vedi anche pag 109(anche impeach Bush) e pag.110
21 Maggio 2008
"I popoli non dovrebbero aver paura dei propri governi, sono i governi che dovrebbero aver paura dei propri popoli." Thomas Jefferson
Postato da Beppe Grillo alle 17:31 in Politica | Commenti (1959) |
Video messaggio
Vi dico che cosa mi ha ricordato questo video,è quello che si trova nel post
"messaggio"
, lo ritengo significativo.
Credo che come lo sviluppo di ogni essere umano riassume quello della specie,la
crescita di ogni individuo abbia in sè caratteristiche comuni a
quelle di ogni altro e che più persone siano di fatto su strade
diverse perchè,in stazioni comuni o meglio "nodi ", siano state
prese decisioni diverse.
Bisognerebbe ritrovarsi nel " nodo",riconsiderare la decisione presa
con superficialità e vedere se ha malamente condizionato la propria vita.
Ecco che cosa mi ricorda il video.
Ero in vacanza in montagna e mi ritrovai, senza saperlo, in una proprietà
privata adiacente a un albergo,io ero grandina e con me c'erano mio fratello e
un altro bambino che ci aveva condotto lì.
Tutt'a un tratto arrivò il padrone del terreno e cominciò a gridare in tedesco verso di noi avvicinandosi,era un
mutilato,invalido di guerra,con una protesi scura molto vistosa che sostituiva
la mano.
Un po' perchè avevo capito di essere in torto, un po' per le grida in
tedesco (che non capivo e a cui non potevo rispondere) e la mano scura, senza
accorgermene feci dietrofront e alcuni passi molto lunghi sforzandomi di non
correre.
Mi resi conto con vergogna che mi ero dimenticata mio fratello,tornai indietro e
lo presi per mano ma fatti alcuni passi sentii gridare e mi ricordai dell'altro
bambino: mi voltai,mentre io ero scappata ignomignosamente, lo vidi che
replicava faccia a faccia con "l'uomo nero"che gli mollò uno schiaffo
sonoro.
Tornai definitivamente indietro e lo recuperai ma la sensazione di quello che la
mia paura mi poteva spingere a fare mi rimase incollata, insieme a questo
episodio, come un adesivo.
Veramente in quell'occasione ebbi vergogna di me stessa e mi ripromisi di
rimanere bloccata ma di non scappare, nè a gran passi nè di
corsa,davanti a un pericolo dimenticandomi totalmente degli altri.
Io penso che un'esperienza simile sia capitata a tutti,mi chiedo che cosa
abbiano fatto e che cosa abbiano pensato in quell'occasione di se stessi.
Io ho sempre avuto un grande rispetto di me, pur non avendo grandi doti di
nessun tipo, ciò che ho sempre temuto è stato di essere obbligata da altri o
per qualche motivo a fare personalmente qualcosa che non volevo fare,che sentivo per questo
come uno scavarmi la fossa.
Molti anni dopo mi trovai veramente in questa situazione a causa dello sfacelo
morale che mi attorniava e che voleva costringermi,in poche parole,a negare me
stessa, a mentire e quindi a tradire ciò che ero.
Tutti possiamo mentire in modo superficiale ma quando qualcuno vuole
costringerti a farlo consapevolmente, perchè altrimenti non hai di che
vivere,è tutta un altra cosa.
Penso che a questo siano state piegate moltissime persone ,per molto meno del
necessario,che non lo hanno ritenuto umiliante, altre lo abbiano
fatto con molto dispiacere,io riuscii ad evitarlo confidando in qualche aiuto
insperato proveniente dall'alto o dal basso,in cui ho creduto nonostante tutto,
devo dire che non ho mai rimpianto ciò che ho fatto e che ho sempre ringraziato
di avere nel "famoso nodo" e in quelli successivi scelto la strada
della fiducia.
Ciò che più mi dispiace è che dopo diversi anni niente sembri cambiato,che a
pensarla così siano persone sparse come granelli di sale che devono
riscontrare la propria solitudine nei momenti in cui devono essere prese scelte.
A vincere non è mai il diritto,ciò che è giusto e rispetta tutti ma la
ciarlataneria dei "venditori di spazzole",il mangia-mangia,il tira a
campa' e il fare il pesce nel barile.
E' molto triste vedere quanto si possa perdere la dignità in
un qualsiasi tipo di riunione o di casuale assembramento in cui qualcosa di
proprio o altrui viene toccato,generalmente vincono sempre gli "altri"
rispetto a chi porta avanti con fatica un impegno serio che
,generalmente, riceve isolamento e anche insulti.
Mi dispiace molto che la maggior parte degli italiani non abbia trovato la
strada giusta per amore di se stessa e degli altri e che possa esservi costretta
da fatti contingenti : fare le cose per dovere o per necessità è molto diverso
che farle per propria scelta.
Come dice Paolo Barnard che ho citato più volte anche per la questione
"Censura legale", la prima cosa da recuperare è il rispetto di
sè,l'autostima ,ancor più necessaria e prioritaria del rispetto per gli altri.
Cari amici e amiche,
in Italia i fautori del Sistema non vi vogliono protagonisti, cioè cittadini forti nell’autostima, centrali, singolarmente attivi, imprescindibili nei diritti e nei doveri. Se voi lo diveniste, il Sistema ne sarebbe spazzato via, e con esso i suoi scherani. Il Sistema vi vuole piccoli, obnubilati e intimoriti.
In Italia i fautori dell’Antisistema non vi vogliono protagonisti, cioè cittadini pensanti, primi attori dell’attivismo, ciascuno ideologo e personaggio trascinatore di se stesso nella ribellione. Se voi lo diveniste, l’Antisistema perderebbe il suo potere, e i suoi ‘paladini’ perderebbero la loro inebriante fama, gli introiti e il loro smisurato ego. L’Antisistema vi vuole piccoli, acritici e adoranti.
Leggete dunque ciò che vi offro dimenticando per intero chi sono, e tenendo invece in primo piano chi siete voi. I miei scritti e i miei pensieri sono solo una fonte da consultare fra le tante, alla stregua delle pagine di una Garzantina o di una ricerca su Google. Le idee finali, il cosa fare, la verità non stanno in questo sito o nelle opere di chiunque altro, ma nella testa di ciascuno di voi. Perché ciascuno di voi è tutto.