La difficile strada dell'autonomia-La scelta di se stessi e
della propria storia contro la condanna alla stupidità e alla morte in
differita.
Penso che insegnare a un bambino e a un ragazzo l'autonomia sia la cosa più
difficile per i genitori e gli insegnanti perchè è una strada che può
essere proposta solo da chi ha voluto percorrerla sapendo che è la
migliore, nonostante tutto, pochi la intraprendono veramente.
Ci fu uno che insegnò questa strada senza tentennamenti e che fece una brutta
fine,anzi una fine orribile, per cui chi prese il suo testimone nella staffetta
propone una versione del tutto molto edulcorata e piuttosto falsa, penso poco
aderente a quello che erano le intenzioni primitive.
Il fatto è che se un bambino si facesse spaventare dai timori dei genitori
perchè nel tentativo di camminare è caduto e si è fatto male non ci
riuscirebbe mai , per fortuna la sua intraprendenza a quell'età incosciente è
molto superiore alle aspettative e agli spauracchi che l'ambiente gli proietta
contro.
Credo che nonostante tutto le fondamenta e gli aiuti che la Chiesa dà per
intraprendere questa strada siano validi al di là di questa sua innegabile
falsità ma rischiano di diventare, nella maggior parte dei casi ,fuorvianti
ammenocchè non si riveda il tutto alla luce della propria esperienza personale
e della propria riflessione.
Ciò che viene dimenticato soprattutto e che penso faccia comodo mettere nel
dimenticatoio è proprio quello che sta in primo piano in questo modello pratico
che ci è stato proposto a livello umano.
In ognuno di noi c'è una vita da vivere al completo non ripetitiva di quella
dei propri genitori o dei propri insegnanti neanche del migliore,nessuno ci ha
chiesto di produrre delle copie neanche dell'unico e ottimo originale ,ci è
stato chiesto di esprimere la nostra vita.
Questo vuol dire che dobbiamo contare e spendere i nostri talenti,decidere di
disporre della nostra vita.
La battaglia è fra noi stessi e qualcosa che gli assomiglia solo lontanamente,
in competizione con un avversario che vuole il primato sulla nostra forza e
bravura.
Come ci riesce?
Sostituendo i veri obiettivi con falsi obiettivi : una vittoria può essere vera
o finta,quella finta naturalmente è molto più semplice e facile da
raggiungere,luccica agli occhi altrui ma non ai nostri.
Accettare sconfitte in successione non è da tutti, i più preferiscono prendere
le scorciatoie ma la via principale garantisce la riuscita anche se più
faticosa,prendendo strade collaterali spesso si deve tornare indietro.
La vittoria su di noi del nostro avversario è riscontrabile nella condanna alla
stupidità e a una morte inflitta invece che a una vita vissuta con coraggio e
accettazione del rischio.
I segni di questa vittoria, anche se parziale, stanno nella volontà di non
vedere neanche l'evidente e l'ovvio e nell'accettazione delle false versioni
fornite della realtà.
Quando si accetta di non vedere e di non sentire la nostra intelligenza è già
stata surclassata all'origine e accettiamo implicitamente di essere trattati
come stupidi.
A volte mi chiedo dove siano finite tutte le persone che avrebbero dovuto
precedermi per intelligenza e studio e come il loro contributo alla verità sia
chiaramente fallito o apparentemente invisibile.
Vi assicuro che arrivare alla conclusione che la chemioterapia era da
eliminare doveva essere un risultato di 40 anni fa,evidentemente le persone che
hanno raggiunto gli alti incarichi hanno fatto e stanno facendo tutto il
contrario di quello che dovrebbero fare,se lo fanno è perchè hanno sostituito
i loro obiettivi con quelli falsi del loro avversario.
