Parola d'ordine: lucciole per lanterne*
* con grande stupore ho potuto constatare come la
registrazione "autografa" di P.D'Addario sia stata 1)pubblicata da
giornali e 2)usata a livello giudiziario,provateci voi,non vi riuscirà con
notevole probabilità,anche trattando situazioni molto meno compromettenti e
scottanti ed essendo normali lavoratori.
Da :http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2010/02/11/visualizza_new.html_1702545325.html
(ANSA) - MILANO, 11 FEB - Il procuratore aggiunto di Milano Armando Spataro
ha chiesto il giudizio immediato per Massimo Tartaglia per l'aggressione al
premier.
Tartaglia,che soffre di disturbi mentali fini' nel carcere di S. Vittore e ora
si trova agli arresti domiciliari in una comunita' terapeutica.Adesso la parola
passa al gip.
Spataro ha ipotizzato nei confronti di Tartaglia il reato di lesioni gravi a cui
si aggiungono le aggravanti della premeditazione e del fatto che il premier e'
un pubblico ufficiale.
Non è che abbia ben capito che cosa vogliano fare ma sono abituata ad
aspettarmi il peggio che arriva sempre puntuale.
Quasi due mesi sono passati e il web è arrivato a capire come il tutto sia
avvenuto e perchè,lo stesso non è successo per i professionisti del ramo, se
così li possiamo definire.
Questa è la parte finale dell'esposto che ho inviato alla Procura di
Milano(25/1/10) dopo aver riportato il testo del link:
http://www.facebook.com/group.php?gid=217280557233
.............................
Tartaglia è stato in carcere un mese ed è ancora agli arresti
domiciliari,la prova che il tutto è stato architettato e addirittura provato
è la diretta C6 che riprende, in modo diverso, il fatto del 13 dicembre,
testimoniando l'effettuazione di almeno una prova precedente.
La certezza matematica è l'unica che non può essere contestata, neanche dai
Ghedini di turno.
La certezza matematica è data dal passaggio di Tremonti in
diretta con seguito diverso e in momento
diverso "della scena"e dalla diversità dei personaggi e degli
oggetti in zona che fa da indicatore,confermata, anche se non ce ne
è assolutamente bisogno, da abbigliamenti
diversi (Moratti),ambiguità degli orari di registrazione dei due video(chiusura
dei negozi), testimonianze
ripetute con testi diversi e sfondi diversi.
Se la prova dei tiri è stata fatta il 12 dicembre e B. è arrivato a Milano
integro ,alle 17.30 del 13 dicembre, si presume che se ne sia andato ugualmente
integro dopo il tiro corto di uno straccio e il secondo
tiro da transenna .
Mi chiedo che cosa c'entri Tartaglia e perchè debbano accusarlo nuovamente,
visto che il tutto poteva essere registrato in uno studio
senza esporsi alla vista di centinaia di persone,dei proprietari dei negozi e di
eventuali estranei disturbatori.
Le persone da accusare sono tutte ben visibili e se stanno tenendo la bocca
chiusa sono ulteriormente colpevoli.
Quello che è successo a Tartaglia può succedere a chiunque e la fine potrebbe
essere quella dei vari Cucchi e Bianzino anzi col trattato di Lisbona, in
vigore dal 1 dicembre, chiunque può essere trasferito come detenuto in ogni
parte dell' "impero" ed essere chiamato a combattere su dichiarazione
di guerra UE,ciò sta diventando sempre più probabile dopo le
dichiarazioni di B. ad Israele riguardo all'Iran e il fatto che gli USA e Obama
non possano partire un'altra volta col piede sbagliato.
La rapidità nel fermare i veri colpevoli ,senza accanirsi su chi denuncia o
chi ha già subito, è sintomo di un sistema giudiziario
efficiente,diverso da quello fallimentare che ha portato l'Italia allo
sfascio.
La flagranza del reato esiste non solo per i vari "nessuno", coinvolti
in modo ambiguo, ma anche per chi ha girato quel video e sapeva che non
era il 13 dicembre.
Referti medici non hanno valore se palesemente falsi e in questo caso non
hanno alcun valore , sia per il sorriso senza graffi e asimmetrie sbandierato il
6 gennaio che per le prove di tiro effettuate in data diversa dal 13, andavano
istantaneamente bollati o eliminati ,B non può avere ricevuto alcun danno non
voluto o comunque da lui preventivabile.
Non credo che i mezzi e la competenza delle procure sia inferiore a quella dei
dilettanti del web ma che si sia instaurato, già antecedentemente alle leggi ad
personam, un sistema di garanzie per i potenti che noi paghiamo,
consegnandogli la nostra libertà e tutto ciò che abbiamo.
Ricevo e pubblico :
Comunicato stampa su question time “fantasma” IDV sulla morte Sandro
Marcucci Lorenzini
Nei mesi scorsi la segreteria del movimento politico (oggi partito) IDV, di
Leoluca Orlando e di Antonio Di Pietro, era stata da noi coinvolta sulla vicenda
omicida del Tenente Colonnello Sandro Marcucci e dell'avvistatore della
forestale Silvio Lorenzini, avvenuta il 2 febbraio del 1992. La nostra
iniziativa non era dettata da una scelta casuale o di orientamento verso lo
specifico movimento politico dell'IDV, quanto piuttosto dalla ormai annosa
familiarità di Leoluca Orlando con quella vicenda omicida ed in particolare con
la vittima Sandro Marcucci già dai tempi del movimento "La Rete", nel
quale Sandro e alcuni di noi militarono fin dall'inizio nei primi anni '90.
