
Riportiamo in home page, per maggior visibilità ed arricchito
d'ulteriori contenuti, un argomento già presentato la settimana
scorsa nel
forum di LuogoComune dedicato alle scie chimiche.
Il 21 febbraio un'emittente veneta, RadioBase,
ha intervistato un alto ufficiale in pensione dell'Esercito Italiano
sul tema del controllo climatico e delle moderne tecnologie militari
capaci di trasformare l'ambiente da scontata cornice d'un conflitto
a vera e propria arma o strumento d'attacco.
L'intervista riprende un articolo scritto dallo stesso ufficiale, il
Gen. Fabio Mini, e pubblicato sulla rivista Limes
n° 6-2007, avente titolo "Owning the weather: la guerra
ambientale globale è già cominciata" che è possibile
visionare e scaricare a
questo indirizzo.
Nel corso dell'intervista [...]
[...] è indicativo anche il tono usato dal generale: i vari
argomenti esposti, per gli appartenenti al settore militare, sono
risaputi già da tempo (si risale financo agli anni '40) e la
fattibilità tecnico-operativa del loro impiego su scala estesa, cioè
contro civili, sono ormai date per certe.
Solo nel grosso dell'opinone pubblica tutto ciò è ancora
considerato quasi fantascienza, il che dà un'idea del divario tra
le realtà in cui vivono i due insiemi di persone e la qualità dei
canali d'informazione che i secondi quotidianamente utilizzano.
- Streaming audio dell'intervista:
- Per coloro che non potessero attivare lo streaming audio,
eccone qui sotto la trascrizione completa:
°°° °°° °°°
Intervista al
Gen. Fabio Mini.
di Radio
Base, 21 febbraio 2008.
(Trascrizione a cura di www.luogocomune.net)
Intervistatrice: Buongiorno Generale Fabio Mini,
una cortesia si può presentare, per cortesia, da solo: lei di che
cosa si occupa e che cosa fa?
Gen. Mini: Beh sono un generale in cosiddetta
ausiliaria, noi generali non andiamo mai in pensione: transitiamo
dal servizio attivo a uno stato intermedio in cui siamo a
disposizione dell'amministrazione e poi passiamo nella Riserva, che
comunque sono tutti eufemismi per la pensione quindi sono un
generale in pensione e mi occupo di collaborazione e diffusione su
temi strategici, scrivo libri, faccio conferenze, do qualche
consiglio a qualcuno che non li vuole e che non li vuole comunque
ascoltare, ma io ci provo lo stesso, e mi sono impegnato anche un
po' nel campo, così, del sostegno umanitario: ho fondato insieme ad
amici un'associazione che si chiama Peace Generation.
Intervistatrice: Ecco senta generale quando lei era
attivo, mi sembra che sia più attivo anche adesso, ma quando era
attivo in che settori soprattutto lavorava dal punto di vista
militare?
Gen. Mini: Dal punto di vista militare ho avuto tre
grandi branche; una branca è stata quella di interesse, una branca
è stata quella della comunicazione: io ho fatto il portavoce del
Capo di Stato Maggiore dell'Esercito così come dello Stato Maggiore
della Difesa. La seconda branca è stata quella logistica: mi sono
occupato anche di contratti, contrattistica in questa maniera; la
terza è quella che mi ha preso più la parte sostanziale della vita
operativa è stata quella appunto operativa: ho comandato le unità
dei Vespri Siciliani, ho comandato tutti i tipi di unità
bersaglieri, vengo dai bersaglieri, e poi ho comandato il
contingente internazionale, la forza internazionale di pace in
Kosovo, che è KFOR. Ho fatto il Capo di Stato Maggiore della NATO
in Sud Europa, quindi ho avuto parecchi incarichi; sono stato in
Cina per tre anni come addetto militare, sono stato in America per
altri due anni come integrato in una unità americana e così ho
avuto moltissime esperienze.
Intervistatrice: C'è un suo articolo molto
interessante sul numero di Limes che intitolava "Il clima
dell'energia, il tempo che farà, le guerre dei tubi, l'Italia a
rischio". Ecco il titolo che lei ha dato è "Owning the
weather: la guerra ambientale globale è già cominciata";
vorrei cominciare con questa frase che lei ha scritto: "la
guerra ambientale in qualunque forma è proibita da leggi
internazionali. Le Nazioni Unite fin dal 1977 hanno approvato la
convenzione contro le modifiche ambientali" e poi sotto c'è
scritto: "la guerra ambientale è oggi definita come
l'intenzionale modificazione di un sistema ecologico naturale come
il clima i fenomeni meteorologici gli equilibri dell'atmosfera della
ionosfera della magnetosfera le piattaforme tettoniche etc..., allo
scopo di causare distruzioni fisiche, economiche, psicosociali nei
riguardi di un determinato obiettivo geofisico o una particolare
popolazione". Di cosa stiamo parlando, generale? Di cosa stiamo
parlando ieri, di cosa stiamo parlando oggi e di cosa stiamo
parlando del futuro?
