
La sindrome del figliol prodigo ovvero:
Napolitano ama le torte,il Papa si preoccupa che siano
equamente divise,il PD chiede informazioni sugli ingredienti,l'estero fa i
complimenti al premier che non è solo un playboy...è vero!
Sinceramente non volevo scrivere sull'argomento perchè mi
sembra molto squallido non solo per chi è costretto a trattarlo.(vedi i
magistrati di Bari) ma anche per i coprotagonisti che a quanto pare
condivideranno questo Oscar insieme all'interprete principale.
Se non fosse tragico ci sarebbe da ridere questi si venderebbero non so chi per
un po' di soldi ,di quelli che rifugiano all'estero perchè sporchi di
droga e di sangue(anche loro ne sono i disgraziati responsabili) salvo poi fare
qualche regaluccio grondante ad abruzzesi e terzo mondo.
Più schifo di così non si può!
Vuoi proprio dire che non conoscano i trascorsi delle persone giuste?
Che debbano riferirglieli quelli che nelle notizie non ci vivono affatto ma le
raccolgono dall'ambiente ?
No, li conoscono benissimo e ci inzuppano il pane,c'è chi ha avuto in cambio
insieme a tutto il resto le più alte cariche del Paese e chi con quei soldi che
vengono da vite umane distrutte scala banche e fa vita da nababbo.
Per chi vuole fare un ripassino le pag.110
e pag.294
Ah, ricordo anche questo video per chi ha scarsa memoria : a richiesta di
spiegazioni....ha preferito non rispondere.E' così che si fa strada nella
politica e si guadagna il comando di una nazione...che i vari Tarantini
presentino i loro curriculum per le prossime elezioni.
...basterebbe solo quell'incontro che si realizzò alla fine degli anni settanta fra lo stesso presidente Berlusconi con mafiosi del calibro di Stefano Bontade e Mimmo Teresi,incontro organizzato e realizzato da G.Cina' e M.Dell'Utri ,avvenuto a Milano, e che i giudici nella sintesi di primo grado hanno ritenuto provato,stabilito questo incontro in cui i capi mafia dell'epoca(S.Bontade era il capo della mafia dell'epoca) incontravano un imprenditore in quel momento in ascesa come S.Berlusconi,con prospettive,nuove prospettive di possibili investimenti in quei settori dell'imprenditoria e della finanza milanese e con prospettive di accrescere il proprio potere grazie a questi rapporti,gia' questo da solo costituiva un contributo enorme per cosa nostra ma questo purtroppo è solo l'inizio di una storia che è cominciata negli anni settanta e si è dipanata per ben un trentennio...
A me è molto chiaro chi siano i candidati agli Oscar della torta ...la folla
straripante color azzurro e quelli che seguono i sopranominati.
Patrizia D'Addario
( 12 luglio 2009 ) Tutti gli articoli di politica
Ecco come si fa la storia...altrochè :"Qui si fa
l'Italia o si muore"...."No pasaran..."
Napolitano :
"...Penso
per che si potrebbe costruire, e che sarebbe tempo di cominciare a farlo, non
una impossibile pace, ma almeno un clima più civile, corretto e costruttivo nei
rapporti tra governo e opposizione". Si tratta di una costruzione che
richiede il contributo "di tutti e due i fronti" e richiede
"perlomeno pi senso della misura"...."
Il Papa :
Ringraziato
il Papa per il messaggio ai leader «in cui apprezza la scelta dell' Aquila» e
parla di stima per il premier
Il Financial Time e la stampa estera :
Per fortuna qualcuno ha ancora i neuroni a posto:

E’ in arrivo una nuova “legge porcata”, ammantata
anche questa volta da un velo di umanità, come avvenne in occasione
dell’indulto, formalmente per sovraffollamento delle carceri, in verità per
evitarlo ai soliti noti. Ora la nuova porcata viene giustificata con la necessità
di trovare i fondi per la ricostruzione dell’Abruzzo.
Anche questa volta il Governo ha fatto ricorso al solito collaudato
escamotage: far filtrare la notizia per vedere “che effetto fa”,
salvo poi smentire quando ancora una volta si viene presi con le “mani
nella marmellata”.
Ci riferiamo alla bozza di un emendamento che il solito “deputato-sherpa” avrebbe dovuto presentare – se quelli di “Repubblica” non se ne fossero accorti e non l’avessero denunciato in tempo – in coda al decreto anti-crisi attualmente in discussione in Parlamento.
L’emendamento – nella sua attuale bozza, che esiste davvero, che proviene dagli Uffici del ministero dell’Economia e di cui “Repubblica” ha copia - prevede una sanatoria con “esclusione di punibilità” per coloro che, avendo denaro all’estero, provvedono a farlo rientrare in Italia acquistando titoli di Stato (Bot e Cct).
