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                                                    Come è potuto succedere a Milano?


La domanda a cui non so rispondere  è come una cosa simile  possa essere successa a Milano senza che la voce viaggiasse...

è lo stesso motivo per cui viviamo in un ambiente mafioso : c'è chi agisce e chi sopporta in silenzio.





Da : http://libere-idee.blogspot.com/2009/06/gladio-patrioti-segreti-o-gladiatori.html

25 giugno 2009

Gladio: patrioti segreti o gladiatori golpisti?


La Gladio fu istituita come organizzazione "stay behind" della NATO per evitare la presa di potere in Europa dell'universo delle sinistre; soprattutto in Italia, la Gladio avrebbe dovuto entrare in azione qual'ora il PCI avesse regolarmente vinto le elezioni col voto dei cittadini. Se questo si fosse verificate, la Gladio avrebbe dovuto procedere al golpe eversivo e rovesciare il potere, disattendendo il voto degli italiani. (http://www.thepopuli.com/2009/06/e-il-sogno-golpista-prosegue/)

Domanda: come veniva fatto tutto ciò, vi chiederete voi? Risposta: con la strategia della tensione.
La strategia della tensione consisteva in una serie di misure atte a mantenere uno stato di tensione e paura nella popolazione; ciò si traduceva in favoreggiamento e depistaggio di attentati terroristici di cui venivano incolpati oppositori politici, a quel tempo i comunisti.

Se non avevate mai sentito parlare di Gladio, dopo aver letto queste poche righe già vi sarete chiesti: Ma com'è possibile? Esercito segreto? Terrorismo?

La risposta è: Sì, sembra incredibile ma è così.

E' doveroso contestualizzare tutto ciò facendo riferimento a due avvenimenti significativi (due dei tanti) che hanno segnato profondamente la storia italiana.

La strategia della tensione viene fatta iniziare in Italia con la Strage di Piazza Fontana a Milano del 12 dicembre 1969, durante la quale morirono 17 persone e un'ottantina rimasero ferite per l'esplosione di una bomba nella sede della Banca Nazionale dell'Agricoltura. Subito dopo l'attentato, e per tanti altri anni successivi, si sostenne che l'attentato fosse opera delle sinistre estreme, dei comunisti che volevano colpire lo Stato. Solo dopo molti anni, e dopo una serie lunghissima di inchieste, analisi e interrogatori, tutto ciò è stato imputato a gruppi terroristici di estrema destra che, in quegli anni, non furono mai arrestati, perchè, a detta di qualcuno, erano protetti dai servizi segreti italiani e non (MI6 inglese e CIA americana) che, come detto precedentemente, traevano benificio da tutto ciò mantenendo la tensione in tutto il Paese e nel resto d'Europa.

Sicuramente più famosa ed emblematica fra le stragi della tensione è la Strage di Bologna. Il giorno sabato 2 giugno 1980 una bomba esplose nella sala d'attesa della stazione. Morirono 85 persone e più di duecento rimasero ferite. L'orologio segna ancora le 10.25 in ricordo di quell'attentato.

Inizialmente le Istituzioni dichiararono che la strage fu dovuta allo scoppio di una caldaia (e se esiste un Dio perdoni queste persona per aver offeso tanti morti) e successivamente invece la strage fu attribuita a gruppi eversivi di estrema destra, condannati all'ergastolo per strage mentre, tra gli altri, Licio Gelli, il Venerabile capo della P2, fu condannato per depistaggio.

E' all'interno di questo clima di stragi e attentati che si colloca Gladio.
E' emblematico come siano passati quasi 40 anni prima che nel 1990 Giulio Andreotti, allora Primo Ministro, denunciasse pubblicamente l'esistenza di Gladio causando sconcerto (Cossiga, allora Presidente della Repubblica, si "autodenunciò" chiedendo che gli fosse contestato il reato di cospirazione in riferimento a Gladio, poco dopo si dimise dalla DC e poi dalla carica di Presidente) e dando inizio a indagini che, al tempo, furono messe in secondo piano per l'inizio di Tangentopoli, e conclusesi pochi anni fa con assoluzioni ambigue che danno l'idea di volersi sbarazzare velocemente della faccenda.

Bisogna anche dire però che i pareri su Gladio sono molto discordanti: c'è chi come Daniele Ganser, storico di fama internazionale, ha scritto un intero libro, documentatissimo, per denunciare cosa fosse Gladio e come andasse contro qualsiasi idea di Democrazia e chi invece, come Franco Bortolameolli, ex gladiatore, sul suo sito (http://www.gladio.webdomini.com/htm/index1.htm), definisce se stesso e i suoi compagni come una sorta di moderni partigiani Europei come quelli che combatterono i nazisti. Un po' azzardata come cosa, giustificata in parte però dal fatto di aver lavorato per decenni dentro Gladio e di non essersi visto riconosciuto nulla, neanche un anno di servizio.

