In questi giorni si sta trattando per eleggere gaetano
pecorella a giudice costituzionale. Pecorella ha due piccoli problemi:
è un legale di berlusconi ed è inquisito. La finocchiaro si è detta
possibilista sostenendo che su pecorella bisogna "approfondire".
Mi domando su cosa deve approfondire la finocchiaro: sul fatto che si vuole
eleggere a giudice costituzionale un avvocato di berlusconi o che si vuole
un giudice costituzionale inquisito? La maggiore problematica è come
evitare imbarazzi alla corte costituzionale quando la magistratura vorrà
procedere su un loro membro. Ci si interroga su come evitare imbarazzi alla
corte. Il modo migliore per evitare imbarazzi alla corte è quello di non
eleggere pecorella. Ma questa soluzione è troppo semplice per le acute
menti di veltroni e finocchiaro che cercano probabilmente una soluzione più
raffinata. Mi chiedo quale potrà essere, ma di sicuro ghedini e il suo
prestanome alfano hanno già in mente qualcosa per evitare, almeno secondo
loro, l'imbarazzo della corte.
Da buon piazzista il pdl ha fatto intendere che una volta votato pecorella:
"potrebbero cadere i veti su leo luca orlando alla vigilanza rai"
. Siccome veltroni e i vertici del pd hanno dimostrato più volte che chi li
inganna può essere denunciato per circonvenzione di incapace ci teniamo a
tutelarli (o a metterli sotto tutela): una volta eletto pecorella il veto su
orlando non cadrà. Si prenderà una dichiarazione di orlando contro
berlusconi la si farà rimbalzare da libero a il giornale, da il giornale al
tg 1 e dal tg 1 a vespa e orlando non verrà votato. Walterino questo è un
giochetto che capirebbe anche un bambino di terza elementare che non si
siede al primo banco (ciò l'elettore preferito da pd e pdl) se anche questa
volta fai la figura del veltroni fai un favore all'italia e vai in africa a
costruire ospedali, o vai nel tuo nuovo loft a new york e passa le giornate
a dare da mangiare alle papere a central park. Credimi: è il meglio che
puoi fare per salvare l'italia e non dovrai nemmeno faticare per
raccogliere firme.
La Costituzione nel cestino della carta
straccia di chi dovrebbe difenderla e insieme a lei noi,i nostri diritti e tutto
ciò che ci appartiene,è certo che noi non possiamo andare in Parlamento e che
non paghiamo salato i nostri dipendenti che con eccezione di Di Pietro e di IDV
ciarlano in televisione e scaldano la sedia ( o neanche quello) in Camera e
Senato:a ognuno il suo lavoro o fuori!Come è successo e sta succedendo a tutti
quelli che il lavoro lo hanno perso per amore o per forza! Le evidenziature dell'articolo sono mie e riguardano la zona
che fa riferimento alla continua violazione dei diritti costituzionali per
garanzia d' impunità a mandanti ed esecutori,in cambio di danni di ogni
tipo e gravità agli onesti.La violazione di queste regole offende più che
semplici leggi !
15 Ottobre 2008
Alitalia: il decreto è incostituzionale
Riporto il video ed il resoconto stenografico del mio intervento alla Camera
di ieri, dove ho sollevato le gravi violazioni costituzionali del "decreto
legge Alitalia".
"Signor Presidente, il gruppo Italia dei Valori ha presentato una
questione pregiudiziale di costituzionalità relativa al decreto-legge
cosiddetto Alitalia che riguarda diversi punti.
Innanzitutto crediamo che in questo decreto-legge siano contenute delle
decisioni e delle determinazioni che nulla hanno a che vedere con i criteri di
necessità ed urgenza. Altro è, infatti, la necessità e l'urgenza di definire
Alitalia, altro è estendere la normativa, la modifica della legge cosiddetta Marzano
all'amministrazione straordinaria delle grandi imprese intese in senso
generale.
Non vi è necessità, ai sensi dell'articolo 77 della Costituzione, di
provvedere con urgenza e necessità a modificare la legge cosiddetta Marzano
nella sua generalità, ma semmai c'era e c'è la necessità e l'urgenza di
decidere il destino di Alitalia che è cosa diversa dal destino di tutte le
altre realtà.
Riteniamo anche che vi sia una questione di costituzionalità in riferimento
all'articolo 81 della Costituzione, nella parte in cui essa prevede che la legge
deve indicare le spese ed i costi che un determinato provvedimento viene a
sostenere.
