1)Di Pietro è stato l'unico a chiedere conto dei 98
miliardi della petizione,che risposta avrà?
7 Agosto 2008
I 98 miliardi scomparsi
Lo scorso martedi cinque agosto ho presentato un'interrogazione a risposta
scritta alla Presidenza del Consiglio dei Ministri in relazione ad un'evasione
di 98 miliardi di euro, di cui si era appresa la notizia già nella
scorsa legislatura, da parte di numerosi concessionari dei Monopoli di Stato
in possesso delle autorizzazioni ad installare e gestire macchinette
da gioco slot machine.
Tutte le slot machine esistenti sul territorio nazionale avrebbero dovuto
essere collegate in via telematica alla Sogei,
mentre secondo una inchiesta fatta dalla Guardia di Finanza si era accertato
che le società concessionarie erano state inadempienti e un
gran numero delle apparecchiature non erano collegate. Solo nel caso di
impossibilità a collegarsi era prevista una tassa forfettaria,
ma sembra che tale eccezione sia diventata quasi una regola e per arginare
tale comportamento fu stabilita una multa di 50 euro per ogni ora di mancato
collegamento. Purtroppo sembra che i Monopoli di Stato, che avrebbero dovuto
incassare la multa, non abbiano mai applicato le sanzioni.
Fonte di ulteriore preoccupazione le notizie che alludevano al fatto che
alcune delle società concessionarie fossero riconducibili alla malavita
organizzata.
Da tempestive azioni di recupero e da una corretta gestione di tali
concessioni potrebbero emergere risorse per affrontare le numerose questioni
economico-sociali che riguardano il futuro del Paese e le attuali condizioni
di vita dei giovani, dei lavoratori e dei pensionati.
Purtroppo il governo non ritiene di promuovere tempestivi chiarimenti né
quali azioni di recupero mettere in atto per recuperare le somme evase.
2)Le contraddizioni e le menzogne su Ustica : gli alti gradi non
rispondono.
Domande senza risposte,se molti insistessero ad
averle forse la verità potrebbe vincere.
Ce ne sono moltissime che portano il prestigio del nostro esercito a livelli
infimi, non a causa di chi nei gradi inferiori lo ha
difeso con onestà ricevendone in cambio il peggio o addirittura una
sentenza di morte.
Ripartiamo da quello che Mario Ciancarella scrive
all'ex Csm Ami generale Tricarico:
"....Se qualcuno avesse avuto coscienza e consapevolezza di questo
particolarissimo aspetto del controllo del traffico aereo (e delle ragioni che
lo avevano suggerito in quel caldissimo inizio del 1980 – crisi internazionale
per invasione militare dell’Afghanistan da parte delle truppe sovietiche, Ciad
e scontro Libia-Usa e Libia-Italia, quest’ultimo per la vicenda Malta e
concessioni di ricerche petrolifere all’AGIP -) forse
avrebbe saputo meglio interpretare le lunghe circuitazioni di velivoli Awacks in
quelle ore di quel giorno, in punti strategici precisi dello spazio aereo.
Stavano oscurando i tratti di spazio aereo lungo i quali si sarebbe svolto
l’avvicinamento per l’attacco finale al velivolo civile.
E forse non sarebbe caduto nella astuta trappola, anch’essa predisposta con
raffinata astuzia perche’ fosse rappresentata e sostenuta dalle sue stesse
vittime, di affermare che quella traccia “apparsa improvvisamente nel cielo”
di un velivolo alla medesima quota del DC9 dimostrava la partenza di un velivolo
dal ponte di una portaerei. Santa ignoranza dei neofiti!
E’ infatti certamente fascinoso pensare che una traccia che compaia
improvvisamente sul mare possa e debba corrispondere ad un velivolo decollato da
una portaerei. Solo che, come insegnerebbe un qualsiasi manuale di base, un
velivolo che decolli da una portaerei viene intercettato si’ dai radar della
difesa solo a qualche centinaio di piedi di altitudine dopo il decollo, ma se
tale fosse stata la condizione di quella “improvvisa apparizione” quel
velivolo sarebbe stato registrato in un profilo di salita, dai circa cinquemila
piedi di ingaggio verso la quota dei 27.000 piedi, e non gia’ stabilizzato a
quella quota, la stessa cioe’ del DC9.
Tant’e’ che lo stesso Gen. Arpino, come abbiamo ricordato, si lascio’
sfuggire:
“Noi non sappiamo se ci sono state esercitazioni di tipo diverso e su scala
diversa; i nostri radar pero’ avrebbero visto questa attivita’; ma non mi
risulta.
Poiche’ noi tutti uomini dell’aria sappiamo che una qualsiasi struttura di
Difesa Aerea ha senso di esistere solo se e’ in grado di rilevare sempre e
costantemente qualsiasi attivita’ volativa nei nostri cieli o di penetrazione
nel territorio spazioaereo nazionale. Ma questa rigida consegna, solo nel caso
del MIG, ha avuto una spaventosa defaillance.
Questa condizione attesta invece che i velivoli corrispondenti a quella traccia
“apparsa improvvisamente” stavano uscendo in quell’ultima fase
dell’attacco al DC9, dal cono d’ombra al cui riparo avevano potuto
avvicinarsi all’IH870, senza essere rilevati, fino alla posizione finale di
attacco.
