Cancro e diabete SPA
Prego chi ha ricevuto questa
informazione di diffonderla,in particolare di chiedere ai propri
medici,definiti "di fiducia", se abbiano letto qualcos'altro
oltre ai depliants degli informatori farmaceutici perchè dal 2004, con
l'uscita di quella ricerca, la cura con chemioterapia
doveva essere bandita e invece non lo è stato.
Ugualmente dovrebbero fare per il diabete,chiedere come mai una ricerca
risolutiva è ferma da 40 anni ,se i farmaci che ho visto prendere in alta
quantità anche da malati non gravi di diabete (8 almeno fra cui anticolesterolo
che sono a rischio cancro) siano la corretta risposta alla patologia e se non
sarebbe il caso di provvedere rapidamente una sperimentazione
su animali per i casi più gravi che richiedono
somministrazione di insulina.
La terza domanda da fare sarebbe come mai M.Dall'Osso è guarito dalla
sclerosi multipla facendo tutto il contrario di quello che gli esperti gli
dicevano e riguadagnandosi la sua vita,come mai questa storia non sia comparsa
sui giornali con l'intento dichiarato della medicina di applicare
i suoi metodi di disintossicazione per la cura di SM e altre malattie
correlate.
La quarta domanda sarebbe chiedere se usando ancora i metodi chemioterapici
non si incorra nella radiazione dall'Ordine dei medici, visto che la
loro letalità è comprovata.
La quinta domanda è come mai
l'Ordine provveda ad escludere persone che,constatato l'omicidio ufficializzato,
hanno applicato nella terapia del cancro sostanza innocue con
successi numerosi ed evidenti, addirittura nelle metastasi e come mai
non ripari il danno arrecato alle proprie vittime reintegrandoli,sperimentando e
bandendo le sostanze incriminate.
Come mai niente apparentemente sia
successo nei riguardi di medici implicati in sperimentazione selvaggia
che usano chemioterapici di enorme livello tossico arbitrariamente
in situazioni inedite e non contemplate:
il caso Adriana
Ricciardo è stato riaperto per calmare le acque ma poi tranquillamente
archiviato condannando molte altre persone alla stessa sorte
Da :http://www.vitarubata.com/
Il
sito
è dedicato alla memoria di Adriana Ricciardo,(IW1QBW)che
dei medici senza scrupolo, e senza coscienza hanno usato come cavia da
laboratorio, utilizzando dei farmaci sperimentali, senza il suo
consenso
portandola alla morte, alla giovane età di 33 anni.
Per
non dimenticare!!
Io
ho giurato sulla tomba di Mia moglie che gli avrei reso giustizia, e questa mia
promessa la manterrò a qualsiasi costo, è faro in modo che il suo nome non sia
dimenticato.
Un
giorno da qualche parte in questo paese, ho in qualche luogo sarà scritto cosi:
questa/o…è intitolata/o alla memoria di Adriana Ricciardo che dei medici
senza scrupolo e senza coscienza hanno ucciso con dei farmaci sperimentali,
senza
il suo consenso, usandola
come cavia da laboratorio,
è privandola del suo diritto alla vita.
Adriana
vittima è inconsapevole di tutto ciò che le stava succedendo.
Adriana
uccisa! In nome della scienza medica e della ricerca scientifica. Cosi sarà
scritto in qualche parte di questo paese che si chiama Italia.
Da : http://www.disinformazione.it/Cancro%20SPA%20leggere%20attentamemte%20le%20avvertenze.htm
Gli
oncologi si farebbero la chemio?
Dal libro “CANCRO
SPA: leggere attentamente le avvertenze prima dell’uso” di Marcello
Pamio
ORDINA IL LIBRO
Domanda
molto importante, perché è giusto sapere cosa farebbero i medici oncologi -
quelli che usano ogni giorno i chemioterapici su altre persone - se avessero
loro un tumore.
Nel marzo del 2005 al Senato australiano è stata presentata una “Inchiesta
sui servizi e sulle opzioni di trattamento di persone con cancro”,
prodotta dal Cancer
Information & Support
Society, del St. Leonards di
Sydney(1).
