Ho già scritto più volte che viviamo disperatamente
nella trappola tesaci dalle destre finanziarie 35
anni fa. Tutti noi, specialmente le sinistre. La riassumo in
pochissime parole: ci hanno fatto passare dall’Era
dei Diritti, all’Era della
Contrattazione sul Grado di Abolizione dei Diritti, dove essere di
sinistra significa solo lesinare qualche rimasuglio di Diritto nel dialogo
con loro. Ci hanno reso Plausibile
l’Inimmaginabile. Esempio: la privatizzazione dell’acqua, o la
precarizzazione del lavoro – essendo entrambi elementi essenziali alla
sopravvivenza fisica dell’essere umano, è come se ci avessero
privatizzato e precarizzato i globuli bianchi,
o la milza. Inimmaginabile? Affatto. E’ accaduto. Le destre hanno vinto,
e stravinto. Questa resa al dibattito sui Gradi di Abolizione dei
Diritti ha avvelenato a pioggia tutta la nostra vita civica, politica,
sociale, con i risultati che tutti vediamo. E’ tutto lì il problema.
Ora, se vogliamo combattere questa catastrofe
dobbiamo saltare indietro di 250 anni, e ripensare a
quegli uomini che allora dissero basta all’Inimmaginabile reso
Plausibile, cioè agli Assolutismi, alla barbarie, alle atrocità sociali.
E dobbiamo fare quello che hanno fatto loro:
IMMAGINARE
NUOVI DIROMPENTI DIRITTI. E PROPORLI.
Il “libero
contratto revocabile” fra Stato e popolo, la tutela del lavoro, pene
più umane, erano nel ‘700 idee all’apparenza deliranti, al
limite del ridicolo persino. Eppure le immaginarono, e hanno cambiato la
Storia.
Bene. Avete capito. O immaginiamo un altro Stato
dei Diritti, dirompente nei contenuti, o siamo condannati. Se lo
immaginiamo oggi, lo avremo forse fra tanti
anni, ma non c’è altra scelta. Qualcuno deve iniziare, deve
iniziare a cambiare la Storia. Noi.
La mia proposta è questa. Ognuno di voi si
impegni in questi giorni a immaginare uno o più Nuovi
Diritti. Ma intendo nuovi, dirompenti,
cioè sogni, quello che vorremmo come ideale assoluto, non
importa quanto sembrino inapplicabili o antistorici. Immaginateli,
scriveteli in poche righe, non scrivete
trattati di seimila parole, ma 3 o 4 righe al massimo (leggete sotto),
fatelo pensandoci bene senza
fretta. E inviatemeli. Faremo un Nuovo
Contratto Sociale di Diritti da tramutare in
leggi dello Stato, pubblicato in questo sito e altrove, e lo faremo
girare, e già avremo fatto il nostro compito nella Storia.
Tre esempi:
1) Il Diritto ad
avere tempo per vivere. Che significa non dover lavorare di
continuo proprio lungo tutti gli anni più belli della nostra vita - es.
poter optare per un anno di libertà dal lavoro
ogni cinque, da poter dedicare alla cura fisica o spirituale o emotiva di
sé stessi e dei propri cari, con la garanzia di una piena sussistenza
nondimeno. Sancito per legge.
2) Il Diritto ad avere
una casa. Senza doversi indebitare per decenni in un mercato del
denaro da cappio alla gola. La casa è un bene di
sopravvivenza, come l’aria, esattamente uguale, e non può essere un
privilegio per cui intrappolarsi per tutta la vita lavorativa. Sancito per
legge.
3) Il Diritto a non
essere poveri.
Cioè l'indigenza dichiarata illegale, come il furto, che si trasforma nel
dovere di chi ha tanto di ridistribuire a chi ha meno. Cioè la comunità
umana si compensa come fa l’acqua nei vasi comunicanti, per
l’interesse di tutto il genere umano. Sancito
per legge.
Ecc.
Non so se avete capito. Qui non si tratta di
bisticciare sui dettagli di questa o di quella
corruttela, di questo o di quel modo di fare politica, cioè non si tratta
di negoziare i dettagli di una prigionia infame, non si tratta di
negoziare se la nostra catena ai piedi deve essere lunga un metro o tre,
come fanno anche i ‘nuovi paladini’ dell’Antisistema italiano, come
fanno i sindacati, come fa la sinistra.
Qui non si tratta di dialogare con questo Sistema.
No, basta, fine.
Qui si tratta di immaginare un altro modo di essere
uomini e donne insieme, un
altro Illuminismo. Niente di meno, o siamo morti. Chiaro?
Datevi, diamoci, da fare.
Paolo Barnard