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             Parola d'ordine: lucciole per lanterne*

* con grande stupore  ho potuto constatare come la registrazione "autografa" di P.D'Addario sia stata 1)pubblicata da giornali e 2)usata a livello giudiziario,provateci voi,non vi riuscirà con notevole probabilità,anche trattando situazioni molto meno compromettenti e scottanti ed essendo normali lavoratori.

Da :http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2010/02/11/visualizza_new.html_1702545325.html

 

Pm, giudizio immediato per Tartaglia

Sara' il gip ora a confermare o meno la richiesta della Procura

11 febbraio, 17:44

(ANSA) - MILANO, 11 FEB - Il procuratore aggiunto di Milano Armando Spataro ha chiesto il giudizio immediato per Massimo Tartaglia per l'aggressione al premier.

Tartaglia,che soffre di disturbi mentali fini' nel carcere di S. Vittore e ora si trova agli arresti domiciliari in una comunita' terapeutica.Adesso la parola passa al gip.

Spataro ha ipotizzato nei confronti di Tartaglia il reato di lesioni gravi a cui si aggiungono le aggravanti della premeditazione e del fatto che il premier e' un pubblico ufficiale.


Non è che abbia ben capito che cosa vogliano fare ma sono abituata ad aspettarmi  il peggio che arriva  sempre puntuale.

Quasi due mesi sono passati e il web è arrivato a capire come il tutto sia avvenuto e perchè,lo stesso non è successo per i professionisti del ramo, se così li possiamo definire.


Questa è  la parte finale dell'esposto che ho inviato alla Procura di Milano(25/1/10) dopo aver riportato il testo  del link:
 http://www.facebook.com/group.php?gid=217280557233

.............................

Per mio conto poi effettuo alcune segnalazioni atraverso foto che ho reperito dai video : 
 

foto 1) video Rai news compare una mano guantata di fianco alla telecamera che sembra impugnare una videocamera con schermo rotante
foto2-3)all'arrestato sembra essere sequestrato da A.Matteazzi un oggetto di piccolissime dimensioni simile a memory card  e forse anche una videocamera
foto4)lo stesso A.Matteazzi apre una borsa che sembra contenere un rotolo di carta igienica e qualcosa che somiglia a un coniglietto di peluche,non compare nessun oggetto contundente
foto5 -6-7 )dal video di Ballarò si può osservare il rilancio di uno straccio all'origine  subito dopo il tiro di quello che viene definito modellino del  Duomo prima che  raggiunga la transenna .
 

Se posso aggiungere considerazion personal ciò che è arrivato oltre  transenna è qualcosa di simile a un nylon o comunque di morbido lanciato  (   in sua prossimità e  in seguito )  che non ha prodotto come è possibile riscontrare nessun rimbalzo come avrebbe fatto  un corpo rigido che urta parti ossee  del viso e quindi rigide.
 

Da un film inedito siglato Letizia Moratti figura poi che la testimonianza di A.Matteazzi (articolo del gazzettino di Padova)  di aver rincorso e placcato Tartaglia non sia affatto vera che si sia solo girato alle proprie spalle  su indicazione di agenti e lo abbia fermato quindi non si capisce come in un brevissimo lasso di tempo e senza lotta Tartaglia abbia perso berretto e occhiali. 
 
       
 
Vedi anche foto b400 che ripete meglio il particolare di quello che pare  schermo rotante
 
     

        
 
 
 
 
 
     
 
 
 
 
 

. Grazie dell'attenzione,con osservanza 

 

Tartaglia è stato in carcere un mese ed è ancora agli arresti domiciliari,la prova che il tutto è stato architettato e addirittura provato è la diretta C6 che  riprende, in modo diverso, il fatto del 13 dicembre, testimoniando l'effettuazione di almeno una prova precedente.
La certezza matematica è l'unica che non può essere contestata, neanche dai Ghedini di turno.

La certezza matematica è data  dal  passaggio di Tremonti in  diretta con seguito diverso e in momento diverso "della scena"e dalla diversità dei personaggi e degli oggetti  in zona che fa da indicatore,confermata, anche se non ce ne è assolutamente  bisogno, da abbigliamenti diversi (Moratti),ambiguità degli orari di registrazione dei due video(chiusura dei negozi), testimonianze ripetute con testi diversi e sfondi diversi.

