Questa gente vergognosa continua a pensare che non
far niente sia la cosa migliore per tutti,solo che i loro proventi per cotanta
attività e per le loro corti sono veramente troppi,non solo ci privano dei
nostri soldi mandandoci sul lastrico ma condannano a morte i creditori (cioè
noi) senza muovere una foglia,senza risponderne mai neanche a distanza di decine
d'anni.
Ci chiedono sacrifici ridicoli per assicurarci il necessario mentre li
sprecano nei loro clientelismi e nei loro palazzi.
Palazzo Chigi ha una servitù migliore della Corte di Versailles,solo questa
(4500 persone) e la sorveglianza delle varie residenze(200-400)
costituiscono un esercito che può rallegrare ogni comizio,fare spettacolo su
ordinazione.
C’è una sostanziale differenza tra il governo Prodi e il governo
Berlusconi tris. Una differenza di ben 600 milioni di euro.
Non spiccioli, a dire il vero. Sono dati che dichiara l’Espresso
nella sua inchiesta della settimana scorsa a cura di Primo Di Nicola.
Silvio, ma quanto ci costi? Vediamo alcuni passaggi di questa bella indagine
giornalistica.
Secondo i dati pubblicati da L’Espresso a palazzo Chigi lavorano ben
4.500 persone, circa 1500 in più rispetto a quelle previste nella “pianta
organica” a insediamento del governo. Per quanto riguarda la spesa annuale
Prodi “ci costò” 3 miliardi e 621 milioni, nel 2009 la spesa aumenta
fino a 4 miliardi e 294 milioni di euro. Spesi dove questi soldi? “soldi
che se ne vanno per mille rivoli e che finanziano le strutture che sono
proliferate sotto il governo Berlusconi tra uffici di diretta collaborazione
(23) e i dipartimenti retti da sottosegretari e ministri senza portafoglio:
i centri di spesa in bilancio sono ben 19.”
Spese utili? A palazzo Chigi sono stati incaricate due
persone che hanno un compito oneroso (o almeno così sembra) quello di
organizzare gli eventi. Mario Catalano (passato alla “storia” come
ideatore e sceneggiatore di Colpo Grosso negli anni ’80) e Roberto
Gasparotti, ex teleoperatore Finivest. Dalla mente geniale dei suddetti
l’Espresso racconta una chicca. “Il 29 Settembre, l’Aquila,
consegna di qualche centinaio di appartamenti ai terremotati in contrada
Bazzano. Per Berlusconi è previsto un rigido programma: arrivo alle 15.30,
saluti e discorso, poi consegna delle chiavi a tre famiglie. Il tutto,
naturalmente, sotto l’occhio delle telecamere che lo seguono passo passo
grazie a un set attrezzatissimo. Attrezzatissimo ma anche molto costoso
[…] la fornitura comprende telecamere, maxischermi, impianti elettrici e
di illuminazione e persino tre personal computer completi di pacchetto
Office al costo di 1.500 euro, cioè 500 euro a computer […] i 1500 euro
sono il costo del noleggio, ben 500 euro a pc per sole 48 ore. Una follia
che contribuisce allo scandaloso costo finale dell’ “operazione case”:
oltre 300 mila euro…” trecento mila euro che, con tutta probabilità
poteva essere usata per costruire altre case, visto e considerato che i
costi potevano essere di gran lunga minori. Per farvi conoscere lo stato
attuale della spesa per questi “main events” in Berluscolandia, il
giornalista ricorda che dal maggio 2008 fino ad ora, per questi eventi
mediatici sono stati spesi la bellezza di 5 milioni di euro. Romano Prodi
(quello tanto bistrattato) ne aveva spesi “solamente” 150 mila.
Dipendenti con dipendenza da aumento di salari: “i costi dei
dipendenti che continuano a crescere anno dopo anno: 202 milioni nel 2005,
229 l’anno successivo 237 nel 2007, oltre 246 nel 2008.”. Nel
progetto iniziale di organico al palazzo Chigi erano preventivate circa
3.000 persone (3.063 per la precisione). Attualmente ne lavorano 4.542,
millecinquecento di più. La cosa più singolare è che questo aumento non
è stato integrato da concorsi di assunzione, ma perché all’interno degli
uffici sono stati inseriti raccomandati ed ex dipendenti dei
“padroncini”. La loro retribuzione media è di 3100 euro. “Così
vanno le cose a Palazzo Chigi: molti dirigenti di ruolo non hanno nulla da
fare, ma si continua a conferire incarichi agli estranei senza il minimo
ritegno […] l’esempio viene proprio da Berlusconi. Il suo “ufficio del
presidente” composto da 45 persone, ne ha oltre 20 assunte dall’esterno.
