Stiamo ancora aspettando...
Eh sì......credo proprio ci siano problemi,deve essere successo qualcosa...
1)Beppe Cremagnani
da commenti:
Non vorrei sembrare fissato, ma il Viminale non
ha comunicato il numero di schede bianche e molti di voi lo hanno accertato.
Come ho scritto nel pezzo sull'ultimo numero di Diario in redazione ci siamo
dati da fare parecchio, abbiamo chiesto a decine di comuni medio piccoli dove
nel 2006 il calo è stato più sensibile e abbiamo verificato che in quei comuni
le schede sono tornate a livelli normali. Il dato Di Roma, -sostanziale
raddoppio di schede bianche sul 2006- è stato tratto dai dati pubblicati sul
sito del comune. Possibile che l' Italia resti sempre il Paese delle ombre?
Domani sull'argomento dovrebbe uscire un articolo sul Riformista
Beppe Cremagnani
Da:
http://www.riforme.net/editoriali/ed08-08.htm
2)Riforme.net -
21 aprile 2008
Elezioni 2008: come ottenere la maggioranza dei
seggi con appena il 36% degli elettori
di Franco Ragusa
Invece si può e si deve. E non per partito preso, bensì perché così
c'impone la lettura dei “numeri che contano”.
Numeri
in parte noti e, purtroppo, per una buona parte di difficile reperibilità,
quale il risultato delle schede bianche e nulle e l'impatto avuto dalla protesta
nei seggi con il non ritiro o la restituzione delle schede.
E' in ogni caso sufficiente fare due conti per avere un quadro della situazione
molto vicino alla realtà, tenendo per altro presente l'indiscutibile aumento di
oltre 3 punti percentuali dell'astensione. Per quanto tutti facciano finta di
nulla, stiamo parlando di oltre 1.300.000 elettori che, diversamente dal 2006,
per le elezioni del 2008 ha deciso di rimanere a casa o di far parte di coloro
che si sono addirittura recati nei seggi per non ritirare le schede con un atto
pubblico da far mettere a verbale.
A questo nuovo esercito di non votanti, si debbono poi aggiungere oltre 300.000
elettori che hanno deciso di votare scheda bianca o di annullare la scheda nella
cabina o restituendola.
Dall'elaborazione dei dati a disposizione, infatti, le schede bianche e nulle
risultano aumentate di circa l'1% dei voti validi.
In totale, l'astensione più schede bianche e nulle passa dagli 8.844.258 del
2006 agli oltre 10.500.000 del 2008. Un “partito della protesta”, costituito
da oltre 1.700.000 elettori, potenzialmente in grado di superare con facilità
la soglia di sbarramento del 4%.
Pur trovandoci, però, di fronte a dei
numeri incontestabilmente importanti, sia il ceto politico che tutto il sistema
dell'informazione si sono immediatamente attivati per nascondere la diminuita
rappresentatività del nuovo Parlamento.
Nessuno che metta in evidenza, infatti, che una parte consistente
dell'elettorato, pur nella costrizione di dover esprimere un voto utile a forze
politiche non in grado di rappresentarlo, ha deciso di chiamarsi fuori dal
gioco: sia adottando una delle forme di non voto; e sia votando al di fuori dei
due schieramenti maggiori.
Vediamole, quindi, le novità introdotte da questa tornata elettorale
all'insegna del bipartitismo, partendo dal confronto con i risultati con le
elezioni del 2006.
Il centro-destra, che nel 2006 ottenne soltanto 277 seggi alla Camera, nel 2008
ne conquista ben 340 pur passando dai 18.977.843 elettori del 2006 ai 17.063.874
del 2008.
Quasi 2 milioni di voti in meno e ben 63 Deputati in più!
Di fronte all'assurdità di un simile dato, diventa d'obbligo cercare di
comprendere l'effettiva rappresentatività della nuova maggioranza parlamentare.
Rapportando, infatti, il numero di elettori di centro-destra al numero degli
aventi diritto, si scopre che si supera appena il 36%, mentre nel 2006 si era,
per entrambi gli schieramenti, ad oltre il 40%.
Siamo cioè di fronte ad un'ampia maggioranza parlamentare che può governare,
può modificare la Costituzione, può nominare le più alte cariche dello Stato
e tanto altro ancora, pur rappresentando soltanto il 36% del corpo elettorale.
Sì, il Palazzo è sempre più lontano dal paese reale, e questa volta non si
tratta di una sensazione: sono i numeri a dirlo.
Una preoccupante assenza di legittimità rispetto alla quale torna al centro
dell'attenzione l'estrema facilità con la quale l'attuale legge elettorale ha
consentito:
- al centro-destra di ottenere la maggioranza parlamentare pur rappresentando
poco più del 36% del corpo elettorale;
- alla ridotta concezione della democrazia veltroniana di cancellare dal
Parlamento tutto quello che si muoveva alla propria sinistra.
Un risultato elettorale per nulla innovativo, ma che segnala invece l'esistenza
di una pericolosa deriva antidemocratica.