Se la prova dei tiri è stata fatta il 12 dicembre e B. è arrivato a Milano integro ,alle 17.30 del 13 dicembre, si presume che se ne sia andato ugualmente integro dopo il tiro corto di uno straccio e il secondo tiro da transenna .

Mi chiedo che cosa c'entri Tartaglia e perchè debbano accusarlo nuovamente, visto che il tutto   poteva essere registrato  in uno studio senza esporsi alla vista di centinaia di persone,dei proprietari dei negozi e di eventuali estranei disturbatori.

Le persone da accusare sono tutte ben visibili e se stanno tenendo la bocca chiusa sono ulteriormente colpevoli.

Quello che è successo a Tartaglia può succedere a chiunque e la fine potrebbe essere  quella dei vari Cucchi e Bianzino anzi col trattato di Lisbona, in vigore dal 1 dicembre, chiunque può essere trasferito come detenuto in ogni parte dell' "impero" ed essere chiamato a combattere su dichiarazione di guerra  UE,ciò sta diventando sempre più probabile dopo le dichiarazioni di B. ad Israele riguardo all'Iran e il fatto che gli USA e Obama non possano partire un'altra volta col piede sbagliato.

La rapidità nel fermare i veri colpevoli ,senza accanirsi su chi denuncia o chi  ha già subito,  è sintomo di un sistema giudiziario efficiente,diverso da quello fallimentare che  ha portato l'Italia allo sfascio.
La flagranza del reato esiste non solo per i vari "nessuno", coinvolti in modo ambiguo,  ma anche per chi ha girato quel video e sapeva che non era il 13 dicembre.

Referti medici non hanno  valore se palesemente falsi e in questo caso non hanno alcun valore , sia per il sorriso senza graffi e asimmetrie sbandierato il 6 gennaio che per le prove di tiro effettuate in data diversa dal 13, andavano istantaneamente bollati o eliminati ,B non può avere ricevuto alcun danno non voluto o comunque da lui preventivabile.

Non credo che i mezzi e la competenza delle procure sia inferiore a quella dei dilettanti del web ma che si sia instaurato, già antecedentemente alle leggi ad personam, un sistema di garanzie per i potenti che noi paghiamo, consegnandogli la nostra libertà e tutto ciò che abbiamo.


Morano Giovenzo

Morano Giovenzo http://www.youtube.com/watch?v=73etewApD Zc

http://www.youtube.com/watch?v=3OHm2xc5l t8&feature=channel

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Ricevo e pubblico :

 



Comunicato stampa su question time “fantasma” IDV sulla morte Sandro Marcucci Lorenzini

