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                                                                                        vedi anche pag 109(anche impeach Bush) e pag.110                                        

                                
                                    vedi pag.103

 

                             

 

                                     

                                                                     Corruzione giudiziaria

Quando il marcio arriva ad alto livello nessuno è più tutelato e chi si oppone con insistenza diventa bersaglio della maggioranza arroccata in diversi modi(séguito deciso,sottomissione forzata o no) e a vari livelli  attorno al NULLA, in tutto e per tutto ispiratore  ed esecutore di assassini.
Un piccolo drappello che conserva dignità e autonomia e  viene ostacolato,bloccato e umiliato in tutti i modi(vedi Forleo,De Magistris e ultimamente  De Pasquale e Sansa)non può identificarsi con l'istituzione.
La giustizia è l'ultimo stadio del livello di difesa del cittadino ed è ormai patrimonio del NULLA.
Queste persone sanno quanti e quali sono le loro vittime?
Rimangono le testimonianze scritte nei fascicoli dispersi o ribaltati sui denuncianti e le interpellanze come quelle di  Di Pietro(fondo pagina) seguite da risposte senza senso,rimangono i nomi di chi partecipa alla demolizione della democrazia salvando e lodando i colpevoli e uccidendo gli onesti (direttamente o servendosi in modo  più subdolo della persecuzione e della disperazione generata)
Vedersi ritorcere contro le istituzioni che hai servito  (sanità,scuola,forze armate,forze dell'ordine,giustizia etc) e averne la vita contaminata per essersi illusi che svolgessero ancora un ruolo è un'esperienza devastante e rivelatrice per chi la intraprende.
Quanti sono?
La % dei rigorosi prevedibile è del 20% e quindi si può pensare che questi o quasi ne abbiano più o meno consapevolezza,a loro si potrebbe aggiungere chi nelle maglie della giustizia è stato coinvolto indirettamente.

La sorpresa più grande credo sia stata per ognuno l'inesistenza  di opposizione alla negazione di diritti da parte di ambienti che si definiscono normali e  l'assoluta mancanza di previdenza di una generalità che  non pensa al presente e all'avvenire proprio e dei propri figli.
Vergogna e giusta punizione  su quelli che hanno condannato  o abbandonato i propri simili mentre difendevano i diritti di tutti.
Nel romanzo "La Rosa Bianca" i figli pagano quello che i padri hanno rifiutato di pagare seguendo un personaggio senza scrupoli( in ultimo anche da adolescenti arruolati) ,anche noi abbiamo avuto la nostra possibilità di recupero se solo la generalità avesse accettato di pagare poco o tanto a seconda delle proprie responsabilità ma le nostre Tangentopoli si sono  perse  nel nulla. 
Nel secondo articolo  il caso di un professore universitario la cui vita è stata distrutta e rubata da  delinquenti autorizzati :dopo  aver denunciato per difesa propria e altrui si è visto ritorcere tutto contro dalle istituzioni, insolentite dalla sua tenacia.
Un invito a tutti coloro che conducono queste battaglie a non sentirsi ,nonostante tutto  isolati,a resistere alla disperazione che questa gente sa provocare,a sopportare con paziente tenacia le avversità che gli vengono riversate addosso, misurando con accortezza le proprie forze.


Dal sito di Salvatore Borsellino:

 
 

05

Ott

2008

Contrada torna a casa. Il giudice Borsellino invece no PDF Stampa E-mail
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Scritto da Riccardo Orioles   
Contrada torna a casa. Il giudice Borsellino invece no

Dai giornali: arresti domiciliari a Bruno Contrada. E' il traditore che passava notizie alla mafia, fra cui forse alcune relative ai movimenti del giudice assassinato. Commento di Sonia Alfano (Associazione familiari vittime della mafia): “Il trasferimento di Bruno Contrada a Palermo è la prova certa che quell’uomo trascina con se una quantità di segreti tali da riuscire a ricattare un’intera classe dirigente”  (La Catena di San Libero, 4 ottobre 2008).
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05

Ott

2008

Affari, boss, politici: la ragnatela dietro il suicidio del prof antimafia PDF Stampa E-mail
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Scritto da Domenico Valter Rizzo   
C’era una piccola folla ad accompagnare nell’ultimo viaggio il professore Adolfo Parmaliana che per una vita si è battuto per denunciare l’intreccio tra mafia, politica, istituzioni e anche pezzi di magistratura sulla costa tirrenica messinese. Una battaglia condotta con pochi amici fidati e nella più completa indifferenza, se non nell’aperta ostilità della politica e di buona parte dei cittadini di Terme Vigliatore.

Attachments:
Due magistrati messinesi nel mirino del docente suicida Inchiesta a Reggio Calab [Gli articoli su Repubblica-ed.Palermo, 5 ottobre 2008] 05/10/2008 10:56
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"Le nomine dei procuratori" di Antonio Di Pietro | 3 Luglio 2008
Tieniti aggiornato: www.antoniodipietro.it

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