ASSOCIAZIONE DONNE DEMOCRATICHE IRANIANE CONDANNA LA PARTECIPAZIONE DELLA MOGLIE DEL PASSDAR AHMADINEJAD AI LAVORI DEL SUMMIT DI ROMA
comunicato stampa:
Associazione donne democratiche iraniane in Italia condanna la
presenza sul territorio italiano della moglie dell' illegittimo
presidente del regime teocratico dittatoriale dei mullah e chiede
energicamente al governo italiano di espellerla dal territorio
nazionale. Dopo gli ultimi eventi post 12 giugno scroso, in cui
numerose ragazze e ragazzi sono stati massacrati dal regime di
Ahmadinejad, non esiste più nessuna giustificazione per la
presenza della moglie del presidente di un regime che in barba
alle leggi internazionali e alla comunità
internazionale porta avanti una dura e feroce repressione
contro il popolo iraniano che chiede solamente la libertà e
la demcorazia.
A nome di Neda e di numerose altre donne uccise dal regime di
Ahmadienjad chiediamo alle organizzazioni che si occupano dei
diritti delle donne la ferma condanna della presenza della
moglie di Ahmadinejad e ci rivogliamo al governo italiano per
una sua immediata espulsione dal territorio nazionale
italiano. La presenza della moglie di Ahmadinejad e la sua
partecipazione ai lavori del summit delle firs lady a Roma, la
città eterna, è una offesa al popolo iraniano e a tutte le
donne che combattono per liberare l'Iran dalle tenaglie di un
regime terrorista e repressivo.
Associazione Donne Democratiche iraniane in Italia
LA MOGLIE DEL PASSDAR TERRORISTA AHMADINEJAD A ROMA: LA FERMA CONDANNA DELLA COMUNITA' IRANIANA

NEL NOME DI NEDA AGHA SOLTAN CONDANNIAMO FERMAMENTE LA
PRESENZA DELLA MOGLIE DEL PASSDAR TERRORISTA MAHMOUD
AHMADINEJAD A ROMA
L'associazione dei rifugiati politici iraniani residenti in
Italia condanna fermamente la presenza della moglie del
passdar terrorista mahmoud ahmadinejad a Roma. Il regime
liberticido e terrorista dei mullah ha mandato a Roma in segno
di oltraggio e disappunto alla comunità internazionale la
moglie del presidente di un regime che ha represso in sangue e
continua a reprimere le pacifiche manifestazioni del popolo
iraniano per la libertà e la democrazia. La comunità
iraniana chiede al governo italiano di espellere dal
territotio italiano la moglie di Ahmadinejad prima possibile
evitando il propagarsi delle propagande terroristiche iraniane
in Italia e in Europa. Riteniano la presenza della moglie di
Ahmadinejad in Italia un fatto gravissimo ed un errore
politico da parte del governo del presidente Berlusconi.
Chiediamo a tutte le organizzazioni e organismi per i diritti
umani e in particolare alle organizzazioni che lottano per i
diritti delle donne di condannare, nel nome di Ned Agha
Soltani e Taraneh Moussavi, due simboli della resistenza delle
donne iraniane, la presenza della moglie di Ahmadienjad
chiedendone l'espulsione immediata. Di fronte alla violenza,
alle brutalità e al terrorismo usate dal regime di
Ahmadienjad nei confronti del popolo iraniano e della comunità
internazionale occorre dimostrare fermezza e determinazione.
Non va dimenticato che dietro la repressione in Iran e il
terrorismo in Afghanista e in Iraq, dove morirono numerosi
militari italiani, esiste la manus lungus del regime di
Ahmadienjad di cui la moglie oggi passeggia tranquilamente
nelle strade della città eterna e partecipa al secondo
vertice delle first ladies del movimento dei Paesi non
allineati organizzato quesst'anno dalla moglie del presidente
egiziano Husni Mubarak.
Karimi Davood, presidente dell'associazione rifugiati politici
iraniani residenti in Italia
IRAN: MOGLIE AHMADINEJAD A ROMA PER VERTICE FAO, IL SUO
PRIMO IMPEGNO PUBBLICO
ultimo aggiornamento: 15 novembre, ore 14:31commenta 0 vota 0
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Roma, 15 nov. (Adnkronos) - La signora Ahmadinejad, moglie del
presidente iraniano, e' a Roma per partecipare al secondo
vertice delle first ladies del movimento dei Paesi non
allineati iniziato questo pomeriggio alla Fao. La signora
Ahmadinejad occhiali e chador nero, ha a fianco l'inviata
della Namibia, e il posto vuoto della delegazione irachena.
Fin dalla prima elezione del marito a presidente, nel 2005, la
signora Ahmadinejad, una laurea in ingegneria, tre figli e
posizioni molto conservatrici, non era mai apparsa in
occasioni pubbliche da sola.
«Neda era pronta a morire per la libertà
del suo Paese»
15 novembre 2009
Neda Soltan, la giovane iraniana morta durante le proteste
post-elettorali in Iran ed i cui volto è diventato il simbolo
dell’opposizione a Mahmoud Ahmadinejad, aveva detto al suo
ragazzo di essere pronta a «prendersi un proiettile nel cuore»
durante le manifestazioni, e di volerci andare in ogni caso,
perché lo sentiva come un suo dovere.
Neda Soltan
Intervistato dal domenicale The Observer in una località
segreta, l’ex fidanzato Caspian Makan, fuggito dall’Iran
dopo aver trascorso due mesi in carcere per aver criticato le
autorità dopo la morte della ragazza, ha spiegato che ben
lontana dall’essere una marginale partecipante alla
manifestazioni, Neda era politicamente attiva e convinta
dell’importanza di combattere per «la democrazia e la
libertà degli iraniani».
«Ottenere la democrazia è una responsabilità di tutti»,
aveva detto Neda al fidanzato, conosciuto ad aprile durante un
viaggio in Turchia. «Se mi sparano al cuore o mi arrestano
non è importante perché siamo tutti responsabili per il
nostro futuro», aveva aggiunto la 26enne. Makan, 38 anni e
fotografo professionista, non era d’accordo e quando le
manifestazioni si erano fatte via via più violente aveva
chiesto a Neda di non andare.
L’ultima volta che si sono parlati prima della
manifestazione, avevano litigato proprio per questo. Neda non
ascoltava Caspian e lo accusava di non documentare le scene di
strada. «Neda è stata in prima linea fin dal primo giorno.
Era una leader naturale e attirava dalla sua parte molti
manifestanti. Credo che sia questo il motivo per cui le hanno
sparato. Lo stato iraniano ed i suoi funzionari non la
volevano», ha detto Makan, che dopo aver lasciato l’Iran ha
rilasciato due interviste, una all’Observer e una che verrà
trasmessa in un documentario della Bbc.