La giustizia iniqua ha condannato e condanna a morte quelli che per compito non
ha saputo difendere,chi ha permesso che i responsabili della strage di Ustica
vivessero indisturbati e al loro posto è responsabile delle 22
morti di testimoni e accompagnatori che seguirono perchè non ha
voluto fermarli ma è anche responsabile di tutte le morti che gli
assassini direttamente o indirettamente hanno provocato instaurando il loro
sistema di morte.
Tornare indietro sulle proprie azioni è dovere quando si conosce la
verità,non c'è bisogno di richieste e di nuove carte,chi ha coscienza superi
chi non l'ha avuta e ne denunci l'obbrobrio.
Chi non sa fare il proprio mestiere o ne ha paura se ne vada o ne risponderà,
se non qui, altrove.
Quando la nazione rispetterà la vita e darà giustizia a quelle ingiustamente
annullate potrà ricominciare da capo: riaprire il caso di Marcucci e Lorenzini e aprire un'inchiesta sulla
giustizia negata ai casi di omicidio che ormai non si contano più,messi
anche direttamente nel dimenticatoio.
Un buon segnale potrebbe essere anche la riapertura del caso Scieri
e del caso Adriana Ricciardo, non per finta, per accertarne
in sede processuale i responsabili e i meccanismi,una vita perduta in simili
circostanze merita attenzione e considerazione e anche prevenzioni di ulteriori
danni ad altri innocenti.
MEMORIA PER UN AMICO
Io credo che la civilta' di un Paese si misuri sulla sua capacita' e volonta' di
fare luce sui crimini commessi sul territorio, e di fare Verita' per rendere
Giustizia alle vittime, anche a costo di colpire quei responsabili che si
fossero annidati e mimetizzati in ruoli e divise istituzionali e amministrativi.
La vicenda della morte di Sandro Marcucci e Silvio Lorenzini nega la
possibilita' di riconoscere questo semplice principio al nostro disgraziato
Paese. Ma questo per quanto possa indignarci non deve stupirci o sorprenderci.
Ci sono schiaccianti evidenze puntualmente documentate che neela vicenda di
andro e Silvio si sia trattato di un delitto realizzato con un attentato al
velivolo (e lo stiamo gridando in tanti e da tanto tempo) che una qualsiasi
istituzione di garanzia avrebbe gia' dovuto intervenire da tempo per chiarire,
accertare le eventuali responsabilita', individuarne e perseguirne gli attori
esecutivi e dispositivi.
Niente di tutto questo sta accadendo, e quando si avesse la ventura di
trovarsi di fronte ad una Commissione Stragi (come a me e' accaduto nel 1995)
si potrebbe anche trovare un Presidente pilotato che corre a
rintracciare nella tua relazione la "deposizione" di Lorenzini per
affernare: "Lo diceva anche il passeggero che fosse lo stesso Marcucci a
dire che il vento li stava tirando giu'". Della documentazione poderosa
dei CC, della Commissione stessa e dei testimoni da cui risultava che "vento
non ce n'era, tranne leggeri bave da Sud Ovest" a quel presidente
importerebbe nulla, come allora nulla importo'. D'altra parte potrebbe
trattarsi dello stesso Presidente che di fronte alla foto del cadavere di
Puglisi, appeso a un ramo ma con i piedi ben piantati al suolo e le ginocchia
piegate sotto il corpo riteneva di poter affermare con sfrontata supponenza:
"Che si sia trattato di un suicidio e' certo, perche' oltre agli
accertamenti del Magistrato era nota la sua condizione di forte
depressione". Cose rivoltanti. Ma la documentazione predisposta per la
Commissione e' li', agli atti Parlamentari di questo Paese, a testimoniare
ancor prima che la nostra determinazione la assoluta sciatteria umana edx
istituzionali di tanti, troppi parlamentari.
Torna allora l'annosa domanda: perche' di tale e tanta ostinazione
negazionista e ostentazione di cialtroneria di fronte a scellerati delitti? La
risposta e' che non bisogna disturbare il manovratore ed i suoi gabellieri. Ed
i servi di oggi non sono meno ignobili di quelli di ieri, anche se certamente
oggi ci appaiono piu' raffazzonati e piu' volgari, politicamente parlando, di
quanto non apparissero ieri. Beh la classe andreottiana non era certamente
acqua.
Allora cari amici e compagni di ventura non resta che continuare in questa
vera battaglia di civilta' per Sandro, Silvio ed ogni altra vittima senza
Verita' e senza Giustizia, per spalancare un giorno, quale esso sia e quando
sara' possibile, i coperchi di quelle pentole ove ribolle lo scempio della
svendita di sovranita' e di dignita' di questo disgraziato Paese.
Oggi gli improbabili neo-statisti che ci governano, in nome e nella memoria di
Craxi e della sua pratica del potere, potrebbero anche chiamarsi fuori dalla
antica consociazione al silenzio. Ma non lo fanno non possono e non vogliono
farlo perche' in nome della stessa sudditanza servile di un tempo sono
impegnatissimi a costruire nuove condizioni e nuovi scenari di guerra, e non
sanno ne' saprebbero coniugare nuovi percorsi di pace o con strumenti
pacifici, che solo nella Verita' e nella Giustizia si rendono evidenti e
praticabili.
