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Ricevo e pubblico dal blog Ustica e mafie :


http://www.mediafire.com/?rmkneln3z4m  documento 1957 sovranità limitata italiana e controllata

Cari amici,

forse qualcuno o molti di voi non hanno tempo di cercarsi da soli nei volumi delle relazioni Usa e Italia traccia dell'ammissione americana che l'Italia è un paese a sovranità limitata e controllata nell'ambito dei rapporti tra il governo americano e italiano.

L'ho cercato io il secondo documento(il primo l'ho inviato per email ed è quello del 1946- conferenza a Parigi di preparazione del trattato di pace che l'Italia firmerà e che non mi risulta mai essere stato discusso, sta anche sul blog http://usticaemafie.splinder.com/post/20903522 e sul sito di Marisa Pareto, chi non l'avesse ricevuto, se lo desidera può richiedermi l'email precedente e io gliela inoltro).



Questo secondo documento è del 1957. Si dice espressamente che l'Italia passava da una dipendenza amministrativa e economica dal governo americano ad una relativa indipendenza(sovranità limitata e controllata in altre parole). Si afferma anche che l'influenza del governo americano sull'Italia da lì in poi dovrà essere sempre di più concentrata sui temi essenziali e si stila il nuovo programma politico da parte del governo americano per il nostro paese.



Potete leggervi le pagine in allegato.

Per pregiudizio(o per altre ragioni) in molti non hanno creduto a Mario Ciancarella. Quando egli disse queste cose in Commissione stragi nel novembre 1995, dopo un lungo sciopero della fame, qualcuno dei commissari aveva un volo urgente, non lo poteva nemmeno ascoltare e qualcun'altro definì inutile quell'audizione perchè non si forniva secondo lui, secondo lei "elementi nuovi". Egli è da sempre lo stesso molto sereno, perchè sa dentro di sè di aver fatto il suo dovere fino in fondo come Ufficiale di questa Repubblica parlamentare, la cui sovranità appartiene al Popolo.

 In molti non credono a me, all'Associazione Rita Atria, ad altri amici ed amiche nemmeno oggi sempre per pregiudizio(o altri ignoti motivi) e sostengono che io soffro di "delirio ideologico"(comunista ovviamente). Mi sono arrivate anche telefonate mute e qualche anno fa anche una minaccia un po' più seria, dove mi dicevano con accetto meridionale: " un giorno faremo in modo che tu non torni a casa come Francesca(Morvillo Falcone per caso?), se continui ad occuparti dei casi di Pisa(Marcucci, Scieri, il Serra, lo stesso caso Ciancarella?). Il numero di telefono da cui mi chiamarono era criptato, non lo si poteva desumere dal display del cellulare. delle denunce fatte non ne ho saputo più niente.



Anch'io vado avanti comunque molto serenamente con le mie ricerche, la verità documentale piano piano viene, verrà fuori. Non mi sono mai sognata di dire alla gente: "Ho ricevuto minacce e quindi sono credibile", come non lo hanno fatto Ciancarella o altri. Ho cercato i documenti, i dati incontestabili a conferma delle mie tesi, affinchè la gente in piena libertà potesse giudicare se ero o meno credibile con altri o singolarmente sui cosidetti casi di Pisa, sulla questione della sovranità limitata, su Piazza fontana ecc..



Continuerò a farlo anch'io il mio dovere fino in fondo, ognuno di voi rifletta da che parte stare e si faccia in piena libertà il suo giudizio, il suo convincimento personale. Le vittime uccise e ancora vive hanno bisogno del contributo di tutti per avere Verità e giustizia, pochi individui ben difficilmente riescono a cambiare il potere e la politica in questo nostro Paese, se uniamo le forze invece abbiamo molta più probabilità di successo(nessuno dice che è una cosa facile, ma almeno ci si potrebbe provare). Laura Picchi



29/06/2009 - Pino Maniaci: “Vogliono ammazzarmi”

“Vogliono ammazzarmi”

“Vogliono ammazzarmi”
“Non sono solo i detrattori, gli sciacalli. Ci sono indagini in corso su cui non posso dire nulla. Esiste un piano della mafia per eliminarmi”. Pino Maniaci non è uomo che perda facilmente l’autocontrollo. E’ abituato a convivere con l’odore della paura, con la puzza del sudore che ti inzuppa la camicia ad ogni sussurro, ad ogni soffio di vento. Di recente, una sentenza ha assolto il giornalista di Telejato a Partinico da un’accusa assurda: l’esercizio abusivo della professione. Come se il possesso di un tesserino – che fu elargito post mortem a tanti martiri dell’informazione – fosse da solo il marchio di fabbrica di una condotta commendevole. Ora, Pino Maniaci – il cronista di  provincia che ha collezionato inchieste scoop contro la mafia - parla con livesicilia. E svela: “Vogliono farmi fuori”.
Pino Maniaci, chi l’ha messa nel mirino?
“Le famiglie di Borgetto, Montelepre, Partinico, Cinisi e Terrasini. Ci sono indagini in corso. Devo essere cauto”.
Lei sta dicendo che c’è un piano per la sua eliminazione fisica?
“Sì. Indubbiamente, c’è. Hanno dato il via libera”.
E come vive?
“L’ho messo in conto da tempo. So che potrebbe succedermi qualcosa. Ho un rammarico: avere tirato la mia famiglia dentro questa storia”.
I suoi figli, per esempio. Negli occhi di Letizia brilla il fuoco dell’informazione.
“Lei è peggio di me”.
La sua è una zona calda.
“Tanti omicidi sotto le mie finestre. Come pensare di non rimanere coinvolti?”
Alla fine  Pino Maniaci è stato assolto dall’accusa di esercizio abusivo.
“Ringrazio l’ordine dei giornalisti nazionale per la solidarietà. Ringrazio Enzo Iacopino e Giacomo Clemenzi”.
E l’ordine regionale?
“E’ irritato”.
Ha paura?
“Affronto la vita con coraggio. Finché…”.
Finché?
“Finché c’è”.
 


 


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