Un'intervista da ascoltare
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Dalla biografia del dottor Hamer su http://www.mednat.org/cancro/hamer_biografia.htm
ho tratto questo video.
Devo ancora considerare questa pagina nei dettagli ma mi sembra che
la storia raccontata nel video sia indicativa di come la risoluzione
quasi miracolosa di una grave malattia possa passare inosservata a
chi vuole mantenere le cose come stanno.
Ogni persona ha un proprio modo di affrontare la vita e la modalità del
dottor Hamer, per esempio, considera tutti gli aspetti dell'insorgenza della
malattia che ha senz'altro fra le concause anche quelle psicologiche.
Non è però di poco conto scoprire che un fungo accompagna sempre i reperti
tumorali,come mai nessuno l'ha fatto fino ad ora?
Come mai nessuno ha pensato che questa potesse essere una o "la causa"
e che si potesse tentare qualcosa per aggredire la crescita abnorme del fungo
nei tessuti tumorali?
Il fatto che sostanze semplici come la Vit C o il bicarbonato abbiano avuto
risultati eclatanti senza che suscitassero reazioni di esultanza in chi vede
continuamente le conseguenze di malattie gravi mi lascia interdetta ma non
sorpresa,alla base di ogni sconfitta c'è sempre l'arroganza,la
presunzione e soprattutto il profitto.
Mi chiedo però come con risultati molto al di sotto dell'effetto placebo
dell'acqua fresca(circa 50%) paragone con cui una volta si dava il benestare
alla vendita del farmaco(se superava in modo accettabile il campione di
confronto trattato a placebo il successo era riconosciuto) ci si permetta di non
considerare,osteggiare e denigrare chi ottiene incredibili risultati,di
fermare il giusto studio e la sperimentazione ufficiale della cura che sarebbero
logiche e naturali.
Da :http://www.disinformazione.it/medicineinutili.htm
Farmaci:
inefficaci in più della metà dei pazienti
di Steve Connor, Science Editor - independent.co.uk
- 08 dicembre 2003
Traduzione a cura di www.comedonchisciotte.net
Un
amministratore capo della più grande compagnia farmaceutica inglese, la
GlaxoSmithKline (GSK), ha ammesso che la maggior parte dei farmaci prescritti
non funziona nella maggioranza dei pazienti.
Allen
Roses, vicepresidente della linea genetica della GSK ha detto che meno della metà
dei pazienti ai quali sono stati prescritti alcuni dei farmaci più costosi ne
hanno ottenuto un qualche beneficio. E' un segreto di Pulcinella all'interno
delle industrie farmaceutiche che la maggioranza dei loro prodotti siano
inefficaci, ma è la prima volta che questo viene affermato in pubblico.
I suoi commenti giungono alcuni giorni dopo la notizia che la spesa farmaceutica
del servizio sanitario inglese è salita di quasi il 50% in 3 anni. La GSK ha
annunciato la scorsa settimana di avere in fase sperimentale più di 20 nuovi
farmaci che potrebbe portare alla compagnia introiti fino a $1bn (£600m)
l'anno.
Il Dr Roses, un genetista della Università Duke del North Carolina, ha parlato
ad un recente incontro scientifico a Londra, portando analisi di come differenti
classi di farmaci funzionano nei reali pazienti.
I
farmaci per la malattia di Alzheimer si dimostrano attivi in meno di 1/3 dei
pazienti, mentre gli antitumorali lo sono solo in 1 paziente su 4. Farmaci per
l'emicrania, l'osteoporosi, e le artropatie funzionano in circa la metà dei
soggetti trattati. La maggior parte dei farmaci sono efficaci in meno di un
paziente su due trattati: questo comportamento dipenderebbe in modo particolare
dalla presenza o assenza di determinati geni capaci di interagire in qualche
modo con i farmaci assunti.
"La stragrande maggioranza dei farmaci – più del 90% - funzionano solo
nel 30-50% delle persone" ha affermato il Dr. Roses "Con questo non
voglio dire che la maggior parte dei farmaci siano inefficaci. Voglio dire che
la maggior parte dei farmaci agiscono solo nel 30-50% dei soggetti. I farmaci
vanno bene per il mercato, ma non hanno efficacia in tutti quelli che li
assumono".
Alcuni analisti economici hanno commentato che le frasi di Roses sembrano una
reminescenza della gaffe che nel 1991 fu pronunciata dal gioielliere, Gerald
Ratner, quando affermò che il successo dei suoi negozi era dovuto alla vendita
di "complete schifezze". Mentre, per altri, Roses merita rispetto per
essere stato onesto e aver detto questo fatto poco pubblicizzato, sebbene noto
da anni all'industria farmaceutica.
"Roses
è un individuo abile e quello che ha detto sorprenderà l'opinione pubblica ma
non i suoi colleghi" ha detto un ricercatore industriale "E' un
pioniere di una nuova cultura negli affari farmaceutici, basata sullo studio dei
geni per valutare chi potrà beneficiare di un determinato farmaco".
Dr Roses ha una reputazione notevole nel campo della "farmacogenetica"
– l'applicazione della genetica umana allo sviluppo dei farmaci – e i suoi
commenti si possono leggere come un tentativo per spingere l'industria a
realizzare un futuro in cui sia possibile somministrare farmaci ad un numero più
piccolo di pazienti dotati però di specifici geni.
L'idea è di poter identificare i "responders" – cioè coloro che
beneficeranno del prodotto – con un semplice ed economico test genetico,
capace di individuare i non-responders che potrebbero trarre vantaggio
dall'impiego di un altro farmaco.
Questo è un indirizzo contrario alla attuale cultura di mercato presente
all'interno dell'industria farmaceutica, tesa a vendere il maggior numero di
farmaci possibile al più grande numero di pazienti – una cultura che ha
portato la GSK al rango di una tra le compagnie farmaceutiche con i maggiori
profitti, il che però ha anche il significato che la maggior parte dei farmaci
venduti sono stati per lo più inutili, se non addirittura pericolosi per molti
pazienti.
Il
Dr Roses ha dichiarato inoltre che i medici nel trattare routinariamente i
pazienti applicano l'approccio "trial-and-error", cioè se un farmaco
non funziona ce n'è sempre pronto un altro. "Io penso che sia
nell'esperienza di ognuno constatare che farmaci diversi sono stati provati per
curare la propria cefalea o lombalgia. E' nell'esperienza di tutti, anche se non
se ne riesce a capire il motivo. In realtà la ragione sta nel fatto che abbiamo
diverse suscettibilità all'effetto di un farmaco e che questa diversa capacità
di rispondere è genetica".
Nessuno, né il servizio sanitario che paga né il paziente, desidera che si
prescrivano farmaci inefficaci. La farmacogenetica è la promessa per rimuovere
molta della attuale incertezza".