Facciamo un breve riassunto…
Tutti noi, con una semplice mail di protesta inoltrata alla Regione
Calabria, abbiamo aiutato
Riccardo
Pio, ad ottenere il riconoscimento della terapia (
ossigeno
terapia - Florida), che a tutt’ oggi, sta permettendo a questo bimbo
di avere molti giovamenti, riportiamo ciò che ci scrive Giulia la mamma:
Riccardino muove molto di più gambe e braccia, quando siamo venuti
quì teneva le gambette all’indiana soprattutto da sdaraiato, ora invece
le distende da solo e sgambetta, ha la schiena molto più diritta,
riesce a reggere la testolina molto meglio, abbiamo quasi levato i
sedativi, ne prende 10 volte meno di quanto ne prendeva 7 mesi fa e
grazie a Dio non ha convulsioni, mentre prima con tutti i sedativi
aveva le convulsioni e questo è un grosso passo avanti, poi digerisce
meglio, riesce a defecare da solo, e sta anche crescendo, prima
la sua crescita era bloccata, erano 3 anni fermo allo stesso peso, ora ha
messo più di un kg e la cosa più bella che il 25 Aprile Riccardino per
la prima volta mi ha chiamata “mamma”…
Già, Giulia ci telefonò, per dirci, Riccardino ha
detto MAMMA…
Quello che nei bambini “normali” è la normalità, per questi bambini
diventa un miracolo…
Ora cari amici abbiamo TUTTI, un grosso compito quello di aiutare un altro
bambino:
EMANUELE LO BUE
Per questo caso, siamo ancora più arrabbiati, perchè Emanuele, era entrato
in un ospedale Lombardo, per una semplice appendicite, quelle operazioni,
alle quali TUTTI I BAMBINI, sono soggetti, quelle cose da nulla… “Ma si
che vuoi che sia…”
Vi ricordate ? Volevano dimetterlo il 12 dicembre 2007, ma grazie a TUTTI
NOI, con una semplice mail di protesta
al San Raffaele, lo abbiamo evitato…
La cosa schifosa (e scusateci ma non abbiamo ancora trovato un sinonimo) è
che proprio in data 5 giugno 2008 scopriamo dell’altro (bere altra
camomilla prima di proseguire):
San Raffaele, arrestati due medici per
truffa
L’inchiesta riguarda una serie di ricoveri ritenuti non necessari che
risalgono al periodo 2005-2006, effettuati per ottenere rimborsi
MILANO - Un medico della clinica San Raffaele Turro (sede
distaccata dell’ospedale fondato da don Luigi Verzè) è stato arrestato
e un altro posto ai domiciliari nell’ambito dell’inchiesta della
Procura di Milano su una presunta truffa al Servizio Sanitario Nazionale. L’inchiesta
riguarda una serie di ricoveri ritenuti non necessari che risalgono al
periodo 2005-2006, messi in atto per ottenere rimborsi.
GLI ARRESTATI - In carcere è stato portato Luigi Serini Strambi,
direttore dell’Unità per la Cura del Sonno della clinica San Raffaele
Turro di Milano, mentre ai domiciliari è stato posto il direttore
sanitario della clinica stessa, Pasquale Mazzitelli. Nei mesi scorsi i
militari della Gdf avevano acquisito un migliaio di cartelle cliniche
per verificare se ci fossero interventi per cui era stato disposto un
ricovero non giustificato. Gli ordini di custodia cautelare sono stati
chiesti dal pm Grazia Pradella e Tiziana Siciliano e sono stati emessi
dal gip Luigi Varanelli. Nell’inchiesta risultano indagate quattro
persone.
FALSO E TRUFFA - Ai due medici arrestati dalle Fiamme gialle sono
contestatili i reati di falso ideologico e truffa ai danni del
Servizio Sanitario Nazionale. Secondo le indagini, iniziate a
febbraio 2007 e coordinate dalla Procura di Milano, i professionisti nel
tempo «avrebbero attestato sulle cartelle cliniche dei propri
pazienti fatti e situazioni non rispondenti al vero (necessità
di ricovero prolungato)
per procurarsi un ingiusto rimborso da parte
della Regione Lombardia e
dal Servizio Sanitario Nazionale
per gli anni 2004, 2005 e 2006». «Relativamente ad alcuni specifici
esami clinici - riferisce la Guardia di Finanza -, i medici avrebbero
erogato le prestazioni attestando la necessità di procedere al ricovero
dei pazienti (dai due ai dieci giorni, con una media di tre giorni).
Questi, in realtà, sarebbero stati sottoposti a esami erogabili a
livello ambulatoriale, per cui è previsto un rimborso nettamente
inferiore».
NOVELLI «CARBONARI» - Dalle intercettazioni telefoniche
disposte emerge che alcuni dei medici indagati si erano riuniti in un
bar per concordare una versione comune da fornire alla polizia
giudiziaria che li aveva appena convocati, quali persone informate sui
fatti. Gli indagati, a quanto ha riferito il gip, temevano di essere
intercettati e avevano studiato strategie per neutralizzare le
comunicazioni, autodefinendosi «carbonari».
