A quanto mi risulta il lancio è duplice e perfettamente
organizzato come squadra, riguarda uno straccio che viene rapidamente
respinto (chiaramente visibile nel video di Ballarò) e
verosimilmente un nylon abbinato, lanciato da distanza ravvicinata.
Probabilmente qualcuno non visibile è stato mascherato nel lancio da un
ologramma che spiegherebbe le grida:"un fantasma,un fantasma"molto
più che un semplice tentativo di sviare l'attenzione.
Niente comunque , secondo la traiettoria del braccio e della mano, poteva
percorrere lo spazio di circa tre metri necessario ma solo fermarsi sulla folla
antistante.
Chi comincia bene è a metà dell'opera
La Cattolica fa del suo meglio come al solito,spero
ancora vi si insegni, almeno a giurisprudenza ,cosa sia la falsa testimonianza e la diffamazione.
Ecco i testimoni citati dall'articolo,qualcuno,a quanto
pare, ha diffuso la sua testimonianza anche nei vari tg nazionali.
Per ciò che ho constatato c'è una persona in carcere e delegittimata al posto
di altri ,chiedo che la verità si appuri quanto prima e si rimettano
in riga persone ammaestrate che, per interesse o
leggerezza, fanno seguito non rendendosi conto delle
conseguenze,questo anche nell'ipotesi assolutamente inattendibile che si fosse sfruttato
uno squilibrato per propri fini.
Berlusconi colpito dopo il comizio, preso il feritore
Centrato in pieno volto con un souvenir del Duomo. Prognosi di 20 giorni, ha
passato la notte in ospedale
PAOLO COLONNELLO
MILANO
Era andato tutto come doveva andare: il comizio, la musica, le ovazioni, gli
auguri. «State tranquilli», aveva concluso Silvio Berlusconi prima di
scendere dal palco proprio dietro il Duomo per andare a salutare la folla di
sostenitori assiepata al di là le transenne e in completo visibilio.
Tutti, tranne uno: il quarantaduenne Massimo Tartaglia, uno squilibrato in
cura da 10 anni ai servizi psichiatrici del Policlinico che, approfittando di
una piccola sosta del Premier per una fotografia con alcuni fan, senza dire
una parola riesce a fendere la folla e
a colpirlo in piena faccia con una piccola riproduzione del Duomo in gesso a
base metallica, un souvenir da pochi euro Per qualche istante è il
panico: il Presidente cade al suolo
violentemente mentre il viso si riempie di sangue, il servizio di
sicurezza sbanda, la folla ondeggia. L’"attentatore", viene
agguantato subito da poliziotti e agenti segreti e sottratto alla gente che ha
già cominciato a strattonarlo. «Lo
avrebbero linciato», racconta il ministro Ignazio La Russa che prende per un
attimo il ragazzo con sè.
Qualcuno inizia subito a urlare che «è
stato Di Pietro! Colpa di Di Pietro!». Si tratta dell’onorevole De Luca,
agitatissimo per la scena cui ha appena assistito. Il colpo ricevuto dal
Premier è stato forte: «Ho sentito
distintamente un "toc" sulla faccia del Presidente», racconta
ancora choccato Marco Bestetti uno dei dirigenti giovanili del Pdlche
in quel momento si trovava a fianco di Berlusconi. Tanto che l’oggetto usato
per l’aggressione, che inizialmente qualcuno scambia per una pietra, si
spacca in tre parti, subito raccolte a terra dal servizio di sicurezza.Tartaglia, come testimonia anche
Gabriele Cartasegna, dirigente del Pdl Giovane Italia, non ha aperto bocca
nemmeno dopo il fermo: «Ero anch’io a fianco di Berlusconi quando ho visto
quest’uomo che, senza dire nulla, da dietro le transenne gli ha scagliato
contro, da vicinissimo, un souvenir del Duomo. Il Presidente ha iniziato a
perdere molto sangue».
Capelli corti, giaccavento grigia, sguardo fisso e spaventato, Massimo
Tartaglia, potrebbe essere scambiato benissimo per un sostenitore del
Cavaliere. Invece è un solitario, scollegato, come riferiscono in Questura,
da gruppi di sinistra o antagonisti vari, impiegato come grafico nella piccola
tipografia del padre a Cesano Boscone, dove la sua abitazione è stata ieri
sera perquisita. L’accusa al momento
parla di lesioni volontarie pluriaggravate dalla qualifica di pubblico
ufficiale della parte offesa e premeditazione: Tartaglia infatti, aveva in
tasca un altro suvenir, un piccolo crocifisso, e una bomboletta spray
urticante al peperoncino.
Per questo, dopo essere stato interrogato in Questura dal procuratore aggiunto
Armando Spataro, che ha voluto sentire anche la psichiatra che lo ha in cura,
l’uomo è stato arrestato. Ancora
non si capisce con quanta consapevolezza deve aver agito. Ma
che sia un tipo strano lo deve aver intuito lo stesso Berlusconi che ha potuto
guardarlo negli occhi ricevendo il colpo che per qualche istante lo ha
trasfigurato in una maschera di paura. Per questo il Presidente del
Consiglio ha voluto uscire di nuovo dall’auto dove era stato ricoverato per
rassicurare la folla: «Sto bene, sto bene! Non mi fermeranno».
Il dolore poi ha avuto il sopravvento. La sua scorta lo ha fatto risalire e
trasportato all’ospedale San Raffaele dove Berlusconi è stato accolto dal
suo medico curante, Alberto Zangrillo, che dopo averlo visitato ha deciso di
ricoverarlo per la notte. Il referto parla di trauma
contusivo importante del massiccio facciale, con feritura interna ed esterna
del labbro superiore; un dente incisivo fratturato in modo evidente e
lesionato il dente vicino. La Tac infine ha evidenziato un’infrazione
dell’elemento osseo del setto nasale. La prognosi è di 20 giorni. In
serata il Premier è stato raggiunto dai figli Marina, Piersilvio, Barbara ed
Eleonora, da vari ministri e autorità e da un mazzo di fiori senza biglietto.
I video dalla stessa pagina riguardanti Zangrillo
Ecco altre foto della persona che sale, ha lo stesso giaccone di
Zangrillo,gli stessi capelli brizzolati e gli stessi occhiali inoltre ha
qualcosa in mano che può assomigliare a un rotolo di carta abbinato a qualcosa
di similsferico azzurro.
Ammenocchè non fosse la camicia di ricambio intrisa, a quanto dicono vari
articoli, di mezzo litro/un litroemezzodi sangue che da foto e filmati
potrebbero essere solo sangue da asporto.