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                                            vedi anche pag 109(anche impeach Bush) e pag.110                                    

                                      
                                           vedi pag.103
                                 

                                                    

                                                       Prepariamoci a nuove crisi»

 

Prepariamoci a nuove crisi ,come  Trattato di Lisbona  ratificato rapidamente vorrebbe comandare, e a un'Italia (finalmente) ufficialmente in armi per difendere la guerra al terrorismo in casa d'altri e per esportare la democrazia,pochi soldi ma spesi bene addirittura con la ricerca(ah,ah,ah) tecnologica per la difesa che,se ci sarà,sarà l'unica possibile e in atto in Italia.
A questo punto il lodo Alfano, esteso alle  altre  tre  cariche, avrebbe un "vero" significato,come la carta sull'impunità per crimini contro l'Umanità che Bush nel video sta firmando.

Per l'interno : tremila soldati nelle strade delle grandi città,stanno preparando la gente ai grandi eventi,vedere i soldati armati con le loro camionette o a fianco di carabinieri e poliziotti preparara la mente a nuovi sviluppi ,dà come una sensazione di pericolo imminente.
Pochi pensano che possano rivolgersi anche contro di loro quando la crisi "prodotta" porterà la gente nelle piazze ed allora per decreto europeo si potrà anche sparare....perchè si sappia!
(La produzione dei microchips per umani sta cercando rapidamente di adeguarsi agli eventi prossimi venturi)

Attenzione!Come detto a pag.119  nessuno è più esente,Parisi ha già affrontato l'argomento e preparato al grande passo,il servizio militare non obbligatorio lo è solo temporaneamente e in effetti pare che la Nuova Europa sarà un Europa in armi da Settimo Sigillo.

Da :http://www.corriere.it/cronache/07_novembre_04/Napolitano_4_novembre.shtml

 

Le celebrazioni del 4 novembre

Napolitano: «Prepariamoci a nuove crisi»

Una corona d'alloro al milite ignoto. Poi il monito: «Serve nuovo sforzo di coesione nazionale»

 

 
Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano (Minnella)
ROMA - L’Italia e la sua comunità devono prepararsi «a fronteggiare» nuove «possibili emergenze», nel panorama internazionale, per garantire la sicurezza e condurre alla pace. Questo è il messaggio che il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha rivolto al Paese questa mattina, parlando al Quirinale per le celebrazioni del 4 novembre, Giornata dell'Unità d'Italia e Festa delle Forze armate. «E’ dovere comune di tutti coloro che hanno vivo il senso della responsabilità e del prestigio dell’Italia - ha affermato il capo dello Stato - dare prova di unità nel vigilare, e nel ricercare le strade che meglio possono garantire la sicurezza e condurre alla pace».

TENSIONI - «A nessuno possono sfuggire - ha aggiunto - le preoccupazioni che nascono dall'aggravarsi della situazione in Afghanistan, dall'incombere di gravi incognite nella regione che abbraccia l'Iraq e l'Iran, dal riaccendersi di acute contrapposizioni nei vicini Balcani, dal persistere di tensioni nel quadro politico e istituzionale libanese, dal trascinarsi di una crisi lacerante nel Medio Oriente».

COESIONE - Per fronteggiare le nuove, potenziali crisi che si affacciano all'orizzonte, ha aggiunto Napolitano, «si richiede un nuovo sforzo di coesione nazionale e un concreto impegno per garantire la pace anche al di fuori dei confini della stessa Europa e contribuire alla costruzione di un nuovo ordine mondiale». L'Italia deve fare la sua parte, deve contribuire a «garantire la sicurezza internazionale, prevenire e superare crisi e conflitti in aree vicine e lontane». Questa è «una responsabilità a cui non possiamo sottrarci, che come italiani e come europei non possiamo delegare ad altri».

FORZE ARMATE - Napolitano ha anche chiesto alle Forze politiche a al Parlamento di sostenere gli sforzi per ridurre i costi del dispositivo militare realizzando al tempo stesso una sua ristrutturazione e razionalizzazione per aumentarne l'efficienza e consentire di assolvere ai compiti irrinunciabili con meno unità impiegate.

MILITE IGNOTO - Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, aveva dato il via a Roma, domenica mattina, alle celebrazioni per il giorno dell'Unità nazionale e la Giornata delle Forze armate, deponendo una corona d'alloro sulla tomba del milite ignoto. Ad accompagnarlo, il ministro della Difesa, Arturo Parisi, e il capo di Stato maggiore della Difesa, ammiraglio Gianpaolo Di Paola. Presenti anche le altre maggiori autorità dello Stato: il presidente del Consiglio, Romano Prodi, il presidente del Senato, Franco Marini, il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, e i vertici delle Forze armate. Dopo la deposizione della corona, le Frecce tricolori hanno sorvolato l'Altare della patria.

DATA STORICA - Il 4 novembre è una data storica per l'Italia: il 4 novembre di 89 anni fa, nel 1918, si completava con la fine della Prima Guerra Mondiale, il ciclo delle campagne che portarono all'Unità d'Italia. In quella data il maresciallo d'Italia, Armando Diaz, stilò il famoso «Bollettino della Vittoria» in cui comunicava la rotta dell'esercito austriaco e il successo italiano. Ecco le prime righe del dispaccio dell'allora Capo di Stato maggiore dell'Esercito: «La guerra contro l'Austria-Ungheria che, sotto l'alta guida di S.M. il Re, duce supremo, l'Esercito Italiano, inferiore per numero e per mezzi, iniziò il 24 Maggio 1915 e con fede incrollabile e tenace valore condusse ininterrotta ed asprissima per 41 mesi è vinta. La gigantesca battaglia ingaggiata il 24 dello scorso Ottobre ed alla quale prendevano parte cinquantuna divisioni italiane, tre britanniche, due francesi, una cecoslovacca ed un reggimento americano, contro settantatre divisioni austroungariche, è finita».


