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Siamo tutti uguali davanti alla legge!
sottotitolo : figli della gallina bianca
Bisogna riconoscere a IDV e ad Antonio Di Pietro di avere informato
sulla politica di tutti questi anni e il merito di questa vittoria
Purtroppo è stato necessario riaffermare il principio dell'uguaglianza di
ogni essere umano davanti alla legge che per un popolo civile è una
grande vergogna ma la conferma di questa verità sconvolgente c'è
stata,nonostante i dubbi che si sono protratti per un giorno...
Il bispensiero ha perso e la legge e la sua applicazione,almeno in questo
caso da prima elementare,sono stati uguali.
Quanto al nostro capo del (para)Stato dovrebbe stare attento ai danni che
tutti faremmo bene a chiedergli per aver collaborato da primo cittadino alla disfatta della
nazione che doveva difendere, non si sa se con dolo o
colposamente.
Certo è che da lui molte persone oneste hanno dovuto ricevere oltraggi
ben peggiori attraverso valutazioni immeritate a cui lui
stesso ha partecipato e che anche un suo valoroso predecessore
ha avuto una firma falsificata senza che venisse mossa una paglia,tutte
queste persone profondamente vilipese e danneggiate hanno tutto il
mio rispetto perchè come dice una pubblicità : "il rispetto bisogna
meritarselo".
Ottobre 2009
Stato-AntiStato: 1 - 0
Oggi è come se l’Italia avesse vinto i Mondiali di calcio.
Quello che succederà al Paese non si sa, anzi lo sappiamo perchè ci
vuole ben altro del parere della Consulta per rimuovere un folto gruppo
saldamente ancorato al potere, ma oggi, almeno oggi, in questa notte del 7
ottobre 2009 gli italiani potranno sognare un’Italia diversa.
Il sogno durerà meno della vita di una farfalla, domani torneranno
all’attacco dell’aticolo 3 della Costituzione: la legge è uguale per
tutti, per le quattro più alte cariche dello stato incluse.
W l’Italia e quell’onestà che ancora brilla nello Stato.
Riporto alcune Ansa delle mie dichiarazioni e di esponenti dell'Italia dei Valori:
E’ incostituzionale. E noi lo abbiamo detto subito, sin da quando ci
riunimmo a piazza Navona in migliaia per gridare allo scandalo su questa
legge che Berlusconi si è fatto per sistemare i suoi processi. Già
allora, ci rivolgemmo al Capo dello Stato per pregarlo di non firmare
questo scempio di incostituzionalità e immoralità.
Allora rimanemmo stupiti che il Capo dello Stato, non solo firmò il Lodo,
ma dichiarò che lo faceva non per dovere, ma perché lo riteneva del
tutto costituzionale.
Spero che da oggi, alla luce della decisione della Consulta il Presidente
del Consiglio la smetta di fare leggi a proprio uso e consumo, si dimetta
dall’incarico e vada a fare quello che da 15 anni si ostina a non voler
fare: l’imputato. E spero che il Presidente della Repubblica, d’ora in
poi, non sia così frettoloso nel firmare provvedimenti incostituzionali e
immorali”. - ANTONIO DI PIETRO
"La Consulta ha bocciato non solo il Lodo ma una maggioranza che da 15 anni con arroganza e spregio delle istituzioni obbliga il Parlamento ad approvare leggi palesemente incostituzionali al solo scopo di garantire un’indebita impunità a Silvio Berlusconi. Per questo il governo ora ha il dovere morale di dimettersi e il presidente del consiglio di fare quello che qualsiasi altro italiano nelle sua condizioni dovrebbe fare: l’imputato. L’Italia dei Valori chiede che si vada subito ad elezioni" - MASSIMO DONADI Capogruppo Idv alla Camera
"La Corte Costituzionale ha riconosciuto la palese incostituzionalità del cosiddetto "Lodo Alfano": viene così eliminato dal mondo giuridico il maldestro tentativo di violare, con legge ordinaria, il sistema costituzionale ed il fondamentale principio di uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge. IDV ha raccolto un milione di firme per eliminare una legge che oltre che incostituzionale è esempio di barbrie ed inciviltà etica e istituzionale. La sentenza della Corte Costituzionale rende inutile il referendum ma dimostra come fosse fondata l'indignazione dei cittadini, e come le perplessità espresse sulla firma da parte del Capo dello Stato avessero oltre che un fondamento etico, anche un fonfamento giuridico e costituzionale". - LEOLUCA ORLANDO - Portavove nazionale di IDV
'Il presidente Berlusconi fara' bene a prendere le valige e a cambiare aria" - FELICE BELISARIO - Capogruppo Idv al Senato
"E' da mesi che sottolineavamo la manifesta
incostituzionalita' del lodo Alfano perche' in palese violazione, tra
l'altro, di uno dei cardini della democrazia italiana: il principio di
uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge.
