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                                                      Cercasi acchiappafantasmini elettorali

 

 

 

Yuna Kim credo sia una celebrità,non è cinese ma coreana e deve avere un nutrito numero di fans,questo è un video che qualcuno di loro ha realizzato sostituendo la colonna originale della esibizione  con un "Ghostbusters"  molto variato comunque molto in tema con l'argomento di questa pagina....liberiamoci da questi benedetti fantasmini  che insozzano la nostra storia elettorale ma anche quella di molti altri Paesi.

Ho reperito questo articolo che mi era sfuggito e che risale al giugno del 2006,mi sembra l'unico ma posso sbagliare appartenente a professionisti del campo giusto,l'autore non c'è ma fa riferimento alla stessa collana Polena a cui appartiene la pubblicazione sull'analisi brogli uscita ultimamente.

Non ho comprato il libro finora ma da questa  pubblicazione posso pensare come si sia sviluppato il lavoro degli autori che mi sembra  da apprezzare visto che nessun'altro a parte Lombardo si è aggiunto a chiarire la storia delle ultime elezioni,comunque ne ha sviscerato alcune  caratteristiche.

Inserisco il testo di questo articolo che ho reperito al link ,alla pagina successiva  metto le mie osservazioni e le mie risposte(le evidenziature sono mie):

 http://www.polena.net/download/puzzle_brogli.pdf

Elezioni politiche 2006 : ci sono stati brogli?

. Il quesito

Quando una parte politica vince per pochi voti, come nel caso di Bush

alle Presidenziali del 2000, o dell’Unione alle Politiche del 2006, gli interrogativi

sulla regolarità del voto sorgono in modo automatico. Nessuno

può illudersi, infatti, che in una votazione che comporta centinaia di

milioni di operazioni di conteggio, trasmissione e calcolo non intervenga

nemmeno un errore, e quindi diventa importante capire se gli errori –

comunque inevitabili – possono aver influenzato il risultato. Nel caso di

Bush, ad esempio, chi pensa che vi siano stati errori o manipolazioni si può

spingere a chiedere se tali errori abbiano influenzato in modo apprezzabile

la storia dell’umanità: quale sarebbe stata la storia del mondo senza la

guerra in Iraq?

Non è difficile dimostrare, con considerazioni statistiche elementari, che

su popolazioni di votanti di decine o centinaia di milioni di persone, errori

puramente casuali di conteggio non possono determinare fluttuazioni del

risultato finale superiori ad alcune migliaia di voti. Ciò permette di stabilire

un primo importante discrimine fra il caso americano, in cui lo scarto fra i due

candidati fu dell’ordine delle centinaia di voti (su una decina di milioni, gli

elettori della Florida), e il caso italiano, in cui lo scarto è stato dell’ordine delle

decine di migliaia di voti (su  milioni, i votanti per la Camera dei Deputati):

nel caso dell’elezione di Bush non si può escludere che sul risultato abbia

avuto un effetto decisivo una semplice fluttuazione casuale dovuta agli errori

dello spoglio delle schede, nel caso dello schieramento guidato da Prodi questa

eventualità è assolutamente esclusa, perché l’ampiezza totale della fluttuazione

imputabile al caso non può essere superiore ad alcune migliaia di schede,

contro uno scarto osservato che è stato di circa 25  mila schede.

Dunque, se si vuole sostenere che il risultato del 9 e 10 aprile non corrisponde

alle scelte effettive dei cittadini, diventa inevitabile invocare i

brogli. Ecco dunque il nostro quesito: esiste un’evidenza statistica che può

suggerire che nello spoglio delle schede della Camera ci siano stati dei brogli?

Se sì, i brogli sono imputabili prevalentemente alla Casa delle libertà

o all’Unione? Il risultato delle elezioni è stato modificato in modo apprezzabile

dai brogli? E infine, i brogli sono una novità delle ultime elezioni, o

sono stati presenti anche in precedenti elezioni politiche?

