Attenzione alle iniziative della pagina: sono una forma di reazione e informazione circolante
Italiani all'opera: nessun dorma!
Chi ha detto che l'italiano non è una lingua internazionale?Nessuno nel mondo canta "l'opera" tranne che in italiano!
Ecco altre testimonianze sulla situazione della nostra democrazia
provenienti dall'esercito,la seconda comprende una petizione da
sottoscrivere, in questa istituzione il diritto di avere e di esprimere la
propria opinione è ritenuto a quanto pare sovversivo e da sanzionare.
La Costituzione per chi è stata scritta?Chi è responsabile di questo scempio
se non chi ha il potere di rimettere le cose a posto e non lo fa?
Salve,
Mi scuso anticipatamente per la mia non padronanza di linguaggio ma l'Esercito, in un certo senso, pare che ci preferisca ignoranti.
Durante la trasmissione ho visto i miei colleghi impietriti alle domanda fatte. Sicuramente c'è molta omertà fra noi. Questo perchè quando siamo colpiti dalla stampa tendiamo a chiuderci a riccio, seguendo un'unica linea di comportamento. Me ne sono accorto, ognuno difende le proprie posizioni. La paura che i superiori possano ritorcere contro chi sà e vuole parlare, come ad esempio quell'infermiera Americana che è intervenuta ieri in trasmissione.
Siamo succubi dell'America, che ci usa sempre, vedasi Ustica, le misteriosi morti di militari italiani ai radar quella notte. L'istituzione ha creato un sottobosco pieno di strane sigle, atte a difendere gli interessi nascosti dello Stato. Talvolta neanche il potere politico ne è a conoscenza. Ma perchè a pagarne le spese è sempre chi stà sotto alla scala gerarchica? siamo noi carne da macello.
Ho scelto questa professione prima di tutto per la mancanza di lavoro nel nostro paese, ma dopo pochi anni il tutto mi incominciava a piacere e iniziavo così ad impegnarmi, anche se nel mio piccolo. Ho partecipato alle missioni in Bosnia ( con l'IFOR e la SFOR ) ed in Kosovo (KFOR) e mi permetta uno sfogo personale: Lavoravamo a -30 gradi, senza una tenda in cui poterci riscaldare, passando le nostre sei ore a camminare per non ghiacciare, per lo più con la paura non del nemico, ma dell'ispezione che poteva sopraggiungere da un momento all'altro.
Da anni tentiamo di equipararci all'US Army, vogliamo fare tutto quello che fanno loro, ma qualcuno non pensa che per ogni militare operativo americano lavorano per lui sette militari, che gli danno la logistica neccessaria al suo sostentamento. Noi, invece, dobbiamo rattopparci l'uniforme che da 3 anni indossiamo senza mai averne avuta una nuova.
Purtroppo per noi italiani, non avendo mai avuto una cultura militare di guerra dobbiamo sottostare a chi ci concede protezione. Personalmente penso, dopo aver sentito miriadi di interviste e programme dedicati al DU, che il pericolo esiste, solo che il nostro governo attualmente non vuole ammetterlo. Ma cosa succederà quando la commissione attribuirà le cause delle malattie al DU? Cosa faremo noi militari? Personalmente mi sono attivato per la ricerca di un nuovo impiego, rinunciando all'impiego statale tanto decantato per noi meridionali.
La cosa che più mi logora dentro non è il sapere chi è il responsabile, ma il dubbio che lo stato ha creato per noi militari, sempre ubbidienti agli ordini superiori per il bene della nostra Patria.
Gradirei che questo mio pensiero possa essere momento di riflessione per tutti i superiori che sicuramente hanno avuto i nonni che han lottato per il nostro tricolore.
Cordiali
Saluti Sansonetti Vincenzo
Inserisco tutta la documentazione pervenuta via-mail,a destra la petizione, basta inviare via mail nome,cognome (eventualmente data e luogo di nascita) e numero del documento d'identità
Sulla vicenda Comellini altro materiale:
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20.0.09
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I militari non sono tutti uguali
I militari
non sono tutti uguali difronte alla Costituzione ed alle leggi. I casi
dei delegati della rappresentanza militare Antonello
Ciavarelli, Cocer della Marina militare, e Amedeo
Berdozzo, Coir dell'Arma dei Carabinieri, si sono conclusi in
modo diametralmente opposto mettendo in evidenza la mancanza di regole
univoche applicabili a tutti i dipendenti militari del Ministero della
Difesa. Recentemente questi hanno occupato ripetutamente le pagine di
alcuni quotidiani a carattere nazionale e siti web specializzati per
essere stati i destinatari di severi procedimenti disciplinari,
avviati dall'amministrazione militare a seguito della pubblicazione
delle loro dichiarazioni.
