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                                            Lo champignon stanziale e l'ologramma.

Il motivo per cui continuo a scrivere su quest'argomento non è il suo contenuto ma il suo significato e  che niente più sia uscito sul fatto e su Tartaglia.

Questo video è abbastanza inedito,ripreso da un amatore,la videocamera è stata accesa all'improvviso e non per riprendere i saluti della folla a Berlusconi.

Ho un buon programma adatto allo scopo ma non posso usarlo per vari motivi per cui chiedo a chi lo avesse di registrare l'inizio audio e di alzarne il più possibile il volume,per intendere le prime parole che vengono quasi urlate ma non sono bene intendibili per il volume di registrazione troppo basso.

Può darsi che non le abbia ben afferrate ma mi hanno comunque ricordato qualcosa...c'è addirittura un video su you tube (riferito al fatto) che sembra avulso totalmente dal contesto ma  potrebbe avere invece un qualche collegamento coi fatti.

La parte che interessa del video riguarda i primi 2 minuti.

Lo sfondo sono un negozio di articoli sportivi e l'indirizzo civico 201.

Si tratta degli ultimi attimi che precedono il lancio e il salto della transenna da parte del servizio d'ordine.

Già a 2'' si può vedere il famoso braccio alzarsi due volte e simulare il tiro di fianco all'asta del microfono.

Ma già all'accensione si sente urlare  qualcosa che potrebbe avere lo scopo di  fuorviare l'attenzione o essere un' effettiva esclamazione di stupore.
E' da notare che è contemporanea alla comparsa del braccio alzato sullo sfondo.

Ho guardato più volte chi poteva essere dietro quel braccio alzato,  se e dove potesse essere scappato ma non sono riuscita a vedere nessuno a cui potesse appartenere per cui ho avuto un dubbio e ho collegato le due cose.

Il berretto bianco di Matteazzi(tipo champignon) si distingue benissimo, nonostante quello che ha detto e che riporto sotto non si è allontanato dalla posizione iniziale più di qualche passo,rimanendo sempre fra il portone 201 e la vetrina più vicina di articoli  sportivi.

Non solo, quando il fatto è successo non si è accorto proprio di nulla , tanto meno ha rincorso qualcuno,quando ha visto il servizio d'ordine saltare la transenna si è semplicemente girato alle proprie spalle e ha preso chi, probabilmente, gli è stato indicato,senza alcun problema.

Per cui il dubbio che ho avuto è che sia stata usata qualche tecnica particolare e anche un po' rischiosa , non un semplice fotomontaggio ma qualcosa di più che giustificasse quelle grida e che, quel braccio che lancia,  non sia mai esistito, almeno con quell'apparenza.

Tartaglia non è evidenziabile per nulla, neppure scappare, sembra fosse proprio dietro Matteazzi.

Come ho detto si tratta di capire se quelle grida fossero mirate a sviare l'occhio o fossero veramente dovute a un tentativo cinematografico arrischiato. 


Da :http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=84284&sez=ITALIA

 

Padova. «Così ho inseguito l'aggressore
di Berlusconi e mi sono tuffato su di lui»

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Andrea Matteazzi (a destra con il berretto bianco) ha fermato Tartaglia
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non cerco notorietà o televisione»
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I giovani del Pdl di Treviso: abolire Rifondazione comunista e Italia dei valori
di Lucio Piva

PADOVA (15 dicembre) - Era andato in gita a Milano, partendo dalla sua casa di Abano Terme. Il caso l’ha portato a ritrovarsi a fianco di Massimo Tartaglia nel momento in cui questi al termine del comizio in piazza Duomo ha scagliato la statuetta di metallo contro il capo del Governo ferendolo al volto.

Così Andrea Matteazzi (nella foto a destra con il berretto bianco), operatore turistico ventinovenne della città termale in provincia di Padova, pallavolista con un passato in serie B e ora in forza a una squadra di serie C vicentina, "fan" del Cavaliere per tradizione di famiglia, si è ritrovato ad essere "eroe per caso". È lui infatti che mettendo a frutto le doti atletiche si è tuffato per bloccare l’autore dell’aggressione, pronto a darsi alla fuga. Le fotografie di quegli istanti convulsi lo ritraggono - alto e con in testa un berretto bianco - mentre "consegna" Tartaglia agli agenti della sicurezza.

Domenica Andrea Matteazzi era a Milano per impegni personali. Che ha sbrigato in fretta per poter seguire da vicino il comizio di Berlusconi. Non ha avuto difficoltà, muovendosi per tempo, a conquistare un posto quasi in prima fila, alla destra del palco. «Sono riuscito a stringere la mano al ministro La Russa e a salutare Bondi - racconta - prima di vedere da vicino Berlusconi che, al termine del comizio, ha voluto precedere di un passo gli uomini della scorta per stringere mani e firmare autografi».

Le drammatiche sequenze del ferimento del presidente del Consiglio sono nitidamente impresse nella memoria del Andrea. «Ho visto improvvisamente la mano del feritore alzarsi e volare in aria un oggetto avvolto in un giornale che si è abbattuto violentemente sul volto di Berlusconi. D’istinto il mio sguardo si è incollato su un uomo vestito con una giacca a vento chiara. Correva goffamente con la schiena piegata per allontanarsi dalle transenne. La gente non capiva e lo schivava».

Il ventinovenne di Abano Terme è sicuro che se Tartaglia se fosso riuscito a "bucare" la folla, non sarebbe stato facilmente raggiungibile. L’ha rincorso e raggiunto prima che l’aggressore potesse raggiungere un vicino negozio di intimo. «È caduto a terra – spiega Matteazzi – e mi sono subito gettato sopra. Un secondo dopo sono arrivati gli uomini della scorta del premier. Solo allora la folla ha capito che avevano preso l’aggressore. Urlavano di ucciderlo. A stento le guardie del corpo sono riusciti a condurlo oltre le transenne per evitare il linciaggio». Andrea è tornato in treno. Turbato, ma con una speranza nel cuore. «Spero che Berlusconi venga a sapere che ho preso io il suo feritore. Non mi aspetto certo una medaglia. Ma un suo "grazie" sarebbe più importante di qualsiasi riconoscimento».

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