Gen. Mini: Il senso dell'argomento fondamentale è
questo, che poi è anche la mia tesi: la guerra è cambiata, cioè
non ci possiamo più tenere attaccati al concetto di guerra
tradizionale quando c'era uno che sparava contro un altro. E'
cambiata non soltanto perchè gli interlocutori della guerra o anche
i cointeressati alla guerra sono moltissimi; è cambiato perchè i
sistemi d'arma sono cambiati: non ci sono più soltanto fucili o
missili adesso ci sono anche altri tipi di arma. Una
arma fondamentale che nella guerra moderna o in questa guerra
globale ha assunto una rilevanza fondamentale è proprio l'arma
psicologica o comunque l'arma dell'influenza che può essere
esercitata con tutto quindi l'ambiente inteso come sistema
ecologico, nel quale noi viviamo e dal quale noi dipendiamo, è
diventato un attore principale, non è soltanto una cornice, è un
attore principale della guerra, può essere addirittura un obiettivo
ma può essere anche uno strumento e questo è il concetto
fondamentale.
Intervistatrice: Ecco senta, io vado sempre avanti
con il suo articolo, a pagina 82 lei scrive: "Tutti fingono di
credere che le devastanti esplosioni delle bombe atomiche di
Hiroshima e Nagasaki siano state le prime ed ultime della storia
militare, eppure tutti sanno che da allora ci sono già state più
di 1.000 esplosioni nucleari
nel sottosuolo, nelle profondità degli oceani, in superficie e
nello spazio e queste possono provocare per esempio degli
tsunami". Che cosa voleva dire qui generale?
Gen. Mini: Volevo dire che quando si pensa che un
certo sistema d'arma come l'ordigno nucleare, con le leggi con le
convenzioni internazionali, è stato limitato è vero che è stato
limitato però si sono sviluppate altre utilizzazioni anche dello
strumento nucleare ed oltre lo strumento nucleare anche di quello
magnetoelettrico.
Intervistatrice: Quindi io posso con le... mi scusi
se la interrompo: quindi io posso con un esplosione, un esperimento,
creare un sisma anche in qualche modo voluto.
Gen. Mini: Ma assolutamente vero, nel senso che
questo non è ormai una fantasia o una illazione, sono cose ormai
che sono tecnicamente e scientificamente provate. Quello che manca
è la prova che qualcuno deliberatamente lo abbia già fatto, però
se si vanno a vedere quali sono le linee di frattura o le faglie che
ci sono nella crosta terrestre e si può immaginare che se uno
agisce in un punto, per esempio in mezzo al pacifico con una
esplosione controllata nucleare o anche soltanto non nucleare o
anche soltanto convenzionale, bene il riverbero delle onde sismiche
che produce questa esplosione può arrivare e alimentare e provocare
addirittura lo tsunami; ma adesso lo tsumani è una forma così che
tutti quanti conoscono ma i terremoti in genere possono essere in
questo senso...
Intervistatrice: Ecco scusi, io la interrompo
sempre perchè... negli ultimi anni io ho fatto delle ricerche e ho
sempre visto proprio facendo delle tabelle di raffronto che dove
c'erano state delle esplosioni sotterranee, io ho seguito anche
alcune esplosioni che venivano fatte dai francesi nel Sahara, poi
Mururoa, poi in India e in Pakistan, poi a breve distanza venivano
fuori dei terremoti quindi a volte erano sperimentazini quindi si può
anche pensare che si possano creare al di là dei terremoti anche
dei sisma, anche delle frane, delle valanghe, delle inondazioni, cioè
degli scienziati in questo caso molto bravi ma in negativo possono
in qualche modo condizionare l'ambiente e quindi l'economia anche di
un Paese.
