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                    Cancellare definitivamente la democrazia con un colpo di straccio.


E' quello  che è stato tentato nei riguardi di ciò che ne rimane.
Ciò che non è mai stato fatto anche se obbligatorio è fermarsi.

Non sono ancora riuscita a risolvere il rebus dell'orologio,ho controllato i tempi dei vari video e c'è un curioso ripetersi stonato di "Via...via!", con nessuno che parte, ai tempi più disparati,per cui lascio decantare  e passo ad altri che dicono di aver visto il lancio dello straccio restituito ma lo hanno confuso  chissà perchè con una statuetta e perdippiù del duomo. Visto che da lontano è partito solo uno straccio  forse pensano  che l' abbia tirata qualche affezionata  in prima fila, magari che annaspa con le manine  per indicare il tiro in alto(apri-chiudi mano sinistra) e poi quello ravvicinato (riunendo le mani)?

La signora ha qualcosa in mano di scuro o è solo un effetto ottico?

Se il primo  tiro di straccio non doveva arrivare a destinazione ne sarà partito un altro?
Chi potrebbe avere lanciato  comodamente e a colpo sicuro?

Berlusconi è la figura in basso sul margine sinistro,il corpo morbido che lo urta(visto che di altro in assenza di rimbalzo non si può trattare) è passato rasente alla testa della guardia del corpo sulla  sua sinistra(vedi anche foto sopra) senza provocare nessun sobbalzo,normale per chiunque ma obbligatorio per una guardia del corpo( ammenocchè non avvertita con l'occhiata d'intesa del minuto 0.11) 

                        
              



Berlusconi ferito, "Così abbiamo bloccato l'aggressore"

Luca Antonio Tartaglia, titolare della SKP Investigazioni, racconta a SKY TG24 i momenti della cattura del 42enne Massimo Tartaglia (un'omonia del tutto casuale) mentre si scagliava contro Berlusconi


 

Nome: Andrea Di Sorte
http://www.facebook.com/group.php?v=wall&gid=217280557233#/andrea.disorte?ref=search&sid=1623460335.1104573793..1
 

Datore di lavoro:

Camera dei Deputati (Presidente IX Commissione On. Mario Valducci)
Periodo di tempo:
maggio 2008 - A tutt'oggi
Luogo:
Roma, Italy
Descrizione:
Segretario particolare Presidente Commisisone Trasporti, Poste e Telecomunicazioni, On. Mario Valducci
 
 
Datore di lavoro:
Comune di Bolsena
Posizione:
Consigliere Comunale
Periodo di tempo:
aprile 2004 - A tutt'oggi
Luogo:
Bolsena, Italy
Descrizione:
Sono consigliere comunale di maggioranza, con delega alle politiche giovanili
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Datore di lavoro:
Trattoria del Moro snc
Posizione:
Socio azienda
Periodo di tempo:
maggio 1996 - A tutt'oggi
Luogo:
Bolsena, Italy
Descrizione:
Sono titolare di una Trattoria-Bar-Pizzeria sulle rive del lago di Bolsena (www.trattoriadelmoro.it)

http://www.opinione.it/articolo.php?arg=1&art=88089

15 Dicembre 2009 - Interni
Intervista ad Andrea Di Sorte, coordinatore Club delle Libertà
“Tartaglia non ha agito da solo Un uomo ha armato la sua mano"
di Aldo Torchiaro

E’ ancora scosso, Andrea Di Sorte, ma fermo. E’ l’unico testimone ad aver visto muoversi più d’una mano intorno alla statuina del Duomo scagliata in faccia al premier, ma chissà perché nessuno lo vuole sentire. Ventisei anni, studi giuridici, già da cinque anni è consigliere comunale di Bolsena, in provincia di Viterbo. Un tipo serio, dall’aria intellettuale che ha saputo conquistare la stima dei vertici del Pdl: da un anno è il coordinatore dei Club della Libertà. In questa veste era dietro le quinte del palco di Milano, tra gli organizzatori. Ed era alle spalle di Silvio Berlusconi, insieme alla scorta, nell’attimo esatto in cui è stato colpito da Massimo Tartaglia.

Era proprio lì dietro?

Ho accompagnato Berlusconi quando è sceso dal palco, dove avevo radunato cinquanta giovani con la maglietta dei Club della Libertà. Lui voleva fare il classico bagno di folla, sconsigliato dalle forze dell’ordine, ma si sa com’è fatto Berlusconi, sta bene tra la gente e nessuno glielo ha potuto impedire.

Perché lo avevano sconsigliato?

Era una piazza agitata. Tanti fischi, un tafferuglio scoppiato a un certo punto, tra uno dei nostri che aveva fermato due disturbatori. C’era un gruppo di giovani che provava continuamente a infiltrarsi, hanno tentato di entrare nel perimetro dei manifestanti, senza bandiere, per mimetizzarsi. All’inizio della serata sette-otto persone estranee si sono spinte vicino al palco, ma noi stessi, i militanti, li abbiamo saputi isolare, ricacciandoli ai margini della piazza“.

Massimo Tartaglia era tra loro?

Io non l’avevo notato, poi ho letto una sua ammissione dove diceva di aver seguito il discorso di Berlusconi mischiato in mezzo ai militanti.

Che cosa ha visto di preciso?

Tutto. Ero incollato al Presidente perché stava stringendo le mani di un gruppo di miei amici, di giovani che conosco. Per questo stavo attento ad ognuno di loro, ai loro volti, alle mani che toccava.

E a un certo momento è parso stringere la mano a Tartaglia.