04 novembre 2007


 

Le rivelazioni di AAron Russo nel video di pag.23 sembrano essersi realizzate al completo visto che,da quanto risulta dalle spiegazioni a fianco su questo video youtube, ci sono stati interventi  USA sui confini del Venezuela e,a quanto pare tentativi di golpe e di attentato a Chavez(il video non è tradotto)

 

Ultimo film di Dario Argento"Il Ritorno dei Vampiri "

 

 

Added: December 19, 2007 (Less info)
Il Presidente Chavez mette in guardia dal tentativo USA e GB di militarizzare la zona Colombiana al confine con il Venezuela, con la scusa di risolvere la questione dei cosiddetti ribelli(tutti per i Neocon sono ribelli, se non si lasciano schiavizzare, e con l'accusa di narcotraffico del Governo Venezuelano....che come sappiamo è la solita balla, usata quando vogliono invadere un paese(Noriega insegna,invasione di Panama) di padre Bush.
Spiega come a Miami (Florida)regno del fratello di Bush, si stiano organizzando attività terroristiche contro il Governo Venezuelano eletto legittimamente....
Intanto è cominciata la campagna mediatica per screditare Chavez e di come ci sia necessità di intervenire nella regione, soprattutto, dopo che Chavez ha accusato Aznar (ex primo ministro spagnolo)di aver organizzato il golpe e tentativo di uccisione del Presidente Venezuelano.

 

Intanto procedono le schedature questa volta a carico dei poliziotti

Le Questure stanno compilando elenchi di dipendenti con i dettagli SULLE loro malattie

Poliziotti in rivolta: schedato chi si ammala

Il Viminale chiede i dati degli assenti. I sindacati: vogliono tagliare gli stipendi, è l'effetto Brunetta

 

ROMA — Esiste una «schedatura » dei poliziotti che si sono assentati per malattia a partire dal 26 giugno scorso. Con una procedura che non ha precedenti, le questure stanno raccogliendo i dati su agenti e funzionari che hanno presentato un certificato medico. Lo dispone una circolare che gli uffici del personale hanno trasmesso a tutti i dirigenti. E i sindacati sono in rivolta perché nessuno sa chi abbia ordinato questo «monitoraggio ». E soprattutto si ignora quale sia il fine, anche se c'è il sospetto più che fondato che serva a tagliare gli stipendi, così come previsto dall'ormai famoso «decreto Brunetta ». «Ai fini conoscitivi — è scritto nel documento classificato come "riservato" che il Personale sta trasmettendo ai vari reparti — prego restituire, debitamente compilati, gli allegati moduli riepilogativi degli eventi malattia sofferti dai dipendenti a decorrere dalla data del 26 giugno 2008 sino al 28 luglio 2008. Detti moduli dovranno pervenire alla segreteria dell'Ufficio Personale inderogabilmente entro e non oltre il 28 luglio 2008, aggiornati a tale data, anche se negativi. Gli stessi, in seguito, dovranno essere trasmessi con cadenza giornaliera entro le 9,30». Nei moduli si chiede di specificare l'identità del dipendente e la sua qualifica oltre ai dettagli riguardanti la malattia. I dati sulla salute dei cittadini sono ritenuti «sensibili» dalla legge sulla privacy. Ma non è soltanto questo ad allarmare i rappresentanti di categoria. Sinora i certificati venivano già trasmessi ai vari uffici del personale così come impone la normativa e dunque si vuole scoprire se davvero il decreto che riguarda gli statali firmato dal ministro Renato Brunetta imponga la compilazione di schede collettive che contengono tutti i nominativi del personale.

LA RICHIESTA DEI SINDACATI -
Per questo già questa mattina i sindacati chiederanno ufficialmente di sapere quale ufficio del Viminale abbia imposto alle questure le nuove disposizioni e soprattutto che fine faranno i moduli raccolti nelle varie questure. Si sa che Roma, Torino e Nuoro hanno già terminato la compilazione dei questionari relativi al primo mese e anche gli altri uffici si stanno adeguando. Quanto alta sia l'incidenza dei «tagli» per i primi dieci giorni di malattia l'ha calcolato il Sap, il sindacato autonomo di polizia. «Per avere una percezione chiara — spiega il portavoce Massimo Montebove — basti dire che un agente o un carabiniere semplice guadagnano 1.261,65 euro al mese e subiranno una decurtazione di 103,44 euro. Un ispettore o un maresciallo prendono in busta paga 1726,54 euro e una detrazione pari a 190,89. Si oscilla tra l'8 e il 10 per cento ». Di fronte alla manovra i sindacati annunciano uno sciopero che si svolgerà in autunno, ma già adesso sono in stato di agitazione. Il motivo lo ribadisce il segretario generale del Sap Nicola Tanzi: «L'esecutivo di Berlusconi, Tremonti e Brunetta sbatte ancora una volta la porta in faccia a forze dell'ordine e forze armate, con la conversione in legge al Senato, attraverso il meccanismo della «fiducia» della manovra economica. Questo governo ha vinto le elezioni promettendo maggior sicurezza agli italiani e non inutili operazioni di facciata, come l'impiego dei militari». «Ciò che più colpisce negativamente — denuncia Claudio Giardullo della Silp Cigl — sono le scelte. A fronte di un taglio di un miliardo di euro per i prossimi tre anni che provocherà una perdita di almeno 6.000 uomini, si decide di spendere 60 milioni per mettere i militari nelle città e nessun intervento strutturale che riguardi i mezzi e gli edifici».

Fiorenza Sarzanini
04 agosto 2008