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                    Indimenticabile "Crazy dance"

                                   

Da Trieste in giù... e più in là entriamo tutti nella "Storia infinita" e nella indimenticabile "Crazy dance"...si accendano  le luminarie!

Da :http://2piu2uguale5.go.ilcannocchiale.it/?r=134501

 

POLITICA

“Proibito il dissenso come sotto il fascismo”
post pubblicato in Simply The "Post", il 6 dicembre 2008
 

 

 

Ecco piccoli (?)segnali che dovrebbero farci preoccupare e metterci in guardia!

Ma se ci fosse un regime ,non si potrebbe manifestare o dire certe cose in tv?”

Ecco la risposta prescritta , quando si parla di regime o dittatura in questa paese. Una risposta che sento spesso ,purtroppo, e che non capisco.
Cosa si aspetta?
Il peggio ! Per sentirsi dire “ Si ,hai ragione , siamo in un regime ora
Sarebbe troppo tardi!.
Mi dispiace,non potresti dirmelo,non mi troveresti!
 La ragione non mi serve più!
Riporto ancora,come esempio, questa vignetta del 1924.

 



Una caricatura simile,con Mussolini già al potere,era un  segno  di libertà,chiaramente.
Come andò a finire dopo,non c’è bisogno di spiegarlo.
Esagero? Lo spero,certamente !
Cerco ogni volta con questi confronti,di trovare le differenze che si celano nella storia!
Spero di trovare sempre meno punti d’incontro!
Ma è sempre più difficile.
In questi ultimi mesi,lievi ,medi e gravi fatti,danno molto da pensare ( e comparare).

La libertà è una cosa che la si perde senza accorgersi!
Se non fosse così……..non la si perderebbe!

E’ cosi semplice! Come il giorno e la notte , il bianco e il nero,la verità e la menzogna…..
Risvegliati Italia!

 

 

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HACK: PROIBITO IL DISSENSO

 

Leggo sul Piccolo di oggi 4 dicembre 2008 che un ricercatore precario e sette studenti dell’Università di Trieste sono stati denunciati per avere gridato il loro dissenso contro questo governo e la sua politica disastrosa nei confronti della scuola, dell’università, della ricerca durante il vertice italo-tedesco fra Berlusconi e la cancelliera Merkel del 18 novembre scorso. Spesso ci chiediamo se questa è ancora una democrazia o siamo già a un regime che usa la televisione al posto del manganello.

Questo fatto ci da la risposta. Fra breve succederà come sotto il fascismo: durante le visite di illustri personaggi, i dissidenti, opportunamente schedati dalle questure, erano ospiti per qualche giorno delle patrie galere.

Margherita Hack

 

Contestavano Berlusconi: 8 denunce

 

I fischi, i «buu», gli slogan di scherno anti-Gelmini e anti-Cavaliere, urlati a colpi di megafono e impianti acustici in piazza della Borsa, nel giorno del vertice italo-tedesco, lasciano in eredità otto denunce. «Titolari» loro malgrado della segnalazione inoltrata in Procura dalla Questura - per manifestazione non preavvisata e non autorizzata - un ricercatore precario e sette studenti dell’ateneo di Trieste. Ritenuti, evidentemente, lo zoccolo duro, l’ala più dura del Coordinamento 133, la mente di quel rumoroso sit-in a favore della scuola pubblica che aveva calamitato un centinaio di ragazzi, il pomeriggio del 18 novembre, davanti alla Camera di Commercio, dove erano prima entrati per la conferenza stampa congiunta, e poi erano usciti per un rapido rientro nelle rispettive capitali, Silvio Berlusconi e Angela Merkel. Alcuni dei denunciati l’hanno presa male. Altri, invece, l’hanno digerita. Perché sapevano che sarebbe stata solo questione di tempo. Perché c’era la Digos con le telecamere puntate. E perché ad augurarsi una punizione esemplare si era messo pure il primo cittadino, un Roberto Dipiazza inalberato come non mai. Per il sindaco infatti, che non aveva esitato a chiamare il questore per lamentarsi della riuscita del fuoriprogramma, era stata colpa proprio di quel «gruppetto sparuto di studenti o presunti tali» se i suoi piani - quelli di trascinare il premier fino alle nuove gallerie di Cattinara per un sopralluogo - non erano riusciti fino in fondo. La presenza del Cavaliere, tuttavia, è stata vissuta come occasione irripetibile, più forte della Digos e del Dipiazza furioso. Via dunque a quella manifestazione non autorizzata, sulla scia del test fatto al mattino in piazza Unità dai rappresentanti della scuola Interpreti. Ma con più decibel. «È vero - ammette Luca Tornatore, ricercatore del Dipartimento di astronomia, l’unico non studente che si è preso la denuncia - siamo stati autori di una piccola forzatura. Ma, ci chiediamo, non si deve disturbare proprio mai quest’ordine costituito, che sta distruggendo la formazione pubblica? Abbiamo agito in modo pacifico, mica usando violenza». «Comprendiamo, certo, di aver messo in imbarazzo qualcuno, qui a Trieste, ma al tempo stesso non abbiamo paura», chiude il ricercatore. Il quale annuncia che, nelle prossime ore, arriverà agli organi di stampa una nota congiunta dei denunciati. Poi partirà pure una serie di lettere «indirizzate agli uomini di cultura di questo territorio: Magris, Rumiz e Moni Ovadia - quelli citati in prima battuta da Tornatore - cui chiederemo una presa di posizione».

