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                                               News... ed elettronews(fondo pagina)

 

1)Caso Ricciardo.

Lunedi 31 marzo  Giuseppe Ricciardo sara in TV su Rai Uno alla  trasmissione "Festa italiana" verso le ore 15, 30 / 15, 45 .
per parlare del suo  caso della  malasanità, e della malagiustizia .

Avviso

LA TRASMISSIONE DEL 31 MARZO  (FESTA ITALIANA)  SU RAI UNO  PER MOTIVI TECNICI, NON E POTUTA ANDARE IN ONDA, MA E' STATA REGISTRATA E ANDRÀ IN ONDA VENERDI 4 APRILE (PIÙ O MENO) ALLA STESSA ORA.

 


 

2)Brogli amministrative di Palermo

Brogli amministrative a Palermo... qualcuno si è svegliato e qualcuno è stato accusato......

Commenti da 

    www.imbroglioni.com

.... Qui di seguito riporto il testo di un SMS che mi ha inviato Leoluca Orlando:" Arrestati per brogli alle elezioni di Palermo due presidenti di seggio.E' la prima di una linghissima serie di illeciti contro di me e in favore di Cammarata, che ho denunciato. Adesso il resto in sede penale e il 4 aprile udienza al TAR! Grazie per averci creduto.
Leoluca Orlando" E' un grazie dedicato a tutti voi che continuate a tenere duro


Gravatar Sono arrestati 2 presidenti di seggio per i brogli nelle elezioni comunali a Palermo nel 2007. Ma fate attenzione a queste righe, c'è qualcosa che ho già sentito.....

".......Secondo quanto riferito dalla polizia, i brogli sarebbero avvenuti nelle sezioni elettorali numero 19 e 460. In entrambi i seggi sono risultate più di 200 schede oltre i votanti iscritti e -- secondo quanto emerso dalla indagini, supportate anche da una perizia calligrafica -- le preferenze espresse per il candidato a consigliere comunale sarebbero tutte fatte dalla stessa persona....."

Da:

http://it.notizie.yahoo.com/rtrs/20080328/tts-brogli-palermo-ca02f96.html

 

Due arresti a Palermo per brogli in elezioni amministrative 2007

 
Reuters - Ven 28 Mar - 12.11

PALERMO (Reuters) - La Polizia di Palermo ha arrestato due persone, presidenti di seggio durante le elezioni amministrative del maggio del 2007, con l'accusa di aver falsificato centinaia di schede elettorali per favorire una lista che appoggiava il sindaco uscente Diego Cammarata, di centrodestra.
Lo hanno riferito oggi la questura di Palermo in una nota e fonti giudiziarie.

Secondo la polizia, durante le consultazioni per l'elezione del sindaco e del Consiglio comunale di Palermo nel 2007, i due -- Gaetano Giorgianni e Giovanni Maria Profeta -- avrebbero falsificato oltre 450 schede elettorali, "con contraffazione della parte relativa all'espressione del voto di preferenza".

"(Durante le indagini, la polizia ha riscontrato) la contraffazione del voto di preferenza in favore di uno dei candidati al Consiglio Comunale e di due consiglieri circoscrizionali, entrambi inseriti nella medesima lista del predetto candidato al Consiglio Comunale", si legge nella nota.

Fonti giudiziarie precisano che la lista sarebbe quella "Azzurri per Cammarata", apparentata al candidato di Forza Italia poi eletto sindaco.

Il consigliere comunale alla fine non è stato eletto, aggiungono le fonti.

Ma i due presidenti di seggio avrebbero anche falsificato molti atti elettorali, verbali e comunicazioni per nascondere la contraffazione delle schede.

Secondo quanto riferito dalla polizia, i brogli sarebbero avvenuti nelle sezioni elettorali numero 19 e 460. In entrambi i seggi sono risultate più di 200 schede oltre i votanti iscritti e -- secondo quanto emerso dalla indagini, supportate anche da una perizia calligrafica -- le preferenze espresse per il candidato a consigliere comunale sarebbero tutte fatte dalla stessa persona.