La norma a prima vista potrebbe trarre in inganno per il suo dichiarato “buon fine” ma se solo si riflette un istante ci si può subito rendere conto che ci troviamo – semplicemente e terribilmente - di fronte ad un ennesimo riciclaggio di Stato, un reato che finora è (era) punito ai sensi dell’art. 648 bis del codice penale, sostituzione di denaro di provenienza illecita con altro denaro, ovvero ai sensi dell’art. 648 ter: impiego di denaro di provenienza illecita in attività economiche e finanziarie.
Già, perché l’unico denaro depositato all’estero che finora non poteva e non può essere fatto rientrare in Italia è quello di provenienza illecita, giacché tutti coloro che hanno acquisito o depositato legalmente utili all’estero possono tranquillamente farli rientrare in Italia.
Invece il denaro di cui parliamo è solo ed esclusivamente quello proveniente da evasioni fiscali, falsi in bilancio, bancarotte fraudolente, emissione di fatture false, o ancor peggio traffico di droga, traffico di armi, di organi, di sfruttamento della prostituzione e simili.
Insomma stanno consentendo ai mafiosi, ai camorristi, ed ai potenti della ‘ndrangheta di riportare proventi criminali in casa e di “sbiancarne” la provenienza. Non solo: stanno consentendo anche ai tanti “furbetti” del quartierino come Tanzi, come Cragnotti, come Fiorani di fare altrettanto.
Qualche ingenuo dirà: ma che ci guadagna il Governo a fare ciò?
Semplice: tra i possibili “beneficiari” della decisione c’è anche la più
potente nomenclatura economica finanziaria italiana, come la famiglia
Agnelli, la famiglia Marcegaglia, lo stesso
Silvio Berlusconi (basta leggere la sentenza Mills o le dichiarazioni
di questi giorni di Mariella Agnelli o i resoconti giudiziari del gruppo
Marcegaglia, quello a cui appartiene l’attuale Presidente di Confindustria,
per rendersene conto). Bastano nomi come questi per comprendere il perché la
maggior parte degli organi di informazione, la cui proprietà spesso appartiene
proprio a evasori fiscali conclamati, tacciono.
Il risultato sarà ancora una volta un danno ed una beffa per gli onesti cittadini italiani. In barba alle migliaia di cittadini che pagano le tasse e non arrivano a fine mese, ci ritroviamo con uno Stato che patteggia con i delinquenti e usa il pugno di ferro con gli onesti imprenditori. Chi ha guadagnato legalmente, pagando le relative tasse fino all’ultimo cent, passerà ancora una volta da fesso e la prossima volta si riprometterà anche lui di adeguarsi al mal-costume di governo: quello dell’evasore e del “riciclatore” di proventi illeciti.
D’altronde le sanatorie sono una costante dei governi Berlusconi: ne ha già fatta una nel 2001 ed una nel 2003. Ora vuole riprovarci nel 2009. Insomma egli, ogni volta che è al Governo, per far fronte alle necessità economiche e finanziarie di cui ha bisogno – invece di ridurre gli sprechi e far pagare il fisco a tutti – favorisce gli speculatori e gli evasori fiscali in cambio di una “tangente di Stato” del 5%, tanto sarebbe il contributo che verrebbe richiesto a chi fa rientrare i capitali dall’estero per avere il famigerato “certificato di esclusione di responsabilità”.
Non volendo affrontare lotte all’evasione, per DNA del proprio padrone, la maggioranza preferisce optare per il riciclaggio di Stato, chiedendo una “mazzetta pubblica” ai delinquenti, da investire in Bot, Cct. e aziende pubbliche.
Questi sporchi soldi in un uno Stato di diritto non dovrebbero essere
condonati, bensì sequestrati e confiscati e quindi assegnati
per la ricostruzione de l’Aquila.
Faccio appello alla dignità degli aquilani affinché
rifiutino questi soldi sporchi, proventi illeciti di evasori, truffatori, ma
anche venditori di morte, con droga ed armi, e di magnaccia senza scrupolo e
pretendano che il Governo ci metta soldi veri e puliti per la ricostruzione.
Fatte queste premesse, mi dispiace, sig. Presidente della Repubblica, Napolitano, ma noi dell’Italia dei Valori sentiamo il dovere di declinare il suo nuovo appello “dopo la tregua per il G8, ora serve, nell’interesse del Paese, un clima più civile, corretto e costruttivo tra Governo ed opposizione”. Non so cosa ci trovi Lei, ma noi non ci troviamo nulla di “civile, corretto e costruttivo” in questi comportamenti del Governo e della sua maggioranza parlamentare e per questa ragione continueremo a fare opposizione senza sconti alcuno, dentro e fuori del Parlamento.