 

(Piero Rauber, il Piccolo, 4 dicembre 2008)

 

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permalink | inviato da Moon81 il 6/12/2008 alle 0:17 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=37530&sez=HOME_SCUOLA

 

Da leggere anche nei commenti:

Uova e pomodori contro Gianni Letta
contestato a Siena da studenti e precari

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Gianni Letta
SIENA (8 dicembre) - Precari e studenti universitari hanno contestato oggi pomeriggio il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta a Siena per ricevere il premio giornalistico Frajese, organizzato dal Corriere di Siena. Dopo un' assemblea nazionale di ricercatori precari provenienti da tutta Italia, un centinaio di loro ha atteso il sottosegretario davanti al Complesso del Santa Maria della Scala. Letta è stato accolto da cori e insulti, come «buffone, buffone». Il pomeriggio di protesta si è concluso con un lancio di pomodori e uova da parte di studenti e precari quando il sottosegretario è uscito dalla sala dove si era tenuta al cerimonia.

«Evidentemente - ha replicato Letta parlando con i giornalisti - non conoscono la legge 133 e ne danno una interprestazione che è quella che corre su tutti o certi giornali. Basterebbe approfondire un po' meglio per capire che le cose non stanno così perché noi per primi abbiamo a cuore l'università di Siena e quella italiana in genere».

Poco prima della premiazione, una ricercatrice dell'università di Siena ha fatto il suo ingresso in sala e davanti a Letta e alle autorità ha letto un documento contro i tagli delle leggi 133 e 180 specificando di non voler contestare il premio Frajese ma Gianni Letta «in quanto rappresentante di spicco di un Governo che sta portando avanti una politica dissennata di privatizzazioni e tagli. Tagli alle spese sociali e attacco ai diritti del lavoro. Si salvano le squadre di calcio, si salvano le banche, ma non le università, evidentemente perchè non si vuole salvare l'università pubblica».

Il sottosegretario Letta ha preso subito dopo il microfono e ha affermato di comprendere le protesta ma ha suggerito ai precari di farlo «in un modo un po' più avvertito senza ripetere - ha aggiunto- quello che qualcuno vi ha suggerito». La precaria che ha fatto da portavoce all'assemblea ha quindi lasciato l'aula dopo aver ripiegato lo striscione sul quale era scritto «Voi la distruggete, noi la costruiamo» con riferimento all' università.

Alla fine della premiazione, subito dopo attimi di tensione tra forze dell'ordine e manifestanti, dagli studenti e dai precari che attendevano in piazza del Duomo è partito un lancio di pomodori e uova all'indirizzo del sottosegretario che è entrato rapidamente nell'auto ed è partito. 

Solidarietà a Gianni Letta è stata espressa dal coordinatore di Forza Italia, Denis Verdini il quale ha dichiarato che «la contestazione a Letta è un nuovo, inaccettabile episodio di intolleranza che va condannato con fermezza. Letta rappresenta un insostituibile punto di riferimento e di equilibrio non solo per il Governo e il centrodestra, ma per tutta la politica italiana. Per questo, evidentemente, è nel mirino dei violenti e degli intolleranti sordi al dialogo e ostili alle riforme».
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Da :http://www.pieroricca.org/2008/12/05/incontro-con-piersilvio-berlusconi/

 