Gen. Mini: Ma assolutamente sì cioè questa è una
capacità tecnica, tecnico operativa, che esiste. Adesso io ripeto
non ho prova provata che ci sia stato un cosiddetto esperimento o
nucleare o convenzionale che abbia provocato un reale terremoto, però
la parte tecnica c'è ed io sono anche abbastanza pessimista dal
punto di vista militare perchè in 45 anni di carriera militare in
giro per il mondo ne ho viste di tutti i colori su quello che
riusciamo a combinare, cosa riesce a combinare la fantasia umana,
bene io sono veramente pessimista nel fatto di dire che
probabilmente c'è qualcuno che ci ha già provato a fare di queste
cose; non so dove non so quando ma certamente non nei casi, io penso
e spero, nei casi che lei ha seguito perchè in genere quando si
fanno queste operazioni si sa benissimo qual è il danno, la
conseguenza che si vuole provocare, e non si vuole certo far
risalire all'attore o a colui che lo ha provocato percui se lei ha
seguito degli esperimenti che erano già stati preannunciati o
annunciati questi probabilmente sono o casuali, le conseguenze sono
o casuali oppure non volute. Però chi è che vuole farlo veramente
ha la capacità tecnica di farlo, lo può fare.
Intervistatrice: Ecco lei ha citato un esempio
molto interessante: negli anni '40 un professore australiano, vuole
raccontare questa cosa che lei ha seguito, che faceva questi
esperimenti, ai nostri ascoltatori?
Gen. Mini: Mah insomma questo è un professore
israeliano che si è messo a fare... era australiano, più che altro
neozelandese, faceva questi esperimenti, vedeva quali erano le
incidenze di questi fenomeni e si è accorto che si potevano
provocare...
Intervistatrice: ...delle onde anomale, no, mi
diceva?
Gen. Mini: ...potevano fare delle onde anomale, lui
le ha provocate: al largo di Aukland lui ha provocato delle onde
anomale, dei piccoli tsunami; in realtà erano soltanto fenomeni di
onde che venivano, che montavano per conto proprio, e lui c'è
riuscito in maniera controllata in maniera limitata ma c'è riuscito
e ci è riuscito talmente bene che poi è sparito per un periodo
dalla circolazione ma nel frattempo era stato contattato dagli Stati
Uniti i quali sempre da un punto di vista tecnico-scientifico
volevano vedere quali erano le possibili applicazioni di questo tipo
di nuova, parliamo degli anni '40 subito dopo la guerra, di questa
nuova arma in una eventuale difesa o comunque offesa contro un
eventuale nemico. Lui sembra che non abbia aderito alla parte
militare di questo progetto, sembra, ma ovviamente i dati che lui
aveva erano a disposizione di tutti anche perhè lui, quella volta,
lavorava in Australia per conto della Università della Neozelanda
ma chi gestiva i fondi dati a questo progetto erano Gran Bretagna e
Stati Uniti.
Intervistatrice: Senta Gen. Mini lei, nel suo
articolo, che tra l'altro posso dirlo a chi ci sta ascoltando, noi
stiamo consigliando a tutti di leggerlo, proprio anche a quelli che
da anni lavorano su queste cose e molte volte anche incontrando
delle diffidenze. Lei parla
anche di questo centro in Alaska che conosciamo tutti, HAARP, il
quale lavora sulle onde ad alta frequenza, questo è finanziato... e
su questo si è sempre pensato che potesse influire sul clima; ecco
vogliamo parlare... lei ne parla nel suo articolo.
Gen. Mini: Sì ne parlo perchè in effetti è una
di quelle evoluzioni della ricerca sulle onde a bassissima frequenza
e altissima frequenza, sono i due estremi, per la loro capacità
praticamente di superare gli ostacoli, di non essere influenzati
dalla curvatura terrestre, di non essere influenzati da ostacoli di
varia natura... è quello quindi di modificare, di poter
modificare l'assetto anche atomico delle cose. Bene questi
generatori ovviamente di queste onde elettromagnetiche particolari,
ovviamente chi è che li gestisce dice che sono per tutt'altra
natura che non hanno questo tipo di capacità...
Intervistatrice: ...sì qualcuno diceva che
volevano creare una specie di scudo per difendere la terra dal
discorso dell'ozono mi pare... c'erano delle motivazioni che nessuno
credeva poi tra l'altro...
Gen. Mini: Sì
francamente diventano anche poco credibili. Sa che cos'è,
mantengono una certa dose di credibilità perchè nessuno sa
veramente di che cosa si tratta percui se una fonte autorevole dice,
come un governo, dice "no, noi non stiamo facendo questi
esperimenti per questo ma lo facciamo per motivi difensivi e non
turbiamo, alteriamo l'equilibrio ecologico di nessuno, tutti quanti
tendono a crederci; soltanto che negli ultimi 15 - 20 anni ormai
questo livello di fiducia sulla parola incomincia a scadere un po'
insomma, ecco queste onde elettromagnetiche hanno la capacità di
interferire e quindi di addirittura di provocare delle alterazioni
meteorologiche focalizzate in determinati punti che poi possono
montare per conto proprio...