Le persone che hanno fatto la scelta giusta e questo può per fortuna succedere
a qualsiasi età sono riconoscibili per la meravigliosa identità e forza che
esprimono oltre che per la luce che diffondono,mi viene da pensare alla signora
del video precedente che dice "Vogliamo la vittoria della democrazia su
tutto" o all'intervista al partigiano di Firenze che sembra
abbia ancora 20 anni,sono persone che hanno ancora obiettivi e speranze che
lottano ancora.
http://www.facebook.com/group.php?v=wall&gid=217280557233
Riapertura del caso S.Marcucci e S.Lorenzini
Estremi del provvedimento: Ordinanza del 24-07-2002 G.U. n.177 del 30-07-2002
Numero provvedimento: 3231
Al Link: http://www.protezionecivile.emilia-romagna.it/emergenza/rischi/antin/2007/direttiva%20AIB%20%202007.pdf si trova scritto:
PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
DIPARTIMENTO DELLA PROTEZIONE CIVILE
UFFICIO ATTIVITÀ AERONAUTICA
CONCORSO
DELLA FLOTTA AEREA DELLO STATO
NEL CASO DI INCENDI BOSCHIVI
I mezzi aerei che fanno parte della flotta dello Stato impiegati dal COAU devono
intendersi gli aeromobili:
− di proprietà del Dipartimento (ed affidati in gestione a Società di lavoro aereo);
− appartenenti ad altre Amministrazioni dello Stato quali, l’Esercito Italiano, la
Marina Militare, l’Aeronautica Militare, il Corpo Forestale dello Stato ed il Corpo
Nazionale dei Vigili del fuoco, assegnati temporaneamente al Dipartimento;
− appositamente noleggiati dal Dipartimento.
I mezzi aerei di proprietà dello Stato, sia civili che militari, operanti per la lotta AIB
sono velivoli di Stato.
I mezzi aerei noleggiati dal Dipartimento al fine di contrastare il fenomeno degli
Il peschereccio “Francesco Padre” sbarca in Parlamento
come cittadina desidero richiamare la Sua attenzione e chiedere il Suo
immediato intervento in favore del giornalista investigativo dott. Gianni
Lannes, da tempo oggetto, insieme alla sua famiglia, di continui attentati
intimidatori di stampo mafioso, succedutisi con crescente gravità e frequenza
negli ultimi sei mesi. Le inchieste di Gianni Lannes, diffuse da diverse testate
giornalistiche nazionali e dalla Rai, sono state in prevalenza svolte, e si
svolgono, sul traffico internazionale di rifiuti tossico-nocivi e radioattivi.
Le pubblicazioni di Gianni Lannes, tra le quali una sull’uccisione dei
giornalisti Ilaria Alpi e Miran Hrovatin e, l’ultima, sulle oscure cause
dell’affondamento del peschereccio di Molfetta “Francesco padre” ,
riportano alcune delle sue inchieste. In questi ultimi anni il suo impegno,
oltre che professionale anche sociale, ha portato il giornalista investigativo
Gianni Lannes a denunciare gravi illegalità ambientali nel Nord della Puglia e
in altre località di questa regione, legate al fenomeno delle eco-mafie e
concernenti soprattutto il traffico illecito di rifiuti industriali pericolosi e
radioattivi, e il loro stoccaggio nell’entroterra e nel mare antistante le
coste e le isole pugliesi. Ora Gianni Lannes e la sua famiglia sono in pericolo.
Ma l’unica risposta data all’interrogazione parlamentare rivolta nel luglio
scorso dall’on. Leoluca Orlando al Presidente del Consiglio e al Ministro
degli interni è sta quella di avere un agente con auto che lo accompagna negli
spostamenti e poi lo lascia solo. La sua famiglia non è tutelata in nessun
modo. Il Prefetto di Foggia ha assicurato il suo impegno a che siano individuati
e assicurati alla giustizia gli autori degli atti intimidatori e degli attentati
contro il giornalista e la sua famiglia. Ma tali atti intimidatori e gli
attentati di stampo mafioso stanno continuando in un crescendo di frequenza e di
gravità. Con questa lettera ci rivolgiamo a Lei, signor Presidente della
Repubblica, perché tempestivamente intervenga affinché il giornalista Gianni
Lannes possa in sicurezza continuare a svolgere il suo importante lavoro di
investigazione e di denuncia, e affinché la stessa sicurezza sia garantita alla
sua famiglia che vive nel Nord della Puglia. Sicura del Suo sollecito
interessamento, porgo i miei deferenti saluti.
http://www.italiaterranostra.it/?p=3054