Incontro con Piersilvio Berlusconi

Dicembre 5, 2008 on 2:37 am | In Politica | 114 Comments


La sede del circolo Arci di via Bellezza a Milano ha cent’anni. Ma i tempi cambiano, e nonostante l’aspetto frugale, a qualcuno è sembrata la location ideale per la conferenza stampa per il nuovo programma di Piero Chiambretti su Italia1. A benedire la circostanza il figlio del capo, Piersilvio Berlusconi.
Con Elia e Diego decidiamo che l’occasione è ghiotta.
Nell’attesa dei vip, gli impiegati del biscione scherzano tra loro: si danno del compagno, del comunista. Trovarsi in un circolo Arci li diverte, ridanciani sudditi di un’ideologia che ha sbaragliato tutte le altre: quella dello spot, dell’audience, dei soldi.
Alla parete gli occhi di Antonio Gramsci con un monito per le nuove generazioni: “Agitatevi, Organizzatevi, Studiate”. Compiaciuti, i compagni di Mediaset sfoggiano copie del Foglio, del Giornale. Fedeli alla linea.
Fotografi e cameramen prendono posto, i giornalisti sguainano i taccuini, le penne pungenti. Dobbiamo accreditarci anche noi: Qui Milano Libera, grazie. Lascio nome, numero di telefono, e ci fanno accomodare tra gli operatori dell’informazione.
Dal fondo della sala un olezzo di pane e salame solletica le narici: è il buffet preparato dal circolo per i compagni di Cologno Monzese.
Si va in scena. Dopo un breve monologo in cui non rinuncia a citare Gramsci, Chiambretti definisce la scelta del circolo Arci un “compromesso storico”. Vi risparmio il resto del repertorio.
Chiude Piersilvio Berlusconi che, espletati i convenevoli, si concede alle domande dei giornalisti. Un suo collaboratore, mimetizzato tra i microfoni, suggerisce qualche parola, qualche via di fuga. Deve trattarsi del famoso ‘aiuto del pubblico’! Pare un genitore alla recita scolastica del figlio. Fanno quasi tenerezza.
Manco a dirlo, la nostra domanda è fuori copione. A giorni il Consiglio di Stato ci dirà quanto lo Stato deve a Francesco Di Stefano (Europa7) per mancati guadagni in nove anni di forzata inattività e connessa odissea giudiziaria. Preso atto del parere della Corte Europea, il Consiglio di Stato ha deciso di attendere che il governo si “rideterminasse” nel merito per quantificare l’eventuale risarcimento.
Piersilvio afferma di non capire la domanda e di non voler rispondere. Il camaleontico suggeritore, visibilmente preoccupato, avanza. Provo a ricordare che diverse autorità giudiziarie si sono espresse a favore di Europa7. Piersilvio fa il vago, dice che la Corte Europea ha dichiarato chiusa la faccenda. Che lo hanno detto addirittura a ‘Porta a Porta’. Una garanzia! Obietto ricordandogli lo scandalo ‘Raiset’. Piersilvio inizia a toccarsi la cravatta. Domando se non provino vergogna, ma ‘il gobbo’ mi è addosso. Mi allontana e mi spiega che devo capire da solo qual è il limite oltre il quale è meglio non avventurarsi. Velate minacce dal mondo in cui tutti hanno un prezzo?
Il secondo round è all’esterno. Domando al sempre sorridente Piersilvio se Vittorio Mangano fosse già un eroe quando lo accompagnava a scuola. Nessuna risposta. Il delfino preferisce regalarmi una stretta di mano, bontà sua. Mentre lo accompagnano alla macchina, il compagno suggeritore prova a trattare: vi va di parlarne davvero? Niet!

Quando ricordammo a Silvio chi fosse Mangano lui mi liquidò con un “vergognati!”. Il figlio è miseramente più loquace. Si farà!

Buona visione, Franz

8 Dicembre 2008

Giu' le mani dalla giustizia

luigidema.jpg

Ancora una volta si intravede all'orizzonte il tentativo di inciucio sui temi della giustizia. Ancora una volta il diavolo tentatore Silvio Berlusconi cerca di coinvolgere i partiti dell'opposizione nella proposta di una pseudo riforma che ha soltanto l'amaro sapore di una resa dei conti con la magistratura. L'obiettivo è sempre lo stesso: togliere l'indipendenza ai giudici e sottoporli al potere politico.

Un disegno che viene da lontano e che affonda le sue radici nel progetto della P2. La macchina della giustizia ha bisogno di altro: maggiori risorse economiche, più personale, e non certo dei tagli fino adesso stabiliti.

Prendiamo atto che alcuni partiti dell'opposizione si lasciano circuire, ma noi no. L'Italia dei Valori è in campo per difendere la separazione dei tre poteri, principio fondante della democrazia. E, di fronte a quest'ennesimo allarme democratico, l'Italia dei Valori è pronta a chiamare a raccolta i cittadini per altre cento e mille piazza Navona.

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http://www.firmiamo.it/propostascioglimentoforzanuova

 

                                                                                                           

                                                       vedi     anche pag 109(anche impeach Bush) e pag.110                                         

                                                       
                                                        vedi pag.103 e pag.153

                                                      

Sign for Applicazione della riforma Brunetta ai Deputati e Senatori Italiani

                                                                                                NEW!!!

Un modo per fare sentire la nostra voce e dire a chi conta che non abbiamo dimenticato Ustica con le sue 81 vittime sull'aereo e le altre 21 seguite a causa sua,le altre stragi e chi ancora non se ne è assunto la responsabilità :

                                                        

Sign for APPELLO AL PRESIDENTE NAPOLITANO PER FARE CHIAREZZA SULLE RECENTI DICHIARAZIONI DEL SEN. COSSIGA

                                                                                         vedi pag.159

 

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