «Manzione».
(19 ottobre 2000)
L'arresto di Mario Ciancarella:
testo dell'interrogazione al
presidente del consiglio, al
ministro di Grazia e Giustizia e
al ministro della Difesa
appello
firmato dal Coordinamento
"Dare
Voce al Silenzio degli Innocenti" di Pisa.
"Sabato
8 luglio - scrive il Coordinamento - Mario Ciancarella è stato
arrestato dai Carabinieri su ordine del gip di Pisa. I magistrati che
seguono l'inchiesta sulla morte del paracadutista Emanuele Scieri
hanno ritenuto che Ciancarella fosse pericoloso perché
continuava a "calunniare" i militari della Caserma Gamerra,
ripetendo ai giornalisti quanto da mesi aveva già dichiarato alla
magistratura; ovvero di avere ricevuto una telefonata da un anonimo
commilitone di Scieri nella quale si riferiva che il giovane sarebbe
stato lasciato morire ai piedi della torre di asciugamento. La galera,
al momento, è solo per chi "calunnia" (secondo la
magistratura) o per chi tenta di evitare che il caso diventi uno dei
terribili buchi neri della giustizia italiana, specie nel contesto
militare; la galera, invece, non è per chi ha provocato quella
terribile morte, o ne ha nascosto le responsabilità. Si tratta di un
caso senza precedenti.
Le presunte
calunnie di Mario Ciancarella allarmano così tanto l'opinione
pubblica da costringerlo in carcere?
Non allarma
forse di più il colpevole silenzio dei militari?
Metteremo in
atto tutte le forme di mobilitazione affinchè Mario Ciancarella
sia liberato al più presto e sul caso Scieri sia squarciato il velo
di silenzio che si è cercato di far calare da più parti".
(14 luglio
2000)
Ovviamente il tribunale della revisione (ordinariamente
detto della libertà) ritenne infondate le motivazioni dell'arresto.
PISA. Mario Ciancarella, ex ufficiale dell'Aeronautica, è stato
prosciolto dall'accusa di calunnia. E quanto ha deciso il giudice Luca
Salutini al termine dell'udienza preliminare che si è svolta ieri
mattina. Il pubblico ministero era Giuliano Giambartolomei, mentre i
difensori erano gli avvocati Ezio Menzione e Andrea Callaioli. Come si
ricorderà, Ciancarella aveva riferito ai mass-media di avere ricevuto
una telefonata anonima sul suo cellulare da una persona che diceva di
avere assistito all'omicidio del paracadutista Emanuele Scieri. In
base a ciò, era stato convocato in Procura e il 28 febbraio dell'anno
scorso, Ciancarella riferì il contenuto di quella telefonata al
procuratore capo Enzo Iannelli. Dopo quella deposizione, vennero fatti
degli accertamenti dai carabinieri da cui non risultò che Ciancarella
ricevette quella telefonata. Per questo motivo, con l'accusa di
calunnia, venne incarcerato al Don Bosco, misura poi attenuata con gli
arresti domiciliari. Ma gli avvocati si opposero alla custodia
cautelare affermando che non tutti gli accertamenti erano stati
eseguiti come le ricerche sulle utenze private e i ponti radio.
Inoltre, la deposizione di Ciancarella era, comunque, un contributo
alle indagini. Il tribunale della Libertà di Firenze aveva accolto le
istanze della difesa e scarcerato Ciancarella. Un'ordinanza che era
stata ratificata anche dalla Cassazione. E la difesa si è presentata
all'udienza preliminare forte di questi precedenti. In un anno, poiché
non erano stati aggiunti elementi nuovi rispetto agli indizi già
esistenti, il giudice ha prosciolto Ciancarella perché il fatto non
sussiste. «L'anno scorso ci rammaricavamo - ha commentato l'avvocato
Menzione - che la carcerazione potesse intimorire qualcun altro. Ma la
conclusione di questa vicenda infonde fiducia». Un concetto ribadito
da Ciancarella: «Chi era stato impaurito dal mio arresto, ha tutti
motivi per uscire allo scoperto e parlare consentendo alla giustizia
di procedere su un avvenimento tragico come la morte di Scieri».
Paradossalmente, col proscioglimento di Ciancarella è andata persa
l'ultima possibilità di fare un processo per fare luce sulla morte
del paracadutista siciliano.
Giovanni Parlato
"Premesso che
-
nell'ambito dell'indagine sulla morte all'interno della caserma
Gamerra di Pisa dell'allievo parà Emanuele Scieri, è stato arrestato
per calunnie, l'8 luglio scorso, l'ex ufficiale dell'Aeronautica
militare Mario Ciancarella;
- l'arresto è
stato motivato dalla pericolosità dell'imputato, "pericolosità"
che gli inquirenti definiscono "attuale, per avere il
Ciancarella, dopo la deposizione resa al pubblico ministero (il 28
febbraio 2000), rilasciato interviste su giornali e televisioni,
trasmesso memoriali a organi di stampa. Vi è la seria probabilità,
se non la certa previsione che l'indagato continuerà a farsi odiosa e
ingannevole pubblicità presso i mass media, approfittando delle
attese e delle legittime curiosità della gente in merito ad un fatto
di omicidio che, per le sue stesse circostante topografiche, modali e
temporali, ha interessato e continua vivamente a interessare
l'opinione pubblica";
- i giudici che
hanno emesso l'ordinanza di custodia cautelare aggiungono inoltre che
"non possiamo non considerare gli effetti devastanti della
propalazione di notizie calunniose, e su un caso di così grandissima
rilevanza nazionale, nelle reazioni emotive di preoccupazione e di
sconcerto nell'opinione pubblica, tanto da riflettere su iniziative
partitiche e parlamentari di grande momento nel particolare contesto
militare";
considerato che
- esponenti del
Governo e delle Forze Armate hanno più volte manifestato l'impegno
per far luce sulle modalità della morte del parà Emanuele Sceri;
- l'imputato
è incensurato;
- questo è il
primo caso nella storia della giustizia italiana in cui qualcuno viene
arrestato per calunnie per interrompere una presunta diffamazione in
corso;
- in riferimento
all'inchiesta in oggetto, nessun altro risulta essere stato tratto in
arresto;
si chiede di
sapere
- quale sia
l'opinione dei Ministri in indirizzo sulla situazione della Folgore
anche in considerazione del clima di omertà che sembra permanere
nella caserma Gamerra e che risulta essere di forte intralcio
all'accertamento della verità;
- se i Ministri in
indirizzo non ritengano molto più devastanti e causa di
preoccupazione e di sconcerto nell'opinione pubblica prima di tutto il
fatto che un giovane coscritto venga trovato morto da tre giorni
all'interno di una caserma e che dopo quasi un anno dall'accaduto non
si sia riusciti a fare luce sulle cause del decesso o come ammette la
stessa magistratura, dell'omicidio;
- se i Ministri in
indirizzo non ritengano che l'arresto di una persona informata dei
fatti non sia suscettibile di inibire altre persone dal riferire alla
magistratura informazioni sulla morte di Emanuele Scieri, ostacolando
così ulteriormente le indagini;
- quali
provvedimenti intendano adottare i Ministri in indirizzo, compresa
l'eventualità di scioglimento della Folgore, e per fare in modo che
le circostanze della morte di Emanuele Scieri vengano chiarite quanto
prima e le responsabilità accertate".
Sen.
Stefano Semenzato