. Il dibattito

Di brogli, in realtà, si è parlato assai poco. Se si trascurano le varie polemiche

sullo spoglio elettronico, alcune congetture giornalistiche e una serie

di denunce sul voto degli italiani all’estero, l’unico tentativo sistematico di

accreditare la tesi dei brogli è un “giallo fantapolitico”, di autore anonimo,

uscito poche settimane dopo il voto e che ha immediatamente scalato le

classifiche delle vendite in libreria: si tratta de Il broglio, il cui autore si firma

come “Agente italiano” e che è pubblicato dalla casa editrice Aliberti.

In estrema sintesi la tesi del romanzo è che i sondaggisti non abbiano

affatto sbagliato assegnando all’Unione 4-5 punti di vantaggio, e che la

discrepanza fra risultati ufficiali e sondaggi sia dovuta al fatto che almeno un

milione di schede bianche sono state fraudolentemente trasformate in voti

alla Casa delle libertà, e in particolare al partito di Berlusconi. Tutta l’operazione

sarebbe fallita a un passo dal traguardo perché a un certo punto della

notte alcuni ex democristiani della Casa delle libertà – in primis Casini e

il ministro dell’Interno Pisanu – avrebbero stoppato Berlusconi. Dall’insieme

della narrazione si ricava l’impressione di una congiura democristiana ai

danni di Berlusconi. Bloccando sul filo di lana il sorpasso che si stava profilando

nella notte, gli ex democristiani avrebbero voluto accelerare la caduta

di Berlusconi, e spianare la via a Casini come leader del centro destra. In

questa luce acquisterebbe un senso anche il ritardo con cui è stato dato l’annuncio

della cattura di Provenzano, una notizia che – se diffusa prima del

voto – presumibilmente avrebbe favorito il centro destra.

Il meccanismo che avrebbe reso possibile questa transustanziazione delle

schede sarebbe legato essenzialmente alla nuova legge elettorale, che

avrebbe facilitato la formazione di commissioni elettorali monocolore, ossia

costituite da persone tutte della medesima parte politica. I partiti dell’Unione,

a differenza di Forza Italia, non si sarebbero resi conto tempestivamente

e fino in fondo delle insidie della nuova legge, che prevedeva per gli scrutatori

l’obbligo di iscrizione a un apposito albo (scadenza 30 novembre 2005) e

aboliva il sorteggio nella formazione delle commissioni di seggio.

Il romanzo contiene vari errori e inesattezze, ma porta anche alcuni indizi

empirici interessanti a sostegno della tesi dei brogli: le anomalie nel flusso dei

dati durante e dopo la notte del 10 aprile, l’improvvisa visita notturna di Pisanu

a Berlusconi in una sede non istituzionale (palazzo Grazioli), l’estrema

variabilità territoriale della diminuzione delle bianche, alcune associazioni

clamorose fra crollo delle bianche e aumento dei voti a Forza Italia.

Al momento in cui scriviamo (giugno 2006) sull’ipotesi dei brogli stanno

lavorando alacremente soprattutto giornalisti, studiosi e sondaggisti,

questi ultimi comprensibilmente attratti dal miraggio di trovare una giustificazione

al proprio clamoroso e collettivo insuccesso. È quindi probabile

che, quando il lettore leggerà queste righe, la polemica sui brogli abbia

ripreso quota, arricchendo notevolmente un dibattito che – al momento – si

svolge soprattutto dietro le quinte.

. Articolazione del puzzle

Come si può testare, da un punto di vista empirico, l’ipotesi dei brogli?

A nostro parere un’analisi rigorosa dovrebbe essere in grado di distinguere

i brogli in base ad almeno due parametri: chi li fa e come li fa.

Per quanto riguarda il “chi” è ovvio che non basta provare che ci sono

stati brogli, ma si tratta di separare gli eventuali brogli della Casa delle

libertà da quelli dell’Unione. Per quanto riguarda il “come” ci pare che

accanto al meccanismo ipotizzato nel romanzo anonimo – quello delle schede

bianche che vengono votate per regalare voti a un partito – si debba prevedere

anche un secondo possibile meccanismo, quello delle schede valide

annullate per togliere voti a un partito. Chiameremo rispettivamente brogli

di prima specie quelli basati sulle bianche (H, H), e brogli di seconda specie

(H, H) quelli basati sulle nulle.