Secondo tale inchiesta, alcuni scienziati del McGill
Cancer Center di Montreal in Canada, inviarono a 118 medici, esperti di
cancro ai polmoni, un questionario per determinare quale grado di fiducia
nutrissero nelle terapie da loro applicate, nel caso essi stessi avessero
sviluppato la malattia.
Risposero 79 medici e 64 di loro non avrebbero acconsentito a sottoporsi ad un
trattamento che contenesse Cisplatino (un chemioterapico molto utilizzato a base
di platino). Mentre 58 dei 79 reputavano che tutte le terapie sperimentali in
questione fossero inaccettabili a causa dell'inefficacia e dell'elevato grado di
tossicità (2)!
Un risultato eclatante: l’81% degli oncologi intervistati, in caso di tumore,
non si farebbero somministrare un chemioterapico, mentre il 73% di loro reputano
addirittura le “terapie sperimentali
inaccettabili per l’elevato grado di tossicità”.
Anche se il numero di oncologi intervistati non è molto elevato, ognuno tragga
le proprie conclusioni…
Costi
dei trattamenti oncologici
Considerando
i due principali strumenti terapeutici nelle mani degli oncologi (chemio e
radio), vediamo il costo di un tumore
oggi in Italia.
Attualmente sappiamo esserci in Italia 1,7 milioni di ammalati[3]
e oltre 270.000 nuovi malati ogni anno (in America ogni anno i nuovi malati di
cancro sono 1.372.910 (4).
La conclusione, senza entrare troppo nel dettaglio, è la seguente: il
tumore in Italia (solamente tra chemio e radio, escludendo quindi chirurgia,
costi di degenza, farmaci vari, apparato medico e infermieristico, i soldi
fagocitati dalle industrie per la ricerca, ecc.) è indubbiamente una delle
patologie più costose, non solo in termini di vite umane, ma soprattutto dal
punto di vista economico.
In
Appendice del libro sono stati appositamente pubblicati, oltre una ventina di
“bugiardini” di chemioterapici con i loro effetti collaterali devastanti
(foglietti illustrativi), anche i costi ufficiali (dichiarati dalle rispettive
case di produzione) dei più diffusi chemioterapici in circolazione, per
rendersi conto di quello che è stato appena detto.
Un qualsiasi tumore trattato con chemio e radioterapia (ad esclusione della
chirurgia i cui costi sono paragonabili a quelli della chemioterapia), costa al
Sistema sanitario nazionale svariate centinaia di migliaia di euro.
Un solo paziente oncologico.
Sembra
impossibile, ma è proprio così.
Una testimonianza esemplare è stata pubblicata dal settimanale “Gente”
poco tempo fa.
Si tratta della vicenda di Gennaro De Stefano, un uomo normalissimo, che nel suo
“Diario di un malato di cancro”
ha provato a comporre la “lista della
spesa” per la sua malattia.
Dopo aver consultato medici e fotocopiato le fustelle dei farmaci, ha messo
insieme tutte queste informazioni.
Il suo calvario è iniziato con due interventi chirurgici (biopsia più
operazione alla vescica) e una degenza di 22 giorni, per un totale di 30.000
euro[5]
Il primo ciclo di chemio è costato 9.000 euro e 1.500 euro spesi per ogni TAC
effettuata[6]
(ne ha fatte oltre 20).
«Un ciclo completo di cocktail
chemioterapici partiva da alcune migliaia di euro per arrivare anche a 50 mila
euro al mese per ogni paziente».[7]
«Durante
la chemioterapia, che, com’è noto, fa abbassare i globuli bianchi e quelli
rossi (tralasciando la quantità impressionante di medicinali di sostegno per lo
stomaco, l’intestino, la fatica, la nausea, il vomito e via cantando), occorre
sottoporsi a cure ormonali che aiutino la crescita dei globuli bianchi. Di
solito si fanno tre o quattro iniezioni che costano una 1.500 euro, le altre 150
euro ognuna. Arriva poi l’Epo, l’ormone diventato famoso come doping dei
ciclisti, che costa dai 500 ai 1.000 euro a iniezione. Di queste bombe ne avrò
fatte, fino a oggi, una quarantina».[8]
Ha
dovuto eseguire la radioterapia (6.000 euro); un nuovo intervento chirurgico per
alcune metastasi (9.000 euro); di nuovo radioterapia, ecc.