Lo scorso maggio, Leoluca Orlando -- candidato sindaco dell'Unione sconfitto alle elezioni comunali del 12 e 13 maggio -- aveva annunciato che avrebbe chiesto al Tar l'annullamento dei risultati elettorali e il riconteggio delle schede, denunciando brogli e irregolarità nelle operazioni di voto.

In quelle elezioni Orlando aveva ottenuto il 45,24% dei voti perdendo contro il sindaco uscente di centrodestra Cammarata che aveva ottenuto il 53,49% dei consensi.

 

,....ciò dimostra  che ,invece che gridare al broglio(sapendo benissimo quale ne è l'origine principale  e la copertura), qualcuno avrebbe dovuto  denunciare partendo dai verbali che dice anche di aver visto,che ci risparmino almeno le buffonate!

Da:
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=248768

L’allarme Pdl: evitiamo brogli come questi

«Certi verbali che ho visionato in Campania e in Puglia fanno inorridire. Neanche in Africa». Mario Mantovani è il responsabile Pdl a capo dell’esercito dei «difensori del voto» che dovranno vigilare contro il pericolo brogli evocato nei giorni scorsi da Silvio Berlusconi. .........


 

 

3)Qualche pentito ci dice qualcosa sulle origini dei nostri partiti  nel caso non ce le ricordassimo...
A Vasto si costituisce un comitato.

Da :
http://www.associazionebarbarica.org/

…da un commeto al post: “Sondaggio elezioni 2008″

Vergato il dì 29 Marzo 2008 Commenti (0)
Categoria: Controinformazione, Politica
Autore: Pasquale Morone

Lo riporto in grande perché lo ritengo particolarmente valido.

prima di andare a votare guardate questo video

Commento a firma: elezioni 2008z

 

COMITATO “IO NON VOTO!”

Vergato il dì 29 Marzo 2008 Commenti (2)
Categoria: Comunicati Stampa, La Vasto che ci piace, News, Politica
Autore: Pasquale Morone

COMUNICATO STAMPA DEL 29 MARZO 2008
Si è oggi costituito a Vasto il Comitato “IO NON VOTO!”. Obiettivo del Comitato è quello di mettere in atto una serie di iniziative di protesta civile contro la Legge Elettorale per l’elezione di Camera e Senato, nonché di informare gli elettori sui motivi di tale protesta . Tale Legge, varata al termine del Governo di Centro-Destra, nonostante le promesse preelettorali, non è stata modificata dal successivo Governo di Centro-Sinistra. Essa inoltre è già stata oggetto di rilievi negativi da parte della Corte Costituzionale con la sentenza n. 15 del 2008.
La Legge rappresenta una chiara violazione dei principi democratici universali ed è contraria allo spirito della Costituzione Italiana, in particolare vanno evidenziati tre aspetti principali:

L’utilizzo di tale Legge elettorale rappresenta ormai una sorta di colpo di stato strisciante che ha luogo attraverso lo snaturamento delle Istituzioni democratiche, con essa i rappresentanti del Popolo diventano rappresentanti dei partiti o meglio dei capi politici che li rappresentano. Non bisogna assolutamente dimenticare, infine, che il sistema elettorale in vigore per le elezioni politiche presenta molti tratti in comune con i sistemi adottati nei regimi autoritari dei diversi colori politici.
Il Comitato “IO NON VOTO!” invita quindi gli elettori ad esprimere la propria protesta astenendosi dal voto, il Comitato suggerisce in particolare di presentarsi al seggio e rifiutare la scheda elettorale facendo verbalizzare nel contempo una dichiarazione di protesta nei confronti di questa Legge per i motivi di cui sopra e chiedendo l’annullamento delle elezioni; il Segretario di seggio è tenuto per legge a verbalizzare tale dichiarazione, pena la reclusione (art 104 DPR 361/1957 e successive modifiche).
La Camera dei Deputati dovrà esprimere giudizio definitivo sulle contestazioni ed i reclami provenienti dai seggi elettorali (art. 87 DPR 361/1957 e successive modifiche).
Il comitato “IO NON VOTO!” porterà inoltre avanti la sua battaglia democratica per arrivare all’annullamento delle elezioni truffa.

