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                                          L'araba fenice risorge dalle sue ceneri

 

Penso che tutti  tendiamo a ridurre la forza quando vediamo l'avversario al centro degli attacchi,il problema è che certe persone sono propense a risorgere dalle loro polveri come l'araba fenice e che la forza dell'aggressione  alla nostra Repubblica è vecchio di decenni non solo da parte di un individuo ma di un'intera schiatta che ha collegamenti in tutto il mondo,la P2 risulta da alcuni documenti avere a capo Bush senior e  sede  in buona parte degli Stati d'Europa nei luoghi altolocati.

E' una sorta di aggressione fine alla democrazia che mostra solo ciò che vuole mostrare ma ha un substrato a sostegno enorme  consolidato in decenni di corruzione dei tessuti sociali  sfociato nel  mostro istituzionale che abbiamo davanti.

La risposta a questa aggressione dipende dal ristabilimento dell'equilibrio,conseguente al  riconoscimento plateale di ciò che è accaduto, di modo che la verità compaia alla luce del sole e ognuno possa prendere davanti ad essa le risposte che più gli si confanno,comunque non più ambigue ma di scelta decisa a favore o no della giustizia.

Il conseguimento di una nuova democrazia parte dal recupero delle verità nascoste per anni e nella giustizia data alle vittime,agli omicidi e alle stragi che sono passate sotto silenzio.
L'orientamento dell'Italia che ne risulterà dirà quanto si è riusciti a salvare.

L'importante è però chiudere la strada ai nemici della democrazia rifiutando di tributargli nuove vittime e questo consiste nell'assoluta negazione di ogni indulgenza a chi rifiuta di assoggettarsi alle leggi di tutti e continua a produrre legislazione  che corrode in profondità la giustizia sociale preventivando nuove vittime dello Stato.

Dal blog di Piero Ricca :

Messina, Italia

Ottobre 5, 2009 on 1:39 pm | In Politica | 13 Comments


Caro Piero,
diffondi per favore. Ciao, Cristina.

Era davvero necessario il disastro di Messina per capire che non servono opere faraoniche, come il ponte sullo Stretto, ma opere di bonifica e messa in sicurezza del territorio da decenni sfigurato da devastazioni edilizie e dissesto idrogeologico?

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