A parte la Brambilla, Catalano e Gasparotti, nel conto ci sono pure i due
segretari – deputati Sestino Giacomoni e Valentino Valentini, per non
parlare del fotografo personale Livio Articoli, l’ex ministro Giuliano
Urbani (18 mila euro) più una serie di personaggi sconosciuti… una
politica dalle maniche larghe che fa la gioia dei tanti fortunati che
continuano a sbarcare in presidenza con il massimo delle qualifiche.”
Per dovere di cronaca possiamo citare alcune persone dipendenti a
palazzo. Cistina Cappellini ex padana membro del parlamentino del Nord
adesso è capo del settore legislativo del ministero delle Riforme, a cui è
a capo il senatur. Due giornalisti ex Il Giornale (quindi dipendenti di
famiglia) divenuti impiegati nell’ufficio stampa di Bonaiuti. O Fabrizio
Carcano, redattore de La Padania, diventa capoufficio di Calderoli.
E poi c’è Brunetta. Quel capolavoro di arte contemporanea. Statuario. Che
lotta contro i fannulloni e che vuole chiudere i rubinetti. E infatti “non
si risparmi neanche l’ammazza-fannulloni Brunetta. Che ha inserito molti
amici nei ranghi della presidenza. Come gli affiliati alla sua associazione
Freefoundation. Se chiamate però al numero telefonico del think thank vi
risponde il centralino dello studio del commercialista Canio Zampagliene che
oltre ad essere presidente dell’associazione è anche presidente del
collegio dei revisori dei conti dell’Agenzia per l’innovazione, guarda
caso sottoposta all’autorità di Brunetta […] non è finita qui perché
tra le file degli esperti di Brunetta, oltre all’ex ministro Gianni De
Michelis (13 mila euro) c’è pure Secondo Amalfitano (26 mila euro) noto
solo per essere stato sindaco di Ravello, località nella quale Brunetta ha
preso casa.”
Per concludere in bellezza, come dimenticarci del Ministro preferito dai
transgender e dagli omosessuali. Mara Carfagna, ministro
senza portafoglio delle pari opportunità, che contribuisce anche lei all’
“abbuffata incarichi” come la definisce il giornalista. Lei recluta
esperti e consulenti esperti (ama circondarsi di esperti, visto che lei non
ha il dono dell’esperienza). Isabella Rauti (la mogli di Alemanno e figlia
del Rauti famoso) guadagna 165 mila euro ed è a capo del dipartimento del
ministero pari opportunità. Così come Mauro Russo, segretario
organizzativo delle attività del PDL di Salerno (guarda caso la Carfagna è
di Salerno) ha un compito di consulenze per ben 28 mila euri.
Insomma per chi pensava che con La Casta di Rizzo e
Stella fossero finiti tutti i maneggi di soldi, poltrone, e vergognosità
immani, dovrà ricredersi. E intanto la Brambilla da sottosegretario diventa
Ministro. E quando si pensa di aver toccato il fondo, succede sempre
qualcosa di peggio. Un pozzo senza fondo.
Come il pozzo senza fondo che nutre i nostri
amministratori a Palazzo Chigi.
Diossine
sono state scoperte in campioni di latte materno di donne abitanti a Montale,
localita’ vicino a Pistoia dove e’ presente un
impianto di incenerimento dei rifiuti. Lo rende noto il Comitato
contro l’inceneritore di Montale che, spiega una nota, ”dopo aver
ripetutamente sollecitato senza successo amministrazioni e organi competenti
ad eseguire controlli biologici e sanitari sulle persone da sempre residenti
nelle vicinanze dell’inceneritore, ha provveduto a proprie spese ad
eseguire in un laboratorio accreditato la ricerca di inquinanti ambientali”.