CLAUDIO ZIMARINO
PASQUALE MORONE
(COMITATO “IO NON VOTO!” - VASTO)


 

4)Nel frattempo all'estero preparano le elezioni:

Da :http://www.italianosdargentina.com.ar/index.php?IdNot=15110

Allarme brogli: sospetti sul voto in Argentina, 120mila schede in più

da Roma

«Brogli a Buenos Aires?». Il quotidiano per gli italiani che risiedono nel continente americano, Gente d’Italia, spara la notizia in prima pagina. Una notizia clamorosa, che spalanca allarmi e dubbi: «La tipografia incaricata ha stampato 120mila schede elettorali in più». E sotto: «Interviene il consolato e le distrugge».
Secondo il quotidiano, la ditta responsabile («senza gara d’appalto», si precisa) della distribuzione delle schede per le elezioni italiane in Argentina, la Andreani Logistica, conservava «in uno dei suoi locali» pile e pile di papeletas per i nostri connazionali oltre il numero previsto. La «scorta» di magazzino sarebbe stata trovata da personale del consolato addetto alle verifiche per il voto delle politiche italiane del 13 e 14 aprile. Le centoventimila schede, a quanto riporta il giornale, sono state stampate in più «in caso di imprevisti», come ha risposto la ditta. Imprevisti? «Centoventimila plichi - si commenta con scetticismo nell’articolo - sono più di una ragionevole scorta di doppioni». E la diffidenza sembra contagiare anche altri organi d’informazione argentini attenti agli emigrati italiani.
Secondo quanto scrive Gente d’Italia, sarebbero state stampate dunque 580mila schede al posto delle 460mila previste per gli italiani residenti in Argentina e aventi diritto al voto.
Perché? Non è facile trovare la risposta a Buenos Aires. Dalla sede della capitale argentina della Andreani Logistica, ufficio comunicazione, spiegano al telefono che «per qualsiasi informazione sulle schede bisogna rivolgersi al consolato italiano», perché la ditta «sta facendo un servizio per il consolato italiano».
Al consolato, dall’ufficio addetto alle elezioni, dicono di non essere «assolutamente a conoscenza di queste schede in più». Ma in serata il console, Giancarlo Curcio, non smentisce: «Mi ha chiamato il candidato Esteban Caselli (Pdl). E’ stata ordinata la distruzione del materiale, ma erano solo buste, plichi, non si trattava di schede».
Intanto mancano soltanto quattordici giorni alla chiusura del voto estero: tutte le schede devono essere inviate al consolato entro le 16 del 10 aprile. Da ieri tutti gli elettori dei cinque continenti dovrebbero avere i loro plichi inviati dai consolati.
L’Argentina, come ha scritto in un servizio di domenica Il Clarin, il primo quotidiano del Paese, rappresenta per le elezioni italiane «quasi mezzo milione di voti decisivi». Ed è la seconda nazione come bacino elettorale estero, «dopo la Germania». Il Paese dove proprio ieri sono tornati in strada i cacerolazos, i concerti di pentole, contro la presidentessa Cristina Kirchner, «è un distretto chiave» per l’Italia, insiste Il Clarin. In ballo nella circoscrizione Sudamerica ci sono cinque scranni: tre da deputati e due da senatori.
Il console Curcio ha organizzato il personale su turni di 24 ore per controllare stampa e distribuzione delle schede. Troppe ombre sul voto estero del 2006 per permettersi errori (o non-errori). Sull’Aise, Agenzia internazionale stampa estero, veniva riportato ieri un commento della giornalista italo-argentina Edda Cinarelli: nel 2006 «c’erano dubbi sull’aggiudicazione del lavoro di stampa e distribuzione dei plichi all’impresa Andreani di Buenos Aires». Le 120mila schede in più non hanno ora «ragione d’esserci». E «se nonostante controlli tanto accurati - si legge ancora dall’agenzia - sono state trovate quelle schede, che cosa può succedere in Venezuela, in Colombia, e in quei Paesi in cui, apparentemente forse l’ordine non è di casa?».