Quello di cui volevo parlare si ricollega proprio a questo mancato riconoscimento...fino ad ora!
Già, perchè è notizia di questi giorni che alcuni senatori e esponenti politici, tra i quali proprio Cossiga, hanno presentato un disegno di legge (potete trovarlo al seguente link: http://parlamento.openpolis.it/atto/documento/id/26609) che chiede l’equiparazione del servizio svolto dai membri Gladio a quello svolto presso le Forze Armate, chiede cioè il riconoscimento istituzionale di una struttura parallela allo Stato; chiede inoltre l'istituzione di una onoreficenza che contraddistingua gli ex-gladiatori.

Io ora mi chiedo: è esistita Gladio, sono esistiti i gladiatori, probabilmente, anzi sicuramente, la verità assoluta non la sapremo mai, perchè distruggerebbe le fondamenta della democrazia che conosciamo oggi e getterebbe una luce diversa su avvenimenti passati controversi che i potenti hanno interesse a non rispolverare, però, è giusto questo decreto legge? E' giusto equiparare soldati che combattevano in segreto per ostacolare la democrazia ai partigiani?

Secondo me NO.

Ormai il danno è fatto, ormai Gladio è esistita e i gladiatori hanno diritto a vedere riconosciuto almeno il fatto di aver lavorato per lo Stato però non diamogli la dignità che si confà ai partigiani, altrimenti per dare dignità a loro toglieremo dignità ai veri Eroi.


"Ignorare il male equivale ad esserne complici.
" M.L.K.

Ale





Le fonti principali da cui ho attinto per questo articolo sono:
Wikipedia per le date e i dettagli della stragi
"Gli eserciti segreti della Nato" di Daniele Ganser
Alcuni documenti trovati su internet di cui ho riportato i link dove citati.
 
Atto a cui si riferisce: 
S.1532 [Norme su "Gladio", e sul personale militare e civile volontario che era in essa inquadrato] Norme sulla disciolta struttura italiana dell'organizzazione clandestina nordatlantica di "Stay Behind Nets", nota in Italia con il nome di "Gladio", e sul personale militare e civile volontario che era in essa inquadrato
 
 
 
 

 Legislatura 16º - Disegno di legge N. 1532 

   

 
   

 Senato della Repubblica 

 XVI LEGISLATURA 

   

 N. 1532 
   
   
   

   

 DISEGNO DI LEGGE     

 d’iniziativa dei senatori COSSIGA, ALICATA, COMPAGNA, CUFFARO, D’AMBROSIO LETTIERI, MALAN, RAMPONI, VALENTINO e SAIA     

 COMUNICATO ALLA PRESIDENZA IL 27 APRILE 2009     

 Norme sulla disciolta struttura italiana dell’organizzazione clandestina nordatlantica di «   Stay Behind Nets   », nota in Italia con il nome di «Gladio», e sul personale militare e civile volontario che era in essa inquadrato  

   

 Onorevoli Senatori. – Nobile e forte è stato il discorso pronunciato dal Presidente della Repubblica per le celebrazioni del 25 aprile, Festa della Liberazione, e con il quale il ricordo dei militari, dei partigiani, di semplici civili, di popolazioni intere vittime della violenza nazifascista durante la Resistenza è divenuto «memoria condivisa» di tutti gli italiani e parimenti condivisa è diventata la pietà per coloro che caddero tra le file delle forze armate della Repubblica di Salò e per le famiglie che li ricordano. 

