A causa di un’evidente e anomala intimidazione
di matrice mafiosa consumatasi nel tardo pomeriggio di ieri 17 novembre – i
carabinieri sono stati prontamente informati e sono immediatamente intervenuti
– non potrò partecipare alla conferenza di Amnesty International in programma
oggi alle 17,30 all’auditorium della biblioteca provinciale di Foggia. Porgo
le mie scuse al collega Cesare Sangalli che presenterà il suo reportage in
Nigeria. Il giornalista toscano, aveva intervistato il padre di KEN SARO WIWA,
il poeta impiccato insieme ai suoi amici e compagni di lotta il 10 novembre 1995
perché aveva osato denunciare pubblicamente tale sfruttamento. Proprio in quel
paese africano l’Eni saccheggia le risorse naturali di idrocarburi mietendo
vittime umane. E’ la stessa multinazionale che sta distruggendo anche
l’Italia e ora farà man bassa dell’Abruzzo dopo aver sfruttato la
Basilicata e prima ancora l’antica Daunia, succhiando a partire dagli anni
‘50, notevoli quantitavi di gas dalle viscere dei Monti Dauni, senza dare in
cambio nulla di concreto. E paradossalmente i cittadini della Capitanata pagano
la bolletta energetica all’Italcogim. Avrei dovuto illustrare le mie inchieste
in Somalia, dove ho lavorato per conto del settimanale L’Espresso, sul
sequestro di un peschereccio oceanico . Avrei mostrato con immagini
fotografiche e documenti la rotta dei veleni industriali (tossici e radioattivi)
che l’Europa occulta illegalmente in quella parte del globo, sia in mare che
in terra. Avrei parlato del progetto Urano (targato Comerio), in cui si erano
imbattuti gli straordinari colleghi ILARIA ALPI e MIRAN HROVATIN (vedi: Il
Manifesto del 18 marzo 2006). Avrei raccontato dell’ineguagliabile lavoro di
intelligence del capitano di corvetta della Marina italiana, NATALE DE GRAZIA,
assassinato nel 1995 (i curiosi possono leggere il servizio che avevo realizzato
con il collega Luciano Scalettari, pubblicato dal settimanale Famiglia Cristiana
nel giugno 2005). Singolare coincidenza, come ben sanno gli inquirenti: ieri ho
raccolto ulteriori prove sull’affondamento delle navi dei veleni, di migliaia
di barili imbottiti di scorie pericolose e centinaia di container, gettati a
ridosso del Gargano, delle Isole Pelagose e delle Isole Tremiti. Caro signor
presidente del consiglio dei ministri Berlusconi, signor ministro Maroni per
quale ragione non avete ancora fornito una risposta all’interrogazione a voi
indirizzata l’8 luglio scorso dal deputato Leoluca Orlando, a proposito degli
attentati che già allora avevo subito? Un fatto è certo: solleveremo tutta
l’Italia partendo dal Mezzogiorno. Stiamo facendo luce su tutte queste vicende
nebulose che coinvolgono pezzi di Stato, governi, istituzioni deviate, partiti,
e multinazionali. Non avete il diritto di ipotecare la nostra vita e quella
delle generazioni future. Anche se mi ammazzeranno (ho comunque messo al sicuro
anche presso colleghi fidati la documentazione probante e scottante) salirà
presto una marea popolare che vi sommergerà. Come ben sapete sono già state
realizzate analisi scientifiche a Vieste nel Gargano, la mia terra e il mio
mare, che evidenziano le cause dello straordinario innalzamento di neoplasie
maligne e malformazioni nei bambini, ma avete messo tutto a tacere. Siete al
corrente di tutti i disastri anche in Calabria, in Sicilia, in Sardegna, in
Molise, in Abruzzo, in Basilicata e perfino nelle Marche. Apprendo ora che
l’ente provincia di Foggia – guidato dal presidente Pepe (parlamentare del
pdl) e tra l’altro dall’assessore Pecorella – ha negato ai miei
collaboratori la sala conferenze di palazzo Dogana per la presentazione del
libro, NATO: COLPITO E AFFONDATO. Grazie a questi politicanti da strapazzo per
la democrazia violata.