Indimenticabile "Crazy dance"

Da Trieste in giù... e più in là entriamo tutti nella "Storia infinita" e nella indimenticabile "Crazy dance"...si accendano le luminarie!
Ecco piccoli (?)segnali che dovrebbero farci preoccupare e metterci in guardia!
“Ma se ci fosse un regime ,non si potrebbe manifestare o dire certe cose in tv?”
Ecco la risposta
prescritta , quando si parla di regime o dittatura in questa paese. Una
risposta che sento spesso ,purtroppo, e che non capisco.
Cosa si aspetta?
Il peggio ! Per sentirsi dire “ Si ,hai ragione , siamo in un regime
ora”
Sarebbe troppo tardi!.
Mi dispiace,non potresti dirmelo,non mi troveresti!
La ragione non mi serve più!
Riporto ancora,come esempio, questa vignetta del 1924.

Una caricatura simile,con Mussolini già al potere,era un segno di
libertà,chiaramente.
Come andò a finire dopo,non c’è
bisogno di spiegarlo
.
Esagero? Lo spero,certamente !
Cerco ogni volta con questi confronti,di trovare le differenze che si celano
nella storia!
Spero di trovare sempre meno punti d’incontro!
Ma è sempre più difficile.
In questi ultimi mesi,lievi ,medi e gravi fatti,danno molto da pensare ( e
comparare).
La
libertà è una cosa che la si perde senza accorgersi!
Se non fosse così……..non la si perderebbe!
E’ cosi
semplice! Come il giorno e la notte , il bianco e il nero,la verità e la
menzogna…..
Risvegliati Italia!
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HACK: PROIBITO IL DISSENSO![]()
Leggo sul Piccolo di oggi 4 dicembre 2008 che un ricercatore precario e sette studenti dell’Università di Trieste sono stati denunciati per avere gridato il loro dissenso contro questo governo e la sua politica disastrosa nei confronti della scuola, dell’università, della ricerca durante il vertice italo-tedesco fra Berlusconi e la cancelliera Merkel del 18 novembre scorso. Spesso ci chiediamo se questa è ancora una democrazia o siamo già a un regime che usa la televisione al posto del manganello.
Questo fatto ci da la risposta. Fra breve succederà come sotto il fascismo: durante le visite di illustri personaggi, i dissidenti, opportunamente schedati dalle questure, erano ospiti per qualche giorno delle patrie galere.
Margherita Hack
Contestavano
Berlusconi: 8 denunce![]()
I fischi, i «buu», gli slogan di scherno anti-Gelmini e anti-Cavaliere, urlati a colpi di megafono e impianti acustici in piazza della Borsa, nel giorno del vertice italo-tedesco, lasciano in eredità otto denunce. «Titolari» loro malgrado della segnalazione inoltrata in Procura dalla Questura - per manifestazione non preavvisata e non autorizzata - un ricercatore precario e sette studenti dell’ateneo di Trieste. Ritenuti, evidentemente, lo zoccolo duro, l’ala più dura del Coordinamento 133, la mente di quel rumoroso sit-in a favore della scuola pubblica che aveva calamitato un centinaio di ragazzi, il pomeriggio del 18 novembre, davanti alla Camera di Commercio, dove erano prima entrati per la conferenza stampa congiunta, e poi erano usciti per un rapido rientro nelle rispettive capitali, Silvio Berlusconi e Angela Merkel. Alcuni dei denunciati l’hanno presa male. Altri, invece, l’hanno digerita. Perché sapevano che sarebbe stata solo questione di tempo. Perché c’era la Digos con le telecamere puntate. E perché ad augurarsi una punizione esemplare si era messo pure il primo cittadino, un Roberto Dipiazza inalberato come non mai. Per il sindaco infatti, che non aveva esitato a chiamare il questore per lamentarsi della riuscita del fuoriprogramma, era stata colpa proprio di quel «gruppetto sparuto di studenti o presunti tali» se i suoi piani - quelli di trascinare il premier fino alle nuove gallerie di Cattinara per un sopralluogo - non erano riusciti fino in fondo. La presenza del Cavaliere, tuttavia, è stata vissuta come occasione irripetibile, più forte della Digos e del Dipiazza furioso. Via dunque a quella manifestazione non autorizzata, sulla scia del test fatto al mattino in piazza Unità dai rappresentanti della scuola Interpreti. Ma con più decibel. «È vero - ammette Luca Tornatore, ricercatore del Dipartimento di astronomia, l’unico non studente che si è preso la denuncia - siamo stati autori di una piccola forzatura. Ma, ci chiediamo, non si deve disturbare proprio mai quest’ordine costituito, che sta distruggendo la formazione pubblica? Abbiamo agito in modo pacifico, mica usando violenza». «Comprendiamo, certo, di aver messo in imbarazzo qualcuno, qui a Trieste, ma al tempo stesso non abbiamo paura», chiude il ricercatore. Il quale annuncia che, nelle prossime ore, arriverà agli organi di stampa una nota congiunta dei denunciati. Poi partirà pure una serie di lettere «indirizzate agli uomini di cultura di questo territorio: Magris, Rumiz e Moni Ovadia - quelli citati in prima battuta da Tornatore - cui chiederemo una presa di posizione».