     A questo nobile messaggio e agli alti valori che esso contiene, hanno aderito sia il    leader   della maggioranza e Presidente del Consiglio dei ministri, onorevole Silvio Berlusconi, che il    leader   dell’opposizione, onorevole Dario Franceschini.  
     Sembra al proponente che questo momento di concordia e di condivisione storica sia quello più appropriato per presentare e, con il consenso più vasto, approvare un disegno di legge che gratifichi, senza alcun beneficio economico, gli appartenenti alla disciolta struttura paramilitare italiana nota in Italia come «Gladio», inquadrata nell’organizzazione del Trattato dell’Atlantico del Nord, e il personale volontario civile e militare in essa inquadrato. 
     Come è ben noto, con la sentenza n. 17 del 3 luglio 2001 la corte di assise di Roma ha statuito in via definitiva, conformemente al giudizio già espresso nella relazione finale del Comitato parlamentare per i servizi di informazione e sicurezza e per il segreto di Stato del 4 marzo 1992, ciò che era già politicamente e storicamente evidente: la piena liceità e legittimità della struttura della rete italiana    Stay Behind   , conosciuta come «Gladio», sorta negli anni ’50 e costituita in seno all’Alleanza atlantica nell’ambito dei servizi di informazione e di sicurezza. Questa struttura era destinata ad operare in clandestinità, nell’ipotesi di invasione dei territori degli Stati dell’Alleanza da parte delle forze sovietiche e del Patto di Varsavia, in concorso con le forze speciali e con i servizi di informazione alleati, anche al fine dì organizzare e supportare eventuali movimenti di «resistenza» e di effettuare operazioni di esfiltrazione di persone minacciate dalle forze di invasione e dai governi collaborazionisti di cui era prevista la costituzione.  
     È altrettanto noto che i membri della struttura italiana in questione hanno subìto durante tutto il periodo seguito allo scioglimento dell’organizzazione, sino alla sentenza anzidetta, una vera e propria persecuzione politica e giudiziaria, contraddistinta da pesanti illazioni sulla pretesa natura eversiva di «Gladio» e sull’ingiusto collegamento della relativa organizzazione ai non ancora del tutto chiariti episodi di destabilizzazione sofferti dal nostro Paese dagli anni ’60 sino alla definitiva sconfitta del terrorismo e soprattutto alla fine della «guerra fredda». 
     In relazione a ciò, è necessario che la verità storica e anche ormai quella giudiziaria finalmente emersa si sostanzino in un giusto riconoscimento politico e morale anche sul piano dello    status   militare, per tutti coloro che, in conformità al superiore dovere sancito dall’   articolo 52 della Costituzione   e agli ordini del legittimo Governo della Repubblica, avevano dato la loro consapevole disponibilità per servire la Patria, al di sopra di ogni distinzione di credo ideale, politico o religioso, o di appartenenza sindacale.  
     È noto che i primi quadri della struttura furono costituiti da ex partigiani di formazioni militari del Partito d’azione, liberali, repubblicane e socialiste e di ispirazione cattolica, e che erano rigidamente esclusi da essa elementi di ispirazione fascista o collegati ai partiti di destra. 
     Con l’articolo 1 del presente disegno di legge viene sancita l’equiparazione al servizio presso le Forze armate dello Stato del servizio volontario prestato presso la struttura    Stay Behind   , da parte dei suoi membri cosiddetti «esterni», ossia reclutati tra coloro che avevano già assolto i propri obblighi militari ma che non appartenevano in servizio permanente alle Forze armate, ovvero tra cittadini di entrambi i sessi anche se non risultavano assoggettati a tali obblighi.  
     Questa equiparazione non costituisce un caso isolato nell’ambito del nostro ordinamento giuridico, in quanto in passato si è già provveduto allo stesso modo per il Corpo volontari della libertà con la    legge 21 marzo 1958, n. 285   . L’equiparazione anzidetta rileva esclusivamente sotto il profilo politico, morale e anche sul piano militare, posto che l’articolo in esame espressamente esclude al riguardo qualsiasi effetto retributivo, previdenziale e assistenziale.  
     Il medesimo articolo 1 dà mandato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, su relazione dell’Agenzia informazioni e sicurezza esterna (AISE), di certificare la pregressa appartenenza alla struttura, su istanza di ciascuno dei membri interessati e nell’osservanza delle vigenti disposizioni dettate in materia di segreto di Stato. 
     È anche prevista la trascrizione del fatto dell’appartenenza alla struttura, nella documentazione caratteristica e matricolare del personale comunque appartenuto alle Forze armate dello Stato anche se non transitato nel servizio permanente effettivo. Con un’opportuna norma di rinvio si confermano invece le vigenti disposizioni per il personale della struttura cosiddetto «interno», ossia che presta o ha prestato servizio permanente effettivo nelle Forze armate dello Stato. 
     Con l’articolo 2 viene prevista la istituzione di un distintivo onorifico per gli appartenenti alla struttura, che può essere portato dagli aventi titolo sull’uniforme militare in base alle disposizioni vigenti in materia. 
     L’articolo 3, da ultimo, sancisce l’equiparazione dell’Associazione italiana volontari    Stay Behind   , costituita in data 4 febbraio 1994 tra gli appartenenti alla disciolta struttura, alle altre associazioni d’arma riconosciute dal Ministero della difesa. 

