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VISUALIZZARE LA PRESENTAZIONE DELLA MOG
(MEDITERRANEAN OIL & GAS)
PETROLIO:
PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI
Prendiamo
atto delle perentorie dichiarazioni del Presidente
Chiodi sul petrolchimico di Ortona ma, proprio perché
sappiamo bene quanto la politica “ufficiale” sia
stata capace di fare con il rilascio di ben più di 16
provvedimenti amministrativi pro Centro Oli, vogliamo
ricordare fino allo sfinimento che la
“questione petrolio” non può essere circoscritta
al solo caso Ortona ma investe tutta la regione che è
ormai prossima al punto di non ritorno.
Il
nodo da sciogliere è un altro: è auspicabile che
l’Abruzzo si trasformi in distretto minerario,
mettendo a rischio le prospettive di sviluppo della
regione e minacciando la sicurezza personale degli
Abruzzesi?
Il
tempo rimasto a disposizione dell’Abruzzo per
scongiurare questa prospettiva è quasi scaduto.
L’approvazione
in Consiglio Regionale della legge 14/2008 ha
rappresentato l’estremo, tardivo e precario
tentativo di fermare un treno in piena corsa, che ha
avuto la forza di “bucare” maggioranze e minoranze
di ogni tempo.
Saltato
a piè pari ogni commento sul conflitto Stato-Regione
in relazione alla legge 14 e sul ddl 1195 su cui
torneremo in altra sede, il disegno di legge
presentato dalla nuova maggioranza, in discussione
alla IV Commissione del Consiglio Regionale, è ben
lungi dall’essere un serio baluardo contro
l’escalation petrolifera in atto nella nostra
regione.
Coloro
che ci rappresentano nelle istituzioni devono essere
consapevoli che, aggirato l’ostacolo momentaneamente
rappresentato dalla legge 14, un secondo dopo, senza
che i titolari delle concessioni debbano chiedere
niente a nessuno, le trivelle potrebbero iniziare a
funzionare in 52 Comuni (Teramo compresa), portando lo
scompiglio in un’area estesa 490 kmq. in cui
risiedono 311.773 abruzzesi.
Queste
non sono opinioni ma dati oggettivi ed ufficiali che
nessuno mai potrà confutare (v. sotto dettaglio).
Stiamo parlando evidentemente di concessioni già
rilasciate a scopo estrazione.
|
CONCESSIONI
DI COLTIVAZIONE SU TERRAFERMA AL 31.01.2009
|
|
Denominazione
|
Kmq.
|
Comuni
interessati
|
|
Castel
di Lama
|
79,90
|
Ancarano,
Bellante, Campli, Civitella del Tronto,
Controguerra, Sant’Egidio alla Vibrata,
Sant’Omero, Torano Nuovo
|
|
Fiume
Treste
|
109,60
|
Cupello,
Fresagrandinaria, Furci, Gissi, San Buono,
Lentella, Monteodorisio, Palmoli
|
|
Filetto
|
50,01
|
Ari,
Casacanditella, Fara Filiorum Petri, Filetto,
Rapino, Roccamontepiano, San Martino sulla
Marruccina, Orsogna, Vacri
|
|
Miglianico
|
29,30
|
Francavilla
al Mare, Miglianico, Ortona, Ripa Teatina,
Tollo
|
|
San
Basile
|
97,56
|
Ari,
Arielli, Bucchianico, Canosa Sannita,
Casacanditella, Castel Frentano, Crecchio,
Filetto, Frisa, Giuliano Teatino,
Guardiagrele, Lanciano, Orsogna, Ortona,
Poggiofiorito, Vacri
|
|
Santa
Maria Imbaro
|
99,51
|
Altino,
Atessa, Castel Frentano, Fossacesia, Lanciano,
Mozzagrogna, Paglieta, Rocca San Giovanni,
Santa Maria Imbaro, Sant’Eusanio del Sangro
|
|
San
Mauro
|
25,32
|
Bellante,
Castellalto, Giulianova, Mosciano
Sant’Angelo, Teramo
|
Se
poi a queste dovessimo aggiungere le istanze in corso
di rilascio ci troveremmo di fronte a numeri ancor più
pesanti.
Inoltre,
da un documento esclusivo pubblicato in Inghilterra (vedi
programma MOG), si scopre che lo scorso gennaio a
Londra ha avuto luogo la presentazione del programma
industriale di sviluppo 2009-2011 della società
petrolifera Medoilgas (Mog), ben attiva in Abruzzo
(vedi allegati) e saldamente presente con propri
uffici nel porto di Ortona.
Ebbene,
nel crono-programma della Mog si vede chiaramente ed
inequivocabilmente che la programmazione dell’inizio
delle attività petrolifere di diversi pozzi
estrattivi è prevista per l’inizio del 2010, mentre
la prima piattaforma petrolifera sottocosta,
“Ombrina mare 2”, tra Ortona e San Vito, inizierà
l’estrazione di petrolio a partire dal 2011.
I
test effettuati dalla Mog hanno confermato che il
petrolio che verrà estratto da “Ombrina Mare 2”
sarà una fanghiglia altamente corrosiva contenente
zolfo, che non potrà essere trasportata. Avrà quindi
bisogno di un processo di prima raffinazione in loco,
chiamata desulfurizzazione, che comporterà
l’emissione di idrogeno solforato che arriverà
facilmente sulla costa, insieme al petrolio
normalmente disperso in mare nella fase di imbarco
sulle petroliere.
Avremo
così un nuovo Centro Oli, questa volta non ad Ortona
bensì in mare aperto.
Continuando
ad osservare la cartina delle operazioni della Mog
2009–2011 tutti, anche i tour-operator, possono
vedere chiaramente la sorte riservata alla nostra
Regione: a questo punto non ci sarebbe da stupirsi,
se, come afferma il nostro assessore regionale
all’agricoltura, si dovessero verificare “disdette
turistiche dall’estero e segnali negativi
dell’export Abruzzese”. Purtroppo non si tratta di
ingiustificato allarmismo ma di un “già visto” in
diverse altre realtà territoriali.
Clic
sull'immagine per ingrandire

Eppure, malgrado la
gravità dei fatti che abbiamo esposto, non avvertiamo
una diffusa e profonda consapevolezza dei rischi, non
soltanto ambientali ma anche economici, a cui il
“sistema Abruzzo” sta andando incontro.
Avvisiamo
ancora una volta che la trasformazione della nostra
Regione in Regione petrolifera graverebbe come un
macigno sulla coscienza di tutti ed è dovere di tutti
lavorare per scongiurare una catastrofe ambientale la
cui eredità condizionerebbe la vita delle presenti e
future generazioni di Abruzzesi.
Per
questo chiediamo a tutti coloro che siedono a Palazzo
dell’Emiciclo di varare al più presto un Piano
Energetico Regionale che punti con decisione sulle
energie rinnovabili e al Presidente Chiodi di opporsi
con forza all’avanzata del petrolio così come altri
suoi colleghi (es.: Galan) ebbero il coraggio di fare
contro le trivellazioni nell’Alto Adriatico.
Prima
che sia troppo tardi.
VEDI
E SCARICA LA PRESENTAZIONE DELLA MOG (MEDOILGAS)
Abruzzo
, 25 marzo 2009
f.to
COMITATO
NATURA VERDE – Nino Di Bucchianico
IMPRONTE
– Enrico Gagliano