Tartaglia l’avevo notato spingersi in avanti a fatica, si faceva largo a gomitate per avvicinarsi più possibile a Berlusconi. Ma tra lui e il Presidente c’era una prima fila di nostri attivisti, poi la transenna. Lui ha provato ad attaccarsi alla transenna con la mano sinistra, per saltare in alto verso Berlusconi. Non ce l’ha fatta e allora ha fatto leva sulla schiena della persona che casualmente gli stava davanti. Ma un attimo prima, arrivato a quel punto, una persona che gli stava dietro gli ha passato qualcosa di grosso nella mano destra. Non ho visto benissimo l’oggetto, ma mi è parso un blocchetto di marmo bianco, piuttosto pesante.

Una mano complice ha armato Tartaglia?

L’ho visto chiaramente e sono pronto a testimoniarlo. Non era solo, era la punta avanzata di altre persone, almeno una che gli stava alle spalle. Tartaglia si faceva largo tra la gente a mani nude ed è stato munito di quel corpo contundente soltanto all’ultimo secondo.

Sarebbe la prova che non era il gesto improvvisato di un pazzo isolato.

Certo, è un gesto premeditato, ma non il tentativo di disturbare o di ferire. No. E’ stato un tentativo di omicidio vero e proprio. Il marmo era pesante, l’abbiamo sentito cadere a terra, persino nel caos del momento, con tanta gente che urlava. Ha prodotto un rumore enorme, sordo. Un tonfo secco. La traiettoria è stata deviata dall’ondulazione della gente, e il salto ha attutito la forza dell’aggressore, ma la volontà era quella di spaccare la testa a Berlusconi. Dargli una mattonata sul cranio per provocare una lesione certa. Questo è un disegno di morte nient’affatto improvvisato.

Perché usare un souvenir del Duomo, e non un’arma bianca più classica, un coltello?

Perché c’era molta polizia, l’area era controllata e potevano esserci perquisizioni. Un coltello sarebbe stato sequestrato e il suo possessore fermato. Con un souvenir no, non c’era rischio. I venditori della piazza erano liberi di vendere oggetti in marmo affilato, a ridosso della manifestazione e durante il suo svolgimento. Qualcuno, andandoselo a comprare, l’ha pensata proprio nei dettagli, altro che improvvisazione.

C’è stata una regia, a suo avviso?

Mi ha colpito molto una cosa. Appena fermato, nell’attimo stesso in cui è stato bloccato dalla scorta prima e dalla polizia subito dopo, l’aggressore ha iniziato a urlare: ‘Non c’è nessuno dietro di me!’, ‘sono solo’, cose così. Come se qualcuno l’avesse preparato per tempo, gli avesse raccomandato di ripetere quelle frasi, nell’evenienza. Lui l’ha urlate subito, sin troppo tempestivamente. Come si dice, escusatio non petita, accusatio manifesta.

Il suo racconto è preciso, circostanziato. Non ne ha parlato con gli inquirenti?

No, perché nella concitazione del momento io ed altri dello staff abbiamo seguito Berlusconi in ospedale, dove sono arrivato pochi minuti dopo di lui, dopo aver rassicurato i nostri rimasti attoniti, sotto choc, in piazza. Però prima di andare al San Raffaele ho parlato con un giornalista che era lì vicino, Francesco Bei di Repubblica.

Gli ha riferito quanto ha visto?

Sì. Gli ho fatto notare il punto esatto dove ho visto passare l’oggetto contundente nella mano di Massimo Tartaglia. Mi ha fatto raccontare tutto e mi ha ringraziato, come unico testimone di questo particolare, dicendo che erano informazioni preziose e che Repubblica se ne sarebbe occupata. Poi ho comprato il giornale e ho visto che non solo le mie dichiarazioni non c’erano, ma che la notizia è stata completamente censurata. Come se non avessi riferito niente. Strano, no?

Molti continuano a sostenere la tesi del gesto isolato.

Non lo è stato. Ma ammettiamo che sia stato così. Quest’uomo è un disturbato psichico che ogni giorno va a casa e trova un giornale che scrive che Berlusconi è il male, Berlusconi aiuta la mafia, Berlusconi è un dittatore, e il malato di mente che fa? Si avvicina a Berlusconi e cerca di ucciderlo. Mi chiedo se il pazzo è davvero solo lui, o se non lo sono tutti quelli che fanno finta di non aver capito che qui è entrata in gioco una spirale di violenza, che ha mandanti oscuri e vigliacchi, capaci di mettere in mano a uno psicolabile la possibilità di sfondare il cranio al presidente del Consiglio.

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Sono convinta che la maggior parte degli amici di cui parla A.Di Sorte  non ha ben capito a chi si è aggregato  e di essere  usato.

Nessuno può essere indicato come partecipante a  una messinscena per  aver fatto un cenno col capo o con la mano o essersi messo del cotone idrofilo sulla faccia,sta di fatto che tutte le persone dell'area x ,nessuna esclusa,ne ha fatto uno.
L'elenco comincia a partire dal signore che consegna la borsa e comprende tutti quelli posti ai lati del lancio  e anche un pochino più in là(anche  la signora alla transenna ,a fianco dell'interlocutore in blu di B., ne fa uno molto puntuale in concomitanza e in abbinamento col cotone idrofilo facciale soprastante).

L'effetto della recita si è visto,complimenti!

Cos'era la prova generale per entrare a far parte di una nuova o vecchia Gladio contro il pericolo comunista incalzante?
O solo l'esame per  il normale arruolamento nei ranghi del popolo della libertà?
Fingere,mentire e fregarsene di chi paga il conto.



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