Gli esami sono stati fatti su campioni di latte materno di mamme che abitano
in case situate nell’area di ricaduta dell’impianto. Secondo il Comitato
”di particolare interesse e’ stato il riscontro di Pcb
che in entrambi i campioni di latte materno hanno infatti impronte digitali
(profili emissivi) del tutto sovrapponibili a quelle riscontrate dalle indagini
dell’Asl nelle carni di pollo e a quelle riscontrate
nelle emissioni
dell’inceneritore da Arpat e dallo stesso gestore, a
dimostrazione di quella che e’ la causa preponderante dell’inquinamento
esistente nella zona”. Il Comitato contro l’inceneritore ha anche
evidenziato che ”le inopportune affermazioni date a suo tempo dalle
istituzioni circa la
totale assenza di Pcb nelle emissioni dell’inceneritore trovano
ora ulteriore smentita sulla base di indagini che i cittadini, di tasca loro,
hanno provveduto ad eseguire”. (ANSA).
Il
disastro
provocato dall’inquinamento in Campania l’hanno raccontato scienziati,
epidemiologi e medici per l’ambiente. Ci sono tracce di Diossina
nel latte materno. Le assenza dei bambini a scuola coincidono con i
picchi di smog segnalati dalle centraline dell’Arpac.
Mille gli interventi di mastectomia, la ricostruzione del seno colpito da
neoplasia, ogni anno sono eseguiti negli ospedali della regione. E uno studio
condotto dall’Istituto Sbarro di Philadelphia e del
dipartimento di patologia umana e oncologia dell’Università di
Siena dimostra persino che le statistiche ufficiali sul tumore alla
mammella sono sottostimate del 26,5 per cento. «L’esame delle schede di
dimissioni ospedaliere fa emergere un’incidenza
della patologia decisamente più elevata, soprattutto nella fascia d’età
tra i 25 e i 44 anni», afferma il direttore dell’Istituto Sbarro, Antonio
Giordano. È allarme in Campania. È rivolta dei medici in
difesa dell’ambiente, con l’obiettivo di tutelare la salute
pubblica. All’Ordine di Napoli ieri sono state presentate le ultime ricerche
che documentano il degrado del territorio e l’incidenza di talune patologie,
dai
tumori alle allergie. Incrociare i dati tra ambiente e salute, è il
monito degli esperti, è fondamentale per inquadrare il problema. «Per il cancro
al testicolo è già possibile individuare una correlazione tra l’incidenza
della neoplasia e le classi di rischio per l’esposizione a discariche di
rifiuti», afferma Mario Fusco, il medico che
gestisce il registro dei tumori nell’ex
Asl Napoli 4, con 17.300 nuovi casi di malattia rilevati
in meno di 10 anni (tra i 1997-2005). Ma i dati sono ancora parziali: «Il
sistema è sbrintellato dal punto di vista dei controlli dell’ambiente»,
rileva Maria Triassi, docente di igiene del Policlinico
federiciano, che non nasconde le criticità: «L’Arpac che si occupa del
monitoraggio è un corpo estraneo che canta e suona in un’orchestra deserta:
non esiste un database a disposizione delle Asl». Di qui l’Sos dei
professionisti per cercare di fare sistema. «I problemi sono evidenti. Lo
dimostrano gli ultimi studi scientifici presentati da esperti autorevoli»,
afferma Gabriele Peperoni, presidente dell’Ordine dei
medici di Napoli che si richiama all’articolo 5 del codice deontologico. «La
nostra categoria - spiega - deve interessarsi dell’ambiente e contribuire a
lanciare iniziative a tutela della salute. Ma anche le istituzioni devono
attivarsi e subito». Invoca il risveglio delle istituzioni anche Flavio
Turrà, coordinatore dei lavori della commissione tecnico-scientifica
sull’ambiente dell’Ordine, «creata proprio per lanciare input sulla
questione ambientale», puntualizza Turrà e ribadisce: «La Commissione
tecnico-scientifica dell’Ordine nasce proprio per lanciare input sulla
questione ambientale. Servono risposte concrete». In prima linea il
medico del Pascale, Antonio Marfella sottolinea: «Tra il
2001 e il 2009, la spesa farmaceutica dell’Istituto per la cura dei tumori
è salita del 300%. È passata da 1 euro a 3 euro per cittadino, a fronte di
circa 200 posti letto». Con una metafora, Marfella descrive duramente la
situazione: «È in atto una lapidazione, perché nessuno si sente
responsabile dell’omicidio ma ciò non significa che non si muoia,
a causa di questo continuo lancio di pietre contro la salute dei dei cittadini».