Intervistatrice: Ecco, Generale Mini, tra l'altro
noi abbiamo raccolto negli anni, negli ultimi anni, delle proteste
da parte per esempio di Paesi come la Russia, come la Cina ma anche
altri Paesi che lamentavano, a parte che anche i russi sanno
condizionare molto bene il clima anche loro hanno delle possibilità
insomma in questo senso di creare dei fenomeni meteorologici,
accusavano proprio che certe situazioni meteorologiche di aridità,
di siccità o di eccessiva pioggia o di eccessivo freddo, come sta
succedendo adesso in Cina, potessero essere provocate
artificialmente; avevano fatto una denuncia nazionale,
internazionale, dicendo c'è qualcuno dietro tutta questa operazione
per creare problemi alla situazione economica di un paese. Lei che
cosa risponde di fronte a questo? Lei non ha le prove però a
livello, così, di momento...
Gen. Mini: A livello così di momento proprio di
riflessione, di una riflessione....
Intervistatrice: Certo, non è tanto fuori di norma
insomma questa cosa...
Gen. Mini: Non è al di fuori della norma, come
ripeto, anche questo campo, cioè, è un campo in cui la parte
tecnica è molto avanzata; ora quando si parla che, si pensa che il
programma Owning the Weather 2015, voglio dire... no 2025
addirittura, è partito nel 1999; oggi siamo nel 2008 quindi sono già
passati 10 anni e questo obiettivo di possedere il tempo
meteorologico entro il 2025 a fini militari, questo è il programma
perchè è finanziato dall'aeronautica militare statunitense non è
finanziato da McDonald che vuole vendere gli hamburger, quindi
questo è un programma che sta andando avanti e se tanto mi dà
tanto, se l'obiettivo finale è al 2025, nel 2008 noi abbiamo già
qualche risultato lo dobbiamo avere altrimenti chi è che investe i
soldi avrebbe già chiuso i rubinetti dei fondi. Qundi ci sono già
adesso delle capacità pratiche che possono essere sfruttate io
dubito molto a livello di riflessione che ci sia qualcuno che
intenzionalmente stia dirigendo queste armi contro un altro
obiettivo. Dubito molto non perchè credo che gli uomini siano
buoni, dubito molto che ne abbiano acquisito la capacità, però ho
messo anche in evidenza nell'articolo la teoria, ma anche le
supposte prove, che uno scienziato tecnico militare americano dà di
queste cose e lui, secondo lui, i russi... lui attribuisce ai
russi...
Intervistatrice: ...Bearden mi pare...
Gen. Mini: ...esatto sì, ma quello che si può
attribuire ai russi si può attribuire agli Stati Uniti in maniera
maggiore oggi, perchè gli hanno superati in molti campi, ma si può
attribuire anche ai cinesi i quali intanto si stanno organizzando e
attrezzando per questo; percui se lui pensa che ci siano stati già
negli anni '70 degli episodi di utilizzazione di queste onde
elettromagnetiche per produrre puntuali fenomeni atmosferici sul
territorio degli Stati Uniti, io penso che se lui, e lui è uno
scienziato... tra l'altro scrive dappertutto è accreditato dalla
organizzazione degli scienziati americani insomma, non dovrebbe
essere un millantatore o un fesso. Percui prendendo anche... facendo
la tara a quello che lui dice, dal punto di vista
tecnico-scientifico già esiste questa capacità e questa possibilità;
speriamo soltanto che non abbiano ancora raggiunto un livello tale,
soprattutto di determinazione e dico da un certo punto di vista, di
stupidità e cattiveria, da impiegarlo realmente pensando di far
fuori un obiettivo o un nemico circoscritto senza allargare i danni
ad altri che possono anche non essere nemici e possono anche...
Intervistatrice: ...quindi diciamo, per concludere,
noi possiamo concludere con quest'immagine su cui io voglio proprio
la sua chiusura: io posso provocare, dal punto di vista climatico,
una siccità in un paese quando ho l'intenzione di far, come si può
dire, andare via una
popolazione che in qualche modo mi possa essere di peso la faccio,
non so, diventano dei profughi da un'altra parte perchè in quel
Paese ci sono materie prime che m'interessano.
Gen. Mini: Questo è un fatto che non si può...
Intervistatrice: ...questa
è una guerra...
Gen. Mini: Questo è un fatto che non si può
assolutamente escludere ed è una guerra.