

vedi anche pag 109(anche impeach Bush) e pag.110
Il generale Eisenhower diventato Presidente avverte del pericolo a cui va incontro l'America
L'industria militare permanente causa della guerra
1)La visita di Bush a Roma
2)Conti da pagare fino a quando?Liberazione o colonialismo?
-Etica dell'aiuto per esportare democrazia e rintracciare terroristi in altri Stati.
3)Le missioni di pace: testimonianza di un incursore italiano.
1)Da:http://patrick.boylan.it/misc/nion-0.htm
CONTRO
BUSH, LA GUERRA,
L'IMPERIALISMO DEGLI USA E DELL'ITALIA
Roma,
11 giugno ore 17.00
Corteo da piazza della Repubblica
L'11
giugno Bush sarà di nuovo a Roma per discutere con il governo Berlusconi -
fedelissimo alleato - il massimo coinvolgimento dell'Italia nelle strategie di
guerra degli USA.
Bush vuole approfittare di un intero Parlamento filo-statunitense per chiudere
la partita sulla nuova base Usa a Vicenza, ottenere nuove truppe e nuove regole
di combattimento in Afghanistan, coinvolgere l’Italia nell’escalation di
guerra contro l’Iran e in Medio Oriente, concretizzare la collaborazione
italiana allo Scudo missilistico Usa e alla costruzione degli F 35.
Con una accresciuta aggressività militare per l'ampliamento della propria sfera
d'influenza sul mercato mondiale - oggi in declino - gli Stati Uniti intendono
rispondere alla propria recessione economica, accollando i costi economici,
sociali e militari ai paesi alleati e accentuando la loro ingerenza politica e
militare sui paesi del Medio Oriente e dell'America Latina.
Su questa inquietante agenda di guerra, Bush troverà piena collaborazione da
parte del governo Berlusconi, cercherà di intensificare ulteriormente il ruolo
di guerra dell'Italia, già tracciato dal precedente governo Prodi come quello
della quarta potenza occidentale, coloniale ed imperialista, in quanto a
presenza di militari oltreconfine. Dobbiamo contrastare questa agenda con una
mobilitazione contro la guerra che non ha complicità e mediazioni con nessun
governo o soggetto politico che si sia reso complice della guerra globale.
Il Patto permanente contro la guerra lancia un appello alla mobilitazione. Non
vogliamo che il nostro paese continui ad essere complice della escalation di
guerra e che dia il benvenuto a colui che massimamente ha incarnato in questi
anni la guerra globale, la tortura e la sospensione dei diritti umani in tutto
il mondo.
L'11 giugno saremo in piazza a Roma contro la visita di Bush, riaffermando i
nostri obiettivi:
ritiro immediato delle truppe italiane dall'Afghanistan, dal Libano, dai Balcani;
revoca della decisione di costruire una nuova base militare USA a Vicenza e lo smantellamento delle basi militari USA/NATO nel nostro territorio per riconvertirle ad uso civile;
revoca dell'adesione dell'Italia allo Scudo missilistico USA, della partecipazione alla costruzione degli F35, dell'accordo di cooperazione militare tra Italia e Israele;
taglio delle spese militari a favore di quelle sociali.
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2)Ancora conti da pagare??????
L'altruismo non si paga (e chi agisce per senso del dovere non lascia debiti
da riscuotere ai politici) e se non lo è diteci quando il mutuo si estingue
insieme a P2,mafia,113
installazioni in espansione e possibile raddoppio,90
testate atomiche,scorrerie varie e responsabilità non
giudicate.
Diteci anche se è lecito aiutare chi sta applicando alla lettera il PNAC
ed è accusato di genocidio.
Da :http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?NewsId=84199
Parigi | 25 luglio 2008
Barack Obama e' arrivato a Londra, ultima tappa del suo tour europeo dopo Berlino e Parigi. Nella capitale britannica il candidato democratico alla Casa Bianca incontrera' il primo ministro Gordon Brown, il leader dell'opposizione conservatrice David Cameron e l'ex premier Tony Blair.
"Gli europei hanno sempre visto gli Usa come una potenza militaristica e unilaterale. Forse hanno dimenticato che noi americani abbiamo aiutato a ricostruire l'Europa e dato sicurezza in varie regioni del mondo. Sarkozy ha dimostrato di aver superato questi stereotipi per questo Francia e Usa sono due paesi amici". Queste le parole di Barack Obama, da Parigi per l'incontro il presidente francese Nicolas Sarkozy.
Agli europei, comunque, Obama chiede, in un certo senso, di pagare il conto: come? Per esempio rafforzando il loro impegno contro il terrorismo, a cominciare dall'invio di più truppe in Afghanistan. Una misura che consentirebbe agli Stati Uniti di spendere meno nei fronti di guerra aperti dal suo predecessore, George W.Bush, e magari di tagliare le tasse alle famiglie americane. Bisognerà però vedere cosa ne pensano i cittadini europei...
Dopo il bagno di folla di ieri a Berlino, una visita molto più discreta quella di oggi a Parigi. Sbarcato nel primo pomeriggio nella capitale francese, Obama è stato ricevuto da Nicolas Sarkozy nella sua residenza sugli Champs Elysees. Tra gli argomenti trattati tra i due l'Iran, la pace in Medio Oriente, il Darfur, l'Iraq e l'Afghanistan.
"L'Iran deve accettare le proposte internazionali, con una serie di incentivi in cambio della rinuncia all'arricchimento dell'uranio in loco prima che un nuovo presidente Usa giunga alla Casa Bianca, a gennaio prossimo", ha affermato Obama. Per quanto riguarda l'Iraq, ha poi detto che "sono stati fatti molti progressi. Il governo iracheno è pronto a prendersi una maggiore responsabilità sul controllo del paese".
Nonostante il poco tempo a lui dedicato dal candidato statunitense, Sarkozy, che a primavera aveva conosciuto il senatore rivale McCain, ha ostentato grande apprezzamento per Obama. In un'intervista a Le Figaro il presidente francese si è vantato di essere "il solo francese a conoscerlo". "Obama? - ha detto - E' un mio amico. Contrariamente ai miei consiglieri diplomatici non ho mai creduto nelle possibilità di vittoria della Clinton e ho sempre pensato che sarà lui a essere eletto".
Sarkozy aveva incontrato il senatore dell'Illinois per la prima volta nel 2006 al Congresso di Washington, e di quell'incontro rivela di avere "un gran buon ricordo".
3)Le missioni di pace
Da :http://fabiopiselli.blogspot.com/2008/07/109-un-bel-confronto-da-un-incursore.html