Alessandro Marcucci
Cap 7 Alessandro Marcucci -Versione
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Da :"Impossibile pentirsi "di
Mario Ciancarella
Allora
trovo corretto terminare questa lunga memoria, di una e piu’ tragedie insieme,
con il brano con cui Sandro ed io chiudemmo la presentazione degli scopi della
Associazione che lui aveva pensato, e che sento come la nostra vera carta di
identita’. Scrivemmo:
“Collodi
ci ha insegnato che non sempre un burattino e’ costretto da fili d’acciaio,
si’ che le sue malefatte vanno ricercate nel grande burattinaio. Pinocchio non
ha fili d’acciaio. E dunque non basta tagliare quei fili, dai quali fossimo
eventualemte costretti, per liberare la nostra umanita’.
Un
burattino pensa. Come un uomo. Si veste, come un uomo. Sente freddo e caldo,
come un uomo. Ha bisogno di affetto, come un uomo. Cerca la felicita’, mente e
pensa di voler bene, come un uomo. Soffre, teme e spera. Come un uomo. E’
medico, studente, ingegnere, operaio, militare, politico, quel che voi volete.
Come un uomo.
Dunque
non sono le divise, i ruoli, i gradi, le funzioni, ed i mandati neppure, a fare
un uomo. E neppure un burattino. Forse la sottile differenza sta proprio in
quella scintilla di umanita’, che e’ la verita’, il senso insopprimibile
della liberta’, che ci rende insofferenti ai falsi poteri e ci rende uomini,
capaci di obiezione e di scelta.
(..)
Allora noi avremo raggiunto lo scopo se anche un altro solo di noi, uno di
piu’, al termine del cammino e dell’avventura e guardando alla sua storia,
alla nostra storia, potra’ dire come noi: “Com’ero buffo, quand’ero un
burattino”.”
Ecco,
abbiamo solo cercato di essere uomini, piuttosto che burattini. Con una
capacita’ di obiezione e di scelta, che comporta una piena assunzione di
responsabilita’ per le proprie scelte e per le proprie azioni, dettate dai
propri convincimenti.
Ora un
uomo potra’ anche divenire o essere considerato un “elemento
inconsapevolmente portatore di fattori inquinanti” della verita’, come
sembra sia stato valutato il mio apporto nella sentenza del Giudice Priore. Del
tutto legittimo. Ma proprio perche’ ha scelto di essere tale, cioe’ uomo e
non burattino – pur indossasse gradi da generale -, un uomo e’ pronto ad
assumere la responsabilita’ politica e giudiziaria delle proprie azioni. Ed ha
il diritto, nelle sedi deputate, ad un confronto non pregiudiziale sulla natura
delle sue azioni. E’ invece disumano, io credo, che i livelli istituzionali si
affidino e si limitino a dei giudizi personalistici con i quali chiudere un
confronto mai avviato e relegare nella spazzatura le vite distrutte di due
uomini che hanno voluto essere Ufficiali, ed hanno voluto rimanerlo fino in
fondo in assoluta fedelta’. Voi sapete di non avere oggi, come noi non avevamo
ed io non ho, “la Verita’ provata su Ustica”. Avete pero’ una chiave
forse inaspettata di lettura di quella strage e di ogni altra strage. Non datevi
peso di questa “incertezza” su Ustica, se lo stesso Giudice ha dovuto
rinunciare a formulare una accusa di strage per la sottrazione quasi totale
delle prove necessarie ad un dibattimento. Voi sapete di poter leggere la
verita’, oltre quelle prove, perche’ non siete tenuti ad emettere sentenze
formali ed irrogare condanne. E ricordate che Voi avete lo stesso diritto del
Giudice a formulare giudizi in virtu’ del “libero convincimento” cui siate
pervenuti dalla analisi lealee corrtta delle risultanze. Perche Voi siete la
Legge e Voi siete la Magistratura, perche’ Voi siete il Sovrano, se e’ vero
come e’ vero che in questo Paese si legifera e si giudica “In nome del
del Popolo Italiano”.
24/06/2008
- Sandro Marcucci: una puntata di "Chi l'Ha
visto del 1996" ricostruisce quello strano incidente
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