vedi anche pag 109(anche impeach Bush) e pag.110
La Scuola in Diretta

Manifestazione studenti - piazza Cadorna -Milano
Il nome di Piero
Calamandrei, forse, non dirà molto agli studenti che protestano
contro settantenni incartapecoriti che gli hanno rubato il
presente e gli vogliono togliere la speranza di un futuro.
Il suo nome, forse, non avrà significato per i ragazzi e le ragazze che
vedono al vertice delle istituzioni, dell'economia,
dell'informazione del loro Paese dei pregiudicati, dei servi, dei lacchè.
Calamandrei, forse, non dirà nulla alla nostra gioventù che vede la Costituzione
tradita dal Parlamento, migliaia di caduti sul lavoro ogni anno,
milioni di precari e il padre, o la madre, licenziati.
Calamandrei fu professore durante il fascismo, uno dei pochi a non avere nè
chiedere mai la tessera del partito. Fondò il Partito d'Azione e fu membro
della Consulta. La stessa che oggi è merce di scambio tra lo
psiconano e Topo Gigio. Nel 1950 fece un discorso sulla
Scuola, parole che sembrano dette oggi per la Scuola della P2
L'ipotesi di Calamandrei.
"Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un
partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente
vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non
vuole fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i
manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura.
Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per
trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole
di Stato hanno difetto di essere imparziali. C’è una certa
resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è
stata. Allora il partito dominante segue un’altra strada (è tutta
un’ipotesi teorica,intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole
pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si
anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole
private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure
cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di
denaro e di previlegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare
a queste scuole , perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato.
E magari si danno dei premi,come ora vi dirò, o si propone di dare dei
premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece
che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole
private. Gli esami sono più facili,si studia meno e si riesce meglio. Così
la scuola privata diventa una scuola previlegiata.
Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato
in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato
per dare prevalenza alle scuole private. Attenzione, amici, in questo
convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la
ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina.
L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto: rovinare le scuole
di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare
i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole
private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti
che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano
burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo
è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico." Piero
Calamandrei
Discorso pronunciato da Piero Calamandrei al III congresso
dell’Associazione a Difesa della Scuola Nazionale, a Roma l’11 febbraio
1950
Il blog è a disposizione di studenti e professori per i
loro video su interviste, manifestazioni e manganellature (so che saranno
numerose). Nella barra in alto: "La Scuola in
diretta", scorreranno in continuazione i video nei prossimi giorni. Caricate
il video su YouTube e inviate
la segnalazione al blog.
Loro non molleranno mai, noi neppure.
Postato da Beppe Grillo alle 14:14
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permalink | inviato da diritto di resistenza il 22/10/2008 alle 14:47 |
21 Ottobre 2008
Il quesito di Paola
Tra i quesiti che ho ricevuto attraverso il sito dell'Italia dei Valori volevo riportare quello di Paola Petrini, seguito dalla mia risposta.
Quella di Paola è una domanda semplice, ma che nasconde in realtà un problema molto importante che sta affrontando il Paese.
Paola Petrini: On. Di Pietro,
ieri sera al telegiornale ho sentito la notizia riguardo all'acquisto da parte dello stato di lavagne digitali per le scuole pubbliche per milioni di euro.
Ma non è che tutto questo risparmio su insegnanti e servizi della scuola servono per fare arricchire qualcuno co ste lavagne digitali?
Chi le produce? Non è che tanto per cambiare (digitale terrestre) dobbiamo arricchire chi ci rappresenta?
Grazie
Antonio Di Pietro: Dopo la giustizia, adesso il Governo cerca di smontare anche il futuro dei nostri figli. Il ritorno ai voti, le lavagne luminose, il grembiulino per le elementari e il maestro unico, sono tutto fumo per nascondere quelli che sono stati i veri provvedimenti presi dal ministro Maria Stella Gelmini. Il governo ha effettuato tagli indiscriminati: il 20% dei fondi, 70 mila posti per i docenti e 43 mila di ATA, con larga espulsione di precari e aumento degli alunni per classe, fino a 35. Il problema, dunque, non è sapere chi produce le lavagnette luminose, ma è pensare che con una lavagnetta luminosa si risolva il problema della scuola. Solo un uomo dello spettacolo come Berlusconi poteva pensare una cosa del genere.
Postato da Antonio Di Pietro in Società | Scrivi | Stampa | Iscriviti
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