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"BEPPE GRILLO: BELLA CANDIDATURA" | |
| Apprendiamo
con favore la notizia della candidatura di Beppe Grillo alla presidenza
del Partito Democratico. Finalmente un volto nuovo con cui potremo
dialogare e che non avrebbe, nei confronti dell’Italia dei Valori, un
comportamento opportunistico, come sommatoria di voti di coalizione in
prossimità di appuntamenti elettorali, ma di alleato coerente con cui
condividere un programma politico. Una bella candidatura che metterà
alla prova lo spirito riformista e democratico di un partito, oppure
porterà alla luce, attraverso il ricorso a mille scuse e cavilli
statutari dei suoi governanti, l’atteggiamento di chiusura di una
casta dirigenziale. Timore che, come temo, non verrà smentito. |
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| Antonio Di Pietro | ||
Da :http://www.antimafiaduemila.com/content/view/17574/78
| Io non tacero' mai, sig. Presidente |
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di Luigi de Magistris - 6 luglio 2009 Serve invece adrenalina, ci vogliono il coraggio delle idee, la forza dell'onestà, la volontà di contrastare un sistema marcio. E' ancor più grave che si chieda il silenzio perché i grandi della Terra si riuniscono in tutta la loro potenza, mentre i “piccoli” della Terra soffrono nel silenzio generale. Quando un governo violenta la Costituzione chiedere il silenzio è contribuire a mortificare la Carta Costituzionale, mentre bisognerebbe difendere i principi fondanti di ogni civiltà: la solidarietà, l'uguaglianza, la fratellanza, le libertà. Ma, amici di “Facebook”, a chi detiene il potere, ai ricchi della Terra, quanto interessano veramente questi valori fondanti per i quali tanti nostri predecessori hanno dato la vita? Quello che interessa, evidentemente, è che non si disturbi il manovratore, che i summit si svolgano senza che il mondo sappia che in Italia stanno instaurando un regime senza l'olio di ricino (almeno per il momento). Ancor più grave è ascoltare - in modo da garantire la passerella sui luoghi di un immenso dolore che serve solo all'immagine opaca dell'utilizzatore finale - il capo della Protezione Civile che riferisce alla Nazione che lo sciame sismico di questi giorni è monitorato e che tutto è sotto controllo e che nulla accadrà che potrà mettere in pericolo l'incolumità dei potenti: peccato che lo stesso encomiabile zelo istituzionale non sia stato utilizzato quando vi è stato lo sciame sismico che ha preceduto il terremoto devastante che ha distrutto L'Aquila e parte della sua provincia. Ma, suvvia, sappiamo ormai che l'art. 3 della Costituzione non vale per tutti. E' bello, invece, sentire una parte del mondo cattolico (non la suprema gerarchia ovviamente) che invita al dissenso pacifico radicale nei confronti di una legge che criminalizza gli immigrati in violazione dei più elementari principi di convivenza civile, mentre, nello stesso tempo, c'è chi invita al silenzio, ad abbassare i toni: magari mentre abbassiamo il volume, avranno fatto scempio delle libertà, avranno anche realizzato compiutamente il regime. Quando si tace e soprattutto quando chi ha il dovere di non essere silente di fatto lo è, accade che chi si oppone alle ingiustizie rimane isolato e talvolta muore. Quando ci sono le ingiustizie non si tace, ma ci si ribella, in modo pacifico, ma in maniera decisa. Bisogna indignarsi e qualche volta anche gridare la rabbia del dolore, che ha radici nelle più profonde ingiustizie come mi insegna il mio amico Salvatore Borsellino. Quando la criminalità organizzata ormai è penetrata ai massimi livelli politico-istituzionali e nel circuito economico-finanziario del Paese tanto da condizionare il PIL, sarebbe auspicabile che chi ha incarichi istituzionali stia dalla parte di chi contrasta le mafie, stia in prima linea. Ma questo è utopistico allo stato, almeno con questi governanti, troppo spesso infatti non è così ed anzi le principali convergenze esterne provengono proprio da ambienti istituzionali. Io non tacerò mai, sig. Presidente, di fronte alle ingiustizie, nemmeno se lo chiede la massima carica dello Stato. Sono stato eletto per dar voce a chi ha sete di giustizia, non per tenere nascoste le verità sgradite al potere, non mi piace chi contribuisce a narcotizzare le coscienze. La Costituzione va difesa ed applicata da tutti e sempre (non a giorni alterni): a cominciare dal Presidente della Repubblica per finire all'ultimo immigrato sbarcato a Lampedusa per sfuggire alla sete ed alla fame. Tratto da: Facebook |
P.S.