Nei mesi scorsi la segreteria del movimento politico (oggi partito) IDV, di Leoluca Orlando e di Antonio Di Pietro, era stata da noi coinvolta sulla vicenda omicida del Tenente Colonnello Sandro Marcucci e dell'avvistatore della forestale Silvio Lorenzini, avvenuta il 2 febbraio del 1992. La nostra iniziativa non era dettata da una scelta casuale o di orientamento verso lo specifico movimento politico dell'IDV, quanto piuttosto dalla ormai annosa familiarità di Leoluca Orlando con quella vicenda omicida ed in particolare con la vittima Sandro Marcucci già dai tempi del movimento "La Rete", nel quale Sandro e alcuni di noi militarono fin dall'inizio nei primi anni '90.
Abbiamo sempre ritenuto di dove offrire ai rappresentanti istituzionali argomentate e documentate ragioni per orientarne un impegno politico capace di recepire le istanze dei cittadini ordinari, privi degli strumenti che sono invece propri e nella disponibilità dei parlamentari, detentori della rappresentanza della sovranità popolare. Ci eravamo forse illusi che dopo diciotto anni di latitanza, la politica ed i politici (almeno qualche politico) volesse finalmente farsi carico di una legittima richiesta di verità e giustizia su stragi negate e per vittime ignorate e dimenticate.
Benché i fatti risalgano al 1992 avevamo infatti prodotto una documentazione fotografica ed una analisi relativa alla precipitazione del velivolo su cui si trovavano le vittime, che a nostro parere dimostrano oltre ogni ragionevole dubbio la dinamica omicida dell'incidente, smentendo clamorosamente le conclusioni cui era pervenuta la magistratura di Massa, che aveva concluso attribuendo al pilota Sandro Marcucci la responsabilità dell'incidente aereo in cui egli perse la vita e rimase gravemente ferito Lorenzini, fino a morire in circostanze tuttavia anomale 30 giorni dopo l'incidente.
La nostra iniziativa aveva inizialmente determinato una interrogazione parlamentare in aula di Leoluca Orlando che significativamente era stata rubricata dal Governo sotto la dicitura - tra le altre - di "Ustica". E non a caso. Noi da anni sosteniamo d'altra parte che se di delitto si fosse realmente trattato (le nostre convinzioni fino ad una puntuale rivisitazione della magistratura lasciano infatti il tempo che trovano) esso non poteva che essere stato determinato dalla attività di indagine che su Ustica aveva svolto, con un ex collega, il T. Col. Marcucci.
Successivamente l'interrogazione si è però spostata dall'aula in Commissione difesa, dove la segreteria IDV ci rassicurava comunque ad ogni question time che essa sarebbe stata finalmente presentata e discussa. Assistiamo invece ad una serie di interrogazioni alternative del deputato on Di Stanislao (divenuto titolare della interrogazione), che pur nella loro dignità sociale e politica ci sembrano tuttavia molto più lontane da quella che dovrebbe essere l'anima della presenza politica e parlamentare IDV in quanto dovrebbe invece appartenergli la affermazione dei diritti fondamentali della persona (primi tra tutti i diritti alla vita, alla verità ed alla giustizia) e la tutela contro le sue violazioni criminose, criminali e criminogene.
Potremmo sollevare molte critiche anche alla forma ed alla sostanza di quelle interrogazioni alternative (prive a nostro avviso di qualsiasi coinvolgimento delle componenti della rappresentanza democratica dei militari e di ogni superamento di una stretta logica economico-militarista lontana da qualsiasi proposta alternativa che guardi alla pace come traguardo più auspicabile della pura organizzazione della forza militare) ma non siamo legittimati a farlo, vista la nostra assoluta indipendenza dalle forze politiche cui pure facciamo volta a volta riferimento.
Vogliamo anche evitare puerili lamentele sul rinnovato tradimento di legittime aspettative determinate tra l'altro da dichiarazioni di impegno assolutamente libere assunte personalmente da un parlamentare (dunque non "pretese presuntuosamente" da alcuno di noi). Continueremo dunque a vigilare sui comportamenti concreti di questa forza politica come di ogni altra, non solo su questo caso ma su ogni altro spazio che ci veda impegnati socialmente e culturalmente, senza aspettarci favoritismi, solo rivendicando e pretendendo coerenza e comportamenti di limpidezza.
Ma non vorremmo che la impressione di una deriva culturale che sembra emergere invece nell'IDV - a seguito delle recenti aspirazioni di governo formulate dal congresso, e che hanno indotto il neopartito ad appoggiare candidature a cariche politiche elettive di persone inquisite, che fino ad ieri sarebbero state bandite dall'orizzonte culturale proprio dell'IDV e dalla sua dichiarata prassi politica, in virtù dei pregiudizi giudiziari che quelle persone stavano incontrando e delle riserve pregiudiziali che l'IDV poneva al diritto dei cittadini di candidarsi a ruoli di rappresentanza (fatto comunque salvo il criterio della presunzione di innocenza voluto dalla costituzione) -, venisse confermata dalla modalità in cui lo stesso partito IDV sta affrontando la vicenda Marcucci.
Tutto si condensa nel classico "non disturbare il manovratore", perché si può anche ambire a subentrare in ruoli di potere, purché si sia vigili e consapevoli sulla grande consapevolezza del potere stesso che si esprime con il più classico: "se non puoi combatterli rendili simili a te". Il potere ha bisogno della certezza che chi si candida alla sua successione ne perpetuerà il metodo e la cultura. Ed è allora facilissimo per gli aspiranti delfini scivolare su questa china di devianza, che dopo aver distrutto il PCI, insensibile ad ogni richiamo di Berlinguer alla questione morale, può ben distruggere forze neonate che non hanno neppure i riferimenti ideologici e strutturali per resistere al fascino del "potere a tutti i costi".
Tanto vorremmo che fosse reso pubblico per la corretta informazione di ogni cittadino.

Per l’Associazione
Mario Ciancarella
Direttivo dell’Associazione Antimafie e Antifascista “Rita Atria”

 

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