Un
bambino su 500 si ammala di neoplasia, fa osservare Ernesto Burgio,
del comitato scientifico dell’Isde. Tra il 1998 e il 2002 i
casi di cancro sono aumentati del 3,2% l’anno. Due tavole rotonde e nove
relazioni, nel corso del convegno all’Ordine dei medici, hanno ribadito
l’importanza della ricerca scientifica e delle conoscenze multidisciplinari.
(Maria Pirro, IlMattino)
E’ domenica, ma la campana della chiesa non canta, geme. Teresa se ne è
andata. Aveva 47 anni, e tanta voglia di portare a termine la sua missione di
moglie, di mamma, di maestra. Ha lottato, ha sperato, si è aggrappata
alle bugie pietose che le raccontavano i figlioli. Teresa è morta. Di cancro.
Come di cancro sono morti Salvatore, che di anni ne aveva 34, e Francesca, che
è arrivata a 39. Nunzio, invece, ce l’ha fatta a superare la cinquantina,
anche se solo di pochi mesi. I parroci furono tra i primi ad accorgersi che
qualcosa non andava. Troppi i funerali celebrati, troppi
i morti con diagnosi sempre uguali. In Campania occorre darsi da
fare per realizzare il progetto della vita perché non solo si vive male, ma si
vive men0. Lo
avevano capito i preti, specialisti in niente, ma armati di quel
buon senso che li porta a diffidare di ogni ideologia ed a mettersi in ascolto
della gente vera. Avevano provveduto, com’è nel loro stile, con discrezione,
a riferirlo a politici e medici locali. Niente. Ne avevano parlato
dall’Altare. Avevano stampato volantini come questo: « Ci state
uccidendo. Lentamente. Miseramente. Stupidamente. Morir di puzza. Che morte
ignominiosa. Che morte miserabile. Che vergognosa morte…>). Niente.
Qualche amministratore con il bronzo al posto della faccia informava i
cittadini: «E vero, si sente il tanfo, ma è inevitabile abitando a ridosso di
un cdr. Per cui, state tranquilli, è
fastidioso, ma non è nocivo per la salute…», Il tempo dell’emergenza
rifiuti costrinse il governo ad aprire gli occhi sulla Campania. Si prendeva
atto che a livello locale il problema non sarebbe stato risolto mai. L’immondizia
scomparve dalle strade e con essa fu
messo a tacere anche l’allarme per la salute. Chi continuava ad insistere,
venne tacciato di impaurire inutilmente la gente per chissà quali reconditi
motivi. Non
andava fatto. E tanti non lo fecero. C’erano, sì, voci di rifiuti
tossici. Ma erano e sono tuttora solo voci, Chi possiede le mappe dei siti dove
questi veleni furono occultati? Stavolta si comincia ad alzare la voce: in
Campania, salute a rischio. In un convegno
promosso dall’Ordine dei medici di Napoli e dai Medici per l’Ambiente lunedì
scorso, scienziati italiani di chiara fama, sulla scottante materia rivelano
i primi dati allarmanti: «Diossina nel latte materno; aumento delle mastectomie
per cancro della mammella; aumento dei tumori nei bambini e aumento del 300% in
otto anni della spesa farmaceutica presso l’istituto dei tumori di Napoli».
Il coordinatore campano dei medici per l’ambiente, Gaetano Rivezzi,
ha dichiarato che è stato stimato che il
24% delle patologie ha una causa ambientale. Alla fine del convegno, è
stato chiesto un osservatorio presso l’Ordine dei medici con l’Associazione
dei medici per l’ambiente per avviare le ricerche e tutelare la salute dei
cittadini campani. Dobbiamo recuperare il nostro ruolo di educatori e promotori
della salute anche dicendo la verità sui guasti dell’ambiente nella nostra
regione . Verrebbe da dire: finalmente! Ritornano in mente le parole del Papa:
rubare e mentire sono atti non umani. In
Campania si è mentito ai cittadini tenendoli all’oscuro ed inquinando, oltre
all’ambiente, anche le notizie. Si è mentito a volte per rubare: atti che
di umano non hanno niente. Si è fatto di tutto per distogliere l’attenzione
della gente dai veri problemi che affliggevano e affliggono la regione. Consola,
e non poco, la
presa di coscienza e la buona volontà della classe medica napoletana. Ci
piace sperare che a quella medica si unisca la classe politica, votata da
cittadini che, nonostante tutto, continuano a credere che ancora esistono
persone che sanno e vogliono governare bene. Senza rubare e senza mentire.