Abbiamo sempre ritenuto di dove offrire ai rappresentanti istituzionali
argomentate e documentate ragioni per orientarne un impegno politico capace di
recepire le istanze dei cittadini ordinari, privi degli strumenti che sono
invece propri e nella disponibilità dei parlamentari, detentori della
rappresentanza della sovranità popolare. Ci eravamo forse illusi che dopo
diciotto anni di latitanza, la politica ed i politici (almeno qualche politico)
volesse finalmente farsi carico di una legittima richiesta di verità e
giustizia su stragi negate e per vittime ignorate e dimenticate.
Benché i fatti risalgano al 1992 avevamo infatti prodotto una documentazione
fotografica ed una analisi relativa alla precipitazione del velivolo su cui si
trovavano le vittime, che a nostro parere dimostrano oltre ogni ragionevole
dubbio la dinamica omicida dell'incidente, smentendo clamorosamente le
conclusioni cui era pervenuta la magistratura di Massa, che aveva concluso
attribuendo al pilota Sandro Marcucci la responsabilità dell'incidente aereo in
cui egli perse la vita e rimase gravemente ferito Lorenzini, fino a morire in
circostanze tuttavia anomale 30 giorni dopo l'incidente.
La nostra iniziativa aveva inizialmente determinato una interrogazione
parlamentare in aula di Leoluca Orlando che significativamente era stata
rubricata dal Governo sotto la dicitura - tra le altre - di "Ustica".
E non a caso. Noi da anni sosteniamo d'altra parte che se di delitto si fosse
realmente trattato (le nostre convinzioni fino ad una puntuale rivisitazione
della magistratura lasciano infatti il tempo che trovano) esso non poteva che
essere stato determinato dalla attività di indagine che su Ustica aveva svolto,
con un ex collega, il T. Col. Marcucci.
Successivamente l'interrogazione si è però spostata dall'aula in Commissione
difesa, dove la segreteria IDV ci rassicurava comunque ad ogni question time che
essa sarebbe stata finalmente presentata e discussa. Assistiamo invece ad una
serie di interrogazioni alternative del deputato on Di Stanislao (divenuto
titolare della interrogazione), che pur nella loro dignità sociale e politica
ci sembrano tuttavia molto più lontane da quella che dovrebbe essere l'anima
della presenza politica e parlamentare IDV in quanto dovrebbe invece
appartenergli la affermazione dei diritti fondamentali della persona (primi tra
tutti i diritti alla vita, alla verità ed alla giustizia) e la tutela contro le
sue violazioni criminose, criminali e criminogene.
Potremmo sollevare molte critiche anche alla forma ed alla sostanza di quelle
interrogazioni alternative (prive a nostro avviso di qualsiasi coinvolgimento
delle componenti della rappresentanza democratica dei militari e di ogni
superamento di una stretta logica economico-militarista lontana da qualsiasi
proposta alternativa che guardi alla pace come traguardo più auspicabile della
pura organizzazione della forza militare) ma non siamo legittimati a farlo,
vista la nostra assoluta indipendenza dalle forze politiche cui pure facciamo
volta a volta riferimento.
Vogliamo anche evitare puerili lamentele sul rinnovato tradimento di legittime
aspettative determinate tra l'altro da dichiarazioni di impegno assolutamente
libere assunte personalmente da un parlamentare (dunque non "pretese
presuntuosamente" da alcuno di noi). Continueremo dunque a vigilare sui
comportamenti concreti di questa forza politica come di ogni altra, non solo su
questo caso ma su ogni altro spazio che ci veda impegnati socialmente e
culturalmente, senza aspettarci favoritismi, solo rivendicando e pretendendo
coerenza e comportamenti di limpidezza.
Ma non vorremmo che la impressione di una deriva culturale che sembra emergere
invece nell'IDV - a seguito delle recenti aspirazioni di governo formulate dal
congresso, e che hanno indotto il neopartito ad appoggiare candidature a cariche
politiche elettive di persone inquisite, che fino ad ieri sarebbero state
bandite dall'orizzonte culturale proprio dell'IDV e dalla sua dichiarata prassi
politica, in virtù dei pregiudizi giudiziari che quelle persone stavano
incontrando e delle riserve pregiudiziali che l'IDV poneva al diritto dei
cittadini di candidarsi a ruoli di rappresentanza (fatto comunque salvo il
criterio della presunzione di innocenza voluto dalla costituzione) -, venisse
confermata dalla modalità in cui lo stesso partito IDV sta affrontando la
vicenda Marcucci.
Tutto si condensa nel classico "non disturbare il manovratore", perché
si può anche ambire a subentrare in ruoli di potere, purché si sia vigili e
consapevoli sulla grande consapevolezza del potere stesso che si esprime con il
più classico: "se non puoi combatterli rendili simili a te". Il
potere ha bisogno della certezza che chi si candida alla sua successione ne
perpetuerà il metodo e la cultura. Ed è allora facilissimo per gli aspiranti
delfini scivolare su questa china di devianza, che dopo aver distrutto il PCI,
insensibile ad ogni richiamo di Berlinguer alla questione morale, può ben
distruggere forze neonate che non hanno neppure i riferimenti ideologici e
strutturali per resistere al fascino del "potere a tutti i costi".
Tanto vorremmo che fosse reso pubblico per la corretta informazione di ogni
cittadino.
Per l’Associazione
Mario Ciancarella
Direttivo dell’Associazione Antimafie e Antifascista “Rita Atria”