IL MARCIO E' VENUTO A GALLA
Se non altro il marcio è venuto allo scoperto,così sappiamo come i protetti
istituzionali dalla mafia e dalle altre cosche pagheranno chi hanno danneggiato,
non naturalmente con soldi guadagnati con lavoro quotidiano, altrimenti non
avrebbero commesso reati su istigazione di qualcuno ma con soldi provenienti dai
crimini per il quale non ci si alza tutte le mattine e si timbra il
cartellino, potrebbero essere anche soldi inventati di sana pianta a computer.
Nulla da obiettare?
In un caso o nell'altro i soldi veri diventeranno carta straccia e chi ha
ucciso direttamente o indirettamente con armi,droga,ricattato o
falsificato potrà comprarsi indisturbato in pochi giorni un Paese sottraendo
case a chi ci mette anni di lavoro per possederne una e anche comprare
ulteriori persone da mettere al proprio seguito.
Non è vero che per tutti è indifferente,mi sono accorta che la gente ha aperto
gli occhi, persone qualsiasi che trovi anche alla cassa dei
supermercati,hanno compreso la vera moralità di chi comanda e di
chi ha la faccia tosta di ricevere i baciamano degli ignoranti e di insultare
con la sua presenza il popolo che rende schiavo facendo accartocciare striscioni
a ripetizione e pretendendo di non essere l'ispiratore di questi
abusi
IL MARCIO E' VENUTO NONOSTANTE TUTTO A GALLA E SE LA GENTE COMUNE SA (ANCHE
QUELLA CHE NON HA COMPUTER)SIGNIFICA CHE POCO CI VORRA' PERCHE' TUTTI SAPPIANO.
1)La legge che liberalizza il riciclaggio è stata firmata dal CAPO DELLO
STATO (PARA)ITALIANO.
2)L'Irlanda purtroppo è capitolata e ha approvato il trattato di Lisbona
dopo la stretta sull'economia conseguente all'ultimo rifiuto del trattato
e una generosa, interessata donazione della Comunità Europea per
compensare la pioggia di licenziamenti che erano susseguiti,veramente
lo schifo non ha limite.
Da :http://www.pieroricca.org/2009/10/02/istituzioni-dello-stato/
Ricordo l’agorà di oggi sabato 3 ottobre, ore 17 in via Mercanti angolo piazza Duomo.
Lunedì 5 e martedì 6 sono previsti altri due appuntamenti, con regolare
nulla osta delle istituzioni dello stato, sempre in via dei Mercanti, con
volantinaggio ed esposizione di uno striscione contro il “Lodo” Alfano.
Lunedì, dalle ore 15 alle 19. Martedì, dalle ore 11 alle 20.
Gradita la collaborazione di persone che si alternino allo striscione e ai
volantini.

Cosa c’è di più aderente allo spirito della democrazia di un gruppo di giovani che aspettano il capo dello stato in visita nel proprio paese non per supplicare una raccomandazione, ma per chiedergli di non firmare l’ennesima legge salva-delinquenti? Un gruppo di ragazzi di Altamura ci ha provato ieri con il presidente Napolitano. La gendarmeria non ha gradito: il loro striscione avrebbe rovinato il clima di festa.
Caro Piero,
nel pomeriggio del primo ottobre una rappresentanza del meet-up di Altamura (BA), si riunisce per interpellare il presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano, con volantini e uno striscione: ‘Non firmare lo scudo criminale’.
Siamo riusciti ad esporre lo striscione per 3 lunghi minuti di imbarazzo
generale, dopodiché…
leggete quanto è successo in questa breve cronaca dei fatti.
h 17:00
Arrivo in piazza duomo, dove ci sistemiamo nelle zone dedicate alla
cittadinanza, iniziano ad accorrere curiosi e prime scolaresche
h 17:15
Ci sistemiamo sotto le colonne del palazzo Melodia, evitando le zone più
affollate, scegliendo così una zona ai margini della folla, ma con buona
visibilità dal percorso del presidente, atteso per le 18:30
h 17:20
Si notano le scolaresche esibire diversi cartelloni su stecche, operai della
Natuzzi con il loro manifesto esposto sulle transenne a ridosso del percorso
presidenziale, due manifesti di Rifondazione Comunista per il ritiro delle
truppe dall’Afghanistan e due del Pd che danno il benvenuto al presidente
h 17:40
Dopo un’attesa di più di mezz’ora decidiamo che è ora di mettere su lo
striscione e distribuire i primi volantini
h 17:45
Un uomo in giacca e cravatta si avvicina con un distintivo identificandosi
come vice-questore di Bari, con lui una donna con distintivo non
identificatasi. Insieme a loro un altro poliziotto in borghese. Ci tolgono
immediatamente, appallottolandolo, lo striscione e pure il megafono, che fino
ad allora non era stato usato.
Un ragazzo riprende la scena e il vicequestore cerca di togliergli la telecamera, ma noi insistiamo sul fatto che lui è estraneo ed è lì liberamente a riprendere. La telecamera è salva.
h 17:50
I poliziotti provano la strada della provocazione e delle intimidazioni, ma
noi non assecondiamo le loro intenzioni di alzare i toni e pretendiamo di
voler esercitare il diritto all’opinione nel pieno esercizio della
democrazia, considerando che lo striscione non è offensivo, non lede la
dignità di alcun presente o assente, e soprattutto è politico ma non
partitico
h 17:55
Ci chiedono i documenti ma non registrano le generalità, ci piantonano per
tenerci sott’occhio con tre uomini molto larghi di spalle e minacciosi anche
con quanti ci avevano espresso solidarietà. Il vicequestore e la donna si
allontanano con volantini, striscione e megafono parlando di restituzione a
fine visita del presidente. Nessun verbale di sequestro.
h 18.30
I tre energumeni continuano ad intrattenerci alternando “simpatia” ad
arroganza.
h 19:00
Il presidente arriva, passa e dopo mezz’ora circa se ne va, seguito da un
corteo di macchine blu, compreso il vice-questore, con “il corpo del
reato” sottrattoci.