I due casi, perfettamente simili, hanno avuto percorsi ed epiloghi differenti. In un caso, quello di Ciavarelli, reo di aver criticato la politica del governo in meritoalla sicurezza, i suoi colleghi dei Cocer e dei sindacati di Polizia hanno inscenato una levata di scudi con tanto di proclami e comunicati stampa per difendere il suo diritto alla libertà di pensiero, nell'altro, quello di Berdozzo, anche lui incriminato di aver parlato con i giornalisti per difendere l'onore ed il prestigio dell'Arma dei Carabinieri dalle assurde accuse fatte nel corso della trasmissione Anno Zero, vi è stato l'assoluto silenzio e il più totale disinteresse in quanto non si trattava del diritto di un delegato del Cocer ma più semplicemente di uno di livello inferiore: un "minus habens" . Non meno di qualche giorno fa ho letto da alcuni siti web che si preoccupano di diffondere tali notizie, che, mentre il Ciavarelli a seguito del procedimento disciplinare è stato prosciolto da ogni accusa, al Berdozzo è stato riservato un trattamento diametralmente opposto: è stato sanzionato con estrema durezza. Ora, guardando la questione un pò più da vicino, cercando di resistere alla nausea che potrebbe arrecare una simile vicenda, è possibile anche scoprire che la discriminazione messa in atto nei confronti di Berdozzo non si è limitata alla grave sanzione disciplinare. Al Ciavarelli, infatti, è stato consentito di avvalersi di un Carabiniere - suo collega del Cocer – per essere difeso in sede disciplinare mentre, sempre al povero Berdozzo, è stato imposto il difensore in quanto quello da lui scelto per svolgere le sue difese è stato rifiutato perché di un'altra Forza armata e quindi appartenente ad una amministrazione che non ha nulla a che vedere con l'Arma dei Carabinieri. Ci troviamo, quindi, difronte ad un caso emblematico dove un appartenente all'Arma dei Carabinieri può svolgere l'ufficio del militare difensore a favore di un militare di un'altra Forza armata ma, se incolpato, non può avvalersi, parimenti, della medesima possibilità in totale spregio dell'art. 24 della Costituzione, nonostante la stessa Corte Costituzionale abbia affermato, nel lontano 1992, che proprio per poter assicurare, non soltanto una difesa a tutela degli interessi del militare sottoposto a procedimento disciplinare, ma soprattutto una difesa che possa essere svolta in condizioni di imparzialità e di indipendenza anche nei confronti delle pressioni che possano derivare dall'ambiente di vita militare, deve essere prevista la possibilità di poter scegliere liberamente il proprio difensore, anche scegliendolo tra i militari in servizio presso altri enti. In conclusione, quindi, non posso non rilevare che, a prescindere dalle vicende narrate – quella di Ciavarelli e quella di Berdozzo, entrambi militari dipendenti dalla medesima Amministrazione – il Ministero della Difesa -, i fatti confermano ancora una volta che la fruibilità dei diritti costituzionali da parte dei militari è troppo spesso vittima di evidenti discriminazioni che, ove non possono o non vogliono essere eliminate, finiscono col favorire solo ed esclusivamente determinate categorie i cui componenti sembrano essere gli unici a godere di speciali diritti o privilegi. Gli altri, quelli che non appartengono alla "Casta", è meglio che tacciano ogni rivendicazione per i propri diritti, soprattutto se questi sono chiesti per mantenere alto il prestigio delle Forze armate, finirebbero certamente come il Berdozzo. Roma, 21 agosto 2008 Luca Marco Comellini |
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Delegati della Rappresentanza
Militare del COCER non soffocate le richieste di maggiori diritti
sindacali |
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| 23.03.07 | LETTERA APERTA PUBBLICATA SUL QUOTIDIANO "IL TEMPO" SINDACATI E FF.AA. TUTTO FERMO" 08.04.07 | |
| 23.03.07 |
DECISIONI AMMINISTRATIVE CHE TROPPO SPESSO SI TRADUCONO CON LA NEGAZIONE DI UN DIRITTO 23.03.07 |
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| 23.03.07 | ||
http://www.firmiamo.it/annullamentoelezioni
http://www.firmiamo.it/propostascioglimentoforzanuova
vedi anche pag 109(anche impeach Bush) e pag.110
NEW!!!
Un modo per fare
sentire la nostra voce e dire a chi conta che non abbiamo dimenticato Ustica con
le sue 81 vittime sull'aereo e le altre 21 seguite a causa sua,le altre stragi e
chi ancora non se ne è assunto la responsabilità :
vedi pag.159