In questo caso, a fronte di una spesa certa (perché bisogna quantificare quanto
viene a costare allo Stato la passività di Alitalia e noi ancora non ne abbiamo
la certezza perché i calcoli devono ancora essere fatti), a fronte dei benefici
previsti per il personale per il periodo transitorio, a fronte degli enormi
costi che dovranno scaturire per lo Stato a causa delle responsabilità
attribuita direttamente alla società partecipata dallo Stato per responsabilità
degli amministratori (vorrei ricordare che questa normativa prevede,
all'articolo 3, comma 1, che, dei fatti per i quali vengono chiamati ad essere
responsabili gli amministratori, paga la società, quindi, nel caso di specie,
paga lo Stato, perché essa va a finire nella bad company), in una situazione di
questo genere, a fronte di una miriade di spese di cui non si conosce neanche
l'esatto ammontare, non è stata individuata la fonte di entrata e quindi il
modo in cui verrà pagato.
Rispetto a ciò, quindi, esiste una violazione dell'articolo 81 della
Costituzione che a noi pare davvero enorme.
Inoltre, ci sembra importante far rilevare la violazione degli articoli 3 e 41
della Costituzione nella parte in cui è stata disapplicata totalmente la
normativa antitrust e nella parte in cui si concede, per tre anni e ad un solo
operatore, il monopolio del mercato aereo. A noi sembra, inoltre, che vi siano
enormi problemi di compatibilità con la direttiva europea nella parte in cui
sono stati previsti aiuti di Stato alla società acquirente
degli asset di Alitalia. In questo modo, 300 milioni sono letteralmente spariti
per diventare aiuti di Stato. Mi riferisco anche alla parte in cui non è stata
prevista alcuna discontinuità aziendale tra Alitalia e la società acquirente,
tanto è vero che quest'ultima acquisisce sic et simpliciter tutti gli asset,
senza partecipare in alcun modo a gare; inoltre, la valutazione della conformità
dell'operazione con le norme comunitarie in materia di concorrenza viene a
dimostrare come, con l'inglobamento di Air One e di Alitalia,
viene a finire tutta la concorrenza nel nostro Paese. In questo senso, pertanto,
denunciamo la violazione della normativa comunitaria, sia per gli aiuti di
Stato, sia per la normativa antitrust. Ma sopratutto denunciamo la violazione
dell'articolo 3, primo comma, della Costituzione. Tale violazione si concreta
innanzitutto nel metodo. Il Governo ha affermato che lo ritira in parte perché
non se ne era accorto. Ciò non è vero così come non è stata solo
un'inchiesta giornalistica a scoprirlo. Invito tutti coloro che sono in buona
fede ad andare a leggere la questione di pregiudizialità costituzionale n. 1
presentata al Senato dall'Italia dei Valori. Ebbene, in quella questione di
pregiudizialità costituzionale, quella come questa attuale, il cui contenuto è
stato già discusso al Senato, l'Italia dei Valori ha fatto presente che siamo
dinanzi ad un'illegittimità costituzionale perché si viola l'articolo 3 della
Costituzione e l'articolo 27 della Costituzione, nella parte in cui non si
prevede la responsabilità penale personale e, pertanto, non si rispetta questo
principio e in quella in cui non si ribadisce che tutti sono uguali di fronte
alla legge.
È stata, invece, inserita una norma «salva Premier» che avevamo denunciato
con un'apposita questione pregiudiziale al Senato, che ha ricevuto il parere da
parte del Governo e pertanto quest'ultimo ne era perfettamente a conoscenza e
quindi il Ministro Tremonti dice il falso, quando afferma che non ne sapeva
nulla. Il Governo ha espresso un parere sulla mozione che abbiamo presentato. Si
tratta di una questione pregiudiziale volta a denunciare l'incostituzionalità
nella parte in cui si violano gli articoli 3 e 27 della Costituzione e il
Governo ne era bene a conoscenza. Semplicemente adesso ha ritenuto che
probabilmente deve rivedere la propria posizione proprio perché è stato preso
con le mani nella marmellata. Per tale ragioni, noi dell'Italia dei Valori
sosteniamo nel metodo che questo mancato ascolto serve, appunto, a dimostrare
che non si è trattato di un errore, ma di un tentativo doloso di rendere
irresponsabili i manager che si sono eventualmente macchiati di gravi reati.