Ricevo e pubblico dal blog Ustica e
mafie,devo ancora guardarlo ma sto vedendo parecchie cose a livello
tecnologico che mi lasciano perplessa,non solo di stampo classico:
Valentina Culcasi ha inviato un messaggio ai membri di
Sosteniamo Sergio Lari.
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Oggetto: 18, 19, 20 luglio: una presenza per una nuova resistenza!
“Forse saranno mafiosi quelli che materialmente mi uccideranno, ma quelli che
avranno voluto la mia morte saranno altri” (Paolo Borsellino).Questo evento ha
il fine di sollecitare i vertici dello Stato e “coloro che sanno ma non
parlano simulando amnesie insensate” a scoprire il velo di mistero e di
menzogne che avvolge le stragi del ‘92/’93. L' elemento centrale e probabile
chiave di soluzione in riferimento alla famosa trattativa tra i nuovi referenti
politici e Cosa Nostra è la scomparsa dell’agenda rossa di Paolo Borsellino
che portava sempre con sé e sottratta dalla sua borsa di cuoio il tragico
pomeriggio del 19 luglio del 1992, tra le fiamme e lo sgomento dei
palermitani.Sono passati quasi 17 anni da quel giorno e la risposta dello Stato
non è altro che un cumulo di lapidi, di vie intitolate a coloro che sono stati
proclamati eroi solo dopo la morte e di corone di fiori.Questo evento si pone
innanzitutto un obiettivo concreto: una particolare manifestazione che si terrà
il 19 luglio 2009.Coloro che vi aderiranno scenderanno nelle strade alle ore
18:00 con un agenda rossa tra le mani e si dirigeranno verso il Palazzo di
Giustizia delle rispettive città. L'evento principale avrà luogo a Palermo.Con
questo gesto si chiederà giustizia per i familiari delle vittime e per noi
tutti cittadini italiani, da troppo tempo inermi e rassegnati dinnanzi ad una
verità taciuta dai poteri forti, una verità che potrebbe restituirci quella
dignità da troppo tempo negataci, quella fierezza di sentirsi italiani e
soprattutto la possibilità di guardare l’immagine di quei volti onesti senza
dover abbassare lo sguardo e poter dire “siete morti per noi ma ora quel
grande debito lo abbiamo pagato gioiosamente, continuando la vostra opera”.Vi
chiediamo di partecipare se ci credete veramente, se siete stanchi di essere
assorbiti dall’omertà e dall’indifferenza che prevalgono in Italia e se
siete pronti a “sentire la bellezza del fresco profumo di libertà che fa
rifiutare il puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità
e quindi della complicità”.Noi ci CREDIAMO, come CREDIAMO CHE TUTTI INSIEME,
UNITI PER LA STESSA RAGIONE, POSSIAMO COMBATTERE PER RESTITUIRE UN VOLTO NUOVO
AL NOSTRO Paese.
Il programma definitivo della manifestazione organizzata al comitato cittadino
"19 luglio 2009".
Sabato 18 luglio
Ore 15:00 - via D'Amelio: partenza della "MARCIA DELLE AGENDE ROSSE"
verso il castello Utveggio
Ore 20.30 - Facoltà di Giurisprudenza, via Maqueda n°172: Dibattito “I
mandanti impuniti” organizzato dalla rivista ANTIMAFIADuemila. Interverranno:
Salvatore Borsellino, Antonio Ingroia, Giuseppe Lumia, Luigi de Magistris,
Giorgio Bongiovanni, Gianni Barbacetto.
Domenica 19 luglio
Ore 8:00 - via D´Amelio: presidio fino alle ore 16.40 con interventi di
giornalisti, associazioni e cittadini
Ore 16:55 - Minuto di silenzio
Ore 17:00 - Marilena Monti recita GIUDICE PAOLO
Ore 18:30 - Partenza del corteo da via D´Amelio verso il quartiere Kalsa
passando per i luoghi dov´è cresciuto Paolo Borsellino con arrivo a P.zza
Magione
Ore 21.30 - P.zza Magione: recital di Giulio Cavalli. Esibizioni di Mario
Crispi, Marilena Monti, Angela Rizzo e Laura Spacca
Lunedì 20 luglio
Ore 9:00 - Palazzo di Giustizia: presidio di solidarietà ai magistrati
ALTRE INIZIATIVE
Sabato 18 luglio, ore 22.00 - via D´Amelio: Veglia a cura dell´AGESCI
Domenica 19 luglio, ore 18.00 - caserma Lungaro: "Sulla rotta della legalità:
risultati, problematiche, progetti e legislazione" a cura del
"Comitato 19 luglio" e SILP
Domenica 19 luglio, ore 20.30 - p.zza Vittorio Veneto: fiaccolata con arrivo in
via D´Amelio. A seguire (ore 22.00) spettacolo di teatro, il tutto a cura di
Azione Giovani.
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