L'araba fenice risorge dalle sue ceneri
Penso che tutti tendiamo a ridurre la forza quando vediamo l'avversario
al centro degli attacchi,il problema è che certe persone sono propense a
risorgere dalle loro polveri come l'araba fenice e che la forza
dell'aggressione alla nostra Repubblica è vecchio di decenni non solo da
parte di un individuo ma di un'intera schiatta che ha collegamenti in tutto il
mondo,la P2 risulta da alcuni documenti avere a capo Bush senior e
sede in buona parte degli Stati d'Europa nei luoghi altolocati.
E' una sorta di aggressione fine alla democrazia che mostra solo ciò che vuole
mostrare ma ha un substrato a sostegno enorme consolidato in decenni di
corruzione dei tessuti sociali sfociato nel mostro istituzionale che
abbiamo davanti.
La risposta a questa aggressione dipende dal ristabilimento
dell'equilibrio,conseguente al riconoscimento plateale di ciò che è
accaduto, di modo che la verità compaia alla luce del sole e ognuno possa
prendere davanti ad essa le risposte che più gli si confanno,comunque non più
ambigue ma di scelta decisa a favore o no della giustizia.
Il conseguimento di una nuova democrazia parte dal recupero delle verità
nascoste per anni e nella giustizia data alle vittime,agli omicidi e alle stragi
che sono passate sotto silenzio.
L'orientamento dell'Italia che ne risulterà dirà quanto si è riusciti a
salvare.
L'importante è però chiudere la strada ai nemici della democrazia rifiutando
di tributargli nuove vittime e questo consiste nell'assoluta negazione di ogni
indulgenza a chi rifiuta di assoggettarsi alle leggi di tutti e continua a
produrre legislazione che corrode in profondità la giustizia sociale
preventivando nuove vittime dello Stato.
Dal blog di Piero Ricca :
Caro Piero,
diffondi per favore. Ciao, Cristina.
Era davvero necessario il disastro di Messina per capire che non servono opere faraoniche, come il ponte sullo Stretto, ma opere di bonifica e messa in sicurezza del territorio da decenni sfigurato da devastazioni edilizie e dissesto idrogeologico?