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                                                      clearstream & euroclear a cosa servono?

                                                    

                             Due mostri nati con l'euro:Clearstream ed Euroclear

Clearstream:questa società esentasse, non controllabile, tratta 50.000miliardi di euro l'anno,provenienti soprattutto da banche,multinazionali,società off shore  in forma praticamente irrintracciabile, li trasferisce ovunque nello stesso modo,sono compresi i proventi del signoraggio della Banca d'Italia (ormai appartenente agli azionisti delle banche) ,quindi frutti  del lavoro italiano passati occultamente in mano a privati.

Euroclear tratta a quanto pare lo stesso traffico di euro pari, come si dice qui ,a 450 volte il bilancio statale del Belgio 
Allo stesso link si  dice anche :
"A partire dagli '80, il regolamento di Clearstream ammette l'apertura di conti correnti riservati, non pubblicati nelle liste che regolarmente sono distribuite agli aderenti al sistema"

Quindi le banche,le multinazionali e tutti gli altri che usano questo sistema di compensazione cioè si passano moneta scritturale sotto forma di titoli etc hanno dei conti correnti riservati e non controllabili.

La trasparenza con tutte le richieste particolareggiate che essa comporta riguarda solo chi deve essere spremuto e controllato?

Riporto, più sotto, alcuni brani di un articolo  che dovrebbe essere letto per intero.
Faccio notare che la necessità di creare moneta come dimostrato dal professor Auriti, senza alcuna possibilità di dubbio, è sintomo di aumento della ricchezza di un Paese(al di là della necessità di rimpiazzare quella mancante per via del deterioramento) ma se questa,come viene fatto abitualmente, viene segnata a passivo (mentre alle banche viene dato in cambio  un titolo frutto di lavoro),il debito pubblico non può che aumentare con la crescita della nazione provocandone, quanto più lavora,lo sfascio.

Lo stesso succede per l'arbitrarietà lasciata alle banche di  creare  moneta dal nulla ,non fondata sul lavoro ma su fenomeni come quelli precedenti citati(riciclaggio legato alla criminalità) o attraverso il  meccanismo della "riserva frazionaria" che permette di prestare soldi ,molto al di là del depositato,generando  moneta elettronica.
Il risultato è lo stesso che viene proibito e punito nell' l'immissione sul mercato di moneta contraffatta,la diminuzione del potere di acquisto di chi la moneta non la stampa o la digita su un computer ma la genera col lavoro quindi  non in un attimo ma col trascorrere del tempo che non è infinito.


Da : http://www.ilconsapevole.it/articolo.php?id=8357

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E dove finiscono?
Il presidente del Comitato di Liberazione Monetaria, ing. Argo Fedrigo, ha ripetutamente mostrato in televisione la dichiarazione di una banca delle Cayman Islands, che indicava di tenere presso di sé due conti segreti della Banca d’Italia. Fedrigo sostiene che quello sia uno dei canali di esportazione dei suoi profitti. Ha esortato la Magistratura a indagare e si è messo a disposizione. Ma esistono molti canali per far sparire e riapparire i soldi intorno al mondo: le indagini su Clearstream ed Euroclear avevano iniziato a farli ‘emergere’. Tra parentesi: i soldi della mafia, del narcotraffico, dei mercanti d’armi, delle tangenti, non circolano certo per le banche normali. Esistono servizi appositi in paradisi bancari esenti da ogni indagine. Quando i governanti ci raccontano che certe norme sulla trasparenza bancaria sono necessarie per combattere il riciclaggio del denaro sporco della mafia, mentono – sanno benissimo che non è là che si ricicla il grande denaro sporco. Lo scopo di quelle norme è quello di spiare il patrimonio del cittadino per spolparlo meglio, in favore dei proprietari di Bankitalia.
Ancora un punto: è illegale che Bankitalia sia di proprietà privata, perché l’art. 3 del suo Statuto stabilisce che essa deve essere di proprietà pubblica almeno al 51%, e che le sue quote possono essere cedute solo a enti pubblici. Ebbene, quando l’Iri ha privatizzato le tre banche di interesse nazionale, proprietarie di quote di Bankitalia (Bnl, Comit e Crit), ha lasciato che queste quote finissero in mano di privati. Anzi, ultimamente la Bnl è stata comperata da Paris Bas, una banca francese – la quale, come prima mossa, ha chiuso la direzione centrale della Bnl a Roma. Ora comanda Parigi.

dallo stesso testo in ordine sparso...