Casa delle libertà Unione

Bianche HH

Nulle HH

Complessivamente, dunque, le ipotesi da testare sono quattro, una sola

delle quali (H) corrisponde alle congetture avanzate nel romanzo (brogli

della destra mediante le bianche).

Ma come si può sottoporre a un test statistico rigoroso l’ipotesi dei brogli?

Ovviamente non c’è una sola risposta, e l’abilità di chi vorrà cimentarsi

con il puzzle sta precisamente nell’inventare uno schema di controllo statistico

adeguato alla complessità del problema.

Nella formulazione del puzzle ci limitiamo perciò a dare alcune indicazioni

molto generali.

1. Per testare una qualsiasi delle quattro ipotesi occorre lavorare su un

insieme di casi ampio, e non costruito ad hoc (è questo uno dei principali

limiti delle prove empiriche fornite nel romanzo).

2. I casi possono essere tutti i comuni italiani, i comuni di una regione, tutte

le province, tutti i seggi di una grande città; purtroppo a tutt’oggi il Ministero

dell’Interno non ha ancora fornito le cifre complete dei risultati elettorali,

per cui bisogna lavorare con i dataset che si riescono ad ottenere dai

comuni o dal Ministero stesso.

3. Per ogni caso è essenziale generare almeno quattro variabili: un indice

di variazione dei rapporti di forza fra destra e sinistra rispetto ad elezioni

precedenti (y), un indice di anomalia della variazione delle schede bianche,

delle schede nulle o di entrambe (x), sempre rispetto ad elezioni precedenti;

una o più variabili elettorali di controllo, come la forza relativa dei 2

schieramenti, la partecipazione elettorale e le sue variazioni (z, z, ecc.); infine

una qualche classificazione dell’unità di analisi (provincia, comune, seggio)

in base al suo colore politico più o meno sbilanciato a destra o a sinistra

(p).

4. Se ci sono stati brogli dobbiamo aspettarci che x eserciti un effetto su y

anche al netto delle z, e inoltre dobbiamo attenderci che il segno del coefficiente

di x vari in modo coerente con il variare del colore politico dei vari

territori (p).

In parole semplici: se l’ipotesi da testare è H(brogli di prima specie da

parte della destra) dobbiamo attenderci che quanto più la variazione delle

bianche (x) è negativa, tanto più cresca la Cdl (y), e che tale crescita sia tanto

maggiore nelle unità territoriali – province, comuni, sezioni – in cui è più

forte la destra (p). Lo stesso discorso, mutatis mutandis, vale ovviamente per

le altre quattro ipotesi.

Infine, un caveat generale. Chi volesse provare l’ipotesi dei brogli

dovrebbe anche provare che i modelli statistici che oggi paiono compatibili

con l’ipotesi falliscono la prova se applicati ai dati delle scorse elezioni

politiche. Se gli stessi modelli funzionassero anche per il passato, infatti, la

conclusione dovrebbe essere un’altra: che nel 2006 (forse) i brogli ci sono

stati, ma non sono una novità.

NOTE

Anche assumendo, in modo del tutto irrealistico e iper-pessimista, che la probabilità di ogni

scrutatore di commettere un errore di attribuzione sia del 50%, in base alla distribuzione binomiale

la fluttuazione attesa del numero totale di voti di uno schieramento è pari a (0,25%N) dove

N è il numero dei votanti. Con 40  milioni di votanti la fluttuazione vale3,162, che diventa6,325 a

un livello di confidenza del 95%, e 9,487  a un livello di confidenza del99%. La probabilità che un

processo del tutto casuale di spoglio di 40 milioni di schede determini una fluttuazione di25 mila

voti è quindi del tutto trascurabile.

LETTURE DI PARTENZA

Agente italiano

2006 Il Broglio, Aliberti, Reggio Emilia.


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