(Piero Rauber, il Piccolo, 4 dicembre 2008)
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http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=37530&sez=HOME_SCUOLA
Da leggere anche nei commenti:
Uova e pomodori contro Gianni Letta
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La sede del circolo Arci di via Bellezza a Milano ha cent’anni. Ma i
tempi cambiano, e nonostante l’aspetto frugale, a qualcuno è sembrata la
location ideale per la conferenza stampa per il nuovo programma di Piero
Chiambretti su Italia1. A benedire la circostanza il figlio del capo,
Piersilvio Berlusconi.
Con Elia e Diego decidiamo che l’occasione è ghiotta.
Nell’attesa dei vip, gli impiegati del biscione scherzano tra loro: si danno
del compagno, del comunista. Trovarsi in un circolo Arci li diverte,
ridanciani sudditi di un’ideologia che ha sbaragliato tutte le altre: quella
dello spot, dell’audience, dei soldi.
Alla parete gli occhi di Antonio Gramsci con un monito per le nuove
generazioni: “Agitatevi, Organizzatevi, Studiate”. Compiaciuti, i compagni
di Mediaset sfoggiano copie del Foglio, del Giornale. Fedeli alla linea.
Fotografi e cameramen prendono posto, i giornalisti sguainano i taccuini, le
penne pungenti. Dobbiamo accreditarci anche noi: Qui Milano Libera, grazie.
Lascio nome, numero di telefono, e ci fanno accomodare tra gli operatori
dell’informazione.
Dal fondo della sala un olezzo di pane e salame solletica le narici: è il
buffet preparato dal circolo per i compagni di Cologno Monzese.
Si va in scena. Dopo un breve monologo in cui non rinuncia a citare Gramsci,
Chiambretti definisce la scelta del circolo Arci un “compromesso storico”.
Vi risparmio il resto del repertorio.
Chiude Piersilvio Berlusconi che, espletati i convenevoli, si concede alle
domande dei giornalisti. Un suo collaboratore, mimetizzato tra i microfoni,
suggerisce qualche parola, qualche via di fuga. Deve trattarsi del famoso
‘aiuto del pubblico’! Pare un genitore alla recita scolastica del figlio.
Fanno quasi tenerezza.
Manco a dirlo, la nostra domanda è fuori copione. A giorni il Consiglio di
Stato ci dirà quanto lo Stato deve a Francesco Di Stefano (Europa7) per
mancati guadagni in nove anni di forzata inattività e connessa odissea
giudiziaria. Preso atto del parere della Corte Europea, il Consiglio di Stato
ha deciso di attendere che il governo si “rideterminasse” nel merito per
quantificare l’eventuale risarcimento.
Piersilvio afferma di non capire la domanda e di non voler rispondere. Il
camaleontico suggeritore, visibilmente preoccupato, avanza. Provo a ricordare
che diverse autorità giudiziarie si sono espresse a favore di Europa7.
Piersilvio fa il vago, dice che la Corte Europea ha dichiarato chiusa la
faccenda. Che lo hanno detto addirittura a ‘Porta a Porta’. Una garanzia!
Obietto ricordandogli lo scandalo ‘Raiset’. Piersilvio inizia a toccarsi
la cravatta. Domando se non provino vergogna, ma ‘il gobbo’ mi è addosso.
Mi allontana e mi spiega che devo capire da solo qual è il limite oltre il
quale è meglio non avventurarsi. Velate minacce dal mondo in cui tutti hanno
un prezzo?
Il secondo round è all’esterno. Domando al sempre sorridente Piersilvio se
Vittorio Mangano fosse già un eroe quando lo accompagnava a scuola. Nessuna
risposta. Il delfino preferisce regalarmi una stretta di mano, bontà sua.
Mentre lo accompagnano alla macchina, il compagno suggeritore prova a
trattare: vi va di parlarne davvero? Niet!
Quando ricordammo a Silvio chi fosse Mangano lui mi liquidò con un “vergognati!”. Il figlio è miseramente più loquace. Si farà!
Buona visione, Franz
Ancora una volta si intravede all'orizzonte il tentativo di inciucio sui temi della giustizia. Ancora una volta il diavolo tentatore Silvio Berlusconi cerca di coinvolgere i partiti dell'opposizione nella proposta di una pseudo riforma che ha soltanto l'amaro sapore di una resa dei conti con la magistratura. L'obiettivo è sempre lo stesso: togliere l'indipendenza ai giudici e sottoporli al potere politico.
Un disegno che viene da lontano e che affonda le sue radici nel progetto della P2. La macchina della giustizia ha bisogno di altro: maggiori risorse economiche, più personale, e non certo dei tagli fino adesso stabiliti.
Prendiamo atto che alcuni partiti dell'opposizione si lasciano circuire, ma noi no. L'Italia dei Valori è in campo per difendere la separazione dei tre poteri, principio fondante della democrazia. E, di fronte a quest'ennesimo allarme democratico, l'Italia dei Valori è pronta a chiamare a raccolta i cittadini per altre cento e mille piazza Navona.
Postato da Antonio Di Pietro in Giustizia
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http://www.firmiamo.it/propostascioglimentoforzanuova
vedi anche pag 109(anche impeach Bush) e pag.110
NEW!!!
Un modo per fare
sentire la nostra voce e dire a chi conta che non abbiamo dimenticato Ustica con
le sue 81 vittime sull'aereo e le altre 21 seguite a causa sua,le altre stragi e
chi ancora non se ne è assunto la responsabilità :
vedi pag.159