E’ doveroso precisare che non avevamo comunicato alcun preavviso, ma non
è stato applicato lo stesso criterio con altri striscioni o manifesti.
Il vice-questore ha precisato che se il nostro striscione fosse stato di altro
tipo, politicamente innocuo, non sarebbe intervenuto, e allora è chiaro che
se la polizia interviene con questi criteri non sono in discussione le
autorizzazioni ma i contenuti.
E’ stato anche sottolineato che il paese non poteva permettersi per colpa
nostra di fare una
cattiva figura durante la visita eccezionale di Giorgio Napolitano, e che noi
‘avremmo rovinato il clima’. Con le nostre idee. Con la nostra voglia di
giustizia.
Questo episodio ci ha indignati profondamente e ci ha fatto capire che gli spazi leciti per l’espressione democratica si stanno restringendo sempre più e che l’unico modo per non indispettire il potere e il suo braccio armato è quello di dire sempre di sì.
Ma noi non ci stiamo, vogliamo essere la reazione allergica e insieme il vaccino di un regime che non durerà a lungo.
Saluti, Marco
“Nella Costituzione c'è scritto che il presidente promulga le
leggi. Se non firmo oggi il Parlamento vota un'altra volta la stessa legge
ed è scritto che a quel punto io sono obbligato a firmare. Se mi dite non
firmare, non significa niente" queste sono le parole di un
Presidente della Repubblica che in questa legislatura ha firmato
di tutto e lo ha fatto spesso entro le 24 ore.
Non è vero che “non firmare” non significa
nulla, i gesti della prima carica dello Stato hanno una forte valenza per
la democrazia e per l’immagine delle istituzioni.
Se questo è il pensiero di chi la rappresenta oggi mi domando allora cosa
stia a fare Giorgio Napolitano dov’è. Se questa è la
considerazione delle funzioni spettanti al suo ruolo, se firma perché “tanto
poi dovrà firmare” allora lasciamo promulgare le leggi al
Parlamento e smettiamola con le pantomime. Il Capo dello Stato
avrebbe dovuto non firmare l’amnistia fiscale, né
tanto meno negarne la gravità prima di farlo. Questa porcata non andava
promulgata, e se si fosse ripresentata invariata un Presidente della
Repubblica firmando avrebbe dovuto spiegare alla nazione che l’arroganza
del governo e di una certa opposizione privava delle sue prerogative anche
la Presidenza della Repubblica.
Questo 2 di ottobre il governo Berlusconi IV con il voto
di fiducia avrebbe potuto togliere le tende e tornare a casa riportando il
Paese alle urne. Per soli 20 voti l’Italia ha perso questo
importante treno su cui viaggiava, oltre al proprio futuro, lo scudo
fiscale. Venti voti di deputati del Pd e dell’Udc, e, con rabbia devo
riconoscere, anche di un deputato Idv. Gli italiani sono stati fregati da
32 escort da Parlamento che si sono svendute a questa vergogna.
In quest’indimenticabile 2 ottobre ci sono stati 24 assenti del
Pd, 7 dell’Udc ed uno dell’Idv, qualche ora prima molte delle
stesse facce avevano già boicottato il voto sulla mozione di
incostituzionalità dello scudo stesso.
Non accetto lezioni sul rispetto delle istituzioni dai tanti
doppiopetto che dicono di fare opposizione in Parlamento ma che
al momento opportuno, quello del voto, ritirano la mano e l’unica a cosa
che sanno fare è denigrare ed inveire contro chi
l’opposizione, quella dei fatti, la conduce senza sosta dentro e fuori
del Parlamento come Italia dei valori.
Le lezioni impartite dal Pdl, Fini incluso, quelle sono il canto delle sirene
di Ulisse, non bisogna ascoltarle, ma chi si traveste da
salvatore della patria scendendo il Piazza del Popolo a difendere la
democrazia a parole salvo poi assassinarla nei fatti in un’aula del
Parlamento non merita la stima dei giusti bensì l’ira degli onesti.
Nasce il MOVIMENTO 5 STELLE: oggi ore 15 diretta streaming dal blog
Ieri ho partecipato alla manifestazione in Piazza del Popolo a Roma di cui ho trasmesso la diretta streaming dal mio blog e dal sito dell’Italia dei Valori. Un’imponente ed importante manifestazione che testimonia che il Paese c’è ancora e che aspetta un segnale per tornare a sperare, segnale che Italia dei Valori sta dando e darà ogni giorno più forte.
Oggi ci sarà un’altra manifestazione importante, che sta passando nel silenzio di regime, che non ha avuto trenta giorni di prime pagine di la Repubblica ma che son certo sarà seguita da migliaia di cittadini: la presentazione del Movimento a 5 Stelle di Beppe Grillo allo Smeraldo di Milano. Anche di questo evento trasmetterò la diretta streaming oggi alle 15:00 dal mio blog, ed anche di questo importante fatto politico spero che domani l’informazione, che è scesa in piazza per urlare la propria libertà ed indipendenza dal potere, dia il dovuto spazio nei propri servizi lunedì, altrimenti in Piazza del Popolo ieri si è celebrata la festa di una delle tante lobby dell’informazione. Auguri Beppe.