di Emanuela Fontana (ilgiornale.it)
 

Da:

http://www.politicamentecorretto.com/index.php?news=3558

 

A PROPOSITO DI BROGLI

Redazione on 30 Marzo, 2008 05:09:00 | 12 numero letture
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Nel corso della riunione dei Presidenti dei Comites, dei Consoli, rappresentanti del C.G.I.E., del senatore e parlamentare eletti negli Stati Uniti all'ultima tornata elettorale, indetta a Washington il 15 u.s. dall'Ambasciatore Castellaneta e presieduta, come al solito, in modo impeccabile, dal Primo Consigliere d'Ambasciata Marco Mancini, sono state toccate tutte le tematiche riguardanti le elezioni politiche del 13 e 14 aprile prossimi.

Molta enfasi e` stata dedicata alla massima attenzione e ai minuziosi controlli che tutti i Consolati presteranno alle tipografie , le cui identita` saranno tenute segretissime( il segreto di Pulcinella?)che avranno il compito di stampare le schede elettorali.

Dopo le polemiche delle elezioni del 2006 quando, dai sentito dire, sembrerebbe che il titolare della tipografia della zona di New York-Connecticut fosse, nello stesso tempo, anche membro dell'organizzazione della campagna elettorale di un candidato, poi risultato eletto, ci si e` preoccupati di rassicurare tutti con le suddette promesse precauzioni.

Tanta enfasi risulterebbe come un'ammissione di colpa? Potrebbe significare che veramente qualcosa di non tanto misterioso sia ,in realta` successo, nel 2006? Rassicurare tutti con:

Lo scrivente, facendo, come al solito, finta di mettere la cosa sulla "BATTUTA", ha fatto notare che sono apprezzabili i controlli auspicati durante lo stampaggio delle schede ma che, forse, anzi, senza il forse, il punto clou del controllo dovrebbe coincidere con "l'imbustatura" e spedizione delle schede, compiti, questi, di pertinenza delle stesse tipografie. Massima accortezza anche su questa prassi, la risposta dei Consoli.

Non mi sono voluto prolungare troppo sulla cosa anche perche`, indirettamente, facendo troppo l'avvocato del diavolo si potrebbero dare troppe idee: qualche maleintenzionato potrebbe sempre essersi infiltrato.

Pero`, con tutto il rispetto per gli impiegati Consolari, che, immagino, non accetteranno l'incarico di controllori con troppa gioia, non sarebbe stato forse una buona idea affidare questo compito ai Carabinieri, alla Polizia, tenuto conto che per fare le multe per eccessoo di velocita` bastano gli autovelox, dove funzionano, o alla GdF dando a loro anche l'incarico di accompagnare il "VOLO" delle schede alla volta di Roma per il conteggio finale?

Si sarebbero forse evitate le polemiche postume, che certamente non mancheranno.

Sarebbe stata un'impresa troppo onerosa per le casse dello Stato? Non facciamo ridere i polli. Con i super sprechi di denaro pubblico che colpiscono le casse, sarebbe risultata una bazzecola.

E poi, non credete che tutti gli eletti dell'ultima tornata sarebbero stati ben felici di decurtarsi un paio di mesi di stipendio per facilitare la cosa, dando cosi` anche l'impressione che le ultime elezioni si fossero svolte regolarmente in tutti i sensi?

Angelo Liberati
Chicago


5)Da noi ,dove tutto sembra silente, qualcuno lavora nell'ombra per le global-riforme!