    

 DISEGNO DI LEGGE  

 Art. 1. 

 (Servizio prestato presso  
 la disciolta struttura 
 Stay Behind   ) 

     1. Il servizio volontario prestato dai soggetti non inquadrati permanentemente nelle Forze armate nella rete italiana della struttura    Stay Behind,   istituita nell’ambito dell’Alleanza del Nord Atlantico dai governi del Regno Unito di Gran Bretagna e dell’Irlanda del Nord, della Repubblica francese, del Regno del Belgio, del Regno dei Paesi Bassi. del Granducato del Lussemburgo, della Repubblica italiana, del Regno e poi Repubblica di Grecia e della Repubblica federale di Germania, di seguito denominata «struttura    Stay Behind   », sciolta dal Governo italiano in data 27 novembre 1990, è equiparato al servizio prestato presso le Forze armate dello Stato, con esclusione di qualsiasi effetto ai fini retributivi, previdenziali e assistenziali. 

     2. L’appartenenza alla struttura    Stay Behind   è certificata dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, in conformità alla proposta formulata, su richiesta del soggetto interessato, dall’Agenzia informazioni e sicurezza esterna (AISE), nell’osservanza delle disposizioni contenute nella    legge 3 agosto 2007, n. 124   .  
     3. La certificazione di cui al comma 2, relativa al personale esterno comunque appartenente ad altro titolo alle Forze armate dello Stato e non transitato nel servizio permanente effettivo, è trasmessa a cura dell’AISE agli uffici competenti a custodire la documentazione caratteristica e matricolare degli interessati, al fine della relativa trascrizione con decorrenza dalla data di arruolamento nella struttura. 
     4. Per il personale interno alla struttura    Stay Behind   , che presta o ha prestato servizio permanente effettivo nelle Forze armate dello Stato, si applicano le disposizioni in materia di rientro nell’amministrazione di appartenenza, di trasferimento ad altra amministrazione pubblica e di trattamento giuridico ed economico, di cui all’   articolo 21 della legge 3 agosto 2007, n. 124   .  
     5. Al personale di cui al comma 4 è equiparato chi, ricoprendo la carica di Ministro della difesa o di Sottosegretario di Stato alla difesa o di ufficiale o funzionario appartenente al Servizio informazioni forze armate (SIFAR), successivamente al Servizio informazioni difesa (SID) e da ultimo al Servizio per le informazioni e la sicurezza militare (SISMl), ha svolto, a motivo del suo ufficio o perché specificamente delegato o incaricato, compiti o funzioni collegate alla organizzazione, alle missioni, ai compiti ed alle funzioni della struttura    Stay Behind   . 

 Art. 2. 

 (Distintivo onorifico) 

     1. Con decreto del Ministro della difesa è approvato il modello di distintivo onorifico che il personale militare interno, già appartenente alla struttura    Stay Behind   e attualmente in servizio nelle Forze armate dello Stato, ha facoltà di portare sull’uniforme. 

     2. Il personale interno ed esterno, già appartenente alla struttura    Stay Behind   e congedato dalle Forze armate dello Stato, ha facoltà di portare il distintivo di cui al comma 1 con le medesime modalità del personale in servizio, se autorizzato a vestire l’uniforme militare secondo le vigenti disposizioni.  
     3. Analogo distintivo ha diritto di portare sull’abito civile il personale esterno in occasione di cerimonie militari e di manifestazioni dell’Associazione di cui all’articolo 3. 

 Art. 3. 

 (Associazione   Stay Behind   ) 

     1. L’Associazione italiana    Stay Behind   , costituita in data 4 febbraio 1994 quale associazione non riconosciuta, è riconosciuta in forza della presente legge, ai sensi e per gli effetti di cui al decreto del Ministro della difesa 5 agosto 1982, pubblicato nella    Gazzetta Ufficiale   n. 272 del 2 ottobre 1982, ed è per legge iscritta nell’albo istituito ai sensi del medesimo decreto del Ministro della difesa, in attuazione dell’articolo 20 terzo comma, della    legge 11 luglio 1978, n. 382   . 