«ARRESTI INGIUSTI» - Gli arresti dei due medici vengono
defintiti «ingiusti e sproporzionati» dall’Istituto San Raffele.
«L’inchiesta, iniziata circa un anno e mezzo fa, ci accusava di avere
effettuato, presso il Centro di medicina del sonno di San Raffaele
Turro, ricoveri con una durata di degenza superiore al necessario per
ricavarne un ingiusto rimborso. Peccato - rileva l’Istituto - che le
linee guida nazionali ed internazionali confermino la correttezza del
nostro operato. Peccato anche che, per casi analoghi, i migliori Centri
del sonno Italiani effettuino ricoveri con degenze superiori alla
nostra. Si tratta di un argomento complesso, per cui, da subito, abbiamo
collaborato con la Magistratura e le autorità di controllo (ASL e
Regione) per chiarire il nostro operato. Del tutto a sorpresa, oggi dopo
16 mesi, la magistratura fa arrestare 2 stimati professionisti,
trattandoli come delinquenti comuni, e questo è francamente
intollerabile». L’ospedale ribadisce «piena fiducia nella
professionalità e serietà dei medici coinvolti nell’inchiesta».
TRE MILIONI DI EURO - I militari della guardia di Finanza hanno
sequestrato quasi tre milioni di euro, ritenuti profitto dei reati di
truffa: si tratta dei crediti vantati dalla Fondazione Centro San
Raffaele del Monte Tabor, da cui dipende il distaccamento di Turro, nei
confronti della ASL Città di Milano. L’ospedale San Raffaele e il suo
legale rappresentante don Luigi Verzè sono indagati per responsabilità
oggettiva in relazione ai reati: alla Fondazione San Raffaele i
magistrati contestano di non aver predisposto il modello organizzativo
atto a prevenire la commissione di reati.
Capito ? Truffe per tre milioni di Euro, ma non
ci sono i soldi per Emanuele…
La famiglia di Emanuele, non si è mai arresa, è riuscita a raccogliere
fondi per portare Emanuele, nella stessa
clinica in Florida, specializzata in ossigeno terapia…
Eleonora (mamma di Emanuele), prima di partire per la Florida, inoltrò
la richiesta alla Regione Lombardia, per ottenere il riconoscimento della
terapia, questo avrebbe permesso di proseguire la cura a carico della
Regione…
Ma “stranamente”, siamo già in uno
stato federale,
visto che la stessa terapia viene
riconosciuta nella
Regione Calabria per Riccardo Pio, ma
non in Lombardia per Emanuele Lo Bue…
Strano non trovate ? Tenendo anche conto, che Giulia (la mamma di Riccardo
Pio) ci ha segnalato questa legge:
Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 1 dicembre 2000
Atto di indirizzo e coordinamento concernente il rimborso delle spese
di soggiorno per cure dei soggetti portatori di handicap in centri
all’estero di elevata specializzazione
ART. 2. Soggetti aventi diritto
1. Nei confronti dei soggetti portatori di handicap, individuati
dall’art. 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, che
necessitano di cure per la neuroriabilitazione, le spese per il
soggiorno dell’assistito e del suo accompagnatore, in alberghi o
strutture collegate con il centro di altissima specializzazione
all’estero, sono equiparate a tutti gli effetti (…)
ART. 4. Corresponsione degli acconti
1. Per i soggetti portatori di handicap, di cui all’art. 2,
l’unità sanitaria locale corrisponde, a
richiesta dell’assistito, gli acconti, previsti dall’art. 6,
comma 13 del decreto del Ministro della sanità 3 novembre 1989, e
successive modificazioni, computando nell’ambito della spesa
sanitaria presumibile anche le spese di soggiorno, così come
individuate dall’art. 2 (…)
Il tutto è stato fatto dalla mamma di Emanuele, ma volete sapere
che ha risposto la Regione Lombardia ?
Un bel NO !
Emanuele Lo Bue, un bambino normalissimo, entra per una banale
appendicite in un ospedale Lombardo, il San Raffaele, ne esce
sotto forma di vegetale, e la Regione Lombardia boccia la richiesta
della mamma di coprire per 8 mesi le cure per Emanuele ? Cure che ad
oggi sono avvenute SOLO grazie alle donazioni DELLA GENTE COMUNE ?
Tu che stai leggendo, che faresti se
rovinassero così il tuo bambino, e non avessero nemmeno la decenza
di tentare di rimediare ?
Cari amici, può capitare a qualsiasi bambino, quindi
rimbocchiamoci le maniche e vediamo di inoltrare quante più mail
alla Regione Lombardia, perchè “cambino idea” sul
riconoscimento della terapia per EMANUELE LO BUE…
I bambini sono TUTTI UGUALI, indipendentemente dalla Regione in
cui risiedono !
Quindi ci complimentiamo con la Regione Calabria per aver
riconosciuto la terapia per Riccardo Pio, ma urliamo un bel:
VERGOGNA REGIONE LOMBARDIA PER
EMANUELE LO BUE !
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VERGOGNA REGIONE LOMBARDIA PER
EMANUELE LO BUE !