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Però la Banca d’Italia è dello Stato, quindi i suoi profitti rimangono allo Stato, o no?
No. In violazione dell’art. 3 del proprio statuto, Bankitalia è proprietà di banche private e assicurazioni private al 95%; solo il 5% è dell’Inps. In testa le Assicurazioni Generali col 44%. I profitti dovrebbero essere ‘girati’ quasi interamente allo Stato, ma non risultano come attivo in bilancio, perché vengono pareggiati mediante l’iscrizione al passivo del valore della moneta circolante (ciò vale anche per la BCE), come se la banca emittente fosse tenuta a cambiare la moneta in oro a richiesta del portatore, ma ciò non è più, dal 1929 circa. Quindi i profitti non vengono girati allo Stato.

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Il governo potrebbe, se solo volesse, risparmiare immediatamente circa 90 miliardi di Euro l’anno, invece di rimettere le mani nelle tasche dei lavoratori. Il che significa tagliare le tasse – non tagliare i servizi – fare infrastrutture, ricerca, innovazione. Ma questo è solo l’inizio. Lo Stato può e deve recuperare migliaia di miliardi di Euro dalla Banca d’Italia e dai suoi azionisti privati. Praticamente tutto il debito pubblico, che è di circa 1.500 miliardi di Euro.
 
E perché il governo non lo fa?
Il governo precedente aveva iniziato a farlo, con la nazionalizzazione della Banca d’Italia. E il sistema bancario ha reagito mandando al governo i suoi uomini: Prodi, Padoa Schioppa, Visco, Tononi, e, sopra tutti, Draghi.


Osservo io...neanche questo Governo lo sta facendo visto che la legge sul risparmio 2005  non è stata applicata:


 Da :http://it.wikipedia.org/wiki/Banca_d%27Italia

Il 28 dicembre 2005 viene pubblicata nella gazzetta ufficiale la legge n. 262 atta a ritrasferire, entro il 12 gennaio 2008, le quote di partecipazione di Bankitalia attualmente in mano a imprese private, allo Stato ed agli enti pubblici [3]. La legge stabiliva che la mano pubblica avrebbe dovuto assumere il controllo entro il terzo anno dalla data di approvazione del testo.

La normativa non prevede sanzioni, non indica una data precisa e un carattere perentorio di questa scadenza: in base a tali elementi la normativa potrebbe essere interpretata come un contenuto meramente ordinatorio, non perentorio, e rinviabile indefinitamente nel tempo.

Diversi istituti di credito propendono per un'altra soluzione, il buy-back delle quote, ossia il riacquisto da parte di Banca d'Italia delle proprie quote di partecipazione dalle altre banche. L'istituto dipsone della iuidità necessaria, sarebbe uno dei modi per immetter eliquidità nel sistema bancario, garantirebbe un assetto proprietario coerente con il princiapio di autonomia e indipendenza delle banche centrali

 


 

http://www.firmiamo.it/annullamentoelezioni

http://www.firmiamo.it/propostascioglimentoforzanuova

 

                                                                                                           

                                                       vedi     anche pag 109(anche impeach Bush) e pag.110                                         

                                                       
                                                        vedi pag.103 e pag.153

                                                      

Sign for Applicazione della riforma Brunetta ai Deputati e Senatori Italiani

                                                                                                NEW!!!

Un modo per fare sentire la nostra voce e dire a chi conta che non abbiamo dimenticato Ustica con le sue 81 vittime sull'aereo e le altre 21 seguite a causa sua,le altre stragi e chi ancora non se ne è assunto la responsabilità :

                                                        

Sign for APPELLO AL PRESIDENTE NAPOLITANO PER FARE CHIAREZZA SULLE RECENTI DICHIARAZIONI DEL SEN. COSSIGA

                                                                                         vedi pag.159

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