Da :

http://www.comincialitalia.net/interna.asp?id_tipologia=40&id_articolo=5954&pagina=

Si accorgono di Bolzaneto, ma è silenzio sulla riforma dei Rambo
di Giovanni Circo

Palermo 20 Marzo 2008 ore 09:59

Circondata dalla più assoluta riservatezza sta per essere varata al ministero degli Interni la modifica alle leggi sulla pubblica sicurezza, che aprirebbe la strada alla nascita di polizie "private" ma con più ampi poteri, sull’onda delle diverse emergenze, dal terrorismo al tifo violento fino ai reati commessi da extracomunitari. Ma queste polizie invece che far pensare alla sicurezza fanno pensare a scenari di guerriglia. E vi prego di considerare che il nostro Paese si è macchiato della vergogna degli orrori di Bolzaneto, che sono finiti in tiepide condanne e nel silenzio della classe politica.

Allora, pensate che sia in arrivo maggiore sicurezza? Vi ricordo che in Iraq c'è stato il business dei contractors, quell’esercito privatizzato con licenza di uccidere civili, sprare a donne e bambini, in nome di una guerra dove a comandare è il denaro.
Oggi quell'impianto poliziesco potrebbe trasferirsi qui, nelle città italiane, negli stadi e sulle autostrade, nelle ville private del nord est non meno che nelle oscure periferie dell’hinterland napoletano. Stanno per entrare in azione, anche in Italia, eserciti di contractors armati? E' questa la privatizzazione della polizia in forme assolutamente legalizzate? Temiamo di sì.

La notizia sta in un protocollo d’intesa, che sarebbe ancora top secret, redatto al ministero dell’Interno nei primi giorni di novembre e riguardante alcune sostanziali modifiche al Tulps (Testo unico leggi pubblica sicurezza), destinate a generare - secondo non pochi addetti ai lavori - squadroni di guardie giurate sul modello dei Blackwater americani, alle dipendenze di società private di vigilanza o di investigazioni (prossime peraltro alla unificazione, proprio in vista del mercato d’oro collegato alle misure anti violenza ed anti terrorismo).

Il documento, che porta la data del 16 novembre scorso, riguarda le modifiche da apportare al Tulps ed in particolare al Titolo IV: “Delle guardie particolari e degli Istituti di vigilanza e di investigazione privata”. Girato in forma riservata dalla presidenza della Federpol (il massimo raggruppamento della categoria) agli associati, il protocollo è accompagnato da copia della missiva inviata dallo stesso Gianuario Pellegrino, presidente nazionale Federpol, al prefetto Giulio Cazzella, responsabile del comparto sicurezza privata al Viminale e, dunque, parte attiva nel processo di privatizzazione spinta del sistema sicurezza nel Paese. Nella missiva Pellegrino chiede al prefetto un incontro per mettere a punto taluni aspetti della trasformazione, sottolineando che le modifiche risultano “profondamente innovative”, all’interno di un documento caratterizzato da “esaustività” e “compiutezza”.

Alcune note siglate dai vertici Federpol sottolineano la portata dei cambiamenti. In particolare, la prima: «Il nodo, estremamente delicato, da sciogliere - si legge nella nota - è se sia ammissibile o meno ampliare l’area di sicurezza privata oltre i confini tradizionali degli articoli 133 e 134 del Tulps», vale a dire entro i confini che finora ne hanno limitato i poteri, riservando i compiti di ordine pubblico esclusivamente a Polizia e Carabinieri.

E’ lo stesso Pellegrino, insomma, a mettere in guardia il prefetto circa i pericoli che potrebbero essere connessi a tutta l’operazione. E lo fa citando una norma diventata già, per imprenditori senza tanti scrupoli, il nuovo eldorado della security nostrana: il decreto ministeriale con il quale, lo scorso 8 luglio, il ministro dell’Interno Giuliano Amato ha dettato le nuove norme per la sicurezza negli stadi, facendo tra l’altro nascere la figura dello stewart, da molti ritenuta ambigua e pericolosa.