Mentre quella traccia in ombra del DC9 (il MIG), anch’essa non rilevata dai
radar nella sua fase di decollo e avvicinamento, avrebbe potuto iniettarsi non
vista – decollando ad esempio da Pratica di Mare - nella scia del velivolo
civile, solo se i radar civili fossero stati oscurati per i brevi minuti
necessari, ad esempio, ad una esercitazione di contromisure elettroniche. E,
dica, non era forse un velivolo delle contromisure quello che atterrava a
Pratica di mare appena pochi minuti prima della strage e dopo aver appena
compiuto una esercitazione di contromisure?
Gia’, ma su richiesta del Giudice Priore – benche’ con sei mesi di
ritardo, rispetto alla sua domanda – Pratica di Mare rispose che i nastri
delle comunicazioni di quella sera erano indisponibili perche’ riutilizzati,
secondo le normative cui quella comunicazione faceva riferimento, al trascorrere
dei tre mesi in assenza di necessita’ ulteriori di conservazione.
Nulla di piu’ incredibile. Poiche’ certamente prima che la Torre di Pratica
cessasse la sua attivita’, quel giorno devono necessariamente essere state
registrate le comunicazioni di allarme per il DC9 in quanto esse furono lanciate
anche sul “canale di guardia”, quello su cui tutti i velivoli in volo e le
basi di terra sono costantemente in ricezione, quale che sia la frequenza
utilizzata dagli operatori in quel momento. Ed una qualsivoglia amministrazione
la quale detenga un nastro che abbia registrato una qualsiasi comunicazione di
emergenza e’ tenuta, come Lei ben sa, a sigillare quel nastro e lasciarlo
nella disponibilita’ della Autorita’ Inquirente.
Tant’e’ vero che, sempre dopo alcune mie deposizioni anche se non
necessariamente per ragioni collegate direttamente a quelle deposizioni, il
Giudice Priore rinvenne due nastri, uno di Capodichino ed uno in Sardegna,
sigillati da quel lontano 27 Giugno 1980, e lasciati nella disponibilita’
della Magistratura, per aver registrato, quegli Enti di controllo Aeronautico,
altre emergenze dichiarate sul canale di guardia in quella giornata (Capodichino
in particolare, se non vado errato, aveva registrato una dichiarazione di
emergenza di un velivolo in atterraggio sull’isola d’Elba).
Dunque tante piccole furbizie, come questa della menzogna sui nastri di Pratica
di mare, sono state utilizzate al fine di occultare conoscenze rilevanti al
magistrato, ed esse hanno di fatto impedito agli inquirenti di porre gli
interrogativi giusti alle persone giuste al momento giusto. (...)"
Andiamoci poi a leggere a pg. 1581 della Sentenza
ordinanza quanto scrive il giudice Priore:
"
(...)Tra
le 18.20Z e le 18.30Z, in concomitanza col passaggio del DC9
Itavia,
staziona sull’Appennino tosco-emiliano un velivolo Awacs la cui
missione,
per motivi altrove specificati, è rimasta sconosciuta. Tale presenza
è
stata rilevata sia dalle THR di Poggio Ballone e Potenza Picena sia dalla
annotazione
sul registro dell’IC di Poggio Ballone(...)
"
Il Sistema di Controllo e Allarme Aviotrasportato - Airborne Warning And
Control System (AWACS) è un sistema elettronico
basato su un radar
progettato per eseguire missioni di sorveglianza
aerea, e funzioni C3 (Comando, Controllo e
Comunicazioni) sia per scopi tattici che per la difesa aerea. Il
"rotodome", insieme delle parole ROTating raDOME,
apparato radar rotante, è progettato e costruito dal Gruppo Difesa e Spazio
della Boeing,
utilizzando un radar della Westinghouse,
e montato sia sugli aerei E-3
Sentry, dei Boeing
707 modificati, che, più recentemente, sui Boeing
767 modificati. Solo la Forza
di Autodifesa Giapponese Aerea possiede la versione su 767; tutti
gli E-3 Statunitensi e NATO sono dei Boeing 707. I moderni sistemi AWACS possono
rilevare aerei fino a 400 Km di distanza, ben al di là di qualunque arma
antiaerea. Nel combattimento aria-aria, i sistemi AWACS
possono comunicare con gli aerei
amici, estendendo il loro raggio d'azione, e
dando loro ulteriore invisibilità radar, in quanto questi non
avranno più la necessità di usare i propri radar per rilevare gli attacchi
nemici.
(...)Since
1982, when it began flying operations, the AWACS (..)
La Nato dice ufficialmente in un suo sito che
iniziò le operazioni di volo con gli Awacs nel 1982, li aveva comprati nel
1978. La base in Italia degli Awacs è dal 1982 a Trapani(Birgi).
La domanda che ci si pone è allora la seguente:
Perchè un Awacs stazionava la sera di Ustica il 27 giugno 1980 sull'appennino
tosco emiliano(vedi sentenza Priore), se le operazioni di volo con gli Awacs la
Nato (e quindi anche l'Italia) le iniziò (come scritto ufficialmente su
uno dei suoi siti internet) nel 1982?
Laura