Ribadiamo la questione di illegittimità costituzionale dell'articolo 3, primo
comma, prima parte, del decreto-legge in esame, laddove si afferma testualmente
(invito davvero a leggere la disposizione) che: «in relazione ai comportamenti,
atti e provvedimenti che siano stati posti in essere dal 18 luglio 2007 fino
alla data di entrata in vigore del presente decreto (...) la responsabilità per
il relativi fatti commessi dagli amministratori (...)» è esclusa. Quale
responsabilità, di quale responsabilità parliamo? Penale, civile,
amministrativa, contabile?
La responsabilità penale non può essere esclusa per legge, perché la
Costituzione vieta che qualcuno resti impunito e per tale ragione questa norma,
così come formulata, è incostituzionale. So bene che alla maggioranza non
importa nulla il rispetto della Costituzione. Mi appello alla minoranza, a tutta
l'altra parte dell'Aula, all'opposizione, al Partito Democratico, che almeno su
questo provvedimento non accada alla Camera ciò che è già accaduto al Senato,
ossia che, mentre facevamo rilevare una gravissima violazione della
Costituzione, anche l'opposizione decideva di abbandonare l'Aula e di non
votare.
Non è chiudendo gli occhi, non è facendo finta di non vedere che si raggiunge
l'obiettivo.
Si potrebbe obiettare che, se la questione di incostituzionalità fosse accolta,
si dovrebbe mandare a monte tutto il provvedimento. Non è così, perché
basterebbe che questo fosse rinviato in Commissione e modificato. Sarebbe
sufficiente che il Governo modificasse la sua posizione e che spiegasse, laddove
scrive: «la responsabilità per i relativi fatti (...)», che non si tratta di
responsabilità penale, ma, semmai, solo di responsabilità contabile o
quant'altro.
Denunciamo la violazione della norma costituzionale e lo denunciamo affinché
maggioranza e opposizione aprano gli occhi e non si rassegnino ad un voto
preconcetto, senza ragionare né pensare alle conseguenze di queste gravi
violazioni costituzionali.
Denunciamo anche la seconda parte dell'articolo 3, comma 1, del provvedimento,
laddove addirittura è previsto che non debba rispondere delle azioni che
commette anche qualsiasi soggetto che in qualche modo è interessato o è stato
interessato ad attività di amministrazione, cioè non solo gli amministratori,
ma anche qualsiasi soggetto che, di volta in volta, nominativamente, ex post, si
individua (tu mi piaci perché hai i capelli rossi o i capelli biondi e per
questa ragione a te non si applica il principio per cui la legge è uguale per
tutti).
Viene violato, addirittura, l'articolo 28 della Costituzione e noi ne denunciamo
la violazione. È stato previsto che l'irresponsabilità penale, civile e
amministrativa si estenda anche ai funzionari e ai dipendenti. Perché non sono
responsabili? L'articolo 28 della Costituzione prevede che i funzionari e i
dipendenti siano responsabili.
Perché una legge ordinaria, in violazione del disposto dell'articolo 28 della
Costituzione, prevede che non siano responsabili? Cosa c'è dietro? Chi ha
ordinato tutti questi emendamenti e tutte queste norme? Chi ci sta dietro che
deve essere dichiarato impunito? Chi è il mandante di questo misfatto? (Applausi
dei deputati del gruppo Italia dei Valori) Di questo dobbiamo
chiederci la ragione!
Ecco perché riteniamo che ci troviamo di fronte ad una irresponsabilità
gravissima da parte del Governo e della maggioranza che, approfittando di una
necessità (quella di trovare una soluzione per Alitalia, in stato di decozione
aziendale), come al solito si inseriscono, all'interno di un provvedimento,
elementi che nulla hanno a che vedere con il provvedimento, ma che sono
semplicemente un veicolo per permettere che altre questioni vengano risolte. Le
questioni che vengono risolte sono sempre le solite: le impunità per i potenti,
le impunità «salva Premier» e le impunità «salva manager». Per queste ragioni, nel silenzio e nel «menefreghismo» più assoluto di
quest'Aula, stiamo dicendo che state, ancora una volta, tradendo la
Costituzione. Prima o poi di questo dovrete rispondere davanti agli uomini e
davanti a Dio! (Applausi dei deputati del gruppo Italia
dei Valori)"
permalink | inviato da diritto di resistenza il 14/10/2008 alle 23:37 |