Noi ci vergognamo di questo Stato,noi pretendiamo giustizia!
Non è solo De Magistris sotto tutela ma tutta l'Italia che si è
opposta,hanno usato i loro infiltrati in ogni settore pubblico o privato
(magistrati,legali,medici,presidi,amministratori di enti pubblici,capi di forze
dell'ordine ed esercito,direttori di giornali e di emittenti televisive) per fare selezione e inserire i loro
militanti,quando successe qualcuno si è sentito dire "che sarebbe
stata la prima persona ad andarsene",chi non è sottotutela o
raccomandato o presentato non lavora ,secondo le regole che una volta valevano
solo per il Sud.
L'Italia dei migliori è sotto tutela,sotto processo, non i processi dello
Stato a cui
è sottoposto Berlusconi, i processi della mafia! Noi vogliamo giustizia per i migliori servitori dell' Italia e per tutti
quelli che non l'hanno avuta perchè. in alto loco o anche molto più in
basso,altri fossero messi al riparo.
Palermo, 18:36
BORSELLINO: SORELLA LOI, LO STATO SI E' COMPORTATO MALE
"No, lo Stato non si e' comportato per niente bene. Si fanno vivi solo per
gli anniversari, con la celebrazione e le belle parole. Mio fratello e'
praticamente a spasso. In Sicilia, le vittime di mafia vengono assunte alla
Regione. In Sardegna non accade. Lui si arrangia come autista. Abbiamo preso
qualche spicciolo. Lo abbiamo usato per sistemare la tomba di Emanuela".
Parla Claudia Loi, la sorella di Emanuela, componente della scorta trucidata
insieme a Paolo Borsellino il 19 luglio del 1992. In un'intervista pubblicata
sul sito "I love Sicilia", la donna spiega che Emanuela non era di
turno quella domenica. La chiamarono per coprire un vuoto in organico. Sembrava
una giornata di routine. Emanuela, una ragazza di 24 anni, nata a Sestu a pochi
chilometri da Cagliari, teneva un "diario di bordo" dei suoi
spostamenti. Il giorno prima aveva scritto su un foglietto "Domani scorta
al giudice Borsellino, lunedi' La Barbera". Mori', invece, nell'inferno di
tritolo di via D'Amelio. Quando i genitori seppero dal telegiornale
dell'attentato a Borsellino, appresero dall'elenco dei caduti che avevano
perduto la loro Emanuela. "Almeno questa parte di orrore - dice oggi
Claudia Loi - ci poteva essere risparmiata". Virgilio e Albertina, il papa'
e la mamma, se ne sono andati. "Sono stati uccisi dalla mafia, dall'onda
lunga del dolore di via D'Amelio. Mio padre era appena andato in pensione.
Papa', dopo la morte di Emanuela, aveva sempre la febbre e i medici non
capivano, non sapevano individuare il motivo. E' stato cosi' fino alla
fine". Claudia dopo 16 anni dice di essere "sempre piu'
sconvolta". Emanuela "era una donna solare che amava il suo mestiere e
lo svolgeva con puntiglio. Pensava al matrimonio. Non subito, forse. Pero', si',
ci pensava. E desiderava una famiglia con tanti bambini, qui, a casa sua".