Cosi' e' (e non vi sembri un diversivo dal tema di questa memoria per Sandro e
per Silvio) l'ultima vicenda e dichiarazione in cui il nostro leader di
Governo auspica l'entrata in Europa dello Stato di Israele, senza dire una
sola parola sugli affari di sempre maggiore rilevanza che nel frattempo il
nostro Paese intrattiene con l'Iran che ne minaccia l'esistenza.
Questo vuol solo dire che l'entrata di Israele in Europa e' ritenuto
l'unico strumento di legittimazione per una doverosa e dovuta azione armata
contro l'Iran successivamente al suo primo atto di ostilita' contro Israele
quando fosse divenuto membro effettivo dell'Europa. Solo l'impiego della forza
e la falsita' ideologica sparsa a piene mani, in nome del libero e selvaggio
mercato, potrebbero dunque motivare interventi che la civilta' umana
imporrebbe invece gia' ora, ma su un piano pacifico ed internazionale
condiviso, come gia' lòa condizione nota delle persecuzioni ebraiche ad opera
del nazismo avrebbero esigito ben altra capacita' di denuncia ed intervento
delle cancellerie internazionali e vaticane. Un libero e selvaggio mercato
dove invece si interviene solo violentemente per tutelare rendite di posizione
ed interessi e per lucrare profitti. E questo accade di nuovo proprio nel
tempo in cui si dichiara la sconfitta e la morte delle ideologie!
Avrete notato che nella ultima pubblicita' dell'ENI e' riemersa, storpiata,
una antica parola "blasfema" del socialismo:
"Internazionalismo", storpiato in "internazionalita'" e
finalizzato non alla liberazione di popoli oppressi ma al nostro fabbisogno:
"per portarvi energia" afferma infatti quella pubblicita',
inutilmente accostata ad altre parole come rispetto (che rimangono vuote,allo
stesso modo con cui si usa il termine di "legalita'", se non
definite: rispetto di chi, di che cosa, e di quale idea di democrazia e di
civile umanita'). E' solo riuscendo a rimanere vigili su tutti i possibili
passaggi della devianza autoritaria del nostro sistema politico e delle regole
della nostra civilta' costituzionale, che avra' senso fare memoria di questi
servitori della Giustizia, come Sandro, caduti per mani assassine.
Diversamente ci rinchiuderemmo in uno sterile ricordo che non si fa memoria ed
attualizzazione.
Ebbene la lotta per Sandro e tutte le vittime o riusciamo a coniugarla con una
visione critica e ad ampio raggio del nostro sistema di potere e di poteri, o
non la vinceremo mai. E' infatti solo quando Sandro ha imparato ad amare
questa nostra Costituzione offesa e violata che si e' liberato di antichi
vincoli di ingiustificata soggezione gerarchica e ha saputo ricollocare il
senso della disciplina e dell'obbedienza nella nuova ottica democratica che il
Movimento dei Militari andava sviluppando nella costante rivisitazione del
dettato e dello spirito della Costituzione nata dalla Resistenza e dalla Lotta
di Liberazione dal Nazifascismo. E ' solo guardando oltre la sua morte che
sapremo, come Sandro, alzare la voce per affermare a schiena dritta di fronte
ai potenti "Non ti e' lecito", anche correndo il rischio di mettere
in gioco la nostra vita e la nostra pelle.
Per questo sono infatti fiero di appartenere alla Associazione Antimafie ed
Antifascista Rita Atria, condividendo con le meravigliose persone che vi
militano una attenzione alle persone ed alle vicende che ci e' dato di vivere
che non si fa esclusiva autoreferenzialita', rincorsa di potere e ricerca di
sicurezze effimere quanto potenzialmente complici della criminalita' che si
intenderebbe denunciare.
Certo questo rendera' piu' difficile riuscire ad avere udienza nelle ovattate
stanze del potere insofferenti ad ogni critica, ma sara' anche la nostra
forza. Sandro non e' morto per imperizia o per condizioni avverse, ma per una
lucida scelta di vivere la civilta' democratica e costituzionale che gli era
stata proposta. Non possiamo essere da meno.
Un abbraccio a tutti.
Mario Ciancarella
18°
Anniversario dell'omicidio Marcucci e Lorenzini
oggi
sono 18 anni dall'omicidio di marcucci e lorenzini. tutta la politica
e la magistratura di Massa Carrara si chiedano se non è arrivato
il momento, senza attendere oltre, di ascoltare oltre 4000
cittadini italiani che hanno chiesto la riapertura del caso Marcucci e
Lorenzini.
Le
istituzioni tutte ci diano finalmente risposta
sulla
loro indifferenza e i loro silenzi verso queste e tante altre vittime.
Laura
Picchi
2
febbraio 1992 - 2 febbraio 2010
18 anni di silenzi - 18 anni di vergogne giudiziarie - 18 anni di
"parole"
parlamentari.
A te Sandro la nostra rinnovata promessa di lottare fino all'ultimo dei
nostri giorni per consegnarti quella giustizia che meriti. Lotteremo
per te, per Lorenzini, per Dettori e per
tutti coloro che sono morti
(uccisi?) dalla vergogna di Stato che si chiama "Strage di
Ustica".
dal
sito Ufficiale dell'Associazione antimafie Rita Atria