(Maurizio Patriciello, Avvenire, tratto da napolionline.org)
Il giornale ITALIA TERRA NOSTRA invita il ministro per
l'ambiente e la tutela del mare ad un confronto pubblico sul seguente tema:
"NAVI DEI VELENI: SEGRETI DI STATI E MULTINAZIONALI". Stop alle
menzogne di Stato. E' in gioco la vita di milioni di persone.
Il giornale ITALIA TERRA NOSTRA
invita il ministro per l’ambiente e la tutela del mare ad un confronto
pubblico in sede televisiva sul seguente tema di notevole interesse pubblico:
NAVI DEI VELENI: SEGRETI DI STATI E MULTINAZIONALI. Il ministro Stefania
Prestigiacomo avrà a disposizione trenta giorni di tempo a partire da oggi
– come prescrive la legge – per accettare il confronto dialettico prove
alla mano. Il ministro godrà della facoltà di avvalersi di esperti,
studiosi, scienziati, militari, addetti ai lavori (a lei favorevoli); potrà
anche optare per una rete tv di suo gradimento, anche di proprietà e/o
controllata da patron Berlusconi. Il giornalista Gianni Lannes sarà invece in
studio da solo e fornirà soltanto prove materiali sui misfatti perpetrati in
un trentennio dalle autorità e dai poteri forti. Un contraddittorio pubblico
non si rifiuta mai: così vedremo chi mente agli italiani e al mondo intero.
Stop alle menzogne di Stato. E’ in gioco la vita di milioni di persone. Se
il ministro Prestigiacomo optasse per la latitanza, allora sarà chiaro a
tutti il messaggio. (p.s. l’invito è stato recapitato oggi stesso a
Salvatore Bianca, addetto stampa nonché portavoce del ministro, alla
segreteria del ministro e perfino all’ufficio stampa).
Augusto DI STANISLAO (IdV) illustra l'interrogazione in titolo.
Resoconto di quanto accaduto ieri in Commissione Difesa sul caso
Marcucci. Per i commenti aspetto la posizione ufficiale dell'Associazione
antimafie Rita Atria e ve la faccio sapere. Faccio questa nota per rispondere
alle diverse persone che ieri mi hanno chiesto notizie. Laura Picchi
Il sottosegretario
Guido CROSETTO risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in
allegato (vedi allegato 2).
ALLEGATO 2
Interrogazione n. 5-02540 Di Stanislao: sull'incidente aereo in cui
rimase vittima, il 2 febbraio 1992, l'ex Colonnello dell'Aeronautica Militare,
Sandro Marcucci.
TESTO DELLA RISPOSTA
L'interrogazione presentata dall'onorevole Di Stanislao è identica
all'atto n. 4-03104 presentato, il 22 maggio 2009 e successivamente ritirato
il 15 ottobre 2009, da un suo collega di partito, l'onorevole Orlando.
Nel merito, si deve puntualizzare che la vicenda oggetto dell'interrogazione
in discussione non investe profili di competenza della Difesa, in quanto
l'argomento trattato non riguarda un incidente militare, non essendo stati
coinvolti velivoli militari né personale in servizio attivo appartenente alle
Forze armate.
Per completezza d'informazione, si fa osservare che la materia delle inchieste
riguardanti i sinistri occorsi ad aeromobili dell'aviazione civile rientrava
nell'alveo di competenza dall'allora Ministero dei trasporti, ai sensi
dell'articolo 826 del Codice della Navigazione.
La suddetta materia è stata successivamente trasferita con l'entrata in
vigore del decreto legislativo 25 febbraio 1999, n. 66 all'Agenzia Nazionale
per la Sicurezza del Volo.
Augusto DI STANISLAO (IdV), nel dichiararsi
parzialmente soddisfatto per la risposta del rappresentante del Governo,
ritiene tuttavia necessario che il Governo indichi il dicastero competente a
rispondere sui fatti e sulle responsabilità relative alla vicenda oggetto
dell'interrogazione in titolo, soprattutto per rispetto nei confronti dei
familiari della vittima che da molti anni attendono risposte dallo Stato.
Quanto al famoso Ordine dei medici gli chiederei se
finalmente ha considerato il documento che gira da cinque anni e se ha
finalmente considerato cure alternative invece che letali per il cancro.
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