Per le notizie su Gladio nel sito consultare JavaScript scaricato da HTML.it

questa è una delle pagine di cui riporto un articolo ma contiene molti dati importanti,faccio notare che la situazione americana da quello che  viene riportato in mail del sito Impeach Bush che ora ha cambiato nome ed è orientato verso l'incriminazione  e la cancellazione delle leggi del Patriot act, non è cambiata molto dopo Obama.
http://www.webmalice.it/marisa.pareto/bush.ht

Da: http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idc=0&idart=10137
Stati Uniti - 14.2.2008
La Gladio di Bush
Negli Usa, una struttura semi-segreta con affiliati nell'élite lavora insieme all'Fbi nella lotta al terrorismo
Un'organizzazione pubblica ma protetta dal segreto, con oltre 23.000 membri selezionati nell'élite politica-economica del Paese che godono di informazioni riservate sui rischi di un attacco terroristico, lavorando in collaborazione con l'Fbi. E che, come ha rivelato uno dei suoi iscritti, in caso di proclamazione della legge marziale hanno licenza di uccidere per proteggere le loro proprietà. Si chiama InfraGard, e se non l'avete mai sentita è perché fino a qualche anno fa non superava il migliaio di iscritti. Ma dopo gli attentati dell'11 settembre 2001 è diventata una struttura semi-massonica con ramificazioni in tutti gli Stati Uniti, e rappresenta oggi una prima linea di difesa degli Usa ai tempi della guerra al terrorismo.

La struttura. Per quanto abbia anche un sito (www.infragard.net), l'esistenza dell'organizzazione è stata portata alla luce da un'inchiesta di Matthew Rotschild, direttore della rivista The Progressive, che da anni segue le vicende che rispecchiano l'erosione dei diritti civili e la cultura del sospetto successive al “giorno che ha cambiato il mondo”. Secondo il sito ufficiale, “Infragard è una collaborazione tra l'Fbi e il settore privato. Le sezioni di InfraGard sono collegate geograficamente con gli uffici territoriali del bureau”. Fondata nel 1996 come strumento di cooperazione contro le minacce informatiche, la rete è ora una struttura divisa per settori – dall'industria alla finanza, dalle telecomunicazioni ai trasporti – e che ospita al suo interno, come rivela orgogliosa sul suo sito, rappresentanti di 350 tra le 500 corporation più ricche del mondo, secondo la classifica stilata dalla rivista Fortune. Per farne parte, un aspirante affiliato deve essere presentato da qualcuno che è già dentro.

Segretezza e licenza di uccidere. Il funzionamento di InfraGard non viene rivelato all'esterno come succede per altre organizzazioni pubbliche, sotto le garanzie del Freedom of Information Act. Intervistando membri rigorosamente anonimi, Rotschild ha però scoperto che gli affiliati alla struttura ricevono aggiornamenti quotidiani su minacce sia interne sia esterne al territorio nazionale. In una riunione InfraGard dell'agosto 2005 il direttore del Fbi Robert Mueller chiese ai presenti di contattare il bureau se “avessero notato attività sospette o eventi insoliti”. E i membri di InfraGard sono istruiti sul come prepararsi a una situazione in cui è in vigore la legge marziale, con esercitazioni di sicurezza. “Ci assicurarono che se fossimo stati costretti a uccidere qualcuno per proteggere le nostre infrastrutture, non ci sarebbero state ripercussioni. Mi venne la pelle d'oca”, ha detto un membro intervistato da Rotschild.

George W. Bush e il direttore del Fbi Robert MuellerLe critiche. Jim Lippard, un membro di InfraGard da anni, nel suo blog ha criticato l'inchiesta di The Progressive parlando di “isteria completa sul fascismo e la legge marziale”, definendo “senza senso” le conclusioni di Rotschild e facendo notare che l'Fbi non ha il potere di garantire l'immunità a chicchessia. Ma la cerchia ristretta dell'InfraGard e le possibili violazioni della privacy sono da tempo oggetto di preoccupazione anche dell'American Civil Liberties Union. “Ci sono prove secondo cui InfraGard è praticamente un 'sistema di informazioni e di prevenzione del terrorismo', che fa diventare aziende del settore privato – alcune delle quali potrebbero essere nella posizione di osservare le attività di milioni di clienti – in occhi e orecchi sostitutivi per l'Fbi”, scrisse l'Aclu nel 2004.

In eredità al prossimo presidente. Secondo Rotschild, Infragard è destinata a durare, anche dopo il cambio di inquilino alla Casa Bianca dal prossimo gennaio. “Non sono per niente fiducioso sul fatto che, anche se un democratico dovesse vincere le elezioni, le nostre libertà civili sarebbero ripristinate, o che InfraGard sarebbe ridotta”, spiega a PeaceReporter. “Bush ha ampliato i poteri dell'esecutivo, e temo che chiunque li erediterà se li terrà ben stretti. E poi, InfraGard è nata durante gli anni di Bill Clinton, quindi non credo che Hillary o Obama la smantellerebbero”.
 

 






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