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  Il perfetto curricùlum del premier e dell'aspirante presidente della

                                           Repubblica italiana

 

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 cliccare sul documento per ingrandire e consultare le fonti ,per approfondimenti vedi anche pag.110

Lo Stato italiano non è mai sceso così in basso non solo per le cose atroci che stanno dietro questi sfrontati che non possono, nonostante tutto, essere estese  alla massa  e appartenengono   a un'élite che ha conquistato il potere sopprimendo vite umane ma per la cultura della calunnia,della diffamazione,della deidentificazione,dell'abuso sfrenato che ha alimentato nella generalita' insieme all'insensibilita' per tutto ciò che è stagnante e viene fatto passare per acqua di sorgente.
I governi Prodi non hanno mai cambiato le cose    ma non c'era tanta spregiudicatezza nella menzogna e nella falsita'che sottintende certezza di farla franca e di poter beffare e ripulire ad oltranza il popolo italiano ridefinendo i meritevoli "incapaci"e "meritevoli" gli assassini,i ladri,i calunniatori:
"La feccia che risale il pozzo" come diceva Montanelli"

P.S sono stanca dei tentativi di connessione degli  hackers autorizzati e dei bombardamenti di virus,l'ultimo fermato è un DCOM esploit lanciato dalla postazione mobile gia' segnalata che sta attaccando per ciò che mi risulta il  programma per le pagine del sito...un augurio al mandante di raggiungere presto la penisola dei famosi.

                              

22 Aprile 2009

Diffamatore impunito

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Le quattro più alte cariche dello Stato sono 'fuori legge'. Tutto ciò grazie al criminogeno Lodo Alfano. Silvio Berlusconi ha voluto fortemente questo 'stupro costituzionale' per evitare di essere coinvolto e condannato nel processo Mills. L’avvocato inglese non ha avuto la stessa fortuna. Silvio Berlusconi oggi può mentire, diffamare, e compiere qualsiasi reato. Può farlo su sei televisioni ed altrettanti giornali. Contro di lui non è possibile fare altrettanto, la legge lo tutela. Gode di un’immunità beffarda che è messa nelle sue mani trasforma la legge da garanzia di tutela ad arma offensiva.

Oggi, mercoledì 22 aprile, Silvio Berlusconi ha utilizzato il lodo Alfano. Per voce del suo avvocato ha rifiutato, avvalendosi appunto del lodo, di farsi processare per diffamazione nella causa intentata dal sottoscritto il 10 aprile dello scorso anno. Quel giorno, il presidente del Consiglio, nella puntata di ‘Porta a Porta’, dichiaro' «... non ha nemmeno una laurea valida. Non ha mai presentato un diploma di laurea originale, ma sempre certificati diversi uno dall'altro, sia per data sia per voti assegnati». Per queste menzogne il sottoscritto presentò un'esposto alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bergamo che poi ha aperto un fascicolo. All’udienza preliminare odierna, ecco la porcata poc’anzi descritta, tramite interposta persona di un avvocato. Al Gup non è rimasto che rimandare l'udienza al prossimo novembre in attesa che la Corte Costituzionale si pronunci sulla costituzionalità o meno del famigerato «lodo Alfano».

E’ curioso notare come su quella puntata di ‘Porta a Porta’ non si siano scagliate allora né le critiche dei politici, né la mannaia della Commissione di Vigilanza Rai e come Bruno Vespa non abbia ricevuto da parte dei dirigenti Rai le stesse ‘attenzioni’ riservate a Santoro e Vauro.

A me non rimane che trarre una conclusione, Silvio Berlusconi, da oggi, oltre a non poter essere processato per corruzione abbiamo la prova che non può esserlo neanche per diffamazione.

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