Risultato:
Questo che avete appena letto, purtroppo, è l’iter seguito dalla stragrande
maggioranza dei malati oncologici.
Moltiplicate questa cifra per il numero dei malati vecchi e nuovi, e capirete
dal risultato che forse per qualcuno - e dico forse - non c’è convenienza nel
trovare la soluzione definitiva ad una patologia che sviluppa centinaia di
miliardi di euro ogni anno in Italia.
Ogni anno la “lobbies del cancro”
- solamente con i nuovi ammalati (270.000 persone), e supponendo che tutti
entrino nei percorsi terapeutici - movimenta una cifra superiore a
54.000.000.000 di euro.
Cinquantaquattro
miliardi di euro ogni anno per un trattamento oncologico.
Se
a questi ci aggiungiamo tutte le persone ammalate di cancro oggi in Italia (1
milione e 700 mila), che ripetono i trattamenti, che necessitano di trapianto di
midollo, che muoiono nonostante, o per colpa delle terapie, ecc., tale cifra,
come detto prima, raggiungerà i centinaia di miliardi di euro.
Pensate all’industria della morte,
meglio nota come “imprese funebri”.
Ogni anno sono 162.000 le persone che muoiono per cancro in Italia (dati Istat).
I costi per un servizio funebre privato (pagato dalle famiglie) vanno da un
minimo di 2.155 euro (Roma) a un massimo di 3.575 euro (Milano)[9]
a persona. Facendo una media più che ragionevole di 3000 euro…il
‘lutto per cancro’ (funerale,
epigrafi, fiori, trasporto, organizzazione) sottrae alla società 486.000.000 di
euro. Tutti gli anni inesorabilmente.
Pensate nel mondo intero…
Ecco
cosa riporta il “bugiardino” (pubblicato assieme agli altri in appendice) di
uno dei più usati chemioterapici:
Effetti controindicati:
- Gravi aritmie acute sono state descritte durante o poche ore dopo la
somministrazione;
- Una mielosoppressione grave può provocare insorgenza di emorragia e
superinfezioni, e costituisce una indicazione alla riduzione o alla sospensione
della Doxorubicina;
- Esiste un rischio accertato di sviluppo di cardiomiopatia indotta dalle
antracicline e dipendente dalla dose cumulativa;
- Il rischio di insufficienza
cardiaca nei pazienti neoplastici trattati con Doxorubicina persiste per tutta
la vita;
- Può potenziare la tossicità della radioterapia e di altre terapie
anti-neoplastiche;
- Neoplasie benigne e maligne;
- Il verificarsi di una leucemia mieloide acuta secondaria;
- Il danno del tratto gastrointestinale può indurre ad ulcera, emorragia e
perforazione;
-
SMALTIMENTO:
Il personale che manipola
Le fuoriuscite o le perdite di soluzione devono essere trattate con ipoclorito di sodio diluito che preferibilmente va lasciato agire per tutta la notte e a cui va fatto seguire un risciacquo con acqua.
[1]
“Inchiesta sui servizi e nelle
opzioni di trattamento di persone con cancro”, prodotta dal Cancer
Information & Support Society, del
St Leonards di Sydney.
[2]
Idem
[3]
“La prima giornata del malato
cancro”, Francesco De Lorenzo TGCom
[4]
SEER – Cancer statistics review 1975-2005
[5]
“Vi sono costato 200 mila euro”,
Gennaro De Stefano, “Gente”
[6]
Idem
[7]
Idem
[8]
Idem
[9]
“Vivere o morire…Cosa costa di più?”
- Help Consumatori www.helpconsumatori.it/data/docs/dossier_funerali.pdf