Per questo non possiamo che accogliere con soddisfazione la decisione
della Consulta e il fatto che anche il presidente del Consiglio ritorni,
oggi, tra noi comuni mortali, sottoposti a quel rispetto della giustizia
che e' alla base della nostra Repubblica. Continueremo ad essere i custodi
della Costituzione e difenderemo in Italia e in Europa la democrazia del
nostro Paese''. - - LUIGI DE MAGISTRIS - Europarlamentare Idv
Non sto nella pelle, sono felicissima ed ho la sensazione di
condividere questo sentimento con parecchi milioni di italiani.
Per un anno ci siamo ostinati a credere nella Costituzione e nella
Giustizia abbiamo raccolto centinaia di migliaia di firme, abbiamo girato
l'Italia in lungo ed in largo per informare i cittadini e gli studenti.
Siamo stati attaccati dai servi di questo sistema di potere pidduista e
mafioso e siamo stati accusati di essere pazzi, anti-italiani ed
ignoranti!
Nonostante tutto a testa alta abbiamo continuato contro tutto e tutti!
Oggi abbiamo vinto questa grande battaglia e, come canta il mio amico
Ligabue, questo e "il giorno dei giorni"! - SONIA
ALFANO Europarlamentare Idv
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Immunita'? No grazie
Da una parte, se si chiede al Capo dello Stato di non firmare lo
scudo fiscale, che tutela con l’anonimato e l’impunibilità
mafiosi ed evasori, si è accusati di “tirare per la giacchetta”,
se si definisce poi “vile” l’atto di abdicare alle
funzioni del suo ruolo, si finisce per essere passati al
setaccio dalla Procura.
Dall’altra parte, abbiamo parlamentari in duplice veste:
deputati, avvocati del premier e dello Stato, che vengono ascoltati per
argomentare alla Consulta come un lodo “di sartoria” per Berlusconi e
tre alte cariche dello Stato, sia legittimo alla faccia di 60
milioni di individui. Guarda caso, però, solo lui ha più di un
processo che lo attende al varco.
Giorgio Napolitano non è al di sopra della Costituzione ma ne
è il garante. Finché decide di esercitare le sue funzioni,
questa prerogativa lo contraddistingue dagli altri cittadini,
diversamente, è un comune cittadino. Non ritengo di aver
oltraggiato ma, al contrario, difeso e salvaguardato la figura del Capo
dello Stato che oggi porta un nome e domani ne porterà un altro. La
figura del Capo dello Stato deve rimanere integra al di là del suo volto.
Napolitano ha firmato in 24 ore il ‘Lodo Alfano’, ha
firmato con timide osservazioni la legge sulle intercettazioni,
ha firmato in 24 ore un’amnistia fiscale mascherata da scudo
all’americana quando invece era alla lussemburghese.
Mi domando: può un cittadino comune, per di più espressione dell’8%
dell’elettorato italiano, esprimere qualche perplessità sull’operato
di questo Presidente della Repubblica?
Rispondo di si, ed è ciò che ho fatto e che rifarei.
Io sono qui, non mi nascondo dietro il Lodo delle
quattro più alte cariche dello Stato e non so che farmene dell’immunità
parlamentare. Sono qui per la procura di Roma,
sono qui per i politici in doppiopetto blu che si
indignano, sono qui per le penne veloci al loro soldo che
hanno pubblicato con solerzia la notizia del “forse al vaglio della
Procura”, ma che oscurano il programma di governo dell’Italia dei
Valori.
Sono qui e sarò qui anche quando verranno mandati a casa
dai loro elettori appena il loro garante alla Presidenza del Consiglio
toglierà le tende.
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"Informazione:si riparte dall'Europa" | |
| Oggi
ho trasmesso la diretta streaming da Bruxell per
parlare di informazione in Europa. l’Italia è in Europa dal
1952 e forse dovremmo guardare di più ad essa approviamo le
nostre leggi, o chiederci come mai i nostri vicini di casa ci
vedono da tempo come un’anomalia in molti settori delle
istituzioni. Come politico posso solo constatare che a guardar
bene il livello di collusione e di corruzione della politica
all’interno del Belpaese ho ben poca speranza che le
cose possano cambiare nel prossimo decennio confidando in questa
classe dirigenziale.
Riporto in calce un’intervista rilasciata a L’Altro (leggi
l'intervista) e un articolo de il Fatto che porta la mia firma
(leggi
l'articolo). Vi invito a leggerli entrambi perché danno
spazio al pensiero di un Partito, Italia dei Valori, verso cui
l’informazione nazionale nega ogni forma di comunicazione
propositiva dando gran voce alla sua impronta intransigente,
componente di cui siamo fieri, ma che non è espressione esaustiva
della nostra politica riformatrice e propositiva. |
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| Antonio Di Pietro | ||
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