«L’ “occasio belli” - si legge ancora nella nota riservata della Federpol - è data dal D.M. 8 agosto 2007, nella parte in cui prevede che i servizi di “stewart” negli stadi siano “assicurati dalle società organizzatrici direttamente ovvero avvalendosi di istituti di sicurezza privata autorizzati (...) senza precisare di quale delle due tipologie tradizionali di istituti di sicurezza privata debba trattarsi», ma «c’è anche l’ipotesi-limite della “costituzione di corpi armati non diretti a commettere reati” (...), per la cui attività è astrattamente ammissibile una licenza. Certamente possono rientrare fra tali “corpi armati” gli istituti di vigilanza composti da guardie particolari (generalmente armate), ma potrebbero rientrare anche le attività di reclutamento, addestramento e organizzazione di corpi di “contractors” quali quelli utilizzati in Iraq».

Eccoci quindi arrivati al punto. «Noi investigatori privati - spara a zero uno storico esponente della categoria che preferisce restare anonimo - abbiamo avuto sempre il cuore della nostra professionalità nell’affiancare le Procure, nel rapporto con le Questure, con i penalisti, con la legge e le istituzioni. Ben diverso il settore degli istituti di vigilanza e delle guardie giurate, finora contenuto entro limiti rigidi per quanto riguarda compiti e funzioni. Oggi le modifiche del Tulps aprono la strada ad una unificazione di fatto fra le due categorie e tutto questo nel segno del colossale business targato sicurezza e antiterrorismo. Ma noi non ci stiamo».

L’investigatore della capitale parla a nome di quell’esiguo ma battagliero manipolo di dissidenti Federpol che, oltre a sparare a zero contro le intese governative sui rambo, contestano la recente nomina a vicepresidente nazionale della categoria del formatore di body guard Roberto Gobbi.

Una vicenda sapere, capire e su cui impegnarsi..........................


 

6)...e qualcuno in Europa già introduce il taser per ogni eventuale contestazione...penso che molti li seguiranno presto:


Da :
http://notizie.alice.it/cronaca/taser.html?pmk=hpppstr1_2

Svizzera, via libera alle pistole a elettrochoc

Il parlamento elvetico approva l'uso dei Taser. Amnesty: "Legge deplorevole"

Pubblicato il 19/03/08 in Cronaca|TAG: taser, svizzera, pistole a elettrochoc

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Al termine di un lungo dibattito, le due camere del parlamento svizzero hanno approvato l'uso di pistole a elettrochoc, che potranno essere adottate nelle operazioni di espulsione dalla Svizzera di stranieri renitenti.

Dispositivi immobilizzanti non letali. Così vengono classificate le Taser gun, quelle pistole in grado di emettere una potente scarica elettrica (circa 50.000 volt) per circa cinque secondi, che immobilizza la persona colpita, contraendo dolorosamente tutti i muscoli del suo corpo.

Amnesty international ha duramente criticato la decisione del parlamento svizzero. Tra il 2002 e la fine di settembre 2007, l'organizzazione non governativa ha recensito almeno 291 decessi dovuti in modo diretto o indiretto all’impiego di Taser negli Stati Uniti e in Canada e ritiene che l'impiego di tali armi rappresenti una violazione dei diritti umani.
Per questa ragione l'associazione umanitaria chiede di sospendere l'uso delle pistole elettriche o di limitare il loro impiego alle sole situazioni che implicano minacce di morte o di gravi ferite.
Ma le critiche non si fermano qui. Anche la Commissione contro la tortura delle Nazioni Unite condanna questo genere di armi, equiparandole a una una forma di sevizia, che in taluni casi può rivelarsi letale.

In Svizzera, il ministro di giustizia e polizia Eveline Widmer-Schlumpf  ha promesso di consultare le commissione di entrambi i rami del parlamento nell'elaborazione dell'ordinanza, che fisserà paletti per l'impiego del Taser.
L’arma è comunque molto diffusa anche in altri Paesi d'Europa, soprattutto in Francia e in Portogallo, i cui corpi di polizia si sono recentemente dotati dell'ultimo modello di pistola ad elettrochoc: la Taser X26.
Per la legge italiana i Taser possono essere venduti dagli armieri a persone con porto d'armi ma non possono essere trasportati per nessun motivo.

Stati Uniti, la polizia usa Taser contro un automobilista

Studente Usa colpito da Taser dopo intervento a comizio di Jhon

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